Giovedì, 14 Novembre 2019

BRONI – STRADELLA - OLTRE 300 MALATI TRATTATI NEL CENTRO DEL MESOTELIOMA. LA STRUTTURA BRONESE E' EFFETTIVAMENTE ALL'AVANGUARDIA

Basta malati che vanno a farsi curare per il mesotelioma fuori provincia, le strutture sanitarie pavesi sono all'avanguardia e perfettamente in grado di fornire assistenza adeguata per questa patologia. Questo l'appello lanciato nel corso di un convegno tenutosi il 20 ottobre nella sala civica del Polo culturale di Viale Matteotti da medici ed esperti. Dal marzo del 2017, infatti, è attivo presso il presidio socio sanitario territoriale di Broni il centro per il mesotelioma, un ambulatorio di primo livello dove un'equipe multidisciplinare si occupa della presa in carico del paziente e della famiglia. Nel primo anno di attività sono passate 114 persone, nel 2018 105 e sino ad ottobre 2019 oltre 100. Il centro è aperto tutti i mercoledì dalle 14 alle 17. Il problema, l'unico, è rappresentato dalla dispersione dei pazienti perchè dal 2015 al 2019 su 109 casi di mesotelioma pleurico in provincia di Pavia ben 44 pazienti si sono affidati a strutture lombarde fuori dal territorio pavese e 9 addirittura fuori regione (Piemonte, Liguria, Veneto). Nel caso specifico di Broni, su 43 pazienti, ben 21 non hanno utilizzato presidi sanitari della zona.

Codacons: "Quello della dispersione dei pazienti è effettivamente un problema al quale occorre prestare attenzione; quello bronese è un centro di eccellenza in cui la presa in cura del paziente e della famiglia è particolarmente approfondita ponendo particolare attenzione alle cure di supporto, dall'aspetto psicologico a quello della nutrizione. Il Codacons, nell'esercizio della sua attività statutaria, vigila sulle strutture sanitarie presenti sul territorio provinciale ed è a disposizione di tutti gli utenti nel fornire assistenza legale in materia di responsabilità sanitaria"

Il Centro per il mesotelioma nasce dall’accordo interistituzionale per la presa in carico del paziente attraverso il “Percorso condiviso per il trattamento del mesotelioma pleurico” che l’ASST di Pavia, l’ATS di Pavia, la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia ed il Comune di Broni hanno stipulato allo scopo di:

− ridurre i tempi di attesa nell’attuazione dell’iter diagnostico terapeutico, fissando degli standard interaziendali;

− migliorare gli aspetti informativi e comunicativi con i Pazienti;

− identificare un percorso globale ed integrato in cui trovino collocazione e risposta i bisogni non solo sanitari ma anche socio-sanitari e sociali del paziente;

Informazioni per il paziente : 

Orario Centro per il Mesotelioma mercoledì dalle 14:00 alle 17:00

Presso il Centro opera una équipe multidisciplinare composta dalle seguenti figure professionali: Responsabile Sanitario: FERRARI Giovanni Direttore UOC Medicina Interna Ospedale Unificato di Broni-Stradella Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Medico Pneumologo: ELEFTHERIOU Dimitrios Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Psicologo: BARBARINI Mariangela Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Coordinatore Infermieristico: BELLODILuciana Bellodi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Assistente Sociale ASST: ROSSI Daniela Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Assistente Sanitario: COROLLI Laura Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Assistente Sociale Comune di Broni: MATERIA Teresa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il 6 marzo 1990 gli abitanti di Broni, alle porte di Pavia, si sono svegliati e hanno scoperto che la loro città era imbiancata. I tetti delle auto, i balconi, i campi: tutto era coperto da una coltre bianca. Ma non era neve: era polvere. Polvere di cemento misto ad amianto. Era fuoriuscita, a causa di un guasto, dai tubi dello stabilimento della Fibronit, a poca distanza dalla piazza centrale della città. Non era la prima volta. Ma sarebbe stata l’ultima: nel giugno del 1993 la Fibronit chiuse i battenti. Sono passati quasi 24 anni e gli stabilimenti, 140mila metri quadrati di capannoni pieni di polvere di cemento e asbesto, sono ancora lì. Intanto, però, l’amianto non ha smesso di portarsi via gli abitanti di Broni: ha ucciso circa 3mila persone, dagli anni ‘70 a ora. Quella polvere che sembrava neve era letale: lenta nel suo agire, ma inesorabile. E così oggi Broni ha un triste primato: è la città italiana con il più alto tasso di incidenza di mesotelioma. E il peggio deve ancora venire: secondo le previsioni dei ricercatori, il picco sarà raggiunto tra il 2020 e il 2025

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