Venerdì, 24 Novembre 2017

VARZI - "25 ANNI CHE SONO MEDICO DI BASE"

Il ruolo del medico di base sta cambiando, questo in seguito ad una delibera della Regione Lombardia. La delibera X/6551 del 04/05/2017 ha definito i modi con cui verranno presi in carico i pazienti affetti da malattie croniche come il diabete e l'ipertensione da parte di cooperative di medici in modo da assicurare a questi pazienti una continuità di cura e prevenzione che oggi nelle grandi realtà metropolitane non è possibile. Abbiamo chiesto al Dottor Ennio Canepa, medico di base a Varzi, una quadro della situazione che si va delineando. 

Da quanto tempo fa il medico di base?

"È dal 1992 che sono a Varzi e quindi sono 25 anni che sono medico di base".

Come è cambiata la sua professione in questi anni?

"La professione del medico cambia normalmente con lo sviluppo della scienza medica, negli ultimi venti anni c'è stata una grande informatizzazione per cui noi aggiorniamo di volta in volta la cartella clinica elettronica del paziente e siamo controllati in tempo reale  per quanto riguarda le prescrizioni di farmaci ed esami. La cartella clinica elettronica ti permette di avere una grande quantità di dati sulla storia della salute del paziente e per noi è un grande vantaggio. Ma la grande trasformazione è data dal carico di lavoro che è aumentato con l'aumentare della popolazione anziana. Rispetto a quando ho iniziato il carico di lavoro è praticamente triplicato".

Veniamo alla riforma cosa cambierà per i medici e per i pazienti?

"Posso dire quello che ho capito io, è una riforma ancora in via di attuazione, cooperative in ambito sanitario si incaricheranno di programmare visite ed esami di controllo per pazienti affetti da patologie croniche come il diabete e l'ipertensione. Individueranno per ciascun paziente, a seconda della patologia, i Percorsi Assistenziali Individuali (PAI). I pazienti gravi o molto fragili verranno gestiti in modo differente. La cooperativa a cui io ho aderito, è costituita di soli medici e pone il medico di base al centro della gestione del malato cronico".

Quindi "le fila" della gestione del paziente rimarrà vostra?

"Sì, è quello che pretendiamo e che spero avverrà. Molti colleghi hanno il timore di venire estromessi dalla gestione del paziente e questo non lo accetterei neppure io".

E i vantaggi per i pazienti?

"Si spera che ci possa essere una maggiore aderenza alle terapie ed ai controlli periodici previsti per il monitoraggio delle diverse patologie. Altro vantaggio previsto sarebbe quello di ridimensionare i tempi di attesa per tutti i pazienti".

Cambierà molto in Oltrepò?

"Guardi è difficile prevederlo ma posso dire che nella realtà in cui opero grazie al fatto che c'è un ospedale, tra l'altro ben collegato con gli altri ospedali dell'Oltrepò come Voghera e Stradella già oggi abbiamo un'ottima collaborazione con gli specialisti. Vedremo se con questa riforma miglioreranno le cose soprattutto per il paziente. Penso che cambierà molto per i pazienti che vivono nelle grandi città".

Ci sono diversi tipi di cooperative?

"Sì, la legge prevede diverse tipologie ma per ora l'orientamento di massima mio e dei colleghi di Varzi è quello di aderire a cooperative di soli medici".

Cambiamo argomento e parliamo di medicina difensiva, è aumentata la diffidenza dei pazienti nei confronti dei medici?

"Mi verrebbe da dire di sì per via delle cronache che leggo sui giornali, per quanto riguarda la nostra zona devo dire che i pazienti rispettano abbastanza il medico di base, e comprendono la mole di lavoro e lo sforzo che affronta specialmente nei mesi invernali quando si presenta l'epidemia d'influenza".

A proposito di epidemie cosa pensa dei vaccini obbligatori?

"Se si parla delle polemiche degli ultimi mesi sono maggiormente coinvolti i colleghi pediatri; personalmente i miei figli li ho sempre fatti vaccinare come consiglio ai miei pazienti di vaccinarsi ogni anno contro l'influenza. È una questione di rischio beneficio, i rischi delle vaccinazioni sono infinitamente inferiori dei benefici che si ottengono".

Quali sono le caratteristiche di un buon medico?

"È una professione che si fa per passione, si ha una grande responsabilità e non bisogna tradire la fiducia dei pazienti. Non si dovrebbe fare il medico per amore del denaro al di là di pretendere il giusto compenso per l'impegno e le responsabilità che si hanno".

 

giift

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