Domenica, 05 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE – CASTEGGIO - È OLTREPADANO IL CAMPIONE EUROPEO DI BRAZILIAN JIU JITSU

Il 34enne casteggiano Giovanni Cardinale è il nuovo campione europeo di Brazilian Jiu Jitsu. Reduce dai campionati disputati a Lisbona, ha sbaragliato 5500 atleti tra i più forti a livello mondiale, aggiudicandosi il titolo IBJJF (International Brazil Jiu Jitsu Federation), dopo aver gareggiato nella categoria Cintura Blu 70 Kg. Cardinale pratica questa disciplina da diversi anni. Si tratta di un’arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale specializzato nella lotta ed in particolare in quella a terra. Per la One More Round di Voghera, palestra dove Giovanni si allena ed è istruttore (unica a Voghera nella pratica di questa disciplina) è un grande successo, dopo una stagione che l’ha visto partecipare e vincere a vari Campionati Nazionali e Internazionale.

Cardinale, il Brazilian Jiu Jitsu è apprezzato dagli abituali frequentatori della palestra?

«Sì, è molto apprezzato dai frequentatori della palestra per ovvi motivi: in primis ci si diverte; questo è dovuto al fatto che, in natura, tutti gli animali per motivi ludici, di apprendimento o di difesa, lottano tra loro. Anche noi da bambini lottavamo fra coetanei, però poi crescendo dimentichiamo questo aspetto della nostra vita, per cui praticare questo Sport fa tornare alla mente quei ricordi e ci si ritrova a “rotolare” a terra cercando di prevalere sull’altro, ma in totale sicurezza».

Come si articolano i corsi, a livello di contenuti e frequenza?

«Il corso base è strutturato in tre lezioni a settimana da due ore ciascuna. Ogni lezione è suddivisa da una prima parte di riscaldamento, successivamente si passa a una parte di condizionamento fisico, infine si studiano le basi e si implementa una tecnica nuova o si consolida una già appresa, provando a mettere in pratica tutto quello che è il proprio bagaglio atletico, in lotte a tempo».

Quanto costa praticare questo sport? è prevista una prova gratuita?

«Il costo è di circa 60 Euro e sono previste due lezioni di prova».

Ci sono dei requisiti di base necessari per la pratica di questa disciplina?

«Di base non ci sono dei requisiti particolari per poter praticare questa disciplina, ma è molto importante l’approccio che l’atleta ha nei confronti del BJJ. “Per far nascere in tè il seme del BJJ”, devi mettere da parte l’orgoglio e i tuoi pregiudizi ed essere un foglio bianco».

Quali sono le maggiori difficoltà che ha incontrato?

«La difficoltà di cui le ho appena parlato è stata una delle maggiori incontrate all’inizio del mio percorso e che tuttora si ripete. Sta alla singola persona gestire questo aspetto, mettendo da parte il proprio ego e mettendosi in discussione».

A che età è consigliabile avvicinarsi a questo sport?

«Questo sport non ha una fascia d’età indicata in quanto, agendo sul miglioramento della singola persona, insegna qualcosa in ogni fase della vita».

Che tipo di preparazione è richiesta a livello atletico e nutrizionale?

«È molto importante capire le aspettative verso questo sport. Per intenderci, se si vuole competere a livello internazionale, mettendo alla prova se stessi e i propri limiti, è necessario seguire diverse sessioni di allenamento al giorno. Inoltre è doveroso farsi seguire dal punto di vista alimentare da uno specialista in nutrizione, che imposti un regime alimentare che soddisfi il requisito energetico necessario e che, al tempo stesso, ottimizzi al meglio il fisico. Diversamente, ci si può allenare tre volte a settimana, puntando sull’allenamento “cardio”» .

Il Brazilian Jiu ijitsu è uno sport a prevalenza maschile e femminile?

«Il BJ nasce principalmente come sport a prevalenza maschile, anche se ultimamente ho visto crescere in modo esponenziale la partecipazione del gentil sesso, forse per motivi legati al senso di sicurezza profonda che questo sport imprime».

Organizzate gare a livello locale e nazionale?

«In Italia e all’estero ci sono molte federazioni e associazioni che organizzano gare e tornei, ogni singolo evento richiede un’enorme pianificazione ed organizzazione».

Organizzate eventi di promozione?

«Sì, in passato sono stati organizzati tanti eventi e ne organizzeremo sicuramente altri, sia di promozione ma anche di prevenzione contro la violenza in ogni sua forma. Siamo molto attivi in tal senso, collaborando a livello locale con un’associazione contro la violenza sulle donne».

Chi sono i Maestri?

«I nostri maestri sono Luca Pizzamiglio, che è anche Cintura Nera di riferimento in Italia, e il Maestro Tiago Domingues».

Quali sono i contenuti teorici e pratici che si apprendono durante una lezione, in linea generale?

«Durante una lezione vengono impartiti i rudimenti dei vari aspetti della lotta, dall’approccio iniziale fino alla gestione del proprio corpo nel tempo e nello spazio in condizioni di stress, imparando a gestirlo. Per dirla ironicamente, sfidiamo la relatività della realtà passando da una percezione stressante ad una situazione familiare, gestibile con tranquillità».

Soprattutto a fronte della recente emergenza in materia di sicurezza e difesa personale, che attività organizzate?

«Organizziamo corsi di difesa personale e collaboriamo con associazioni locali, anche a livello gratuito, per poter aiutare chiunque sia soggetto a bullismo o soprusi».

Come si riconosce un talento?

«Un talento è difficile da scoprire… un talento si esprime nel tempo con dedizione e costanza. Il BJJ non è una disciplina di facile apprendimento, perchè plasma l’individuo e mette in discussione tutte le certezze e gli automatismi, spesso mettendo in crisi la persona stessa. La costanza e la dedizione alla fine paga, ed è proprio questo nel tempo fa emergere un talento».

Quest’anno per lei è un anno da incorniciare date che ha vinto tutte le gare a cui ha partecipato. è corretto?

«Quest’anno per me è stato fantastico. Sono riuscito a centrare tute le gare programmate, dai Campionati Nazionali italiani a Firenze, ai Mondiali a Bucarest, fino ai Nazionali a Francoforte e a Milano, passando successivamente agli Europei a Lisbona. Concluderemo la stagione con i Continental Pro a Roma e il Gran slam a Londra».

Sono previsti esami di abilitazione per il conseguimento delle certificazioni, come per il Karate?

«Nel BJJ ci sono 5 cinture: si parte dalla Bianca, per poi passare alla cintura Blu, Viola, Marrone ed infine Nera. I cambi di cintura sono decisi dai propri istruttori su una base di criteri molto ampi, che vanno oltre ai semplici e riduttivi parametri, in quanto viene valutata anche la maturità di una persona e il tempo dedicato a questa disciplina».

Come vedi proiettato in futuro il Brazilian Jiu jitsu, sia a livello locale che nazionale?

«Per il BJJ vedo un futuro molto positivo. In altri stati questo sport viene praticato da tutti (Polizia, pubblica sicurezza, neo mamme, studenti liceali soggetti a bullismo)».

Di Federica Croce

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