Mercoledì, 01 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - VOGHERA - «SFRATTATI DALLA PISCINA PER UN VIDEO ONLINE»

L’Iria Pallanuoto, unica squadra vogherese espressione di questa disciplina, non si allena più a Voghera e presto cambierà nome. è stata allontanata dalla piscina comunale lo scorso giugno in seguito a un video messo in rete dal suo allenatore Marco Zucchi in cui criticava duramente la gestione del centro natatorio ad opera della società Gesti Sport. Oggi la realtà sportiva vogherese ha trovato una nuova casa a Casteggio e si appresta a togliere dal proprio nome la dicitura “Iria”, scelta in omaggio alla propria città. Sarà rimpiazzata da un’altra più generica (ancora da ufficializzare) legata al mondo della pallanuoto.

La “love story” tra la squadra e la città si è interrotta bruscamente: Gesti Sport, che ha in gestione l’impianto natatorio, non avrebbe gradito le critiche ricevute, mettendo letteralmente alla porta la squadra: «Il giorno stesso della pubblicazione del video, recatomi in piscina, mi veniva detto di non essere persona gradita e che tutto il materiale tecnico (porte, palloni, calottine, ecc.) era già stato portato fuori dall’impianto» spiega Zucchi. 28 anni, istruttore di nuoto, da circa otto si impegna a promuovere  l’attività di pallanuoto. L’allontanamento dalla piscina “Dagradi” non è però l’unico motivo dietro cambio di nome e rinuncia alla “vogheresità”: «Neppure l’amministrazione comunale – spiega sempre il coach - ha mai mostrato interesse per noi. Nonostante più incontri in cui abbiamo chiesto aiuto per trovare una sede, nessuno si è mai preoccupato di venirci incontro. Addirittura, all’ultimo appuntamento che ci avevano dato, l’assessore neppure si era presentato».

A vaso colmo, la decisione di tagliare i ponti. “Chi non mi vuole non mi merita”, dice il motto.

Zucchi, partiamo dal vostro allontanamento dalla piscina di Voghera. Che cosa è accaduto esattamente?

«è successo che ho espresso delle opinioni personali, molto critiche riguardo alla gestione attuale, e un’intera associazione sportiva è stata cacciata fuori in malo modo. 20 persone, dal più piccolo che ha 8 anni al più grande che ne ha 60. Siamo stati letteralmente messi alla porta. Non solo le nostre attrezzature sono state spostate all’esterno dell’impianto, anche lo striscione adesivo con il nome del nostro sponsor, che avevamo appena fatto stampare non senza dispendio di energie e soldi, è stato accartocciato e reso inutilizzabile. Stessa sorte è toccata alle foto che avevamo appese lungo il corridoio che porta al bar della piscina».

Come mai ha scelto di utilizzare il canale Youtube per esprimere le sue critiche?

«è uno spazio che mi sono preso online per l’impossibilità di comunicare altrimenti e serenamente ai gestori i disagi sia degli atleti sia degli utenti. è stato uno sfogo personale e a mente fredda riconosco che potevo magari usare toni meno accesi».

Ha suscitato una reazione decisamente dura. Che cosa dice in quel video?

«Le mie critiche erano rivolte soprattutto al fatto che Gesti Sport, che da fine 2007 ormai gestisce la piscina comunale, è di fatto una società cooperativa che si occupa di fitness e non di sport di squadra in senso stretto. La sua gestione negli anni ha snaturato completamente l’impianto natatorio di Voghera, rendendolo sempre più inadeguato per lo svolgimento di sport di squadra. In generale, affidare un impianto sportivo a chi si occupa di fitness ha causato disservizi e quella che ho definito una mala gestione».

Quali sarebbero questi disservizi?

«Innanzitutto la piscina vogherese era l’unico impianto in Lombardia con un trampolino per tuffi da venti metri. La prima mossa di Gesti Sport all’epoca fu riempire la fossa da 5 metri, rendendo di fatto il trampolino un monumento all’inutilità, buona giusto ad ospitare piccioni. Se questa può essere ritenuta una scelta “gestionale”, per quanto a mio giudizio incomprensibile, i danni maggiori sono stati fatti alle vasche coperte. Aggiungere ad esempio una settima corsia alle vasche per il nuoto, al solo scopo di aumentare il profitto, ha comportato la riduzione dello spazio a disposizione degli utenti, con conseguente disagio generale. Per introdurre l’idrobike poi, di tendenza alcuni anni fa, si erano inventati una pedana da mettere nella vasca da 180 centimetri per ridurre l’altezza a 80, sempre a scapito della comodità di chi pratica il nuoto. Per non parlare poi dell’aumento del costo delle docce da 20 a 25 centesimi con l’introduzione di una tessera magnetica. Un dettaglio che a qualcuno potrà sembrare irrisorio, ma che ha un impatto su chi si allena tutti i giorni. Business is business, si dice, e in base a questa logica pace se si offrono servizi scadenti e non si permette alle società vogheresi di fare sport nell’impianto vogherese».

Da quanto vi allenavate nella piscina di Voghera?

«Da quando la squadra è stata fondata, nel 2011».

Adesso dove vi allenate?

«Attualmente ci alleniamo nella piscina di Casteggio dove abbiamo avuto massima disponibilità e abbiamo creato per la prima volta anche un settore Aquagol sotto i 10 anni di età. Oltre a Casteggio abbiamo avuto disponibilità anche dalle piscine di Tortona e Novi Ligure».

Con il Comune avevate cercato contatti. Com’era andata?

«Già 4 o 5 anni fa ci eravamo rivolti all’assessore allo sport, che inizialmente si era detto interessato alle nostre rimostranze ma che poi è sparito. In seconda battuta poi ci avevano dato buca ad un appuntamento già preso. Il Comune latita, d’altra parte non si è neppure mosso per celebrare in qualsivoglia modo i 70 anni della piscina che, quasi nessuno lo ricorda, è stata inaugurata il 10 luglio 1949».

In un altro suo video lei ha parlato di “vuoto cosmico” a proposito di questa ricorrenza. è a questo che si riferiva?

«Sì, in particolare volevo sottolineare il totale disinteresse dell’amministrazione locale per un anniversario così importante di cui io stesso sono venuto a conoscenza solo grazie ad una lettera pubblicata su un giornale locale. Senza andare lontano, a Tortona hanno celebrato i 30 anni del loro impianto comunale con una grande festa. Noi che ne abbiamo più del doppio niente. Mi chiedo se qualcuno si ricorderà almeno nel 2049 di festeggiare il centenario dell’impianto». 

di Christian Draghi

Leggi Il Periodico News - MARZO 2020

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