Domenica, 16 Dicembre 2018

STRADELLA - «TUTTI A TURNO HANNO PROVATO AD EFFETTUARE LE MANOVRE DI RIANIMAZIONE»

I dati della Croce Rossa regione Lombardia sono dati importanti: 11.500 soccorritori che garantiscono risposta al fabbisogno del servizio di Emergenza/Urgenza, 3.200 volontari che intervengono nel trasporto di pazienti emodializzati, con difficoltà deambulatorie o con particolari esigenze di trasporto, 11.650 cittadini sono stati formati al corretto utilizzo dei defibrillatori pubblici e 11.800 cittadini alla corretta esecuzione delle manovre salvavita pediatriche. Una risorsa davvero importante per il territorio. La Croce Rossa di Stradella copre un vasto territorio, avvalendosi di un gran numero di volontari e fra i suoi obiettivi principali spicca quello di una sempre maggiore e continua formazione della popolazione alle varie pratiche di soccorso; Anna Crovace, vice presidente e consigliere giovane del comitato di Stradella, ci spiegherà in che modo proprio questo è avvenuto nel recente progetto “A Scuola con la CRI”.

Anna, quali sono i paesi che rientrano nel vostro territorio di interesse? In che zone di ritrovate solitamente ad operare?

«Il Comitato Locale CRI di Stradella si trova al centro dell’Oltrepò Pavese, compreso in un quadrilatero fra i comuni di Arena Po, Redavalle, Mezzanino e Ruino. Il suo bacino d’utenza attualmente è di circa 42.000 abitanti, distribuiti in 29 comuni collocati in un territorio diversificato morfologicamente, che va dalla pianura all’alta collina».

Quanti volontari sono attivi nella vostra divisione?

«Al 31 dicembre 2017 il Comitato di Stradella disponeva di ben 226 volontari di cui la metà, esattamente 101 sono volontari under 32 anni».

Quali attività, svolte dal vostro comitato, riscuotono solitamente maggiore successo fra la popolazione?

«Le attività che volgiamo sono di vario genere e vertono ovviamente ai 6 obiettivi strategici su cui opera la Croce Rossa Italiana, ovvero: tutela e protezione della salute e della vita; supporto e inclusione sociale; preparazione della Comunità e risposta ad emergenze e disastri; disseminazione del diritto internazionale umanitario dei principi fondamentali, dei valori umanitari e della cooperazione internazionale; promozione dello sviluppo dei giovani e di una cultura della cittadinanza attiva;  sviluppo comunicazione e promozione del volontariato».

Da chi è nata l’idea del progetto “A scuola con la CRI”? Come mai proprio a Santa Maria della Versa?

«A scuola con la CRI nasce come un progetto per far conoscere Croce Rossa e per trasmettere nozioni base di Primo Soccorso ai ragazzi delle scuole medie all’interno del protocollo d’Intesa tra CRI e MIUR.  Questo progetto è stato attivato per le classi seconde e terze delle scuole primarie di secondo grado dell’Istituto Comprensivo Valle Versa, sede di Montù Beccaria. L’idea è nata in collaborazione con una Professoressa di questo Istituto.  Insieme abbiamo pensato che potesse essere utile avvicinare i ragazzi alle nozioni base di primo soccorso. Tali nozioni sono indispensabili per tutti i cittadini di qualsiasi età; infatti, con conoscenze anche solo di base, in alcune situazioni si può fare la differenza. Proprio da questo presupposto è nata l’idea di portare questo progetto a scuola».

Come è stata la risposta dei bambini e quindi delle loro famiglie, essendo in un’età così giovane?

«I ragazzi erano molto entusiasti, soprattutto quando hanno avuto la possibilità di provare con mano attraverso delle simulazioni quanto avevano appreso durante gli incontri teorici. Da parte dei genitori non abbiamo avuto feedback, ma speriamo che abbiano capito anche loro l’importanza di un progetto di questo tipo nelle scuole. Sicuramente la parte più interessante per loro è stata quella svoltasi durante l’ultimo incontro, tutti a turno hanno provato ad effettuare le manovre di rianimazione cardiopolmonare sui nostri macchini e loro stessi si sono resi conto di come, provando più volte, ad ogni prova il loro massaggio fosse più efficace e migliorasse».

Come si è strutturato il corso, quanto è durato? Quali sono stati gli argomenti affrontati?

«Il progetto si è articolato in diversi incontri con gli studenti: uno iniziale dove abbiamo parlato della Storia di Croce Rossa, dei suoi Principi con qualche accenno di Diritto Internazionale Umanitario; uno teorico sul Primo Soccorso dove sono state trattate le tematiche più vicine ai ragazzi di questa età; uno sulle manovre BLS laico e su come effettuare una corretta chiamata al 112; infine un incontro conclusivo dove i ragazzi hanno messo in pratica attraverso delle simulazioni di bls laico e chiamate al 112 quanto appreso. La stesura del progetto è avvenuta nel 2017 e si è svolto tutto nel 2018».

Quali sono stati gli argomenti che sembrano aver interessato maggiormente i ragazzi? Come avete fatto ad attirare una costante attenzione da parte dei bambini, su argomenti non sempre così semplici e lineari?

«Ovviamente con dei ragazzi di questa età non è sempre facile mantenere l’attenzione, ma le attività che noi giovani svolgiamo nelle scuole si basano sulla peer education, una comunicazione alla pari che cerca, quindi, di creare la minor distanza possibile tra “docente” ed alunno. Sicuramente, inoltre, è stato molto utile affiancare alle nozioni teoriche anche degli esempi pratici in riferimento ad avvenimenti che potrebbero accadere tutti i giorni (caduta dalla bici/moto ecc ecc)».

Pensate che sia importante che già da piccoli i ragazzi si avvicinino alla conoscenza delle varie procedure che fanno parte del basic life support?

«Assolutamente sì, prima avviene il primo contatto con queste nozioni e più i bambini/ragazzi potranno fare la differenza in situazioni in cui il tempo di intervento gioca un ruolo chiave. Il nostro desiderio è che più persone possibili si interessino a queste tematiche e si rendano conto di quanto siano importanti».

Avevate già svolto attività simili in altre scuole? Se sì dove e in che modo?

«Di questo tipo no, o meglio, non con un progetto così strutturato. Solitamente parliamo di questi argomenti per noi fondamentali durante le giornate di volontariato nelle scuole, ma ovviamente un progetto di questo tipo trasmette nozioni che non possono essere apprese in solo 30  minuti di intervento. Abbiamo svolto altri progetti di sensibilizzazione nelle scuole quello sì, ma gli argomenti trattati erano differenti, ad esempio le dipendenze e le malattie sessualmente trasmissibili».

La Croce Rossa di Stradella è sempre stata molto attenta nel coinvolgere i ragazzi e i giovani dell’Oltrepò in attività di vario genere, ma per quanto riguarda gli adulti, cosa viene fatto? Svolgete attività di supporto e corsi simili anche in altri ambienti oltre a quello scolastico?

«Sì, il nostro fine ultimo è sensibilizzare le persone di tutte le fasce di età. Il nostro Comitato periodicamente e anche sotto richiesta, organizza corsi di primo soccorso, corsi di bls-d laico (rianimazione cardiopolmonare con uso di defibrillatore laico), disostruzione in età pediatrica e tanto altro. Proprio per questo il 16 giugno organizzeremo una giornata “Croce Rossa a porte aperte” presso la nostra sede, la popolazione avrà la possibilità di vedere cosa facciamo ed in caso ci sarà la possibilità di iscriversi ai prossimi corsi».

di Elisabetta Gallarati

  1. Primo piano
  2. Popolari