Martedì, 10 Dicembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - RIVANAZZANO TERME - LOTTA ALL’ALZHEIMER, CONCORDIA A TREVISO PER PRESENTARE I PROGRESSI

La Cooperativa Sociale Concordia di Rivanazzano Terme da oltre vent’anni assiste sul territorio i malati di Alzheimer e le loro famiglie, ha presenziato  all’ ”Alzheimer Fest” che si è tenuto a Treviso e durante il quale è stato presentato il risultato del percorso fatto dall’ educatrice professionale Sabrina Poggi e dal signor Gianni Zanotti, che da circa 9 anni è malato di Alzheimer, ma ciò nonostante è riuscito a scrivere un libro e ora sta realizzando tra mille difficoltà il sogno di poterne scrivere un secondo, a scapito della sua condizione. «Famigliari, svegliatevi! L’Alzheimer non è solo una tragedia!». Questo il monito di Zanotti, che ha dedicato tempo, passione e voce a raccontare cosa significa convivere con la malattia di Alzheimer. Una storia di coraggio, di amore, di tenerezza e di risolutezza. Una storia che tutti dovrebbero conoscere. Gianni parla in prima persona della sua malattia, aprendo una finestra su un mondo per molti versi ancora misterioso, descrivendo con coraggio e autoironia le sue fragilità, gioie, paure, passioni, e sovvertendo luoghi comuni e preconcetti.

Gianni Zanotti dopo la diagnosi aveva già scritto un’autobiografia “La storia testarda e forse improbabile di un uomo in pensione”, proprio per raccogliere, mentre ancora poteva, i ricordi di una vita, affinché non andassero perduti. Dopo anni, nonostante i deficit causati dalla malattia, ha voluto ricominciare per pubblicare un secondo libro, intitolato “In viaggio con l’Alzheimer”. Non un diario di autocommiserazione, né un trattato sulla patologia, ma una serie di riflessioni sempre attuali su come lui, assieme alla moglie Claudia, affronta ogni giorno il signor Alzheimer, con coraggio e tanta ironia, sentendosi ancora utile e parte del contesto in cui vive. In breve, un libro che tutti dovrebbero leggere… Il libro è stato presentato per la prima volta in occasione dell’Alzheimer Fest di Treviso nello scorso mese di settembre, una “festa per cuori feriti e vite da rifiorire”, nata nel 2017, dall’idea dell’omonima Associazione no profit con base a Milano. Una festa in cui tutti sono protagonisti, per dare ai partecipanti la possibilità di incontrarsi, essere se stessi, non sentirsi soli nelle difficoltà. Tutto ciò è stato possibile grazie all’intervento della “CONCORDIA Società Cooperativa Sociale”, dei cui servizi il Zanotti usufruisce dalla scorsa primavera, attraverso una misura chiamata RSA Aperta, affiancato da un’educatrice “un po’ pazza”, Sabrina, parte del team che si fa carico di accompagnarlo in questo percorso. Il presidente dell’associazione è Aldo Gazzaniga.

Gazzaniga che percorso è stato fatto con Zanotti e cos’è RSA Aperta?

«RSA Aperta è una misura innovativa e totalmente gratuita che offre la possibilità di usufruire di servizi sanitari e sociosanitari utili a sostenere la permanenza al domicilio della persona il più a lungo possibile, con l’obiettivo di rinviare nel tempo la necessità di un ricovero in una struttura residenziale. Il sig. Zanotti, fin dal principio, ci ha chiesto di aiutarlo a realizzare il suo ultimo, grande sogno rimasto irrealizzato: scrivere il suo ultimo libro. Da qualche anno, lui non è più in grado di tenere una biro in mano, però può ancora parlare… perciò, ecco che gli ostacoli si possono superare assieme… Una vera e propria terapia non farmacologica, efficace ed umanamente molto più gratificante!».

Ci sembra di capire quindi che accanto alle terapie “classiche” ci sia un percorso alternativo che affrontate con i vostri pazienti?

«Il team educativo e fisioterapico di “Concordia” crede fermamente nel valore dei progetti e nella loro valenza di azioni strategicamente orientate al benessere complessivo della persona affetta da demenza, cercando il coinvolgimento attivo in compiti finalizzati alla conservazione/riattivazione delle competenze residue ed al rallentamento della perdita delle abilità cognitive, promuovendo in questo modo il benessere globale della persona».

Dietro ad un malato di Alzheimer c’è una famiglia che si trova a dover gestire una situazione molto difficile sia dal punto di vista emotivo che logistico. Date supporto anche alle famiglie? In che modo?

«La diagnosi di demenza risulta doppiamente spaventosa, perché, oltre alle ricadute sul piano sanitario-logistico, lascia i famigliari in una situazione di completa solitudine ed incertezza. I servizi e l’informativa a disposizione sono pochi. Ci si sente abbandonati e senza riferimenti. “Concordia” cerca di sostenere le famiglie e le persone con demenza per non farle sentire sole. Ci occupiamo di servizi socio - sanitari ed assistenziali integrati, residenziali e territoriali flessibili ed adattabili alle esigenze delle singole realtà operative. Anziani non autosufficienti, assistenza a pazienti in coma vigile e a pazienti psichiatrici nonché ad anziani affetti dal morbo di Alzheimer».

Come si riesce ad entrare in empatia con questa tipologia di malati?

«Il malato, prima di essere tale, è una persona, con il suo bagaglio di vita, esperienze, perdite... Si deve imparare a riconoscere la ricchezza di tutto quello che ciascuno porta con sé ed imparare a sentire l’altro. Non abbiamo niente da insegnare ad un anziano. Anche nel caso di una demenza, c’è ancora tanto da dare e da trasmettere, l’importante è trovare insieme il canale attraverso cui farlo, che sia verbale oppure no, e lasciarsi trasportare in questo viaggio insieme».

Quanti pazienti avete in carico affetti da Alzheimer?

«Sono 56 i posti letto afferenti ai due nuclei Alzheimer presso i quali “Concordia” eroga i propri servizi; un nucleo nella RSA Pia Famiglia di Rivanazzano Terme ed un secondo nucleo presso la RSA Villa Serena di Godiasco Salice Terme».

Il vostro, oltre che ad un lavoro, è una missione. 

«Concordia opera da oltre vent’anni nel nostro territorio gestendo Residenze Sanitarie Assistenziali ed erogando i servizi socio sanitari attraverso personale estremamente motivato e professionalmente preparato per la “presa in carico” complessiva della persona assistita e dei suoi cari. L’equipe multidisciplinare interviene mediante la pianificazione individualizzata degli interventi finalizzati al soddisfacimento dei bisogni fisici e psicologici. La “missione” di “Concordia” si completa, oltre che con l’erogazione di servizi socio sanitari in ambito residenziale e domiciliare, anche con la gestione del Centro Medico Polispecialistico FisioGYM e con la gestione del Centro Cottura “Suor Teresa” che si occupa della preparazione, del confezionamento e della veicolazione dei pasti presso le realtà residenziali, comunitarie, educative, scolastiche e domiciliari del nostro territorio». 

Una missione non solo rivolta alla cura della persona, ma anche all’ambiente…

«In tutte le attività svolte da “Concordia” viene sempre dedicata molta attenzione al rispetto dell’ambiente. Tra le tante, l’ultima iniziativa adottata e promossa presso gli istituti scolastici presso i quali viene erogato il servizio di preparazione dei pasti, ha previsto l’installazione di distributori di acqua microfiltrata e la fornitura di borracce in alluminio attraverso il progetto “CONCORDIA #BEVO PlasticFREE”, oltre alla fornitura di posate e di piatti in materiale biodegradabile. L’iniziativa da noi promossa determinerà una riduzione di oltre mille chili all’anno di rifiuti plastici».

   di Silvia Colombini

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