Mercoledì, 08 Luglio 2020
 

OLTREPÒ PAVESE - BOOM DI VERTENZE CONTRO LE COMPAGNIE TELEFONICHE: «UTENTI TARTASSATI»

Si fa sempre più complicato il rapporto tra gli utenti oltrepadani e le compagnie telefoniche. Negli ultimi mesi la sezione vogherese di Federconsumatori Pavia è stata presa d’assalto da un numero cospicuo di cittadini che lamentano diatribe di vario genere con i loro fornitori del servizio: si va dalle bollette che “lievitano” mese dopo mese alle disdette ignorate, passando per i disagi legati a linee Adsl che non funzionano e passaggi alla fibra ottica che finiscono per raddoppiare - letteralmente - le bollette a carico di alcuni malcapitati. Il campionario è estremamente variegato e sulla scrivania del responsabile Mario Spadini le pratiche impilate sono moltissime. «Quelle a portata di mano però non sono che una piccola parte, quella che riguarda una determinata compagnia telefonica». Di cui non facciamo il nome per non discriminarla inutilmente dato che, come spiega lo stesso Spadini, «l’aumento della  vertenzialità non è imputabile a una sola compagnia, e i comportamenti scorretti sono diventati ormai una sorta di prassi adottata in modo “bipartizan” pressoché da tutte».

Sono circa 400 i reclami annui che Federconsumatori inoltra dall’Oltrepò, un terzo di quelli di tutta la provincia. Negli ultimi mesi c’è stato un aumento dei contenziosi con le compagnie telefoniche, con i tempi per raggiungere la conciliazione che si sono quasi triplicati rispetto al passato. «Il campionario delle scorrettezze messe in pratica ai danni degli utenti in maniera quasi sistematica è ampio e variegato» e a sciorinarlo è sempre il responsabile Federconsumatori Mario Spadini.

BOLLETTE GONFIATE - «Sono dovute per lo più a servizi aggiuntivi, costi che vengono letteralmente “appiccicati” alla bolletta di mese in mese e dei quali un utente che non sia più che attento e non controlli con attenzione tutte le voci potrebbe anche non rendersi conto. Alla lunga però il costo complessivo della fattura può lievitare notevolmente e chi doveva pagare inizialmente magari 25 euro si trova a lasciarne giù 30, 35 o anche 50».

DISDETTE IGNORATE - «Fanno finta di non vederle e di accettarle. Ignorano anche le comunicazioni ufficiali, ovvero quelle a mezzo raccomandata, e continuano ugualmente a fatturare bollette anche nei tre, quattro o anche cinque mesi successivi».

IL MODEM - «Viene fornito nel pacchetto contrattuale in comodato d’uso, quindi a pagamento. In barba a una sentenza del Consiglio di Stato che dice che il consumatore ha diritto di scegliere se comprarsi il modem oppure avere quello in comodato d’uso, le compagnie non rispettano questa libertà di scelta, di fatto imponendone l’usufrutto a pagamento, con una cifra mensile media di 5 euro. Il fatto è che non si tratta di soldi corrisposti fino alla copertura del valore dell’apparecchio, bensì di un costo fisso attuato fino a scadenza di contratto. Si capisce facilmente che, chi lo tenesse per un lungo periodo, finirebbe per rimetterci, di fatto strapagandolo».

LA FIBRA E LE BOLLETTE DOPPIE - «In questo momento le compagnie stanno promuovendo a tappeto la fibra ottica, che costa molto di più della linea in rame e porta quindi guadagni superiori. C’è però un problema: normalmente la trasformazione della linea da normale a fibra comporta il cambio di numero e, casi sempre più frequenti, per alcuni mesi i cittadini si vedono recapitare in contemporanea due bollette, una per il nuovo numero e una per il vecchio. Questo accade perché la responsabilità della disattivazione di quest’ultimo ricade sull’utente, che dovrebbe mandare disdetta tramite raccomandata. è un assurdo considerando che entrambe le linee si appoggiano al medesimo filo».

FATTURAZIONE A 28 GIORNI - «Esistono delle sentenze del Consiglio di Stato contro questa prassi, in cui si sostiene che le compagnie che hanno applicate devono rimborsare agli utenti le differenze. Nelle sentenze si parla di rimborsi automatici, mentre le compagnie fanno tutt’altro subordinando questi rimborsi a delle richieste scritte che devono essere inoltrate dall’utente. Si tratta quindi di un ulteriore reclamo da effettuare, un’altra seccatura cui la maggior parte degli utenti alla fine rinuncia».

GLI ELENCHI TELEFONICI - «Questa rappresenta una “chicca”, ultima novità in provincia di Pavia, dove da due anni non viene consegnato un elenco telefonico, il cui costo però è ugualmente inserito in bolletta. Un’operazione che su scala nazionale fa entrare nelle casse di Telecom circa 200 milioni all’anno. Anche in questo caso per ottenere dei rimborsi occorre presentare un reclamo, cosa che circa il 2 per cento degli utenti fa.

La maggior parte neppure se ne accorge di questo costo in bolletta».

ADSL TARTARUGA - «è un problema che riguarda soprattutto i comuni dell’Oltrepò collinare o montano, dove le linee sono scarse e spesso la velocità reale della connessione, anche se venduta a 6 o 7 megabyte al secondo è di uno ad andar bene».

Chi ritiene di aver subito un’ingiustizia come procede?

«Si fa reclamo e si attende un mese per la risposta, che arriva in media soltanto nel 10 per cento dei casi ed è comunque sempre negativa. Poi si gira il tutto in conciliazione. Una procedura lunga che prosegue in media per tre mesi, un tempo durante il quale le compagnie continuano a rivendicare soldi attraverso il recupero crediti nonostante la regola imporrebbe che, una volta inviata la domanda di conciliazione, le bocce dovrebbero per così dire essere ferme».

Chi ha la pazienza e caparbietà di arrivare in fondo alla sua protesta ottiene quasi sempre soddisfazione. «Una volta arrivati in conciliazione di solito otteniamo ragione» spiega Spadini.

Il problema, che gioca a favore delle compagnie disincentivandole di fatto a cambiare modus operandi, è che delle procedure di reclamo aperte solo una piccola parte arriva a termine. «Il 15-20 per cento, non di più» spiega l’esponente di Federconsumatori «perché molte persone alla fine si stancano oppure cedono alle pressioni del recupero crediti e preferiscono chiudere la faccenda pagando, soprattutto quando si tratta di cifre trascurabili».

  di Christian Draghi

Leggi Il Periodico News - Maggio 2020

 
 

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