Mercoledì, 19 Febbraio 2020

OLTREPÒ PAVESE – SALICE TERME - IL DON GNOCCHI AL SERVIZIO DEL TERRITORIO DAL 1962: DÀ LAVORO A 150 OPERATORI E ASSISTE 1800 PAZIENTI L’ANNO

Rilevato dalla Fondazione Don Gnocchi nel 1962, a soli sei anni dalla morte del suo fondatore, il centro “S. Maria delle Fonti” di Salice Terme da allora è sempre stato al servizio dei bisogni di salute della comunità locale, sapendo adattare le proprie attività alle esigenze delle persone più fragili: un tempo i bambini affetti da poliomielite, accolti e poi formati all’interno di una scuola speciale, oggi gli anziani e i disabili accolti e assistiti nelle varie strutture del Centro, insieme a pazienti di ogni età che necessitano di degenza riabilitativa o di riabilitazione generale e geriatrica. Il “Don Gnocchi” di Salice, dà lavoro a circa 150 operatori, e garantisce assistenza a un totale di oltre 1800 pazienti l’anno, tra ricoveri e attività ambulatoriale. Il responsabile del presidio dal 2014 è Marco Parizzi.

Dottor Parizzi, l’utenza è prettamente locale o c’è chi viene da più lontano?

«Gli utenti sono esclusivamente lombardi. L’accreditamento attuale non consente a pazienti fuori regione di beneficiare di prestazioni rese presso la nostra struttura, fatto salvo le prestazioni private. La prevalenza è per ospiti e pazienti dell’Oltrepò pavese con un numero di casi significativo del territorio del basso milanese».

Il numero di posti letto a disposizione è sufficiente a soddisfare la richiesta oppure la lista d’attesa è lunghissima?

«La domanda dei servizi socio-sanitari è purtroppo superiore all’offerta che le strutture come la nostra possono offrire e questo automaticamente genera liste di attesa che in alcuni casi mettono in difficoltà famiglie e caregiver».

In quale settore i tempi sono più lunghi?

«Le difficoltà maggiori sono presenti nell’area dell’età evolutiva: le liste d’attesa dei servizi di neuropsichiatria infantile su tutto il territorio lombardo sono significative, sia nelle strutture pubbliche che in quelle private. In un sistema sanitario pubblico necessariamente a risorse limitate, la Fondazione Don Gnocchi cerca pertanto di offrire risposte di qualità anche all’interno del mercato delle prestazioni private, con una presa in carico equivalente e a prezzi calmierati».

C’è un settore in particolare per cui il Don Gnocchi di Salice è particolarmente richiesto o che comunque considerate il vostro fiore all’occhiello?

«L’ambito che ormai da alcuni decenni caratterizza l’attività svolta dalla Fondazione a Salice Terme è quello della riabilitazione. I nostri interventi riabilitativi possono dirsi trasversali, essendo rivolti ad una popolazione che va dai minori agli anziani, e che trova risposte in ambito ambulatoriale (con interventi sulle patologie dell’età evolutiva, sulla scoliosi, l’osteoporosi, il pavimento pelvico, l’agopuntura e più in generale sugli ambiti fisiatrico e geriatrico), così come in regime di degenza o in ambito domiciliare (dove vengono trattate prevalentemente gravi patologie come la SLA, la sclerosi multipla, gli esiti di gravi eventi cerebrali o l’artrite reumatoide)».

Ci sono in atto cooperazione con altre strutture del territorio?  

«L’impegno riabilitativo del Centro di Salice Terme è confermato anche dal costruttivo rapporto con l’Università di Pavia che da ormai 15 anni ha identificato i nostri reparti come sede di scuola di specialità di medicina fisica e riabilitativa, facendo transitare i suoi studenti specializzandi per un periodo di formazione sul campo. Inoltre sono attive convenzioni per la formazione ed il tutoraggio dei terapisti della riabilitazione».

Il “Don Gnocchi” è anche un centro di solidarietà, pronto a raccogliere donazioni o opere benefiche. Come giudica la partecipazione del territorio sotto questo punto di vista?

«Da sempre il Centro di Salice Terme si colloca all’interno di un territorio vivace con il quale le collaborazioni e gli interventi di mutuo sostegno non sono mai mancati, sia a livello di associazionismo locale, sia di interventi di supporto individuale. La Fondazione don Gnocchi promuove e incoraggia il volontariato e anche presso il Centro di Salice Terme è presente un gruppo numeroso di generosi cittadini del territorio che regala e presta qualche ora del proprio tempo a supporto degli ospiti e delle attività del Centro. Recenti collaborazioni con le scuole del territorio sono tese a stimolare e sviluppare nei giovani il desiderio e la voglia di contribuire a realizzare il sogno del nostro fondatore di “fare bene il bene”. Altra testimonianza forte di legame con il nostro fondatore è rappresentata dalla collaborazione con il gruppo Alpini di Godiasco. Don Gnocchi, alpino tra gli alpini, ha lasciato nelle penne nere una traccia indelebile ed ogni gruppo o sezione presente nei territori in cui la Fondazione opera coltiva questo proficuo legame collaborando in vari modi alle attività e fornendo il proprio generoso supporto in occasione di eventi e manifestazioni».

di Christian Draghi 

Dalla riabilitazione alla Rsa: i numeri della struttura 

Il Centro “Don Gnocchi” di Salice, al secolo Santa Maria delle Fonti”, offre un’ampia tipologia di Unità di offerta e le principali prestazioni sono erogate in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale.

Il Centro è caratterizzato da una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) di 41 posti letto in grado di accogliere ospiti anziani non autosufficienti e da una Residenza Sanitaria per Disabili (RSD) di 40 posti letto che accoglie soggetti affetti da disabilità, sia fisica che psichica, di età compresa fra i 18 e i 65 anni. A tutti gli ospiti viene garantita l’assistenza medica ed infermieristica 24 ore su 24.

E’ inoltre presente un’Unità Complessa di riabilitazione che include una degenza riabilitativa di 65 posti letto, tra cui 30 di riabilitazione specialistica e 35 di riabilitazione generale e geriatrica (oggi denominata Cure Intermedie). Nei letti di specialistica sono accolti pazienti di tipo neurologico generalmente colpiti da patologie invalidanti tra cui ictus, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, sindromi parkinsoniane, oltre che pazienti di tipo ortopedico con disabilità dovute a evento acuto in ambito ortopedico, che comportano - di norma - non autosufficienza.

Nei letti di Cure Intermedie sono accolti pazienti provenienti dall’ospedale, dal domicilio o da tutti gli altri nodi della rete dei servizi, di norma nella fase di stabilizzazione, a seguito di un episodio di acuzie o di riacutizzazione. Il paziente ricoverato nel reparto è una persona che richiede interventi specifici nella sfera sanitaria ed assistenziale, che non possono essere erogati a casa o in ospedale.

L’Unità include anche un servizio di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare, il primo dei quali differenziato per adulti e minori. In quest’ultimo caso il servizio di Neuropsichiatria Infantile offre prestazioni rivolte a minori. Sia le degenze riabilitative che le prestazioni ambulatoriali possono essere erogate in regime di convenzione o in attività privata.

Al Centro sono ricoverati ogni anno in regime riabilitativo circa 400/450 pazienti, mentre l’attività ambulatoriale è rivolta a un’ottantina di persone al giorno, per un totale di oltre 20 mila prestazioni l’anno. Le degenze sono infine completate da una Comunità Alloggio per Disabili, un piccolo edificio autonomo che può accogliere sei ospiti parzialmente autonomi, ai quali è garantita una assistenza nelle 24 ore ed un percorso di integrazione con le attività animativo-educative della residenza per disabili.

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