Domenica, 20 Ottobre 2019

OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA - RALLY IDROVOLANTE: È VOGHERESE IL TERZO POSTO NEL CAMPIONATO ITALIANO

Simone Algeri, 25 anni, vogherese, insieme a Gabriele Ferruzzi ha conquistato il terzo posto alla sesta edizione del “Giro aereo dei Sei Laghi”, campionato italiano di Rally idrovolante che si è tenuto a Maggio 2019 all’Idroscalo Internazionale di Como, organizzato dall’Aero Club. La sua passione per l’aviazione nasce nel 1998 all’età di 5 anni grazie al nonno Walter, che per Natale gli regala un computer con un simulatore di volo. Dopo anni passati al simulatore di casa, nel 2016 vola per la prima volta da pilota e nel 2017 consegue la licenza da pilota privato. Simone Algeri è abilitato al pilotaggio di aerei monomotore ad elica terrestri ed idro-volanti e all’acrobazia aerea (che svolge prevalentemente su Pilatus P3: aereo storico usato in precedenza dalla Swiss Air Force). Nel suo curriculum, con il Cessna 172, ha partecipato a 2 campionati italiani Rally idrovolante, arrivando undicesimo nel 2018 e terzo nel 2019. Algeri vola su Piper, Cessna, Socata, Siai-Marchetti e Pilatus. Oltre alla licenza da pilota privato, sia su aerei convenzionali che idrovolanti, ha conseguito anche l’abilitazione al volo acrobatico, che è stata molto utile per migliorare la precisione nel pilotaggio dell’aereo, anche in occasione del rally. Il Rally idrovolante è uno Sport che risale ai primi del ‘900: la prima gara risale al 1913 e si è svolta proprio a Como con il nome di “Gran premio dei Laghi”. La gara fu vinta da Roland Garros, pioniere dell’aviazione, pilota da caccia e di idrovolanti a cui è anche intitolata la famosa competizione tennistica. Nel 2013, in occasione del centenario di quel primo Gran Premio, la gara è stata riproposta e da allora viene organizzata ogni anno con validità di Campionato Italiano Rally Idrovolanti, unica competizione in Europa. La precisione, la gestione metodica del velivolo e la consapevolezza della situazione sono elementi che vengono insegnati sin dalle prime lezioni e che devono accompagnare il pilota in ogni volo, in qualsiasi contesto.

Algeri, Rally idrovolante, un accostamento “singolare”. Ci può spiegare le caratteristiche principali di questa disciplina sportiva?

«Le gare di rally per aerei idrovolanti sono gare di regolarità, precisione e riconosci-mento del territorio. In fase d’iscrizione alla gara ogni equipaggio, che è composto da un pilota e da un navigatore, deve dichiarare la velocità che manterrà durante tutto lo svolgimento della gara e che servirà quindi a far calcolare all’organizzazione il tempo previsto per il completamento della gara stessa. A trenta minuti dalla partenza viene consegnato un roadbook con le rotte magnetiche e le distanze che servono per completare il percorso di gara.  All’interno del percorso di gara sono previsti dei check-point che l’equipaggio, seguendo le indicazioni del roadbook deve calcolare, riconoscere e sorvolare ad un determinato orario (calcolato a seconda della velocità dichiarata). è previsto un margine di tolleranza di due secondi rispetto all’orario previsto, superato questo limite viene data una penalità di 3 punti per ogni secondo, si può arrivare ad un massimo di 300 penalità che corrispondono a 30 secondi di ritardo o di anticipo su di un checkpoint. Inoltre vengono anche fornite alcune fotografie aeree di luoghi da riconoscere e collocare all’interno del percorso di gara, solitamente queste foto riguardano un palazzo o un piccolo incrocio stradale».

è uno sport di recente “invenzione” o esiste da sempre?

«Una delle prime gare per idrovolanti di cui si abbia notizia risale al 1913 e si è svolta proprio a Como con il nome di “Gran premio dei Laghi”. La gara fu vinta da Roland Garros, pioniere dell’aviazione, pilota da caccia e di idrovolanti a cui è anche intitolata la famosa competizione tennistica. Le gare sono poi proseguite anche negli anni successivi senza soluzione di continuità fino al 1976. Nel 2013, in occasione del centenario di quel primo Gran Premio, la gara è stata riproposta e da allora viene organizzata ogni anno con validità di Campionato Italiano Rally Idrovolanti. Mi risulta inoltre che sia l’unica competizione per idrovolanti in Europa».

A che età lei l’ha scoperto e cosa l’ha spinta a provarci ed in modo “serio”?

«La passione per l’aviazione l’ho scoperta nel 1998, avevo appena 5 anni. Un amico di famiglia aveva un computer con un simulatore di volo che mi appassionò immediatamente, dopo pochi mesi per Natale mio nonno Walter mi regalò un computer con una cloche e proprio quel simulatore. Quel giorno iniziai a giocare con i simulatori di volo e ancora oggi, dopo oltre 20 anni, passo molto tempo a simulare i voli, certo se prima era tutto un gioco ora è diventato un modo per apprendere e migliorare certe procedure di volo. Dopo anni passati al simulatore di casa, nel 2016 ho volato da pilota per la prima volta e nel 2017 ho conseguito la licenza da pilota privato. Devo ammettere che ricordando quel regalo ricevuto molti anni prima, portare mio nonno come passeggero proprio sull’idrovolante ha avuto un sapore ancora più speciale! Sono abilitato al pilotaggio di aerei monomotore ad elica terrestri ed idrovolanti e all’acrobazia aerea (che svolge prevalentemente su Pilatus P3: aereo storico usato in precedenza dalla Swiss Air Force). Con il Cessna 172, ho partecipato a 2 campionati italiani rally idrovolante, arrivando undicesimo nel 2018 e terzo nel 2019. Volo su Piper, Cessna, Socata, Siai-Marchetti e ».

Chi pratica il rally idrovolante e quindi lei nel caso specifico è anche un appassionato di rally o ha poco a che vedere con il rally canonico?

«Personalmente sono anche appassionato di rally automobilistici, che pratico saltuariamente dal 2014. Da una parte bisogna guidare un veicolo su di un percorso conosciuto e studiato facendolo nel minor tempo possibile, dall’altro bisogna condurre un aeroplano ad una velocità costante in un tempo determinato, ma su di un percorso conosciuto mezz’ora prima del decollo. Entrambe le attività richiedono passione ed impegno e condividono il senso di adrenalina e di competizione, ma più di questo non hanno molto a che vedere tra loro».

Nei rally le autovetture vengono allestite appositamente per la gara, vale lo stesso concetto anche per gli idrovolanti?

«No, gli idrovolanti che usiamo quotidianamente sono gli stessi che utilizziamo durante le gare. Trattandosi di competizione di regolarità non è richiesta una preparazione specifica, certo la componente meccanica di ogni aeromobile è particolarmente complessa e deve essere accuratamente ispezionata ogni giorno. Dunque il ruolo dei tecnici-meccanici è fondamentale, un po’ come nei rally automobilistici».

Quanto costa in media effettuare una gara?

«Molto meno di quanto si possa pensare! Diciamo che il costo totale per due giorni di gara, come quella svolta in occasione del Giro Aereo dei Sei Laghi, è paragonabile al costo di un weekend passato in qualche località della vicina riviera ligure. Inoltre, quest’anno la ditta AirBP, azienda di combustibili e servizi aeronautici, è stata sponsor della gara. Il tutto si è tradotto in forti sconti riguardo le spese di rifornimento degli aerei, agevolando quindi anche la partecipazione di equipaggi stranieri che sono potuti venire anche da paesi lontani,… addirittura era presente un pilota polacco!».

Per chi si approccia  per la prima volta a questa disciplina, quali sono i requisiti  fondamentali richiesti, sia a livello attitudinale, sia riguardo al possesso delle licenze?

«Sia per i piloti che per i navigatori è necessario superare una visita medico legale ed essere in possesso di una licenza di volo. Inoltre, solo per i piloti, è richiesta l’abilitazione al pilotaggio dell’aeroplano che si userà in gara. A livello attitudinale è richiesto un buon feeling tra i membri dell’equipaggio e in questo senso correre con un pluricampione come Gabriele Ferruzzi mi ha aiutato moltissimo; sono anche ri-chieste un’ottima conoscenza delle norme e dei regolamenti e la capacità di dividersi il lavoro da svolgere in cabina. Più nel dettaglio, al pilota si richiede una buona conoscenza dell’aereo sia a livello di prestazioni che di conduzione, mentre al navigatore solitamente è necessaria un’ottima competenza di calcolo e di pianificazione del volo».

Come si sviluppa una lezione, a livello di contenuti e frequenza?

«Il corso per l’ottenimento della licenza da pilota privato si articola in poco più di cento ore di teoria in cui si studiano materie che spaziano dalla fisica del volo, alla meccanica degli aerei passando per la meteorologia ed il diritto aeronautico. Si passa poi al volo vero e proprio, dove in circa 12 ore di volo con l’istruttore, l’allievo pilota impara a portare l’aeroplano per la prima volta in volo da solo. Il primo volo da soli-sta, oltre a costituire il primo vero traguardo, è anche uno dei momenti più emozionanti e suggestivi nella carriera di un pilota. Si prosegue poi con la navigazione, sia a vista che con l’ausilio degli strumenti di volo. In poco più di 45 ore di volo si può ottenere la licenza da pilota con cui si può volare con passeggeri su aerei ad elica. Personalmente, oltre alla licenza da pilota privato, sia su aerei convenzionali che idrovolanti, ho conseguito anche l’abilitazione al volo acrobatico che è stata molto utile per migliorare la precisione nel pilotaggio dell’aereo, anche in occasione del rally».

Esiste un Campionato riconosciuto dalla Federazione che disciplina questo sport? Ci spieghi meglio come si articolano le gare e come vengono conteggiati i vari risultati…

«No, per svolgere i rally aerei non è previsto alcun corso specifico. Certo la precisione, la gestione metodica del velivolo e la consapevolezza della situazione sono elementi che vengono insegnati sin dalle prime lezioni e che devono accompagnare il pilota in ogni volo, sia che si tratti di un tranquillo volo con amici, sia che si tratti di una gara di Campionato. Il Campionato quest’anno è stato suddiviso in due gare, svolte nello stesso weekend. Il punteggio viene calcolato rispetto alle penalità che gli equipaggi prendono, che sono calcolate in base ai ritardi sui checkpoint e a seconda dell’aver riconosciuto o meno i luoghi che bisogna trovare e collocare nel percorso. Alla fine della gara, chi ha ottenuto il minor numero di penalità vince e, sommando le penalità di entrambe le gare, sempre chi ha ottenuto il minor numero di penalità viene dichiarato Campione Italiano. Quest’anno io e il mio navigatore Gabriele Ferruzzi siamo arrivati terzi in gara uno e abbiamo vinto in gara due, classificandoci quindi terzi nel Campionato Italiano».

Oltrepò è terra di rally, è anche territorio ideale per il rally idrovolante?

«Purtroppo l’Oltrepò non possiede fiumi o laghi sufficientemente spaziosi da consentirci di decollare ed atterrare in piena sicurezza. I luoghi vicini più idonei sono i fiumi Po e Ticino. Sarebbe molto bello organizzare una gara in un territorio bello come il nostro. Inoltre nel Ticino era presente fino a qualche decennio fa un idroscalo ed é presente ancora oggi una piccola idrosuperficie, che per altro verrà utilizzata a breve in occasione della commemorazione per il settantacinquesimo del bombarda-mento della città di Pavia. La commemorazione vedrà impegnati alcuni idrovolanti dell’Aero Club Como».

Quali sono le condizioni meteo necessarie per un buon svolgimento delle esercitazioni e delle gare?

«Le condizioni meteo minime sono imposte dalla regolamentazione aeronautica. Lo spazio aereo in cui si svolgono sia le gare che gli esercizi per conseguire le licenze, solitamente sono detti di classe “G” e sono spazi aerei in cui si può volare con la visibilità minima di un chilometro e mezzo. Per lo svolgimento della gara è necessario, inoltre, mantenere un buon contatto visivo con il suolo sottostante. Nel weekend del rally le condizioni erano al limite per volare, a causa di alcuni temporali a sud di Como, ma gli organizzatori hanno accorciato il percorso, così da permettere che la manifestazione si svolgesse in totale sicurezza».

Quali sono i rischi maggiori che si corrono?

«Rischi particolari non se ne corrono. Certo, il volo è un’attività con una sua pericolosità intrinseca, ma il rispetto delle norme, l’addestramento ed un alto livello di attenzione rendono quest’attività molto meno pericolosa di un qualsiasi viaggio in macchina. In cielo, nessuno mi ha mai tagliato la strada perché distratto dal telefonino, nè ho mai visto piloti volare ubriachi. Purtroppo non posso dire lo stesso della guida su strada».

Che gare ha disputato, a livello nazionale e all’estero? Quali le prossime in pro-gramma?

«Ho disputato il Giro Aereo dei Sei Laghi nelle sue ultime due edizioni; mi piacerebbe disputarlo anche l’anno prossimo, magari aggiungendo qualche partecipazione anche a gare con aerei terrestri, quelli con il normale carrello di atterraggio per intenderci».

Qual è la media degli spettatori che vi segue?

«A Como ci sono sempre molti turisti che vengono a visitare l’hangar, specialmente durante il Giro Aereo dei Sei Laghi accorrono molti appassionati che condividono la passione per il volo, purtroppo quest’anno a causa della forte pioggia che ha caratterizzato il weekend di gara, che si è tenuta nel mese di Maggio, non c’era molta gente in giro. La gara, essendo anche unica nel suo genere, ha una forte copertura mediatica e riscuote molto interesse e curiosità specialmente tra gli appassionati e gli abitanti del lago di Como, che ormai sono affezionati ai nostri idrovolanti».

Come vede proiettato il rally idrovolante a livello locale e nazionale?

«La gara di Como non solo è unica in Italia ma anche in Europa, ma negli ultimi anni ha suscitato molto interesse e ha portato molti piloti a parteciparvi. La speranza è che si possa organizzare una gara di Campionato anche al di fuori delle acque del lago di Como e che qualche Aero Club straniero possa organizzare una competizione simile. La mia speranza è che il Giro Aereo dei Sei Laghi continui sulla via dei successi di pubblico e partecipazione che sta riscontrando».

  di Federica Croce

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