Giovedì, 02 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE – RIVANAZZANO TERME – ALLENATORE E GENITORE AGGREDISCONO ARBITRO, UNA RAGAZZINA 16ENNE DURANTE LA PARTITA REAL MEDA - RIVANAZZANESE. LE REAZIONI DEI VERTICI DEL CALCIO ITALIANO

Ennesimo triste episodio sui campi di calcio giovanile. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, questa volta teatro delle aggressioni verbali e fisiche, ai danni di una giovanissima arbitro di appena 16 anni, è stata Meda dove il Real ha ospitato la Rivanazzanese, in occasione del Campionato regionale U15 femminile. un allenatore e un tifoso (molto probabilmente un genitore) avrebbero aggredito, fisicamente e verbalmente, l’arbitro, una ragazzina di 16 anni. Una vicenda che lascia attoniti. Le due squadre, entrambe al quinto posto in classifica, erano sull’uno a uno e l’atmosfera stava iniziando a scaldarsi. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’arbitro ha convalidato un gol del Real proprio sul fischio di chiusura. È stato in quel momento che l’allenatore ospite, un uomo di 35 anni, sarebbe entrato in campo e con foga avrebbe cominciato a insultarla e strattonarla. La ragazzina, terrorizzata, avrebbe cercato di ripararsi, mentre un secondo uomo, un genitore, avrebbe tentato a sua volta di avvicinarsi affermando di volerla picchiare.

“Questa persona voleva picchiare l’arbitro, diceva di volerla prendere a calci – racconta Gianni Zaninello, direttore generale del Real Meda –. Quando ha sentito che il padre della ragazza aveva chiamato i carabinieri, ha scavalcato ed è scappato per i campi”. La ragazzina intanto aveva deciso di annullare la rete. Ora sarà la giustizia sportiva a prendere probabili provvedimenti, ma prima si dovrà attendere il referto medico e la sua querela, che può essere sporta entro 90 giorni.

"Non era assolutamente mia intenzione fare del male e neppure spaventare l'arbitro.  - dichiara  allenatore della under 15 femminile della Rivanazzanese - Volevo solo richiamare la sua attenzione e chiederle spiegazioni per la sua decisione. Il mio errore è stato solo quello di metterle una mano su un braccio: avrei dovuto parlarle con le mani dietro la schiena"

"Apprendo con tristezza e sconforto del fatto accaduto nella partita a Meda, dove dei tesserati hanno messo le mani addosso ad un'arbitra sedicenne". Marcello Nicchi, presidente dell'Associazione italiana arbitri, per l'ennesimo episodio di violenza subito da un direttore di gara. "Tutto questo - prosegue - avviene nel momento in cui è massimo l'impegno di Aia, Federazione e Leghe per debellare nel calcio razzismo e violenza, soprattutto contro le donne. Il tutto mi rattrista particolarmente nel momento in cui mi sto recando ad Aosta per l'ultimo saluto a Loris Lazzaro, il giovane arbitro che ha perso la vita per fare quello che era il sogno della sua vita. E' ora di intervenire in modo duro perché altrimenti il calcio non avrà futuro".

"È inammissibile che accadano episodi del genere, non solo perché la violenza è ingiustificabile a prescindere, ma nel caso specifico perché commessa nei confronti di una ragazza di appena 16 anni, alla quale voglio esprimere la mia più sincera vicinanza e di tutta la LND". Così il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia sulla vicenda della giovane arbitra aggredita durante una gara del campionato regionale under 15 femminile. "Educatori e genitori devono dare l'esempio ai giovani: agendo in questo modo viene invece calpestato ogni principio di lealtà sportiva e anche di convivenza civile" aggiunge Sibilia. "Non ci sono parole sufficienti per esprimere il dissenso per fatti come questo. È impensabile che figure che dovrebbero insegnare il rispetto delle regole e degli avversari assumano simili comportamenti - le parole del presidente del comitato regionale Lombardia Giuseppe Baretti -. L'attenzione a questo caso sarà massima, perché sulla violenza non si può transigere". Anche il delegato al calcio femminile della Lega dilettanti Sandro Morgana si è espresso sull'episodio: "Sono sconcertato. In questi giorni dove purtroppo è di attualità il tema della violenza sulle donne, provo una grande rabbia nel commentare i fatti di Meda. Come possiamo pensare di combattere questo grave fenomeno se c'è in giro chi non si vergogna di mettere le mani addosso ad una giovane per una partita di calcio?"

*immagine di repertorio 

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