Lunedì, 19 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE - TERRE D'OLTREPÒ : FALSO PINOT GRIGIO, LE PRIME CONDANNE

6 anni e 8 mesi a Livio Cagnoni, all'epoca dei fatti direttore generale e amministratore delegato della cantina Terre d’Oltrepò, 4 anni a Piera Carla Germani, braccio destro di Cagnoni, 2 anni e 8 mesi a Danilo Dacarro, mediatore di uve. Sono queste le prime condanne per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta del vino contraffatto scattata nel 2014 e che aveva visto nel luglio del 2015 il sequestro di 170mila ettolitri di vino e 700mila bottiglie alla cantina sociale Terre d’Oltrepò, nonché la sua iscrizione insieme ad altri 50 soggetti privati nel registro degli indagati. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al falso, alla vendita di prodotti con marchi ingannevoli e dichiarazione fraudolenta mediante fatture e altri documenti, nello specifico, secondo l’accusa, il vino sequestrato all’epoca dei fatti ed in particolare il Pinot grigio, non avrebbe rispettato i canoni dei marchi Doc e Igt, ma si sarebbero utilizzate per la sua produzione uve di scarsa qualità. Una frode che è stata stimata in 20milioni di euro. La notizia delle prime condanne arriva a pochi giorni dalla chiusura del contenzioso tra la Cantina e gli ex amministratori con l’ approvazione da parte dei soci di Terre d’Oltrepò della transazione proposta proprio dagli ex amministratori nei confronti dei quali, due anni fa, era stata promossa un’azione di responsabilità per danni conseguenti dallo scandalo sul falso Pinot grigio: 3 milioni e duecentomila euro in cambio della revoca dell’azione di responsabilità votata due anni fa dalla grande maggioranza dei soci. A pagare saranno: Livio Cagnoni, Piercarla Germani, l’ex presidente Antonio Mangiarotti e altri due ex amministratori, Graziano Faravelli e Pier Luigi Casella.

Il-periodico-FASTCON Verde-Ferrari_mezza-01-copy-copia
  1. Primo piano
  2. Popolari