Mercoledì, 08 Luglio 2020
 

OLTREPÒ PAVESE - «ARBITRI CERCASI»: SEZIONE VOGHERESE A CACCIA DI NUOVE LEVE E DI…UN CAMPO

Iniziano i nuovi corsi per arbitri di calcio promossi dalla sezione vogherese dell’A.I.A. (Associazione Italiana Arbitri), che si appresta ad affrontare il non semplice compito del reclutamento. Il Presidente della Sezione di Voghera Diego Nobile , che ci accoglie presso la sede di Via Garibaldi 131, spiega come  trovare nuove leve sia un’impresa tutt’altro che semplice.

Nobile, la Sezione vogherese ha 90 anni di storia e nel corso degli anni ha sfornato dirigenti, arbitri e assistenti  di assoluto livello. Come Renato Pasturenti , a cui è intitolata la Sezione di Voghera, che fu Vice Presidente nazionale, e come Claudio Puglisi, che nel 1999 ha fatto parte della terna che diresse la finale di Champions tra Manchester United e Bayern Monaco. Si trovano facilmente “nuovi adepti”?

«Tutt’altro. Il reclutamento è tra i problemi più grandi. I nuovi immessi sono appena sufficienti a reintegrare il numero degli Arbitri che nel corso della stagione si dimettono per motivi di studio o lavoro».

Dove si vanno a ricercare i nuovi Arbitri?

«Il reclutamento non è semplice, si effettua attraverso il passaparola tra amici e conoscenti, con la promozione della nostra attività presso le scuole, che sono spesso oberate di impegni e non concedono la possibilità di promuovere la nostra attività presso gli studenti. Non ci resta quindi che fare reclutamento 2.0 con i social network».

Viene anche da pensare che, dopotutto, quello dell’Arbitro è uno dei mestieri più ingrati del mondo. Qualsiasi decisione si prende si scontenta qualcuno. Fischi, insulti, prese in giro…gli applausi, quando arrivano, sono per lo più ironici. Insomma: perché qualcuno dovrebbe praticare questo sport?

«Sono consapevole che visto dall’esterno, fare l’arbitro di calcio possa sembrare una  passione non comune. In realtà per noi che la viviamo quotidianamente è una esperienza meravigliosa, che consiglierei a tutti di provare. Sicuramente la passione per il calcio influisce e essere arbitro significa vivere in prima persona, da protagonista, questo sport, in un modo diverso ma ugualmente entusiasmante. è una vera e propria scuola di vita. Le difficoltà che si incontrano nel dirigere una gara consolidano  la sicurezza in sé stessi e la propria autostima, aiutando ad affrontare positivamente aspetti importanti della vita di tutti i giorni. Assumere decisioni con la dovuta convinzione in una frazione di secondo e doverle in molti casi “difendere” di fronte a critiche spesso irridenti e talvolta volgari, costituisce sicuramente un valido ausilio alla crescita interiore e alla capacità di sapersi rendere maggiormente credibili e autorevoli».

L’identikit sembra quello di una specie di cavaliere solitario. Che caratteristiche bisogna avere per diventare arbitro?

«Diciamo che un buon arbitro è come un buon giudice, deve essere imparziale e prendere decisioni il più possibile uniformi. Non bisogna avere desiderio di protagonismo, in quanto la presenza dell’Arbitro in campo non si dovrebbe percepire se non in caso di bisogno. All’inizio bisogna sapersela cavare da soli, in quanto gli Assistenti Ufficiali entrano in gioco dalla Promozione. Ci vogliono grande capacità di concentrazione ed equilibrio per fronteggiare anche i momenti in cui la stanchezza toglie lucidità nel prendere le giuste decisioni. Infine arbitrare significa farsi capire dai contendenti e farsi accettare. Per far questo l’arbitro deve sapere comunicare in modo efficace e mostrare grande sicurezza nelle proprie decisioni».

Non sembra semplice. Una scuola di vita… solitaria.

«Mentre tutti si muovono in squadra, l’Arbitro delle nostre categorie affronta la partita da solo. L’arbitraggio diventa come detto,  una scuola di vita che insegna a porsi verso gli altri nel modo corretto e a gestire le situazioni più difficili nella giusta maniera. Si impara il rispetto verso il prossimo e a  rispettare e far rispettare le regole.  Le persone con carattere avranno la possibilità di metterlo in evidenza, i giovani con carattere da formare potranno crescere in personalità, perché l’attività arbitrale forgia il carattere traendone beneficio anche nella vita di tutti i giorni».

Come l’Arbitro prepara la sua partita?

«L’allenamento è alla base di tutto. Una buona condizione atletica è garantita da 2-3 sedute settimanali , dove seguendo un programma di allenamento,  si raggiunge un adeguato livello di preparazione che consente di affrontare gli impegni sportivi con serenità. L’adeguato allenamento permette di trovarsi sempre nella posizione migliore per valutare. Purtroppo, oltre al reclutamento, l’altro nostro grande problema attuale è la mancanza di un campo su cui allenarci. Al momento ognuno si arrangia da sé -  spiega il presidente Diego Nobile - C’è chi va a Verretto dove risiede un Associato che mette a disposizione il locale campo di calcio, chi a Stradella, ma non si tratta di poli di allenamento ufficiali. Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale di Voghera possa finalmente aiutarci a  risolvere questo problema, che da tempo abbiamo sollevato. Allenarsi in una situazione idonea è fondamentale per poter arbitrare bene».

Nobile, ma a Voghera non ci sono diversi campi?

«Tutti i campi sono dati in gestione alle società calcistiche o di atletica o, come nel caso del Centro Sportivo Orione, sono privati. Per l’esecuzione dei nostri test atletici,  la Polisportiva Vogherese, che ringraziamo per la splendida collaborazione,  ci concede gratuitamente proprio il campo del C.S. Orione,  ma  avremmo necessità di  una situazione stabile  per una programmazione che dia i suoi frutti».

Torniamo ai “suoi” Arbitri. Come vengono visti  dai tifosi i giovani Arbitri che designa nei campionati di competenza sezionale?

«Purtroppo ho la sensazione, assistendo a molte gare soprattutto dei più giovani, che il tifoso, spesso genitore dei ragazzini che giocano la gara,  pensi o peggio ancora, pretenda, di avere davanti a sé un Arbitro di serie A, non considerando che anche l’Arbitro, al pari dei calciatori, ha necessità, oltre che il diritto, di crescere e fare esperienza. Ci si trova a ricoprire un ruolo indispensabile, che però incontra raramente approvazione da parte delle componenti calcistiche e dei tifosi. Si è costantemente soggetti a giudizi critici e il più delle volte una decisione  presa in campo è oggetto di dissenso da almeno una parte dei sostenitori. E questa è una abitudine che deve necessariamente scomparire e lasciare il posto ai  valori che lo sport deve  trasmettere, cioè il rispetto e un sano divertimento al di là del risultato».

Come si diventa arbitri?

«Occorre frequentare un corso che si tiene presso la nostra sede di via Garibaldi 131. Si possono iscrivere tutti i ragazzi di ambo i sessi dai 15 ai 35 anni. Il Corso è gratuito, ha una durata di un mese circa, con lezioni  ogni lunedì e giovedì dalle 21.00 alle 22.30. Al termine del Corso  c’è un esame finale e acquisendo la  qualifica si è pronti a scendere in campo. Si comincia dal settore giovanile sotto la supervisione di un tutor, l’Osservatore arbitrale che segue l’Arbitro nei primi passi. Poi ci sono gli allenamenti: gli arbitri vengono verificati con  test atletici periodici e, ogni anno, devono sottoporsi  a visite mediche agonistiche».

Al di là degli aspetti sportivi o morali, quali “benefici” dà l’essere arbitro?

«Per ogni gara è previsto un rimborso spese, l’equipaggiamento tecnico (divisa, taccuino e fischietto) viene fornito dalla Sezione. Inoltre per gli studenti essere arbitro dà diritto al credito formativo scolastico e la tessera associativa dà la possibilità di accedere gratuitamente, nelle modalità che ciascuna società calcistica richiede, alle tribune di tutti gli Stadi italiani di ogni categoria».

di Christian Draghi 

La Sezione Arbitri di Voghera è una delle 209 Sedi territoriali dell’Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.). Con un organico di  circa 80 Arbitri tra effettivi, osservatori e benemeriti, la Sezione di Voghera gestisce direttamente ogni anno  1100 gare dei Campionati provinciali di Giovanissimi, Allievi, Juniores, Terza e Seconda Categoria, oltre ad alcune gare regionali demandate dal Comitato Regionale Lombardia. La Sezione ha il compito di reclutare, formare l’arbitro mediante corsi qualificati e inserirlo con graduali designazioni nel mondo arbitrale, seguito da qualificati tutors che lo accompagnano nelle prime gare. 

La Sezione Arbitri di Voghera nel corso degli anni ha sfornato validi Dirigenti a livello nazionale e regionale, Arbitri ed Assistenti che si sono distinti nei campionati di serie C e D, Assistenti Internazionali che hanno portato il nome di Voghera sui campi di tutto il mondo e ad una Finale di Champions, qualificati Osservatori arbitrali in tutte le serie calcistiche. Tra i personaggi più rappresentativi  vanno ricordati Renato Pasturenti , a cui è intitolata la Sezione di Voghera, che fu vicepresidente dell’Associazione Italiana Arbitri dal 1972 al 1980, e Claudio Puglisi , Assistente Internazionale componente della terna che ha diretto il 26 maggio 1999 una tra le più belle finali della storia della Champions League  tra Bayern Monaco e Manchester United al Camp Nou di Barcellona.

Attualmente la Sezione di Voghera ha come massimi esponenti  Gianni Tagliani Osservatore alla CAN/A , lo stesso Claudio Puglisi Osservatore alla CAN/B , Andrea Zaninetti Assistente  alla CAN/PRO e Andrea GATTI Osservatore alla Can/D.

 
 
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