Martedì, 16 Luglio 2019

OLIMPIADE DELLA MOTO 2020: «UN’OPPORTUNITÀ MONDIALE PER L’OLTREPÒ E PER RIVANAZZANO TERME, MA BISOGNA PREVEDERE TUTTO PER... BENE»

La macchina organizzativa della Sei Giorni di Enduro (ISDE) 2020 si è messa in moto. A fine febbraio si è costituito in forma ufficiale il comitato organizzatore della 95° edizione della ISDE assegnata dalla FMI (Federazione Motociclistica Italiana) al Moto Club Vittorio Alfieri. Il comitato organizzatore ISDE 2020 è diretto da Valter Carbone, presidente del Co.Re.Piemonte, Giorgio Bandoli, presidente del Moto Club Alfieri ed Edoardo Zucca, Presidente del Moto Club Pavia. La Sei Giorni 2020, in programma dal 24 al 29 agosto, stabilirà il suo quartier generale ed i paddock presso l’aeroporto di Rivanazzano Terme, e si svolgerà tra Piemonte e Lombardia, interessando la Val Curone in provincia di Alessandria e la Valle Staffora in Oltrepò Pavese. La prova finale di cross si disputerà sul crossodromo internazionale di Ottobiano. In Oltrepò c’è un appassionato in primis, ed un giornalista sportivo a livello internazionale, che ha seguito ben 18 Sei Giorni di enduro in giro per il mondo. Ne ha viste e vissute veramente tante, lui forse meglio di chiunque altro può dirci cosa sarà la Sei giorni 2020. Fabio Momina, vogherese, giornalista sportivo e commentatore di Eurosport, è l’unico insieme a Guido Meda  che può vantare di aver detto per 9 volte “Campione del Mondo” a un pilota: «Io ad Antonio Cairoli, lui a Valentino Rossi, perché io seguo il motocross e Guido Meda il motociclismo Sky» racconta Momina.

La sua è una lunga carriera che nasce in una piccola Tv locale, Bergamo Tv, dove Momina curava una rubrica chiamata Motorshow che seguiva il mondiale di enduro e tutte le attività di enduro in Italia . Dopo una gavetta  di 10 anni, l’approdo alle grandi televisioni ed ai grandi programmi sportivi: Sportitalia  prima e la svolta  nel 2005 quando viene chiamato da Eurosport come inviato al Campionato Mondiale di enduro in Spagna. Ha rappresentato l’Italia come corrispondente televisivo sul campo da gara per ben due  Dakar, nel 2005 e nel 2006 « le vere Dakar in Africa» come tiene a precisare Momina.  Lo si può definire uno specialista del tassello e del fuori strada, speaker di rally, di supermotard, di trial e motocross, ma tra tutte le varie discipline quello che più lo appassiona è l’enduro, tant’è che oggi la sua voce è legata indissolubilmente a questa disciplina.

Momina  come nasce la sua passione per l’enduro?

«Sono di Voghera e l’enduro ce l’ho nel sangue, sono stato anche corridore negli anni ’80 e successivamente ho convogliato questa mia passione nel mestiere di giornalista sportivo».

L’ultima settimana di Agosto del 2020 Rivanazzano Terme e l’Oltrepò ospiteranno la Sei Giorni, il più grande avvenimento sportivo di enduro. Quante ne ha seguite come commentatore sportivo?

«Ho assistito a  ben 18 Sei Giorni di cui 15 come inviato per la Federazione  Motociclistica Italiana come responsabile della produzione video. Ho visto 15 Sei Giorni soprattutto all’estero ed ho avuto l’onore di veder vincere il Trofeo Nazioni dall’Italia,  nel 1994 a Toulsa negli Stati Uniti, nello Zink Ranch: una proprietà privata in Oklahoma grossa quanto l’Oltrepò Pavese».

La Sei Giorni. Spieghiamo cos’è esattamente

«Un grande avvenimento sportivo che porrà l’Oltrepò al centro dell’attenzione mondiale. Una manifestazione  internazionale del campionato mondiale a squadre, questo significa che ogni nazione manderà i propri rappresentati divisi in due squadre: la squadra ufficiale per il trofeo e la squadra junior under 23. Sarà l’ultima gara a chiusura della stagione del mondiale, quindi avremo tutti i campioni presenti a Rivanazzano Terme,  peraltro in questa formula che si può chiamare l’Olimpiade della Sei Giorni che è la grande festa di fine stagione, c’è anche spazio per i privati, con una classifica riservata ai Club tra i quali spicca il  Moto club Pavia che è chiamato ad una prova impegnativa, gareggiando davanti al proprio pubblico. Inoltre in questa Sei Giorni c’è anche un interesse a livello storico infatti  è prevista una sezione speciale dedicata alle moto d’epoca che si misureranno sui tre giorni e non sui sei, con  chilometraggi inferiori per ovvie ragioni tecniche essendo moto d’epoca e di facile rottura ».

Una grande opportunità per l’Oltrepò Pavese di mettersi in vetrina…

«Una grossissima opportunità per dare al territorio grande visibilità. L’Oltrepò e la provincia di Pavia faranno la parte del leone, ricordiamo infatti che Rivanazzano e l’Oltrepò sono stati individuati come base logistica per la Sei Giorni dal club piemontese, il motoclub  Alfieri di Asti, organizzatore dell’evento. Rivanazzano Terme non sarà coinvolta solamente nella settimana della gara, l’ultima di Agosto, ma si partirà molto prima,  sia da  un punto di vista organizzativo che logistico: le squadre non europee infatti spediscono le moto, le officine, i pezzi di ricambio e tutto quanto serve ad un team ed ad ogni pilota per gareggiare, con i container, operazione che verrà effettuata molto prima della gara, quindi il primo step che vedrà appunto coinvolta Rivanazzano è l’arrivo di questo importante flusso di container dal porto di Genova all’area dell’aeroporto rivanazzanese».

Quale a suo giudizio potrebbe essere il primo problema che la macchina organizzativa potrebbe riscontrare?

«Se da una parte l’Oltrepò si presta moltissimo per questa manifestazione per la presenza di percorsi validi,  la prima problematica cui penso è la viabilità: l’aeroporto di Rivanazzano Terme,  base logistica della gara, ha un solo ingresso in questo momento con una rotonda sulla statale. Essendo io anche lo speaker delle competizione “hills race” per autovetture americane, che trovano ospitalità all’aeroporto, vivo questa situazione 3 volte l’anno e vedo confusione nell’ingresso e uscita dell‘aeroporto, bisognerà prevedere qualcosa di alternativo o ipotizzare anche una strada non fissa alternativa che possa andare da un’altra parte. Parlando concretamente se presumiamo che gli iscritti alla gara siano tra i 600 ai 700 che in genere sono i numeri di una Sei giorni, sapendo che al minuto partono 3 piloti, il tempo necessario solo per la partenza di tutti i concorrenti è di circa 3 ore. Verosimilmente i piloti andranno subito ad affrontare il tratto di sterrato nel fiume Staffora, ed in contemporanea ai piloti,  i furgoni, le vetture e le moto dell’assistenza che ogni pilota ed ogni team ha al seguito usciranno anch’esse dal parco assistenza dell’aeroporto, dirette alle varie tappe della gara. Mi sembra difficile che con una sola strada d’uscita dal parco non si creino problemi viabilistici. Ricordiamo che l’enduro si basa su percorsi itineranti e prevede quindi lo spostamento di tutte le assistenze, che portano le benzine, i guanti e le giacche di ricambio. Tanto per fare un esempio, l’anno scorso alla 6 Giorni  sono stati distribuiti 2 mila pass di meccanici».

Numeri davvero importanti, l’Oltrepò dal punto di vista ricettivo è pronto?

«Purtroppo questo è un altro grosso problema, pochi posti per dormire e pochi posti per mangiare,  si dovrà allestire qualcosa a livello di fast food se si vuole fronteggiare questa evenienza.  A tal proposito sono stato chiamato  poco tempo fa dagli organizzatori, il Club Alfieri di Asti che mi segnalano un grosso problema di ricezione alberghiera. Tutto lo staff della Sei giorni rappresentato dal moto club Alfieri sta cercando una location per concentrare tutte le persone che lavoreranno a questa manifestazione  perché il moto club di riferimento è quello di Asti ma ogni club in Italia manderà dei suoi rappresentanti proprio per dare una mano a questa imponente macchina organizzativa. Trovare un’unica location che ospiti queste 250/300 persone è praticamente impossibile, e purtroppo Salice che era l’unica località, che con le sue strutture alberghiere poteva rispondere a questa domanda… non è più la Salice dei tempi d’oro… Un altro problema che non si è valutato a sufficienza a mio giudizio, sono le autovetture, i furgoni ed i van da noleggiare: tante squadre arrivano ed hanno bisogno le macchine per spostarsi, per visionare il percorso, per identificare le zone dei controllo orari e delle prove speciali. Avremo bisogno di tante auto e pulmini e in Oltrepò non ci sono molte grosse concessionarie che possono offrire  questo servizio».

Aeroporto  di Rivanazzano: in base alla sua esperienza cosa ci sarà esattamente?

«Sarà la chiave di volta di tutta la manifestazione, l’epicentro, partenza ed arrivo su un percorso che è ancora in parte sconosciuto perché giustamente gli organizzatori devono mantenere segreto il percorso anche se le ricognizioni organizzative sono già iniziate. Solamente l’ultimo giorno di gara in cui si svolgerà la prova finale di cross vedrà protagonista una location fuori dall’Oltrepò, la pista di Ottobiano. In questa giornata finale i piloti verranno suddivisi per classi e cilindrate  e andranno ad affrontare la manche di cross sul tracciato di Ottobiano appunto, e si decreterà il vincitore della Sei Giorni. Un lungo trasferimento per cui tutta la logistica si sposterà dall’aeroporto di Rivanazzano Terme ad Ottobiano, anche se qualche appassionato oltrepadano sperava nella tappa di Cervesina… Bisognerà ora solo capire se anche le premiazioni verranno fatte a Ottobiano o si ritornerà a Rivanazzano Terme».

Rivanazzano epicentro. è ipotizzabile qualcosa anche a Salice Terme?

«Non conosco il pensiero  degli organizzatori, ma  normalmente la partenza e l’arrivo avvengono sempre dove c’è il parco chiuso, volendo si può spostare ma credo che tecnicamente e dal punto di vista logistico si farà tutto al parco chiuso anche per motivi di sicurezza come la disposizione della postazione antincendio fissa o per motivi logistici quali la predisposizione di postazioni fisse o aree training dove i piloti proveranno le moto prima della gara» .

Chi meglio di lei può spiegare dal punto di vista mediatico e a livello pubblicitario cosa può essere questo evento per l’Oltrepò…

«La tappa di una Sei Giorni viene decisa ed assegnata da una Giuria internazionale ed è una scelta complessa,  il fatto che sia stata assegnata all’Italia e all’Oltrepò è certamente un premio agli uomini, al posto ed alla location. La Sei giorni è una gara impegnativa e selettiva con tante aspettative, quindi avremo tutti gli occhi del motorsport mondiale puntati addosso. Non sarà da meno l’importanza di avere delle  situazioni di eventi collaterali, che è quello che  manca un po’ nelle grandi gare internazionali. Questo starà nella testa degli organizzatori che decideranno se  investire più sulla gara  rendendola selettiva ed impegnativa o se  penseranno anche ad una parte di spettacolo e di evento che sempre più spesso viene apprezzata dal pubblico, questa seconda ipotesi a mio giudizio sarebbe auspicabile».

I giornalisti che approderanno a questa Sei Giorni  arriveranno da tutto il mondo?

«Certo, ogni testata invierà un proprio giornalista, dalla Nuova Zelanda, dall’ Australia, dal Giappone, dal Canada… Il 60% dei giornalisti è rappresentato dagli stranieri, questo darà una visibilità enorme all’Oltrepò nel mondo».

La Sei Giorni ha un promoter che promuove la gara sui media  e autoproduce il format televisivo…

«Esatto la francese Bastien & Alain BLANCHARD (ABC Communication), la stessa  che gestisce il mondiale. Produrrà le immagini della gara che poi ridistribuirà alle varie televisioni nel mondo. C’è  anche la possibilità che qualche televisione sia interessata alla diretta della gara o ad autoprodursi immagini, accordandosi con il promoter potranno farlo, trasmettendo immagini diverse da quelle fornite dal promoter».

  di Nilo Combi

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