Mercoledì, 19 Febbraio 2020

OLTREPÒ PAVESE - TUTTE LE SFUMATURE DEL RALLY 4 REGIONI

In questi giorni si parla molto di Rally 4 Regioni, del suo futuro, di cosa sarà di quella corsa che a cavallo gli anni ‘70 e ‘80 ha infiammato i cuori di decine di migliaia di appassionati. Pertanto, abbiamo deciso di ripercorrerne  rapidamente la storia e tutti i tentativi profusi per mantenerne vivo il ricordo.

Tutto ebbe inizio nel 1968 con l‘arrivo di Benedetto Pelliccioni (sammarinese di nascita ma trevigiano d’adozione) alla direzione l’ACI Pavia e con l’importante collaborazione di colui che lasciò in seguito una traccia indelebile nella storia del rallysmo nazionale, Siropietro Quaroni, grazie al quale, dal 1969 in poi, in provincia di Pavia si tornò a gareggiare in competizioni vere.

In quel primo anno i due mandarono in scena il primo vero rally, denominato “Giro della Provincia” per il quale, Pelliccioni diede fondo a tutte le sue conoscenze e agli allora pochi partecipanti pavesi, si aggiunsero soprattutto piloti provenienti appunto dal nord-est. A vincere quell’edizione del Giro della Provincia fu il veneto Pietro Polese al volante della Renault Gordini R8 per i colori della Scuderia Piave Jolly Club. L’obiettivo da raggiungere per Pelliccioni, fu anche l’aggregazione di giovani appassionati per accompagnarli con un minimo di aiuto verso lo sport agonistico. Fu di quel periodo la nascita di una Scuderia cittadina affiliata all’Automobile Club provinciale: la Pavia Corse.

A presiederla fu chiamato il Cavalier Giovanni Manzoli in stretta collaborazione con Giampiero Nascimbene, con Sergio Zini e con il presidente della Commissione sportiva Alessandro Redaelli. Il Giro della Provincia 1970 in programma per l’11 e 12 di aprile fu circondato da tanto entusiasmo, tanta concitazione per questa nuova avventura organizzativa dell’Aci Pavia.

La gara fu onorata da oltre 140 adesioni, piloti giunti dal Veneto, dall’Emilia, dal Piemonte, dalla Liguria e ovviamente da ogni angolo della Lombardia. A Vincere fu ancora un veneto: Giuliano Altoé su Renault R8 Gordini per i colori della Piave Jolly Club. Sull’onda del successo delle due manifestazioni “Sprint” e del crescente entusiasmo generale che investì tutta la provincia di Pavia, nel 1971, Benedetto Pelliccioni, Siro Quaroni (quest’ultimo divenuto nel frattempo presidente della commissione sportiva) e il Concessionario Fiat di Stradella, Rinaldo Brambilla, armati di una buona dose di incoscienza, si lanciarono in quella che in molti definirono “la grande follia”, ovvero, l’organizzazione di un rally vero e proprio a carattere non solo nazionale, ma ben di più, che si sarebbe dovuto distinguere per la sua durezza e per la temerarietà dei suoi protagonisti.

Nacque così il Rally Internazionale 4 Regioni, con una “prima” che grazie all’intercessione di Luigi Arrigoni (Concessionario Lancia Altauto di Pavia) ebbe al via fin da subito i piloti ufficiali Lancia e Fiat. In Federazione, ma anche da parte di altri organizzatori, furono visti un po’ come usurpatori del rallysmo, perché, gente nuova, giunta in campo internazionale, senza (secondo gli “genialoidi” di allora) avere alle spalle un’adeguata esperienza di anni di attività. Ebbene, misero in scena un rally di ben 1.656 chilometri ricavati tra i più impegnativi asfalti e sterrati dell’Appennino lombardo, emiliano, ligure e piemontese divisi in due tappe. La prima, di 873 e la seconda di 783 chilometri.

A vincere furono Lampinen – Davenport Lancia Fulvia HF; davanti a Ballestrieri – Bernacchini  Lancia Fulvia HF. Terzo posto per Barbasio – Sodano Lancia Fulvia HF, al quarto Trombotto – Enrico Fiat 124 Spider ed al quinto Ceccato – Eisendle Fiat 124 Sport. A quell’edizione ne seguirono altre 14, una più bella dell’altra in cui a firmare l’albo d’oro sono stati solo grandi nomi del rallysmo internazionale come: Paganelli-Russo Fiat 124 Sport (1972); Ballestrieri-Bernacchini Lancia Fulvia HF (1973); Munari-Mannucci Lancia Stratos (1974); Munari-Mannucci Lancia Stratos (1975); Darniche-Mahé Lancia Stratos (1976); Darniche-Mahé  Lancia Stratos (1977); Carello-Perissinot Lancia Stratos (1978); Bettega-Perissinot Fiat 131 Abarth (1979); Beguin-Lenne Porsche 911 (1980); Andruet-Emanuelli Ferrari 308 (1981); Lucky-Penariol Opel Ascona (1982); Biasion-Siviero Lancia Rally 037 (1983); Vudafieri-Pirollo Lancia Rally 037 (1984); Ormezzano-Mello Toyota Corolla (1986).

Nell’arco degli anni, il rally 4 Regioni si presentò al pubblico attraverso differenti configurazioni. La prima di queste varianti risale ai tempi in cui il rally maggiore era ancora nel pieno del suo successo, era infatti il 1982, l’anno in cui, Siropietro Quaroni, decise di inserire le auto storiche in coda all’allora Rally moderno, impegnate in ciò che poteva essere una primordiale Regolarità Sport (specialità che ancora non esisteva), ma molto più “tirata”.

L’idea, anche se abbastanza anomala per quei tempi, ebbe un rilevante successo.

A Salice Terme, per dare vita a ciò che fu denominato: 1° Rally 4 Regioni per vetture storiche – Organizzato dall’Automobile Club Pavia dal 20 al 23 maggio 1982, giunsero auto di prestigio quali: la Ferrari 250 di Violati, la Ferrari 212 di Dubini, un’altra 250 di Maranello di Fachini, una Ferrari GTL di De Gaetano, la ASA 613 di Pisoni, la Fiat 1100 Spyder di Defilippi, una interessante Porsche Cabriolet, la Chevrolet Camaro di Rupolo le Osca GTS, MT4 e Zagato di Barbieri-Prandi, Tenconi e Pantaleoni, la Cisitalia 33 DF di Marchese, la vettura gemella di Anfossi e tante altre ancora.

Fu una gara molto apprezzata dal pubblico, in particolare quello sistemato lungo il circuito di Cecima, prova in cui, a dispetto della formula regolaristica che contrassegnò buona parte delle altre prove, le arzille “vecchiette” furono chiamate a dare il meglio di ciò che ancora nascondevano sotto il cofano e i “numeri” non mancarono. Su quel tratto, gremito all’inverosimile di pubblico di appassionati, tra le vetture che interpretarono nel modo migliore le insidie del percorso ci fu l’ingombrante Opel Kapitan dalle gomme stridenti di Ghezzi-Nicolini, la Osca di MT4 di Tenconi-Cenzato, la MG/A di Masnata-Ghezzi e la Lancia Appia di Ventura-Delmonte. Quel circuito fu invece estremamente gravoso per quelle vetture molto basse, come Ferrari e Maserati, le quali soffrirono parecchio i numerosi dislivelli del manto stradale, trovando così la strada di casa prima del previsto. Alla fine, la vittoria assoluta andò alla Fiat Coppa d’Oro di Montagna-Tartara.

Il Rally 4 Regioni, attraverso differenti denominazioni, visse anche edizioni strutturate con tipologie puramente regolaristiche che riuscirono a mantenere vivo il blasone di un nome tanto importante. Una di queste fu il Rally 4 Regioni Anciennes. Nato nel 1984 da una stretta collaborazione tra Siropietro Quaroni presidente dell’Automobile Club Pavia, i vertici del Veteran Car Club Carducci, Tartari e Defilippi e l’innovatore Paolo Borghi, grande cultore dell’automobilismo storico, nonché pilota di provata bravura nel settore della velocità in salita per auto storiche, il quale, fin dalla sua prima edizione, seppe accendere l’interesse di tutti gli sportivi del “volante d’epoca” di Pavia e delle province vicine. Fu subito un successo.

ALBO D’ORO: RALLY 4 REGIONI ANCIENNES

Il Rally 4 Regioni Anciennes è diventato nel corso degli anni un appuntamento fisso e di prestigio per gli appassionati di gare di regolarità per auto storiche.

Ecco l’Albo d’oro

1984: Giovanni De Filippi (Fiat Stanguellini Zagato); 1986: Giorgio Safranez (Frua 1100 Sport); 1987: Francesco Guasti, (Porsche 356 Carrera 2); 1988: Bruno Forese (Balilla Coppa d’Oro); 1989: Ugo Rancati (Alfa Romeo Giulietta Spider); 1990: Maurizio Donadoni (Abarth 1000); 1992: Gianfranco Panizza (Renault 750 Sport Barchetta); 1994: Enrico Francisi (Porsche Speedster); 1996: Bruno Ferrari (Abarth 750 Zagato); 1997: Angelo Mezzadri (Porsche 356); 1998: Fabio Salvinelli (Triumph TR3); 1999: Valerio Bocelli (Panhard 750); 2000: Gianmaria Aghem (Lancia Fulvia HF); 2001: Sergio Sisti (Healey Silverstone).

Seguirono 10 anni di silenzio, poi, nel 2011, grazie a Parco Chiuso RC di Zavattarello e Rudy Dalpozzo, ecco che con il consenso di Aci Pavia il 4 Regioni tornò a far parlare di se in una versione storica di regolarità sport denominato Rally 4 Regioni Amarcord, fu un successo. In quel 2011 la vittoria arrise a Maurizio Senna su BMW 2002. L’anno Successivo, 2012, la manifestazione si tramutò in Rally storico, a vincere furono Musti-Biglieri con la Porsche 911, mentre nella “sport” il successo andò a Delfino-Gemme su Fiat 125S.

A questi momenti di ritrovata gloria che ebbero in Sandro Munari, Amilcare Ballestrieri, Alcide Paganelli, Luciano Trombotto, Tony Carello, Bobo Cambiaghi, Miki Biasion, Lucki e tanti altri nomi famosi, oltre alle Signore dei Rally, dei preziosi testimonial, fecero seguito altri 3 anni di stop, poi, con l’arrivo di Marino Scabini alla presidenza dell’Aci provinciale ecco che il 4 Regioni torna in auge, sempre in versione storica. Nel rally la vittoria é andata nel 2015 a Biosa,S. - Mancuso,G. (Porsche 911 SC), mentre nella sport  ad imporsi sono Mozzi,G. - Biacca,S. (OPEL Kadett GT/E); nel 2016: Canzian-Nobili (Porsche 3.0), Sport: Rancati-Ercolani (Fiat 128 Coupe). Nel 2017 grazie all’abbinamento con Yves Loubet il 4 Regioni diviene internazionale, le classifiche alla fine sono 4: Rally Internazionale. 1° Matteo e Claudia Musti (Porsche 911); Rally Nazionale 1° Buscone-Maggi Lancia Delta; Sport Internazionale 1° Schon-Giammarino (Porsche 911); Sport Nazionale 1° Politi-Scabini (Mini Cooper). Nel 2018 si ritenta l’esperimento con l’organizzatore francese, ma il rally non decolla, vincono nuovamente i Musti nell’internazionale, mentre nel nazionale il successo va a Ghezzi-Benenti (Porsche 911); nella Sport internazionale 1° Van Hecke-Sgubbi (A112 Abarth), mentre nella nazionale la vittoria é di Gemme-Bosio su Alfetta. Sfumato l’idillio con Loubet, nel 2019 il rally si presenta con una nuova veste, quella di gara riservata a vetture storiche e moderne, cambia anche la sede, dalla tradizionale Salice si va a Stradella, ma qualcosa non gira per il verso giusto, tempi morti, ritardi, interruzioni, le critiche sono tante. L’impressione generale é che il 4 Regioni sia giunto al “Canto del cigno”  riferito all’ultima espressione degna di nota di una storia ormai in declino. Gli antichi credevano che il Cygnus olor (o cigno muto, poiché incapace di emettere suoni), appena prima di morire fosse in grado di cantare una struggente canzone, così é stato per il 4 Regioni in cui nello Storico s vincere sono Melli-Belfiore su Porsche, nella Sport Seneci-Ciatti (Opel Kadett GT/E) mentre nel moderno il successo é per Totò Riolo e Claudia Musti su Skoda Fabia R5.

di Piero Ventura

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