Lunedì, 20 Agosto 2018

Inverno gelido ed estate torrida: la sequenza di queste condizioni meteorologiche rischia di avere un impatto pesante sui prezzi del grano. Che, secondo alcuni analisti, potrebbe tornare ai picchi del 2012. E un peggioramento delle condizioni climatiche potrebbe ulteriormente aggravare la condizione.

L'allarme arriva dal Wall Street Journal, che cita diversi analisti del settore, secondo i quali "ogni ulteriore calo delle forniture potrebbe condurre il mercato in condizioni di grossa scarsità di offerta", con un evidente impatto sui prezzi di grano e cereali e ripercussioni a catena su quelli di pane e pasta, ad esempio.

Secondo il rapporto la produzione è in sofferenza in Unione Europea, Russia, Stati Uniti, Canada, Ucraina, Pakistan Australia e Turchia. Il Ministero dell'Agricoltura a stelle e strisce ha già stimato che la produzione globale di grano calerà da 758 milioni di tonnellate della raccolta 2017-18 a 730 milioni per il 2018-19. Il Canada ha appena tagliato le stime di produzione di 300.000 tonnellate, rispetto ai 30,3 milioni di tonnellate previsti solo nel luglio scorso.

Ogni italiano versa mediamente all'erario quasi 8.300 euro di tasse all'anno. Le più gravose sono l'Irpef e l'Iva che incidono sul gettito tributario totale, che nel 2017 è stato di 502,6 miliardi di euro, per oltre la metà: precisamente per il 55,4%. A dirlo è la Cgia di Mestre. Se alle tasse aggiungiamo anche i contributi previdenziali, il peso complessivo del fisco su ciascun italiano si aggira attorno ai 12.000 euro all'anno. Nel 2017 la pressione fiscale si è attestata al 42,5%.

Stradella, da un punto di vista immobiliare, com’è? Il periodo di crisi è passato o esiste ancora? E soprattutto  il boom delle logistiche ha portato un vantaggio in questo senso oppure no? Abbiamo chiesto a due agenzie immobiliari della città: Mathia Delmonte e Annamaria Cavalli hanno delineato il loro bilancio. Mathia Delmonte è il titolare dello studio “Immobiliare Stradella” da otto anni. La sua avventura però parte quasi vent’anni fa da Milano. Delmonte racconta il suo pensiero sulla situazione stradellina e collinare in base alla sua personale esperienza.

Locazioni, il boon delle logistiche ha portato ad un aumento delle richieste di case in affitto?

«Per quanto riguarda le locazioni c’è stato un aumento, soprattutto per quanto riguarda la ricerca di appartamenti in affitto, perché le logistiche hanno portato tante persone, quindi desiderio di case e appartamenti. Non sempre si riesce ad accontentare tutti per svariati motivi… e spesso i contratti non sono a tempo indeterminato. Abbiamo davvero parecchie telefonate di persone che chiamano da varie parti d’Italia che chiedono case in affitto da un periodo di due mesi fino all’anno, dicendo che devono venire a lavorare in zona. Spesso e volentieri chiedono anche info sul territorio, se è vicino alla logistica . Chiedono affitti brevi visti i contratti che a loro volta sono brevi. Se poi il contratto diventa più lungo e duraturo la situazione cambia. Oltre che con le logistiche, lavoro con gente che ha occupazione nell’ospedale e  nelle scuole».

Le vendite come vanno?

«Si lavora anche con gli acquisti, anche in questo caso con persone che arrivano da fuori. In questo caso le trattative sono un po’ più lunghe perché devono conoscere il territorio, devono già essere inserirti e ovviamente, a livello di lavoro, avere dei contratti a tempo indeterminato o comunque arrivano dalla stessa azienda ma magari ubicata in luoghi diversi e si tratta quindi solo di un trasferimento».

Al di fuori delle persone che lavorano nelle logistiche, che piazza è Stradella?

«Si lavora bene. Nel senso che Stradella è abbastanza dinamica dal punto di vista delle locazioni e degli acquisti. C’è ovviamente ancora un po’ il periodo buio e di crisi economica, ma piano piano vedo che c’è un po’ di risveglio e oggi si riesce a far acquistare e vendere un po’ più di immobili rispetto agli anni precedenti. Io ho anche uno studio a Casteggio da un po’ di tempo: là la clientela è un pochino diversa, perché siamo su immobili di un certo tipo, si parla più di villette… a Stradella invece c’è un mercato più misto di villette ma anche tanti appartamenti. Qui tra l’altro stanno anche risanando un pochino il centro storico: ci sono ancora alcuni palazzi in centro che sono un po’ fatiscenti e meriterebbero di essere sistemati, almeno da un punto di vista di facciata. Sarebbe carino avere il centro storico con le facciate tutte messe a posto, tenute bene».

La sua clientela che età ha?

«Ci sono tanti giovani. Io lavoro molto con le coppie che vogliono andare a convivere, che si sposano. Ci sono poi anche single che acquistano appartamenti più piccoli, con un target di metratura più piccolo. Vado a prendere comunque un po’ tutte le fasce d’età… dai venticinquenni in su, fino ad arrivare alle persone un po’ più anziane, che magari si spostano dalla villa all’appartamento per un discorso di comodità e praticità oppure dalle colline alla cittadina per un discorso di servizi».

Il suo studio si occupa anche delle colline?

«Sì, diciamo che stanno tornando le seconde case. Ci sono stati anni in cui non erano così richieste e ben viste, invece adesso un po’ di vendite si stanno facendo, con persone della città e anche che arrivano da fuori, come Milano. Sono arrivati anche stranieri, olandesi, francesi, inglesi che acquistano nella prima collina o in alta collina. Le colline comunque funzionano… vedo che anche i giovani iniziano a spostarsi un po’ lì… mentre le persone più anziane, come detto prima, preferiscono fare il contrario. I prezzi sono più bassi rispetto alla città e quindi ci si può permettere qualcosina in più a livello di immobile con lo stesso budget».

La situazione di Stradella quindi è buona?

«Non è malvagia. In realtà io ci ho sempre lavorato. Poi diciamo che quando si riesce a lavorare quotidianamente e si hanno delle soddisfazioni, personali e non, a me va bene. Ci sono stati sicuramente momenti migliori, faccio questo lavoro dal 2000…quindi ne ho viste di cose…».

Dove ha iniziato?

«A Milano in un’agenzia immobiliare. Ho fatto il venditore di palazzi interi a Milano. Sono nato e cresciuto in città, quindi mi hanno addestrato bene a fare il venditore là. Mi sono fatto le ossa, è una bella giungla lavorare in quell’ambiente! Dopo un po’ sono tornato al paesello, volevo vivere più a misura d’uomo, più sereno: anche per quanto riguarda i colleghi, qui è tutta un’altra cosa e si riesce a collaborare, a lavoricchiare insieme. Là invece era concorrenza spietata. La grande città comunque ti insegna tanto, se ti sei formato là è più facile poi arrivare nei posti piccoli. Comunque ci sono stati anche momenti peggiori:  nel 2009 per esempio, a Milano, si iniziava a sentire non proprio la crisi ma diminuiva un po’ la volontà delle persone di impegnarsi a acquistare qualsiasi cosa, figuriamoci una casa… Dallo scorso anno si è iniziato a lavorare di più, grazie ai prezzi che si sono calmierati e soprattutto si è riusciti ad entrare in un’ottica di mercato di far capire al venditore che il prezzo non è più quello di qualche anno fa: nel momento in cui capisce che il prezzo si è assestato su un valore di mercato diverso, il venditore ti segue e la casa viene venduta».

Annamaria Cavalli, titolare dal 2003 insieme a Loredana Malito dello studio “Malito & Cavalli”, è nel mondo immobiliare dal 1998. Forte di una grossa esperienza, traccia un bilancio della situazione vendite e affitti a Stradella.

«Una volta era diverso, si è passati da un periodo in cui si vendeva bene e c’erano anche molte visite in collina. Poi è arrivata la crisi e un po’ di cambiamenti ci sono stati. Adesso c’è una ripresa ma, per quanto riguarda le vendite, le trattative sono molto lunghe. Le vendite sono abbastanza bloccate invece gli affitti vanno bene».

C’è una relazione tra gli affitti e il boom delle logistiche in zona?

«Sicuramente sì. La maggior parte dei nostri clienti arrivano dalla Ceva e da Amazon. La logistica Amazon, in particolare, è a Castel San Giovanni, ma il paese è abbastanza saturo e quindi il personale viene verso Stradella. Consideriamo anche il fatto che Stradella offre di più rispetto a Broni, Castel San Giovanni e paesi limitrofi. Oltre poi alle logistiche poi ci sono centri come Ovs e Scarpamondo, per esempio, dove vengono personale e dirigenti che stanno qui per un breve periodo. Quindi posso dire che gli affitti sono aumentati rispetto a sette/otto anni fa, mentre negli ultimi anni il trend positivo è rimasto costante. Il problema delle logistiche è quando danno contratti a brevissimo termine, di pochi mesi. In quel caso il proprietario è un po’ restio ad affittare a persone che possono rimanere solo per due/tre mesi…quindi in quel caso la gente si rivolge a bed and breakfast o in collina dove ci sono case che vengono affittate anche per poche settimane».

Sono tanti gli stranieri che chiedono una casa in affitto?

«Sì, molti che lavorano nelle logistiche e abbiamo anche musulmani, visto che a Stradella c’è la moschea».

I costi degli affitti sono aumentati?

«Assolutamente no. Anzi, quando hanno aperto le logistiche, ci sono state persone che si sono trasferite qui da Milano e dintorni e sono rimaste impressionate dalla differenza di prezzo con la città. In generale comunque sono rimasti invariati negli ultimi anni. è forse vero che gli affitti qui sono più cari rispetto a Broni, ma pensiamo anche a cosa offre Stradella in più di Broni o anche a Castel San Giovanni…  Un grosso problema rimane quello legato al mancato pagamento degli affitti: tanti proprietari si rivolgono a noi per cercare di riscuotere la cifra».

Per le vendite invece?

«Su quelle si fa più fatica, a partire dalla trattativa stessa. Se si conclude una vendita si riesce dopo parecchi mesi. Ci sono tante richieste per appartamenti sui 50/60 mila euro. Ma se lo si vuole ristrutturato è difficile trovarlo a questi prezzi».

Seguite anche le colline intorno a Stradella?

«Sì, ma siamo ancora fermi. Non è più come dieci anni fa che le colline attiravano gente».

Qual è il vostro target di clientela?

«Per quanto riguarda gli affitti siamo su una clientela molto giovane, dai 20/21 anni in su. Quelli che lavorano nelle logistiche sono davvero molto giovani. Diciamo in generale, dai 20 ai 35 anni, ed è molto legato alle logistiche. Anche per gli acquisti, chi si propone è giovane. è difficile al giorno d’oggi trovare gente più grande che magari vuole investire per il figlio, come accadeva anni fa. La clientela è completamente cambiata. Prima c’era anche chi veniva dalla collina verso Stradella per investire, adesso non più molto…».

 di Elisa Ajelli

"Superate in luglio piogge e qualche grandinata, i viticoltori possono ora affrontare agosto con maggiore ottimismo. La qualità delle uve appare ottima, con acidità e gradazione che sono nei giusti parametri; la quantità sembra in aumento rispetto al 2017, annata piuttosto avara". Lo sottolinea Confagricoltura all'avvio della vendemmia, in base alle primissime rilevazioni sul territorio, che saranno affinate nei prossimi giorni dai tecnici dell'Organizzazione. Nei diversi territori Confagricoltura prevede: aumenti dei raccolti in Emilia Romagna di circa il 25%; in Veneto, Trentino e Umbria tra il 15 ed il 20%; in Lombardia e Marche tra il 5 ed il 10%; in Puglia raccolti probabilmente nella media. Mentre in alcuni areali del Lazio invece si annuncia un calo della produzione dovuta alla forte pressione di malattie fungine.

Peronospora e mal dell'esca, dovuti alle piogge, hanno creato problemi in alcune zone d'Italia. "In Franciacorta, dove si è già al lavoro, si prospetta una vendemmia lunga e minuziosa - informa Confagricoltura -. È di aiuto ai produttori più innovativi la precision farming con rilevazione dei dati da sensori, satelliti e droni; in tal modo è possibile esaminare le curve di maturazione ed avere una panoramica in tempo reale della situazione analitica di ogni appezzamento". 

Il mondo vitivinicolo guarda con ottimismo alla vendemmia 2018 e ai mercati internazionali. Coldiretti stima un aumento di produzione tra 10% e il 20% in Italia con una previsione di 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni dello scorso anno. "Il risultato - osserva l'organizzazione agricola in occasione del distacco del primo grappolo di uva nell'azienda agricola Faccoli a Coccaglio, nel bresciano - è praticamente in linea con la media dell'ultimo decennio. In Italia le condizioni attuali, continua Coldiretti, ''fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità, anche se l'andamento della vendemmia dipenderà molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre". Ma, sulla base di dati Istat relativi al primo quadrimestre 2018, "l'avvio della vendemmia già festeggia il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy in aumento del 5,9% rispetto allo scorso anno quanto avevano raggiunto su base annuale circa 6 miliardi di euro". Il successo del Vigneto Italia sui mercati internazionali riapre la tradizionale sfida per la leadership produttiva mondiale con un testa a testa tra Italia e Francia dopo il primato conquistato dal vino tricolore lo scorso anno. Nello specifico "secondo le prime stime di Agreste, il servizio statistico del ministero dell'Agricoltura francese la produzione dei cugini d'oltralpe dovrebbe essere di 46,8 milioni di ettolitri, il 27% in più dello scorso anno, anche se con preoccupazioni per muffe e marciumi in Languedoc e a Bordeaux". Coldiretti precisa infine "che la produzione tricolore sarà destinata per oltre il 70% dedicata a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola".

Autorizzati 49 milioni di euro di pagamenti in favore degli agricoltori che hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate. La cifra si somma ai contributi già erogati, per una spesa complessiva sostenuta pari a 264 milioni di euro. Per quanto riguarda gli ulteriori sviluppi del programma dei pagamenti, si prevede l’erogazione di 92 milioni di euro entro settembre, 69 milioni entro ottobre, 50 milioni entro novembre e 33 milioni entro dicembre.
 
“La questione dei ritardi dei pagamenti sulle assicurazioni - ha dichiarato il Ministro Gian Marco Centinaio - è stata una delle più delicate che ho trovato sul mio tavolo dal mio insediamento. Sono quindi soddisfatto che le semplificazioni decise in questi ultimi giorni da una task force coordinata dal mio Gabinetto stia producendo risultati concreti”.
 
I ritardi accumulati stavano infatti mettendo in difficoltà l’intero sistema degli organismi collettivi di difesa, che in questi anni ha anticipato la spesa per conto degli agricoltori, evitando riflessi negativi sulle aziende. Per agevolare il tutto, sono state introdotte diverse semplificazioni. Tra queste, la semplificazione delle procedure di controllo delle rese, la possibilità di effettuare pagamenti parziali sulle domande oggetto di riesame, la possibilità di effettuare le istruttorie delle domande, l’ammissione a sostegno e la contestuale presentazione della domanda di pagamento. Ulteriori semplificazioni saranno adottate per il 2019.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS E LE VOSTRE LETTERE INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Fabbri, saldatori, montatori, meccanici artigianali, operai di macchine per lavorazioni metalliche: sono queste alcune delle figure specializzate più difficili da reperire dalle aziende sul mercato ad agosto. Un mismatch che può mettere a rischio la produzione di importanti settori della manifattura made in Italy. Una difficoltà che si somma alla ormai persistente complessità di ricerca di profili professionali ad elevata specializzazione e tecnici ingegneristici e informatici oltre che di estetisti e, anche a causa della stagionalità, di addetti alla ristorazione. In tutti questi casi, le imprese prevedono di trovare difficoltà di reperimento nettamente più elevate (con picchi anche largamente superiori al 40%) rispetto alla media che si attesta al 24% sulle 229mila entrate complessive previste per questo mese.

E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra agosto e ottobre 2018. 

Cresce di oltre un punto percentuale la quota di imprese che hanno programmato assunzioni rispetto ad agosto di un anno fa (10,7% contro il 9,5%) e, tra queste, solo quelle più piccole registrano aumenti del tasso di entrata (ovvero del rapporto tra numero di ingressi previsti e dipendenti delle imprese) che passa dal 2,3% dello scorso anno al 2,7% di quest’anno.

Dal punto di vista tendenziale (cioè rispetto allo stesso periodo del 2017), sono in aumento ad agosto anche le opportunità di trovare lavoro: 229mila le entrate programmate, + 6,5% rispetto allo stesso mese del 2017. E’ soprattutto il Sud, complice il buon andamento delle attività legate al turismo, ad incrementare la domanda lavorativa (+12,2%), seguito dal Nord-Est (+8,0%) e Nord-Ovest (+6,6%). In controtendenza, invece, la richiesta nel Centro Italia (-3,3%).

Rispetto al mese di luglio 2018, quindi in un’ottica congiunturale, naturalmente le imprese che assumono e le entrate complessive previste nel mese di agosto diminuiscono per ragioni legate alla stagionalità. Più di un’assunzione su due sarà a tempo determinato, con punte più elevate in Sardegna (67%), in Trentino Alto Adige (65%) e Liguria (60%). Mentre il 21% dei contratti lavorativi sarà a tempo indeterminato.

E’ il settore dei servizi a prevedere un numero nettamente maggiore di ricerche di personale per agosto, che potrebbero dare luogo a 166mila contratti (il 72% del totale) di cui quasi 58mila nel settore dei servizi alle imprese e circa 44mila nel turismo.

Salto di qualità per l'export di vini, liquori e aceti italiani all'estero. Secondo un'analisi di Federvini sui dati della prima parte del 2018, sembra che il trend dell'export delle bevande alcoliche italiane, caratterizzato finora più dai volumi che dal valore, stia finalmente cambiando. Per il mercato vitivinicolo, nei principali mercati la crescita a valore è stata decisamente superiore rispetto alla crescita a volume: Polonia (+34% a valore; + 13% a volume), Giappone (+6% a valore; -4% a volume), Cina (+7,7% a valore; -1,9% a volume); Germania: (+5,5% a volume; -8,8% a valore). Le eccezioni sono rappresentate da Gran Bretagna (dove però la contrazione a valore è decisamente più contenuta rispetto ai volumi: -4,9% contro un -11,7%) e Canada (stabilità per ciò che concerne i valori e contrazione del 3,9% a volume, dove tuttavia va considerato l'effetto attesa per l'entrata in applicazione dell'accordo Ceta). Discorso a parte per gli Usa con una crescita parallela a valore e a volumi (5% vs 6%). Peraltro si registra nei diversi mercati un'ottima performance di crescita a valore dei vini Dop (+17% negli Usa, +10% in Canada, +3,65% in Cina) a fronte di una frenata dei vini frizzanti (-22% in Canada, -18% in Giappone).

Profili analoghi si registrano per le acquaviti ed i liquori anche se con dei numeri meno netti: mentre negli Stati Uniti l'export a volume è cresciuto decisamente rispetto al valore (+50% rispetto ad un +30%), paesi come Giappone, Cina e Germania hanno visto privilegiare decisamente la crescita a valore. Gli aceti hanno rafforzato la percezione della qualità presso i consumatori in mercati quali Giappone (+6% a valore contro un +2% a volume) e Germania (-2% a volume contro un +16% a valore) mentre effetto Trump e Brexit hanno influenzato Usa e Gran Bretagna. 

Ancora due anni di mercato a maggior tutela. E' infatti slittata al 2020, tramite un emendamento al decreto Milleproroghe approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato, la completa liberalizzazione del mercato dell'energia e del gas inizialmente prevista per luglio 2019. Ma cos'è il mercato tutelato e che differenza c'è con quello libero? Nel mercato a maggior tutela le tariffe vengono stabilite ogni tre mesi dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico in base alle quotazioni internazionali degli idrocarburi. Il mercato libero, invece, è determinato dalle società elettriche che offrono, in concorrenza tra loro, diverse soluzioni contrattuali ai consumatori.

Dunque, mentre nel mercato tutelato dell'energia le tariffe vengono stabilite dall'autorità dell'energia trimestralmente, nel mercato libero l'utente può negoziare le tariffe con il fornitore come nel settore della telefonia, scegliendo l'opzione che ritiene più appropriata alle proprie esigenze. 

Quanto ai costi, non è possibile stabilire quali sono le tariffe più convenienti in assoluto, soprattutto considerando che la differenza tra mercato libero e mercato tutelato riguarda solo la parte di fornitura e di commercializzazione delle bollette mentre i costi per le reti, il contatore e le imposte sono uguali in entrambi i regimi. Già oggi il mercato dell'energia si suddivide in libero e tutelato. Il processo di liberalizzazione è iniziato negli anni '90 con il decreto Bersani e dovrebbe concludersi nel 2020 in base all'emendamento al decreto Milleproroghe n. 91/2018, che ha posticipato il termine previsto per luglio 2019 dal Ddl Concorrenza.

I pagamenti della 14esima mensilità di pensione, avvenuti a luglio ammontano a circa 3.280.000, a settembre ne saranno corrisposti ulteriori 48.000. La 14ma è stata attribuita d’ufficio dall'Inps, senza presentazione di alcuna domanda, in presenza di tutti gli elementi necessari per la verifica reddituale di ammissione al beneficio. "Tale modalità consente una forte semplificazione nell'erogazione dell'emolumento, consentendo nel contempo una maggiore tempestività" comunica l'Inps.

Per le elaborazioni d'ufficio sono utilizzati in automatico i redditi da prestazione, memorizzati nel casellario centrale dei pensionati presenti al momento della lavorazione. Per i redditi diversi, invece, spiega l'Inps, sono presi in esame quelli del 2017. In assenza delle informazioni relative all'anno scorso, per i redditi diversi da quelli da prestazione sono stati provvisoriamente utilizzati i redditi delle ultime campagne reddituali elaborate e, quindi, i redditi del 2015 e, in subordine, del 2014. È per tale ragione che la somma aggiuntiva viene corrisposta in via provvisoria e la sussistenza del diritto sarà verificata a consuntivo sulla base della dichiarazione dei redditi.

A seguito della campagna dell'Inps, volta al sollecito della presentazione delle dichiarazioni reddituali, nello scorso mese di giugno è stato, inoltre, possibile registrare i redditi 2015 trasmessi dagli interessati oltre i termini stabiliti: la disponibilità di questi dati ha consentito di effettuare un'ulteriore lavorazione d'ufficio per attribuire la 14esima a nuovi soggetti non pagati nel mese di luglio proprio per assenza di tali dichiarazioni. A settembre 2018 saranno perciò corrisposte d'ufficio ulteriori 48.000 quattordicesime: gli interessati riceveranno a breve la comunicazione."Alle posizioni prive di notizie reddituali successive all'anno 2013 non è stato quindi possibile attribuire il beneficio. Qualora un pensionato ritenga di avere diritto al beneficio e non sia stato raggiunto da queste elaborazioni d'ufficio può presentare domanda di ricostituzione" segnala l'Inps.

Leggi Il Periodico News - AGOSTO 2018

IL-PERIODICO-MEZZA-PAGINA-enel-coghera Il-periodico-FASTCON ADORNO-aprile Verde-Ferrari_mezza-01-copy-copia eisamann golferenzo-mezza
  1. Primo piano
  2. Popolari