Venerdì, 06 Dicembre 2019

BRONI - LA PIATTAFORMA DIGITALE DEL BRONESE PEDRAZZI OSPITE DELLA SILICON VALLEY

Da Broni alla California. L’innovazione made in Oltrepò sbarcherà in America grazie alla startup “1clickfashion” ideata dal bronese Paolo Pedrazzi, che è stata selezionata – unica in provincia di Pavia – per un programma del Ministero degli Esteri rivolto ai progetti più innovativi. Tre mesi in Silicon Valley con lo scopo di approfondire e migliorarsi. La piattaforma digitale ideata da Pedrazzi e il suo team mira a portare l’intelligenza artificiale al servizio dei negozi fisici, che grazie ad essa potranno connettersi direttamente con i potenziali clienti ovunque si trovino. «Oggi il mercato è cambiato e la gente vuole comprare dove come e quando gli pare» spiega l’ideatore. «Noi, tramite un Pos intelligente che geolocalizza e rende visibile l’inventario di un negozio in tempo reale, permettiamo a chi sta cercando qualcosa di sapere chi lo vende e dove, dando anche l’opportunità di chattare con un commesso».

Una vera e propria vetrina interattiva, ma che mira a portare la gente nei negozi anziché a comprare online. « i negozi fisici, come speravamo quando siamo partiti, stanno tornando centrali. La gente, soprattutto nel fashion, vuole vedere, provare e toccare con mano».

Pedrazzi, è un’innovazione rivolta solo ai negozi di abbigliamento?

«No, riguarda chiunque possa essere interessato ad avere una vetrina e un catalogo online ed essere connesso a una rete globale che gli dia visibilità. è un’occasione per tutti i piccoli negozi, anche la bottega all’angolo. Esistono poi piani di abbonamento diversi, anche di prova gratuita, per capire se fa al caso tuo o no». 

La piattaforma è sul mercato da qualche mese ormai. Che tipo di risposte state ottenendo?

«Abbiamo una rete di circa 100 negozi in Italia di cui una decina sono sparsi tra Oltrepò e Pavia, e abbiamo richieste in coda per altri 50 e in continua crescita, ma vogliamo prima concludere i test e attivare il servizio per avere dati e analisi finalizzate a migliorare il prodotto e i bug presenti».

In Oltrepò il suo progetto che riscontri ha avuto?

«Purtroppo ho incontrato tantissima rassegnazione e sfiducia generale. In Provincia non è facile convincere che senza abbracciare tecnologie digitali e aprirsi all’e-commerce non riusciranno a sopravvivere. Organizzeremo a breve comunque un evento a Pavia e abbiamo attivato un sito dove i negozianti che vorranno, potranno raccontarci le loro storie, speranze, dubbi e perplessità sul futuro che si sta delineando per il retail».

Avete ricevuto supporto dalle istituzioni locali per promuovere la vostra offerta?

«Comune di Pavia, Polo Tecnologico di Pavia e Università di Pavia, durante la manifestazione Univenture ci hanno supportati e assegnadoci il Premio Silicon Valley study tour ci hanno dato una grossa opportunità. Il Comune di Broni ci ha aiutati ad organizzare un evento a Novembre 2018. Per il resto… il vuoto».

Parliamo di quello che porterete in America. Non si parla solo di una simbolica “bandiera” dell’Oltrepò, giusto?

«Assolutamente no. Insieme a 1clickfashion porterò anche il progetto “OltreTech” per costituire qui in Oltrepò un incubatore e acceleratore di impresa a sfondo Vinotech/Agritech e Foodtech: sul vino saremmo i primi al mondo a fare una cosa del genere e voglio provare a convincere un po’ di investitori della Silicon Valley a investire sul nostro territorio».

Tornando a “1clickfashion”, da quanti mesi state effettivamente lavorando sul territorio e quali difficoltà ha incontrato?

«Non nascondo che ci sono stati tantissimi ritardi e difficoltà dovute a questi programmi di accelerazione a cui abbiamo partecipato: troppe persone, i cosiddetti ‘mentor’ a dire la loro per cui ti confesso che ad un certo punto ho pensato di mollare tutto perché uno diceva A, l’altro B io pensavo C e da un sito molto semplice e con uno scopo ben preciso siamo diventati una sorta di mostro a tre teste. Per fortuna poi grazie all’aiuto di alcuni di questi mentor davvero interessati alla causa e persone dai curriculum e dalle skills pazzesche che ho conosciuto frequentando il Founder Institute Silicon Valley a Milano (il più grande e prestigioso acceleratore d’impresa al mondo per partecipare al quale ho dovuto passare una selezione durissima e superare una serie impressionante di sfide e test) siamo arrivati a capire chi siamo e cosa vogliamo fare da grandi.

Anche se la persona che forse ha contribuito più di tutti è Stefano Denicolai, che ha sempre creduto in me e nel progetto, oltre ad essere mio amico di lunga data  Stefano è uno dei più stimati e rispettati professori di Digital Innovation in Italia e in Europa e i suoi preziosi suggerimenti stanno facendo la differenza».

Siete stati anche su Rai Uno recentemente

«Abbiamo partecipato a una puntata di Codice, la trasmissione condotta da Barbara Carfagna, dove abbiamo parlato di Intelligenza artificiale, Visione computerizzata e di quello che è il nostro cavallo di battaglia, lo Unified Commerce. Abbiamo convolto  anche un negozio di Casteggio che è stato tra i primi a credere in noi e a voler partire con il progetto. Posso dire che, inconsapevolmente, abbiamo intercettato un trend che si sta affermando e adesso vogliamo diventare i leader globali».

di Christian Draghi

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