Sabato, 21 Ottobre 2017

Per il comparto vitivinicolo sono stati erogati per l'annualità 2017 quasi 337 milioni di euro, corrispondenti alla totalità dei fondi assegnati all'Italia dalla Ue per l'esercizio finanziario 2017. Lo annuncia, in una nota, il ministero delle Politiche agricole.

I dati resi noti da Agea, si legge nella nota ministeriale, "confermano il grande interesse dei produttori vitivinicoli italiani verso le misure strutturali e di sostegno alla promozione previste dall'Ocm vino ed un utilizzo efficace dei fondi comunitari disponibili, grazie alla flessibilità messa in atto dal Mipaaf attraverso tempestive rimodulazioni finanziarie tra Regioni e le misure del Pns, il Programma nazionale di sostegno".

Le misure maggiormente utilizzate sono state quelle relative alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti e alla promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi, che hanno assorbito oltre 228 milioni di euro.

Molto apprezzata anche la misura degli investimenti in cantina, che ha fatto registrare un importo pari a circa 63 milioni di euro.

La misura della vendemmia verde, prevista per prevenire eventuali crisi di mercato in alcune aree e ripristinare l'equilibrio fra domanda e offerta di vino, ha fatto registrare un utilizzo pari a poco meno di 1,2 milioni di euro, mentre alla distillazione dei sottoprodotti sono stati destinati oltre 17 milioni di euro.

Infine, attraverso l'assicurazione del raccolto, sono stati erogati 26 milioni di euro di contributo, utilizzati per coprire i costi dei premi assicurativi versati a copertura delle perdite legate alle avverse condizioni climatiche e alle fitopatie o infestazioni parassitarie.

"Il sistema delle Ocm - conclude il ministro Maurizio Martina - è uno degli strumenti indispensabili per la crescita delle nostre imprese, perché aiuta ad accrescere la competitività e serve come rete di protezione nei mercati. Per questo riteniamo importante che le OCM siano centrali anche per la prossima programmazione della PAC. In tal senso ho rappresentato di recente al Commissario Phil Hogan il ruolo importante che rivestono e la richiesta di estendere questo modello anche ad altri settori strategici". 

Crollano le denunce per usura in Italia. Sono state 'solo' 163 nel primo trimestre di quest'anno contro le 218 dello stesso periodo dell'anno scorso. In pratica il 25% in meno. E' quanto emerge dai dati della Polizia di Stato. Numeri non facili da interpretare che contrastano con un business che, calcola l'Eurispes, raggiunge gli 82 miliardi di euro.

Criminologa: "Vittime sempre più fragili, fanno fatica a parlare"- "Il dato relativo a usura ed estorsione è spesso molto difficile da leggere. Un calo normalmente è collegato a una efficace strategia di contrasto, ma per quanto riguarda questi reati nello specifico molto spesso non è così" dice a Eleonora Montani, docente di Criminologia all'Università Bocconi di Milano. "E' possibile che l'usura stia aumentando e ci sia un sommerso più ampio. Sono episodi che si arriva a denunciare nel momento in cui c'è sicurezza e si sente di avere una rete di supporto". "Si ricorre a prestiti usurari", spiega la docente, che collabora con Nando Dalla Chiesa, anche perché "le banche faticano a dare credito" in questa congiuntura economica. "Le vittime si sentono, quindi, più fragili - spiega - e fanno fatica a denunciare".

"Non si denuncia? C'è paura" - "C'è sfiducia nelle istituzioni" lamenta  Ferruccio Patti, presidente Sos Impresa di Milano e vicepresidente di Confesercenti nella metropoli lombarda, in prima fila contro il racket e l'usura. "La gente si rende conto che non ottiene risultati e, per non perdere tempo, sceglie di non denunciare". La sua associazione ha da poco presentato il pizzino anti-usura, dedicato all'ambulante Pietro Sanua, ucciso a colpi di lupara a Corsico nell'hinterland milanese. "In molti tra i commercianti preferiscono cedere la propria attività agli aguzzini, per timore di conseguenze ancora più gravi" aggiunge Patti, spiegando come funziona il meccanismo perverso. "Di fronte a una scadenza economica, se dalla banca non arrivano i soldi - i prestiti alle aziende, calcola Unimpresa, sono calati di oltre 42 miliardi nell'ultimo anno -, allora ci sarà qualcuno, vicino, commercialisti e avvocati disonesti, società di recupero crediti poco affidabili, qualche impiegato di banca infedele, pronti a 'darti una mano'".

"L'usuraio? Aveva un aspetto rassicurante" - Finire nella rete dell'usura è più semplice di quanto non si immagini. Ne sa qualcosa Francesca, nome di fantasia, una signora originaria di un paesino della provincia umbra, che si è trovata a dover chiedere un prestito perché chi le doveva l'affitto non pagava da mesi. "Avevo calcolato di avere quei soldi e, invece, non sono arrivati. Ho cominciato a fare debiti. Prima una piccola cifra, poi via via l'importo è salito e sono finita nei guai". Non è stato un problema, racconta, per lei trovare chi le avrebbe prestato quei 2500 euro. Non si sa perché, ammette, sembra che nessuno li conosca, ma se chiedi "in giro si sa". "Sono persone normalissime, anzi a me quel signore anziano, vestito di tutto punto, mi era sembrato anche rassicurante. Mi ha dato quei soldi, poi, il debito cresceva. Non riuscivo a stare dietro agli interessi, sempre più alti, e mano a mano la cifra saliva. Passavo da uno strozzino all'altro per coprire il debito precedente". Era sempre lo stesso, il primo, racconta, che la indirizzava. "La prima volta ci siamo incontrati in un ufficio, poi in un parcheggio e io firmavo assegni, uno dopo l'altro, sempre di più. Ed ero sola, è stato questo il mio errore: non chiedere aiuto a nessuno". Il momento più brutto? Quando Francesca è stata sfrattata perché ormai piena di debiti. E' finita sulla strada con il marito, la figlia e i suoi due suoceri molto anziani, che non sapevano nulla. Fino a quel giorno in cui ha ricevuto la telefonata delle forze dell'ordine. "Lei, signora, lo conosce? (l'usuraio, ndr.) Non menta, lo sappiamo" le hanno chiesto, da lì il processo e la nuova vita. Ora ha un lavoro e una casa. Ce l'ha fatta grazie alla sua famiglia che, nonostante tutto, non l'ha abbandonata. "E' stato grazie a mio marito, che pensi, l'ha saputo il giorno stesso in cui l'hanno sbattuto fuori casa per i miei debiti e mi è rimasto accanto - conclude -. Lui, mia figlia e i miei suoceri sono stati la mia vera forza".

Conservare una bolletta pagata di gas, luce, acqua o telefono è molto importante perché a volte rappresenta l'unica difesa del consumatore. Ma per quanti anni va tenuta? Tutto ciò che rientra nell'erogazione di servizi pubblici di consumo - si legge su guidafisco.it - devono essere conservate per 5 anni a partire dalla data di pagamento della bolletta. In questo lasso di tempo, il gestore del pubblico servizio, può richiedere copia del pagamento come dimostrazione della regolarità del versamento. Quindi se si è pagata una bolletta il 10 ottobre 2017 si può buttare solo dopo 5 anni e solo dopo il 31 dicembre, quindi dal 1° gennaio 2022 il credito cade in prescrizione e quindi non è più esigibile da parte del gestore e il cliente ha diritto a non dover dimostrare il pagamento. Se invece la bolletta è stata buttata prima dei 5 anni, il cliente dovrà ripagare la bolletta che non risulta contabilizzata dal gestore perché non può dimostrare l'effettivo pagamento.

  

Estendere la platea dell'Ape, rendendo più facile l'accesso ai disoccupati e alle persone che svolgono lavori gravosi. Lo propone il direttore generale dell'Inps, Gabriella Di Michele, in audizione nella commissione Lavoro della Camera. Attualmente, anche riesaminando le domande ''alla luce delle più favorevoli interpretazioni, la platea dei soggetti di cui può essere accolta la domanda sarà sempre abbastanza esigua rispetto a budget a disposizione, che continua a essere abbastanza nutrito'', spiega il dg. Quindi, essendo una sperimentazione avviata nel 2017, si propone di perfezionare lo strumento a partire dal prossimo anno.

L'Inps chiede, inoltre, una ''semplificazione dei documenti da allegare mediante utilizzo più esteso dell'autocertificazione''. E si propone, per i lavoratori disoccupati, ''una semplificazione dei requisiti d'accesso anche al fine di rendere più agevole la verifica sulla base delle banche dati disponibili''. Infine Di Michele chiede la possibilità di ''valutare l'accesso all'ape sociale in qualsiasi caso di cessazione del rapporto di lavoro e, quindi, anche a tempo determinato e non solo in caso di licenziamento''.

Le recensioni sono diventate la nostra guida, nella scelta di un ristorante, di un hotel o per comprare un prodotto piuttosto che un altro. Lo facciamo tutti e, qualche volta, ci chiediamo: saranno vere? Una recente indagine francese conferma il sospetto. Più di una recensione su tre, sostengono d'Oltralpe, sarebbe falsa. Un nuovo 'modo' di fare pubblicità e abbattere la concorrenza con mezzi poco leali. C'è chi, allora, si è organizzato una sorta di controffensiva social. "In molti tra noi sono albergatori, proprietari di ristoranti, siamo tutti stufi di recensioni non vere" dice uno dei due fondatori di un gruppo di 'autodifesa' su Facebook. Serve anche "per cautelarci dai clienti poco educati", "c'è gente che anche solo per farti un dispetto ti assegna un punteggio basso e l'assurdo è che se anche se contatti TripAdvisor non la cancellano, nella maggior parte dei casi ti rispondono che non possono toglierla e così ti rovinano". Ma come funziona? "Tu vieni una notte a dormire da me, ti ospito, valuti quello che ti offro - spiega l'amministratore del gruppo che conta più di un centinaio di membri - e poi mi fai una recensione su TripAdvisor". Il gruppo funziona anche per Amazon. "In questo caso ci mandano libri per lo più e noi esprimiamo un giudizio, dando una mano agli scrittori".

Numerose sono le denunce da parte di ristoratori su pacchetti, venduti da società di ottimizzazione per far salire le quotazioni del locale, ma basta cercare su qualsiasi motore di ricerca per trovare offerte di recensioni a pagamento, 5 euro l'una in media, effettuate da privati, con tanto di esempi di lavori già fatti. "Vuoi raggiungere il massimo? Te le scrivo io" e spunta la foto di giudizi sempre a cinque stelle. Il pagamento? Sempre, ovviamente, con Paypal. Un modo per arrotondare, un giro d'affari, quello delle false recensioni che, stima l'Harvard Business School, vale il 5-9% delle vendite online. Due anni fa la prima condanna di un tribunale italiano per una "recensione falsa". Due avvocatesse veneziane - Anna Paola Klinger e Marianna De Giudici - sono riuscite a far togliere a TripAdvisor una recensione, ritenuta falsa e diffamatoria. Anche il colosso del commercio elettronico Amazon in passato ha fatto causa, ma ad alcuni utenti, accusati di aver pubblicato recensioni false a pagamento. Scovarli non è stato difficile, è bastato notare che qualcosa tornava e, controllando l'IP del computer o dello smartphone, hanno scoperto che era sempre lo stesso. Ma le recensioni possono essere anche 'dopate'. E' quanto sostiene un'analisi indipendente, firmata Review Meta, che fa notare come alcuni prodotti, venduti su piattaforme di commercio elettronico, verrebbero "quasi regalati" per ottenere in cambio un bel giudizio positivo.

Il problema riguarda, ovviamente, tutti i grandi. Da Booking a Trivago, da Amazon al celebre portale TripAdvisor. Quest'ultimo nel 2014 è stato multato di mezzo milione di euro dall'Antitrust italiano per "recensioni poco trasparenti", sanzione poi annullata dal Tar. Da allora il controllo si è fatto sempre più serrato. "Noi abbiamo dei filtri, un sistema di monitoraggio automatico" dice  Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l'Italia, spiegando che servono "per valutare di ogni recensione il 'come, cosa, dove e quando', controllano l'indirizzo IP, il tipo di browser utilizzato e perfino la risoluzione dello schermo del recensore". Ogni giudizio, bloccato dai filtri, viene analizzato da una persona in carne e ossa. "Abbiamo un team di più di 300 persone con esperienza in campi diversi, alcuni anche nelle forze dell'ordine, che si dedicano a garantire la qualità delle nostre recensioni". A svolgere un ruolo centrale è anche la comunità degli utenti che, spiegano da TripAdvisor, può segnalare ogni movimento sospetto. "Se la gente continua a usarci, a trovarci utili, questo significa che i contenuti servono e rispecchiano la realtà - aggiunge Valentina Quattro -. Sono 17 anni che ci siamo e siamo sempre in crescita: è questa la nostra prova del nove".

Risale ormai a tre anni fa la prima denuncia con querela in Italia di una docente bolognese, appassionata frequentatrice di TripAdvisor con distintivo 'top reviewer', guadagnato con oltre 70 recensioni di alberghi e ristoranti. Una di queste, però, le ha provocato tanti guai. E' stata querelata per aver definito "avariato" il vino di una storica osteria del centro. Di diverso avviso, invece, un giudice di Pistoia che, chiamato nel dicembre del 2015, a dire la sua, scrisse che "la recensione, postata su Fb o altri social di un hotel, bar, ristorante, locale notturno o qualsiasi altro pubblico esercizio", rientra "nel diritto di critica". "La diffamazione è abbastanza una linea grigia" precisano da Tripadvisor, "di solito entrano in campo in questo caso il team legale e quello di moderazione per valutare caso per caso, decidendo se lasciarla oppure no, tenendo anche conto delle leggi locali". Le testimonianze dirette non mancano. Basta navigare sul sito di viaggi per incontrarle. Giudizi pessimi, risposte piccate e dispute che si trascinano sul web. La recensione più furba? Quella di Carola che, rivede il giudizio su sollecitazione del gestore, ma si toglie il sassolino dalla scarpa e la intitola proprio così: "Seconda valutazione dopo minaccia di querela da parte del gestore". Come a dire, il titolare del locale mi ha costretto a un giudizio più morbido: voi, ascoltatemi, non ci andate.

 

Pensioni, ecco cosa cambia per le donne. Per l'accesso all'Ape sociale verrà concesso un bonus di 6 mesi per ogni figlio alle lavoratrici. Il tetto massimo sarà, però, di 24 mesi, mentre i sindacati chiedevano di arrivare a tre anni. Non ci sarà, invece, l'intervento sull'età di pensionamento né per gli uomini né per le donne. Nessuno stop, quindi, per ora all'elevamento dell'età a 67 anni a partire dal 2019. L'innalzamento dell'età pensionabile in linea con la speranza di vita, a partire dal 2019, ha detto il ministro Pier Carlo Padoan, "è una legge già applicata, concordata in sede Ue, che ha a che fare con l'aspettativa di vita e la demografia". Preoccupazione è stata espressa dai sindacati che chiedono al più presto risposte in merito.

Novità in arrivo anche per i contrattisti. Potranno accedere all'Ape sociale anche i lavoratori con i requisiti in regola alla scadenza dell'ultimo contratto. Devono provare però di aver avuto almeno 18 mesi di contratto negli ultimi tre anni.

Come riporta ilSole24 Ore, dal 1°gennaio del 2018 scatterà un'imposta di bollo del 2 per mille. Le comunicazioni per i clienti sono già partite. Il prelievo riguarderà principalmente le polizze vita del Ramo I. Il provvedimento infatti sarà inserito probabilmente nella bozza del Ddl di bilancio che è allo studio dei tecnici di Palazzo Chigi e di via xx settembre. Con questo prelievo lo Stato incasserà un extra gettito di 194 milioni a partire dal prossimo anno e di 292 milioni dal 2019. Insomma si tratta di un vero e proprio balzello che il governo sta preparando proprio per mettere le mani nelle tasche di milioni di italiani. Questa scelta di fatto completa quel pacchetto di misure che sono allo studio dell'esecutivo per allargare il fronte delle entrate nella prossima manovra. Per quanto riguarda sempre le polizze vita, l'imposta di bollo si applicherà già ai valori maturati a partire dal 2018. L'obiettivo del governo è chiaro: mettere nel mirino i prodotti più comuni. La stangata arriverà anche al momento del rimborso oppure quando sarà riscattata la polizza. Il bollo del 2 per mille è già attivo per le polizze vita Ramo III e Ramo V. Ora tocca al Ramo I, quello più diffuso. Infine va sottolineato come il 2 per mille su una polizza di 10 anni si trasforma di fatto in un prelievo del 2 per cento.

 

 

Nella legge di ‪bilancio ci sarà il "bonus‪verde" con detrazioni del 36% per la cura del verde privato: terrazzi e giardini, anche condominiali. "Al via #bonusverde: detrazioni 36% per la cura giardini e terrazzi. Misura contro l'inquinamento e opportunità per nostro florovivaismo", annuncia con un tweet il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina. Il "bonus verde" approvato dal Consiglio dei Ministri prevede la detrazione per la "sistemazione a verde" di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere (terrazzi, giardini, anche condominiali) anche mediante impianti di irrigazione nonché a lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico.

 

Cavit che insieme a Terre d’Oltrepo attraverso la società “Valle della Versa”,  si era aggiudicata a fine febbraio la cantina La Versa con lo scopo di rilanciare un brand del patrimonio vitivinicolo italiano ha avuto ricavi netti per oltre 182,5 milioni di euro, in incremento del 2,6% sull'esercizio precedente e quota export che raggiunge l'80% dell'intera produzione: negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso. L'assemblea annuale dei soci della cantina trentina, che raggruppa 10 cantine sociali e 4.500 viticoltori da tutto il territorio trentino, si è riunita oggi nella sede di Ravina, a Trento, per approvare il bilancio di esercizio 2016/2017.

Positivo il mercato interno italiano, dove Cavit ha visto complessivamente crescere il fatturato del 7%, con un significativo aumento della gamma degli spumanti metodo classico Trentodoc e metodo Charmat, cresciuti a doppia cifra (+14% circa). Una conferma del favorevole trend del comparto, dove domina il pluripremiato marchio 'Altemasi'. Anche il canale della distribuzione moderna cui è dedicata la linea 'Mastri Vernacoli' premia Cavit con una crescita ancora a doppia cifra (+15% circa), nettamente superiore all'andamento del settore, e quote di mercato da leader con Müller e Gewürtztraminer tra le prime 5 referenze del mercato. Sull'estero, crescita a doppia cifra per Russia e Canada, rafforzamento in Gran Bretagna, Germania e Austria. Continua la crescita della presenza dei vini Cavit in particolare Cina, dove, a seguito dell'accordo siglato lo scorso aprile con il Gruppo Cofco, è iniziata la distribuzione su larga scala. "Siamo lieti dei risultati raggiunti quest'anno e, in particolare, dell'alto valore liquidato ai soci conferenti, obiettivo primario della Cantina.

Un eccellente risultato che testimonia della solidità e dell'efficacia del sistema Cavit che chiude l'anno con una situazione finanziaria in ottima salute che ci fa guardare al futuro con serenità in un mercato sempre più globale e competitivo", dichiara il presidente Cavit, Bruno Lutterotti.

Via libera del Consiglio dei ministri alla legge di bilancio. Una manovra che contiene misure per sostenere la crescita e il lavoro giovanile. In particolare, si prevede per le assunzioni di giovani una decontribuzione fino al 50% per tre anni, che sale al 100% al Sud. Nel 2018 la soglia delle assunzioni incentivate sarà valida fino al compimento dei 35 anni. 

"Mesi fa si parlava in rapporto a questa sessione di bilancio di lacrime e sangue, di una situazione che non si sapeva come sarebbe stato possibile affrontare, abbiamo io credo invece una manovra snella, utile per la nostra economia", ha detto il premier Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine della riunione. 

"Credo che questa manovra sia una tappa molto importante nella strada che l'Italia sta facendo - ha sottolineato ancora Gentiloni -, confido che questa decisione troverà il sostegno convinto del Parlamento, della maggioranza e in generale il senso di responsabilità del Parlamento"  

Tra gli obiettivi principali, ha detto, "quello di promuovere il lavoro. Questa legge di bilancio contribuisce in modo significativo in particolare con misure rivolte ai giovani, che insieme al mezzogiorno hanno sofferto in modo più evidente". "Sarà un bilancio utile per sostenere il percorso della crescita e proseguire nel percorso di stabilizzazione finanziaria del nostro Paese - ha aggiunto il presidente del consiglio -. Credo sia evidente che le riforme avviate dal governo Renzi e che noi abbiamo proseguito e soprattutto l'impegno di lavoratori, imprese, famiglie, hanno contribuito, con il contesto internazionale favorevole, a una situazione molto più positiva". 

Il premier ha spiegato anche che l'obiettivo era quello "di evitare aumenti dell'Iva e l'introduzione di nuove tasse, gabelle, accise, obiettivo che abbiamo raggiunto, impegno che è stato mantenuto".

Impegno mantenuto anche sul fronte del rinnovo dei contratti pubblici, dopo quasi dieci anni.  "Un risultato che certamente è importante ed è una risposta a richieste avanzate da tanti anni delle organizzazioni sindacali", ha commentato il premier. 

La manovra approvata dal governo "consente una crescita robusta ma inclusiva, incentrata sulle fasce più bisognose e sulle aree meno avanzate del Paese. C'è la convinzione che l'Italia sia uscita da una fase di crisi e recessione molto importante, la più seria dal dopoguerra ed entri in una fase nuova in cui serve il sostegno alla produttività con investimenti pubblici accresciuti nel medio termine con i fondi di investimento infrastrutturali, un aumento degli spazi di investimento dei Comuni, ma anche molte misure di sostegno alle imprese private, con superammortamento, iperammortamento e fondo di garanzia".

giift

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