Domenica, 22 Ottobre 2017

BRONI – TERRE D’OLTREPÒ: SEQUESTRATI BENI PER 1 MILIONE E 800MILA EURO

Non sembra esserci pace per la storica cantina bronese Terre d'Oltrepò:  frode fiscale mediante emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, è questa la nuova accusa che ha portato al sequestro di beni mobili e immobili di amministratori e soci conferitori della cantina per 1,8 milioni di euro. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura della Repubblica di Pavia, avrebbero rilevato che uno dei soci conferitori, familiare dell’amministratore della Cantina, avrebbe acquistato terreni ed immobili utilizzando denaro proveniente dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Tutto questo ad un anno dall’altro filone investigativo che aveva visto Terre d’Oltrepò al centro di una vicenda giudiziaria che aveva scosso tutto il mondo vitivinicolo oltrepadano: quasi 300 avvisi di garanzia con l’accusa di aver venduto per anni vino diverso da quello indicato sulle etichette, in particolare Pinot grigio. Per questa contestazione la Procura aveva  indagato l’intero vecchio Consiglio d'Amministrazione della società vitivinicola, compresi il presidente del Consiglio di Amministrazione e il direttore generale, ma anche alcuni  conferitori di uve, che secondo l’accusa sarebbero stati al corrente del presunto meccanismo fraudolento e ne avrebbero tratto profitto. A questo primo filone si aggiunse successivamente un'altra indagine parallela, quella che aveva portato all’arresto di una cancelliera del tribunale di Pavia, con l'accusa di aver cercato di ricattare i vignaioli coinvolti nell'indagine principale ed un ex maresciallo dei carabinieri.

 

giift

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