Sabato, 18 Gennaio 2020

OLTREPÒ PAVESE - «LE COLLINE D’OLTREPÒ IDEALI PER IL TRIATHLON»

Le colline della Valle Staffora sono un palcoscenico ideale anche per uno sport di nicchia come il Triathlon, la disciplina che combina nuoto, ciclismo e corsa. La Asd Staffora Triathlon, società dilettantistica nata nel 2009, ne ha fatto territorio d’allenamento per quanto riguarda bici e corsa, mentre per il nuoto si appoggia alla piscina di Casteggio. Uno sport che richiede grande sforzo e sacrificio e porta a sfide importanti ed estremamente impegnative dal punto di vista fisico, come nuotare lungo il Po per 22 km, gestendo le correnti e le proprie energie. Dire che il Triathlon non è alla portata di tutti suona forse eufemistico. La storia recente della società, che ha sede a Godiasco Salice Terme, è anche la storia di un’amicizia tra i suoi componenti, guidati dal presidente Daniele Sparpaglioni, 59 anni di professione geometra. Sparpaglioni si può considerare il pioniere della disciplina in Oltrepò Pavese e atleta con diversi anni di esperienza: nel suo curriculum, infatti, annovera successi importanti, come la traversata dello Stretto di Gibilterra e le Isole Eolie a nuoto in solitaria.

Insieme a lui Marco Zucchi, 28enne arbitro di calcio, istruttore di nuoto presso la piscina Aquaviva di Voghera ed allenatore di pallanuoto presso la piscina di Casteggio. Per la prima volta i due hanno affrontato una nuova ed entusiasmante esperienza sportiva. Il 15 Settembre si è svolta a Casalmaggiore la “discesa in Po”, percorso effettuato a piedi, in bici e a nuoto da Casalmaggiore a Viadana, su una distanza di circa 16 km.  Il tragitto dei “Caimani del Po” è durato 2 ore e 12 minuti, comprese due piccole soste in acqua di un’ora, per i rifornimenti necessari di integratori. I due atleti hanno affrontato le acque dell’immenso fiume, seguiti da un gruppo di canottieri del circolo Eridania, che gli hanno indicato, nel percorso, la traiettoria delle correnti, inoltre Sparpaglioni e Zucchi, insieme a Marco Sinigaglia, nel mese di Ottobre hanno portato a termine una gara di 22 km a nuoto sul fiume Po, a San Daniele.

Sparpaglioni, quando si è avvicinato alla pratica del Triathlon e quali sono le caratteristiche di  questa disciplina?

«Ho iniziato questo Sport alla fine degli anni 80, quando incontrai un gruppo di ragazze di San Francisco che praticavano da tempo il Triathlon… da allora è nata la curiosità. Cominciavano ad uscire le prime riviste del settore “Triathlete” che ci facevano conoscere gli atleti americani del calibro di Dave Scott, Mark Allen, Scott Tinley, Scott Molina e l’italiano Danilo Palmucci. Ai tempi io e i miei compagni siamo stati dei veri esploratori e pionieri di questa nuova disciplina, che abbiamo scelto di praticare per la “completezza atletica” che la caratterizza e per il fattore legato alla “personalità” che ha visto ciascuno di noi mettersi in gioco con se stesso. Il Triathlon di oggi in Italia non ha più quelle caratteristiche, sia come disciplina che come atleti».

Riguardo alla “Discesa in Po”, gara che si è svolta a Casalmaggiore a settembre: quali sono stati i momenti più adrenalinici ed emozionanti?

Daniele Sparpaglioni: «è stato tutto emozionante, in particolare seguire la corrente del grande fiume». 

Marco Zucchi: «Il momento più adrenalinico è stato senza dubbio l’ingresso in acqua e la sensazione di spinta data dalla corrente del fiume. Non si trattava di una gara, quanto più una discesa sportiva dove la sfida era principalmente con se stessi piuttosto che con gli altri nuotatori».

Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato durante il percorso?

«Il passaggio a nuoto sotto i ponti ed alcuni tratti di 4/5 km dove non vi era alcuna corrente e gli improvvisi cambi di corrente da seguire, che impegnavano la bracciata più del solito».

Per chi si approccia  per la prima volta a questa disciplina quali sono i requisiti fondamentali richiesti?

«Prima di nuotare in Po e su questa distanza va detto che bisogna saper nuotare bene in mare aperto in qualsiasi condizione, è necessario un allenamento di fondo a 10.000 metri. Aver praticato parecchio in mare su lunghe distanze, aiuta a resistere ai tratti di cambiamento della corrente. Per i motivi indicati, in vari punti specifici del percorso, abbiamo nuotato in modo trasversale rispetto al fiume».

Che preparazione richiede, a livello tecnico, uno sport come il Triathlon?

«Tanta passione, pratica della ginnastica a corpo libero e del ciclismo, allenamento di pallanuoto».

Si parla spesso dei rischi legati al fiume, in particolare dei mulinelli. Vi sentite di sfatare questo mito?

Daniele Sparpaglioni: «Ho nuotato per due volte su una lunghezza di 38 km in Po, senza mai incontrare mulinelli. è solo la corrente a ridosso dell’argine che dà quest’impressione. Rispetto al nuoto in mare, quello nel fiume è completamente diverso , sia dal punto di vista fisiologico che muscolare, in quanto la bracciata che entra per prendere l’acqua riceve la spinta della corrente stessa, fatto che in piscina ed in mare non avviene. Le sensazioni sono più belle, si ha un magnifico rapporto tra acqua e terra. Dando la bracciata si scorge la Riva del fiume che rimane indietro…insomma, un’esperienza sicuramente da ripetere. In questi ultimi 30 anni c’è stato un bombardamento mediatico negativo riguardo al nuoto in Po. Si pensi che dagli anni ’40 in avanti, a Piacenza vigeva l’obbligo, per tutti i bambini e genitori, di attraversare il Fiume a nuoto».

Marco Zucchi: «Molti mi hanno chiesto un parere riguardo ai mulinelli e alla loro pericolosità. Sono certo che la maggior parte di quelli che citano questo fenomeno in realtà parlino per sentito dire più che per esperienza diretta, quindi in assoluto mi sento di sfatare questo mito».

Quali sono le aree che, in Oltrepò, si prestano alla pratica del Triathlon?

«Le aree per praticare Triathlon comprendono le colline dalla Valle Staffora, Val Curone e Val Borbera, con le proprie salite ed i propri paesaggi».

Quali gare avete disputato in passato e quali le prossime in programma?

Daniele Sparpaglioni: «Le gare disputate in passato sono state tante. In Italia parecchie; all’estero le più rappresentative sono state: Ironman (Francia, Austria, Svizzera), Triathlon America ( Alcatraz, Sacramento Triathlon, San Francisco Bay Bridge ), Triathlon Francia ( Alpe D’Huez, Lungo Mont Ventoux, Lungo Cannes, Lungo Marsiglia, Lungo del Verdon )».

Marco Zucchi: «Non ho mai fatto gare di Triathlon. Avrò la prima il 15 dicembre ad Antibes. Sono emozionato e curioso, penso che la difficoltà più grande sarà rispettare le regole e gestire le sensazioni del corpo durante la gara».

Come vedete proiettato questo sport a livello locale e nazionale?

«è uno sport di nicchia, perché poca gente vuole mettersi in gioco fuori dai soliti schemi di gara».

Sparpaglioni da quanti membri è composto il team?

«La Squadra è composta da Gianni Alterni, Riccardo Coleottero Zuccarelli, Saverio e Tommaso Zefilippo, Marco Zucchi, Leonardo Galeazzi, Andrea Tani, Fausto Crosina, Raffaele Buscone. La Società in questi ultimi cinque anni si è ampliata con la creazione di una sezione ciclisti agonisti di cui fanno parte, oltre a me, Flavio Amicucci, Raffaele Buscone, Maurizio Berruti, Fausto Crosina, Leonardo Galeazzi, Fabrizio Pellizzoni, Andrea Tani, Stefano Schiavi».

La “Staffora Triathlon” è di Godiasco; avete iscritti anche in altre parti del territorio?

«Sì, abbiamo iscritti residenti a Novi Ligure e a Milano».

  di Federica Croce

  1. Primo piano
  2. Popolari