Venerdì, 22 Novembre 2019

VOGHERA - PISTA CICLABILE : «UN PERCORSO FOLLE, DISEGNATO MALE E SENZA CORAGGIO POLITICO»

«Un percorso folle, roba che se lo sapessero a Bruxelles chiederebbero indietro i fondi concessi per realizzarlo». Quando si parla della nuova pista ciclabile che dovrebbe collegare il rione di Medassino alla stazione di Voghera Luca Uttini usa la sciabola e non il fioretto. è lo storico portavoce dei residenti del quartiere, cui quei  2 chilometri e 700 metri costati circa 360 mila euro, di cui il 70 per cento finanziato dalla Regione Lombardia e la restante parte dal Comune di Voghera, sono rimasti un po’ di traverso. Non per l’opera in sé quanto per il modo in cui è stata realizzata. «Piutòst che nient l’è mei piutost» (piuttosto che niente è meglio piuttosto ndr) chiarisce Uttini con un’espressione dialettale colorita, «ma i lavori sono stati progettati senza criterio dai tecnici e senza coraggio da parte della politica».

La nuova ciclabile, pressoché pronta a tutti gli effetti, già utilizzabile ma con inaugurazione ufficiale in calendario a primavera, rientra nel più ampio progetto chiamato Metro Minuto che mira a potenziare l’ecosostenibilità dei trasporti incentivando l’uso della bici a scapito dell’auto. Il Comune, col sostegno dei finanziamenti regionali, realizzerà una decina di chilometri di piste ciclabili per collegare le arterie principali del centro, nel tentativo non solo di snellire il traffico, ma anche di immettere nuova linfa nella Greenway, la pista ciclabile nel verde che dalla stazione  iriense conduce verso la Valle Staffora. La pista di Medassino incomincia a pochi passi dallo storico bar Cavallino, prosegue in via XXVII marzo e lì, da piazza Meardi, porta lungo via Don Minzoni e così in stazione.

Uttini, cosa esattamente non vi piace di questo percorso? 

«Già il concetto generale per noi è sbagliato. Innanzitutto chi vuole andare in bici da Medassino alla stazione sceglie il percorso più breve, passando cioè per via Papa Giovanni e non per via Don Minzoni, percorrendo una strada che tra l’altro passa davanti all’ingresso di un supermercato. Già questo dimostra che, o non si conosce bene Voghera, oppure sono state fatte scelte dettate da altri motivi

Che tipo di motivi secondo lei?

«Beh, ad esempio direi la volontà di non eliminare posti auto per non diventare impopolari, soprattutto sotto elezioni. Questa pista ciclabile ha un percorso che costringe ad attraversamenti scriteriati e anche pericolosi, per ciclisti e automobilisti, dovuti al fatto che non si è avuto il coraggio di fare le cose come andavano fatte. Se si vuole fare una ciclabile la si faccia seriamente, prendendo come esempio la Germania, sacrificando quindi anche dei posti auto, visto che l’obiettivo è diminuirne l’uso

Nello specifico, dove vede incongruenze o tratti pericolosi lungo il percorso?

«Basta fare il giro partendo da Medassino. Innanzitutto la via Lomellina ha la possibilità di avere una pista ciclabile naturale su entrambi i lati, non c’era da inventarsi nulla.

Loro hanno disegnato delle strisce arancioni su un controviale con un folle attraversamento ciclabile di fronte all’ingresso dell’officina grandi riparazioni delle Ferrovie, nel punto più pericoloso di via Lomellina, con la strada che devia verso il supercarcere, un bar che fa angolo ma, soprattutto, in cima alla salita che compie chi proviene dal sottopassaggio, quindi con una visibilità limitata

Nel sottopassaggio però c’è il limite di velocità ai 30 all’ora…

«Sì, vorrei vedere chi lo rispetta, tenendo conto che oltretutto è segnalato dipingendolo sull’asfalto in un luogo dove non è praticamente visibile

La pista poi prosegue lungo corso XXVII marzo…

«Sì, fino a interrompersi contro il gazebo del bar Bon Bon, dove il ciclista deve attraversare ad un altro incrocio pericoloso perché c’è la Posta, per proseguire poi sul lato della strada opposto, quindi contromano. Qui c’è l’errore della politica, perché la pista avrebbe dovuto proseguire diritta fino a piazza Meardi, rinunciando a una decina di posti macchina che tra l’altro non servono visto che la Caserma con il suo ampio parcheggio è a due passi. Una scelta impopolare nell’immediato, ma che tra pochi mesi sarebbe stata tranquillamente digerita

Nessuno vi ha chiesto un parere o ha consultato in qualche modo la cittadinanza prima di creare il progetto?

«Il problema è sempre lo stesso. Da quando non esistono più i consigli di circoscrizione dei Quartieri non c’è un confronto né un dialogo tra cittadini e politica. Se questo progetto fosse stato portato a discussione in Quartiere così come è stato realizzato sarebbe stato sicuramente bocciato».

di Christian Draghi

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