Lunedì, 06 Luglio 2020
 

Federdoc - anche in merito al Patto per l’Export, progetto con il quale il Governo prevede uno stanziamento straordinario di un miliardo e 336 milioni di euro a favore del rilancio del Made in Italy nella fase post emergenza Covid – sottolinea, in una nota, l’importanza di un confronto immediato atto a definire al meglio il ruolo fondamentale dei Consorzi di Tutela del Vino a Denominazione in questo processo di ripartenza che fa seguito a uno dei momenti più difficili mai affrontati dal settore.

“Pur riconoscendo l’impegno del nostro Governo – spiega Riccardo Ricci Curbastro, Presidente della Federdoc, Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari di Tutela dei Vini a Denominazione di Origine italiani – e valutando in modo estremamente positivo molti degli obiettivi del progetto, avevamo ritenuto necessario ricordare come diversi degli elementi cardine del piano dovessero a nostro giudizio prevedere il coinvolgimento di realtà, come appunto Federdoc, che già da anni operano in prima linea su temi quali la promozione e l’internazionalizzazione”.

E pronta è stata, come riferisce la Federdoc in una nota, la risposta del Governo e in particolare del Ministero degli Affari Esteri, dicastero che ha lavorato al Patto per l’Export e che, nella figura del Sottosegretario di Stato Manlio Di Stefano, ha voluto incontrare il Presidente Ricci Curbastro per un colloquio nel corso del quale sono stati affrontati i temi centrali del settore vitivinicolo.“Ho trovato nell’Onorevole Di Stefano un interlocutore attento e preparato – racconta Ricci Curbastro – e molto sensibile alla realtà dei Consorzi, volano imprescindibile per la crescita del vino italiano, dentro e fuori dai confini nazionali. E’ stato un incontro propedeutico a un’attività sinergica, indispensabile per la ripresa di un settore in evidente sofferenza. Temi come cultura del vino, promozione dei territori e protezione delle nostre Indicazioni Geografiche sono stati affrontati con la promessa di un prossimo incontro che renda possibile approfondire il discorso e, soprattutto, definire una strategia vincente per la rinascita del patrimonio vitivinicolo del nostro Paese”.

Un nuovo impianto a biometano  sorgerà nell’area delle logistiche di Broni, a fianco di quello già attivo da diversi anni in località Campo Viola, vicino allo svincolo del casello della A21. L’impianto tratterà rifiuti pericolosi e non, principalmente terreni provenienti da bonifiche ambientali a cui si aggiunge la parte organica dei rifiuti solidi urbani. 5 milioni di euro di investimento per 2mila metri quadrati di fabbricato, 12 camion al giorno in entrata ed in uscita dall’area e 40mila tonnellate all’anno la capacità di trattamento del materiale. Sono questi i primi numeri che emergono dal progetto.  

Partito l’iter di richiesta autorizzazione sul quale si pronuncerà la Provincia, nel frattempo il Comune di Broni ha approvato la proposta di intervento di compensazione ambientale, nella quale la Società “Ambiente e Risorse srl”  si impegna  alla manutenzione di una pista ciclabile presente sul territorio comunale, scelta dall’amministrazione, per una spesa complessiva di 41.500 euro. Il Comune di Broni anche in questo caso prosegue con la politica ci compensazione ambientale, così come per le altre logistiche presenti nella zona,  che hanno finanziato la realizzazione di  due aree cani.

La storica attività di Via Emilia “Angela Ricami” che vendeva stoffe e filati di ogni tipo dal 1978, non alzerà più la saracinesca. Questa la decisione presa con sofferenza dalla titolare, Marisa Maggi. La chiusura forzata causa Covid e gli ulteriori investimenti necessari per riaprire, sono le cause dello stop a questa attività che fu aperta ormai più di 40 anni fa dalla zia della signora Marisa, Angela e che ha servito intere generazioni di vogheresi. «Al di la del Covid,  negozi come il mio sono destinati a scomparire – dichiara la signora Marisa – oggi ci si sposa a 40 anni e non si ha voglia di stirare la tovaglia ricamata o il lenzuolo di lino». E così la signora Marisa che fino allo scorso anno ha ricamato e personalizzato 134 grembiuli per gli scolari vogheresi, ora si dedicherà a tempo pieno al “mestiere” di nonna.

 

Approvato dalla giunta municipale il progetto esecutivo del primo lotto delle opere di riqualificazione di Villa Nuova Italia, complesso storico passato dal Demanio al Comune di Broni esattamente un anno fa. Pari a 600mila euro il costo stimato dell'intervento, di cui 447.866 euro destinati ai lavori, 32.354 euro per oneri legati alla sicurezza e poco meno di 120mila euro per somme a disposizione dell'amministrazione.

Realizzato nel XIX secolo a scopi residenziali, l'immobile è oggi visibilmente intaccato dai segni del tempo. In particolare, il deterioramento della copertura ha provocato infiltrazioni di acqua piovana, causando la comparsa di evidenti segni di degrado, e la muratura esterna dell'edificio è interessata dalla presenza di umidità molto diffusa che compromette le strutture, ma anche la vivibilità stessa degli ambienti.

Il progetto prevede quindi una serie di azioni volte a restituire a Villa Nuova Italia il meritato splendore: saranno rimesse a nuovo le coperture, la facciata e il prezioso loggiato in stile Liberty, verranno ripristinati o sostituiti i serramenti danneggiati, sistemato il parapetto della scala principale interna, rifatto il pavimento della sala civica al piano rialzato e sarà inoltre realizzata una nuova scala che dallo stesso piano raggiungerà il parco all'esterno, oltre a diversi altri interventi funzionali ed estetici.

«Con questi lavori – commenta il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – renderemo a Villa Nuova Italia, uno dei simboli architettonici della nostra città, quello smalto che anni di mancato utilizzo le hanno progressivamente sottratto. È un edificio di grande valore culturale, e come tale ci sentiamo in dovere di tutelarlo e riconsegnarlo alla comunità locale».

A partire da domani, Mercoledi 1 Luglio,  tutti i Dipendenti di Asm Voghera torneranno regolarmente in ufficio, dopo che circa il 70% del personale, durante i mesi scorsi, aveva alternato periodi di Smart Working a periodi di presenza sul posto di lavoro. Una parte di personale di Asm, che doveva invece garantire lo svolgimento quotidiano dei servizi (come per es. le Onoranze Funebri, le Farmacie e l’Igiene Urbana, ma anche alcuni degli uffici amministrativi) hanno invece garantito la presenza anche durante il periodo di lockdown.  

“La scelta di alternare lo Smart Working con la presenza in ufficio, dettata dal fatto di mantenere gli obblighi di distanziamento sociale e la sicurezza sul posto di lavoro, ha dato dei risultati molto positivi – commenta Piero Mognaschi, Direttore Generale di Asm Voghera – In primo luogo questa metodologia di lavoro, che ha garantito la sicurezza di tutti, ha consentito nel contempo di proseguire senza variazione alcuna il lavoro quotidiano dell’Azienda che, durante il periodo di lockdown dovuto all’emergenza Covid-19, è addirittura aumentato per aiutare tutti coloro che erano impegnati sul campo a combattere questa pandemia, a cominciare dal personale medico, sanitario e ospedaliero”. 

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Quasi un migliaio di mi piace e tantissimi commenti: è diventato subito virale il video pubblicato sabato mattina su Facebook dall’associazione “Voghera da scoprire”. Divertente cover di “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, è stato girato da Nicola Imbres per conto del gruppo di commercianti guidato da Maria Teresa Figini, e vede protagonisti ben cinquanta titolari delle più frequentate attività cittadine. Ci sono ottici, farmacisti, orefici, baristi, parrucchieri, fioristi, ma anche negozi di abbigliamento e di elettrodomestici: tutti hanno voluto partecipare all’iniziativa, prestando la voce e il volto a un esperimento che vuole soprattutto essere di buon auspicio in questo momento difficile. «Volevamo – spiega Figini – lanciare un messaggio ai nostri colleghi e soprattutto alla nostra clientela, un messaggio positivo da cui ripartire dopo l’emergenza che abbiamo vissuto.

Il commercio nazionale e locale è stato duramente colpito sia dal punto di vista umano e affettivo che economico, ma noi vogliamo smettere di pensare a quello che è stato e guardare con fiducia a quello che sarà». Alcuni decisamente a proprio agio, altri un po’ timidi e impacciati, hanno dimostrato inaspettate doti canore e soprattutto tanta autoironia: «Quando abbiamo proposto loro di prendere parte a questo videoclip – continua Figini – qualcuno era ovviamente un po’ titubante, ma la maggior parte si è lanciata a capofitto nell’idea, incurante delle stonature o dell’imbarazzo. Noi non siamo un’associazione di categoria e non ci opponiamo a quelle esistenti, ma se mai ci affianchiamo a loro in un’ottica di valorizzazione della città. Questo è il nostro scopo e per raggiungerlo abbiamo bisogno di dialogo ed energia positiva, lavorando in un’ottica di coesione e di superamento delle rivalità.  Proprio per questo ci interessa riuscire a rendere unito il nostro settore: se vogliamo rilanciare il commercio vogherese non ci sono alternative, dobbiamo essere solidali e collaborativi».

Il video, in effetti, è il primo passo di un cammino molto più lungo: «Siamo in attesa di scoprire – conclude Figini – se un progetto che abbiamo ideato nelle scorse settimane andrà in porto. Se dovessero concederci i fondi, sentirete ancora parlare di noi». Il video è stato realizzato in collaborazione con l'assessorato al commercio del comune di Voghera.

 

Limiti al contante, si cambia. Dal primo luglio la soglia per l'utilizzo viene ridotta a 1.999,99 euro limiti che scenderanno a mille il primo gennaio 2022. Il nuovo tetto comporta che fino a 1.999 euro è possibile dare soldi in contanti a un'altra persona o a un'azienda senza vincoli. Diverso dai 2.000 euro in su, ove per trasferire denaro da un soggetto a un altro è necessario uno strumento tracciabile, come il bonifico bancario, la carta di credito, ecc. Va precisatoche detto limite riguarda sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento e la limitazione tocca anche le donazioni e i prestiti, anche se fatti tra familiari.

Si precisa anche che dal primo luglio il pagamento in contanti per cifre superiori ai tetti previsti è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati.

La normativa si compone anche di un aspetto sanzionatorio per i trasgressori con sanzioni amministrative pesanti. Multe salatissime che andranno da un minimo di 3000 euro a un massimo di 50000 euro a seconda della gravità dell'infrazione che nella violazione sono coinvolti entrambi gli attori, ovvero chi effettua il pagamento e chi lo riceve. Nulla varia, infine, per i versamenti e i prelievi fatti sul proprio conto corrente in quanto non costituiscono un trasferimento di denaro tra soggetti diversi quindi non ha limiti e non incorre nelle sanzioni.

Cambia l'assetto logistico del mercato domenicale. Sullo sfondo delle bancarelle non ci saranno più Piazza Vittorio Veneto e Viale Repubblica: a partire da questa domenica gli ambulanti si trasferiranno in Via Togni, Piazza Garibaldi e Via Emilia, disposizione già adottata con successo in occasione delle annuali Fiere di San Contardo e San Contardino (che si svolgono rispettivamente ad aprile e agosto).
Lo spostamento dell'area mercatale, deliberato dalla giunta nei giorni scorsi, avrà come primo effetto quello di liberare posti auto in piazza Vittorio Veneto, rendendo così pienamente fruibile uno dei principali spazi di sosta del centro storico. «Si tratta di una soluzione sperimentale – specifica il sindaco di Broni, Antonio Rivezzi – che non interesserà l'edizione del venerdì e avrà una durata di sei mesi, al cui termine potremo decidere se proseguire oppure no. Ci siamo mossi in questa direzione per accogliere le istanze dei commercianti di Via Emilia, espresse con una raccolta firme e finalizzate a un maggior coinvolgimento delle loro attività nei meccanismi di consumo indotti dal mercato. Resta inteso che per tutto il periodo della sperimentazione manterremo un costante confronto sia con i cittadini, sia con gli esercenti, così da valutare cammin facendo la bontà dell'iniziativa. Del resto – conclude Riviezzi – abbiamo scelto di seguire lo schema che viene abitualmente utilizzato per le Fiere dedicate a San Contardo e San Contardino, sul quale abbiamo sempre riscontrato l'apprezzamento dell'utenza. E storicamente, voglio ricordarlo, il mercato si svolgeva proprio su Via Emilia».
«Mai come in questa fase - interviene Mariarosa Estini, assessore al Commercio – è importante mettere in campo ogni strategia mirata a sostenere il più possibile gli esercizi cittadini. Per questo abbiamo accolto di buon grado le richieste delle attività di Via Emilia, sostenute anche dalla locale Ascom, con cui abbiamo avuto diversi incontri che ci hanno permesso di intraprendere un percorso di dialogo e condivisione».

 

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Consegnati buoni spesa per 56.650 euro a un totale di 367 nuclei familiari in difficoltà: è il bilancio finale degli interventi realizzati con i contributi messi a disposizione dal Governo, operazione che, come molte altre iniziative attuate a Broni dall'inizio dell'allarme sanitario, ha visto in primissima linea il mondo dell'associazionismo locale. La distribuzione a domicilio dei buoni, completata nelle scorse settimane, è stata infatti effettuata dai volontari del progetto "Non sei solo", che ha coinvolto Protezione Civile, Alpini, Auser e Consulta Giovani. Un piccolo esercito composto da circa 140 persone, accomunate dalla disponibilità ad aiutare il prossimo in un momento di grande incertezza generale. «A loro va tutta la mia gratitudine – è il commento del sindaco Antonio Riviezzi - e credo in questo di farmi interprete del sentimento dell'intera comunità. Ricordo che, oltre a occuparsi dei buoni spesa, i nostri volontari hanno anche curato altri servizi di grande importanza, ad esempio la consegna di generi di prima necessità e di farmaci, senza i quali la prima fase dell'emergenza sarebbe stata certamente meno agevole per una parte non trascurabile della popolazione. Personalmente sono orgoglioso di amministrare una realtà – aggiunge - in cui solidarietà e impegno civile non sono concetti astratti, ma aspetti tangibili della vita pubblica».

Esaurite le risorse erogate dal governo, tuttavia, la macchina dell'altruismo continua a viaggiare a pieni giri. A questo proposito, prosegue la distribuzione di aiuti alimentari a cura dell'associazione caritativa parrocchiale "Il Pane di Sant'Antonio". Inoltre la giunta comunale ha da poco approvato le linee guida del "Fondo di solidarietà", programma di intervento (reso possibile dalle libere donazioni dei cittadini) a sostegno delle famiglie in condizioni di bisogno. Può accedervi chi ha ridotto l'orario di lavoro, è stato licenziato o ha cessato l'attività a seguito dell'emergenza Covid-19, oppure chi si trova ad affrontare spese impreviste per sé o per un proprio familiare, purché non già percettore di altre tipologie di aiuto (come il reddito o la pensione di cittadinanza). Pari a 300 euro il contributo previsto per ogni famiglia, somma che a fronte di situazioni di particolare fragilità può essere portata a 500 euro. Massima priorità, nell'erogazione dei sussidi, è accordata alle donne vittime di violenza, a chi deve sostenere costi legati a interventi di natura sanitaria e ai nuclei familiari con disabili o figli minori che necessitano di prodotti per la prima infanzia. «Gli aiuti – spiega il vicesindaco Cristina Varesi – saranno assegnati sulla base di progetti definiti con l'assistente sociale. Vogliamo aiutare le famiglie ad affrontare situazioni di necessità contingente, con particolare riferimento a quei casi in cui non sono previste altre forme di sostegno pubblico. Questo grazie alla generosità dei tanti cittadini che hanno contribuito a creare il Fondo di solidarietà, per un importo attualmente disponibile pari a circa 15mila euro». 

 

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Futuro incerto per l'area fieristica di via Truffi, la grande struttura dedicata agli eventi ed alle manifestazioni del Comune di Casteggio. Le aziende che sembravano aver manifestato interesse per la gestione dell’area, dopo l’emergenza sanitaria sembrerebbero aver rivisto la loro posizione e così il sindaco Vigo pensa per questo 2020 di ospitare la storica rassegna “Tartufo e Miele a novembre” arrivata ormai alla sua 36° edizione,  anche se non nasconde le proprie perplessità sui tempi davvero stretti e sulle limitazioni ancora in atto del post Covid.

L’area Truffi non risente solo delle ripercussioni dovute alla straordinaria emergenza sanitaria, trattandosi di un’ampia area dove il distanziamento sociale non sarebbe un problema ma un punto di forza, ma si porta sulle spalle anche altre problematiche che la rendono oggi poco appetibile, scarsi investimenti, prima tra tutti la mancanza di un impianto di climatizzazione, ma visto il periodo, precisa Vigo «Siamo prudenti nel fare qualsiasi investimento».

Leggi Il Periodico News - Maggio 2020

 
 
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