Martedì, 24 Ottobre 2017

VOGHERA - "HO PREGATO GIANNI TEMPESTA DI RIPENSARCI"

Costantina Marzano è la nuova presidente della Consulta per i Problemi Sociali del Comune di Voghera. L'abbiamo intervistata per conoscere la sua visione sul volontariato cittadino e per fare chiarezza sul periodo "turbolento" che, negli scorsi mesi, ha caratterizzato la commissione, con la clamorosa uscita di scena del suo predecessore Gianni Tempesta.

Presidente, lei fa parte da molti anni della Consulta.

"È da più di vent’anni che faccio parte della Consulta quale referente del Centro Italiano Femminile, che è l’associazione di cui attualmente sono presidente regionale e consigliere nazionale in carica. Il mio impegno ora continua, anche qui, con il ruolo di presidente".

Chi fa parte del nuovo direttivo?

"Abbiamo Moreno Baggini, referente degli Orti Sociali; Sandra Tassisto, per il Centro Italiano Femminile; Cristina Boffelli, come Associazione C.H.I.A.R.A.; poi Maria Grazia Savonelli per l’Arca degli animali; Stefano Gatti per l’Anffas; e la vice presidente Mara Lavezzari, della Fondazione San Germano".

Che volto intende imprimere, con il nuovo direttivo, alla Consulta?

"Ci siamo già trovati con il direttivo e ci siamo dati tre obiettivi. Innanzitutto riprendere la collaborazione con il Comune e gli altri enti che si trovano sul territorio e che possono collaborare e sostenere il volontariato. Secondo obiettivo, creare dei momenti di formazione per i volontari. Il volontariato è sempre alla ricerca di una specificità, oggi. Vediamo che ogni associazione mira a un problema specifico, per cui è giusto che la persona che si occupa di determinati problemi sia preparato a dare il proprio servizio nel migliore dei modi".

In che modo?

"Ad esempio, la nostra associazione si occupa da settant’anni del ruolo della donna, non solo riguardo all’emancipazione per portare avanti i propri diritti e i propri valori, ma sostiene anche le donne in difficoltà, per esempio qui a Voghera noi operiamo in stretto contatto con il Centro di accoglienza alla vita e con il Centro Antiviolenza. Chiaramente bisogna essere preparati anche per portare questo aiuto: la buona volontà non basta".

E il terzo punto?

"Pensiamo di creare delle iniziative dove tutte le associazioni possano presentarsi alla cittadinanza. Come il Festivol, che ormai è una tradizione. Al di là delle più note, molte associazioni non sono conosciute, nemmeno da noi. A volte capita di dover affrontare determinati problemi che arrivano da altre parti dell'Oltrepò e magari non sappiamo che lì esiste un'associazione che se ne occupa e non facciamo rete con loro".

Quindi uscire fuori da Voghera e aprirsi a tutto l'Oltrepò.

"Esatto. Da quest’anno la Consulta ha voluto dare al Festivol proprio questo obiettivo: coinvolgere tutte le associazioni. Con l’aiuto del Centro Servizi al Volontariato di Pavia, il quale aveva in programma il Bambinfestival sul territorio dell’Oltrepò che verrà compreso nel Festivol. Alcune associazioni svolgeranno iniziative sul loro territorio: avremo iniziative a Canneto Pavese, a Torrazza Coste, Broni, Codevilla, e altri in fase di definizione. A Voghera, invece, allestiremo un tendone in Piazza Duomo, dove le associazioni potranno simulare le loro attività, in modo che chi verrà a trovarci possa avere modo di vedere come viene svolto realmente il servizio".

È già stata definita la data?

"Il Festivol si terrà il 30 settembre. Ci saranno anche banchetti sotto i portici di Piazza Duomo. Il 29 settembre, in mattinata, con le scuole cittadine avremo un convegno presso il Teatro San Rocco. Lo scopo specifico è quello di presentare le associazioni di volontariato; non dobbiamo dimenticare che il nostro primo messaggio va ai giovani – abbiamo bisogno di nuove risorse. In secondo luogo, tratteremo il tema del gioco, sotto diversi punti di vista: come ludopatia, come sostegno in caso di sofferenza (pensiamo, come esempio, ai clown di corsia), e al gioco visto come momento di educazione".

Chi ci sarà come relatore?

"Il professor Zanardi (psicologo e docente presso l’Università di Pavia, ndr) ha già confermato la sua disponibilità. Piace ai giovani, fra l’altro, quindi lo abbiamo voluto fortemente. Poi ci saranno altri relatori, che porteranno esperienze connesse alle varie aree presenti nella Consulta".

Il passaggio di consegne è stato, per così dire, un po' burrascoso. Come ha vissuto questo momento?

"Un po' tristemente, dico la verità. Mi aspettavo che tra noi, come associazioni di volontariato, determinate polemiche potessero essere evitate. Al di là di quelle che possono essere le idee di ognuno. Tutti siamo liberi di esprimere le nostre opinioni sulle cose che politicamente accadono, ma il prendere posizione come Consulta sulla scelta politica del momento è una cosa che deve essere decisa in assemblea. Se l'assemblea ha deciso di non volersi esprimere, allora il presidente doveva prenderne atto. Non poteva monopolizzare una Consulta per portare avanti un suo principio. Lui si è visto 'sfiduciato' da questo atteggiamento generale dell’assemblea e credo che questo lo abbia indotto a presentare le dimissioni. Io non ho voluto accettare questa uscita di scena, fin da subito. Ho pregato Gianni Tempesta di ripensarci. Poi è venuta fuori questa situazione sulla stampa e si è creata una certa frattura".

Le acque si sono calmate?

"L’ultima assemblea è stata molto serena, si è discusso di come portare avanti il programma e le varie iniziative, e di quelle che sono le necessità delle associazioni. Era presente anche l’assessore Simona Virgilio".

Che ruolo ha avuto l'assessore in questa partita?

"Sono state adombrate pesanti ingerenze nella vita della Consulta da parte dell’Amministrazione. L’intervento dell’Assessore in assemblea ha voluto richiamarci alla funzione della Consulta. Al di fuori di questo ambiente ogni associazione può esprimere quello che vuole liberamente, ci mancherebbe altro. Ma se l'assemblea si esprime a maggioranza su una certa posizione, è giusto venga portata avanti, che il presidente la rappresenti. Chi la pensa diversamente dalla maggioranza è libero di esprimerlo, ma non coinvolgendo la Consulta. Mi pare questa la democrazia. Se poi qualcuno, forse, si è sentito o si sente un po' trasportato dalla propria emotività, è qualcosa di personale e lo può esprimere fuori dalla Consulta comunale. Le associazioni di volontariato, proprio per il loro spirito di servizio, devono superare queste cose. I problemi che dobbiamo affrontare all’interno della Consulta sono ben altri".

Non ci sono state defezioni o "scissioni" fra le associazioni aderenti?

"No, al momento no. Ora vedremo le prossime riunioni. Anzi, si sono aggiunte delle associazioni. Una è l’A.m.r.o.p., l’Associazione Malattie Renali dell'Oltrepò, la cui presidente è la dottoressa Cristiana Barbieri. Poi si è inserita Una mano per…, che assiste i bambini disabili. L’associazione di rugby di Voghera, che fa attività di inclusione sociale, collaborando con il carcere e con i bambini disabili. Anche la Croce Rossa, che era rimasta fuori un po' di tempo, è rientrata. Possiamo dire che nella Consulta è tornato il sereno".

 

giift

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