Martedì, 11 Dicembre 2018

STRADELLA: TIRO A SEGNO, SI COLTIVANO CAMPIONI OLTREPADANI

Il Tiro a Segno di Stradella viene inaugurato il 19 marzo 1884 da Giuseppe Garibaldi, il quale ne assume anche la presidenza. Da allora la sezione è affiliata all’UITS (Unione Italiana Tiro A Segno) federazione sportiva del Coni e Ente pubblico sotto il controllo del Ministero dell’Interno e della Difesa con il duplice compito di sviluppare l’attività sportiva e l’attività istituzionale per l’abilitazione al maneggio delle armi. Sebbene l’attività istituzionale sia ben avviata, l’attività sportiva negli ultimi anni ha avuto un leggero calo di tiratori agonisti. Nel 2018 i tiratori di Stradella hanno ottenuto complessivamente quattro ori nazionali, in federazioni e specialità differenti.

Claudio Zuffada, classe 1954 è residente a Soriasco, storica frazione di Santa Maria della Versa. Lo scorso 14 ottobre si è aggiudicato due Medaglie d’Oro al Campionato Italiano Unione Veterani dello Sport, svoltosi a Siena, tra le fila della sezione UNVS “Gino Grevi” di Pavia.

Zuffada, in che anno ha esordito ufficialmente nel Tiro a Segno?

«La prima gara ufficiale risale al 1972, una gara nazionale a Milano. Ma già nel 1969 avevo partecipato alla fase provinciale dei Giochi della Gioventù».

Chi è stato il suo maestro?

«Praticamente sono stato un autodidatta. La passione mi ha portato a procurarmi anche testi in lingua straniera, in inglese e tedesco. Poi, nel corso degli anni ho imparato anche dal confronto con gli altri tiratori».

Quante ore di allenamento settimanale dedicava in passato? Ed ora?

«Mediamente una decina di ore alla settimana durante il periodo lavorativo. Ora che sono in pensione almeno una quindicina».

Quali sono stati i suoi risultati più importanti?

«Sono stato campione italiano squadre (insieme a Claudio Lombardini) nel 1977, nella specialità olimpica carabina metri 10 per la Sezione di Stradella. Nel 1982, vicecampione italiano nella carabina libera 3 posizioni (120 colpi) in seconda classe. Nel 1981, inoltre, ho conseguito il diploma di Maestro tiratore.

Nel 1992 ho vinto il Trofeo Nazionale a Torino, gara inserita nel programma di valutazione per le Olimpiadi di Barcellona ’92. Nel 2009, mi sono classificato al terzo posto nella classifica squadre di carabina metri 10 Master ai Campionati Italiani di Bologna (insieme a Valter Rossato e Giovanni Cordini) e nel 2016 sono stato primo nel ranking nazionale carabina metri 10 Master. Inoltre, nel corso degli anni, mi sono aggiudicato numerosi campionati regionali, provinciali e trofei nazionali».

E a livello internazionale?

«Mi sono aggiudicato, sempre in categoria carabina 10 metri Master, il trofeo di Ginevra nel 2017».

A livello federale, ha ricoperto qualche ruolo?

«Ho acquisito il diploma di allenatore di terzo livello presso la scuola centrale dello sport Coni ed in seguito ho fatto parte dello staff di preparazione olimpica e del settore giovanile presso il Centro Federale dell’Unione Italiana Tiro a Segno di Civitavecchia dal 1992 al 2005».

Cosa la appassiona del Tiro a Segno?

«La ricerca continua della perfezione. Il Tiro a Segno è uno sport essenzialmente individuale, che spinge a migliorarsi a livello psicologico-mentale. Ma anche fisicamente, soprattutto nella carabina a tre posizioni a 50 metri (ginocchio, terra, piedi)».

A quante gare partecipa mediamente durante l’anno?

«Circa 20, 25 gare all’anno (tra qualificazioni campionati italiano e trofei vari), distribuite sui 12mesi».

Dopo questi importanti risultati, quali sono i suoi prossimi obiettivi? Eventi in programma?

«Il prossimo evento a cui parteciperò è il 15eme Masters Internazional de Tir de Montpellier, trofeo internazionale di carabina metri 10 che si svolgerà dal 26 al 28 ottobre 2018, e a breve inizieranno le prime gare di qualificazione per i Campionati Italiani 2019».

Franco Gelain, residente a Santa Maria della Versa, si è aggiudicato la medaglia d’Oro individuale ai Campionati Italiani Bench Rest Open 2018 per la Sezione di Stradella, stabilendo inoltre il nuovo record italiano.

Gelain, come si è avvicinato a questo sport? In che specialità?

«Ho iniziato nel 1975 iscrivendomi alla sezione di Pavia. Dopo qualche anno, nel 1998, mi sono iscritto a Stradella, dove ho iniziato con la pistola a metri 10».

Autodidatta o allievo?

«Autodidatta. Ho imparato da solo, supportandomi e confrontandomi con altri tiratori più esperti».

Come mai ha cambiato totalmente specialità, passando da pistola a 10 metri a carabina 50 metri?

«Con il passare degli anni i risultati con la pistola stavano calando. Poi, una decina di anni fa, è nata questa nuova specialità per carabina calibro 22, il Bench Rest Open a 50 metri e ho deciso di cimentarmi in questa avventura, ottenendo nuovi stimoli».

Negli ultimi Campionati Italiani, oltre la medaglia d’Oro, ha raggiunto un altro importante traguardo…

«Sì, ho stabilito il nuovo record italiano individuale nella categoria Open, con 750 punti in 75 colpi. Praticamente 75 “dieci” consecutivi, di cui 19 “dieci mouche” (dieci perfetti, ndr). Il record precedente era di 18».

Oltre al Campionato Italiano Bench Rest Open 2018, quali sono stati i suoi risultati più importanti?

«Sempre nel Bench Rest, sono arrivato terzo ai Campionati Italiani 2017 e per cinque anni consecutivi vari secondi e terzi posti con la squadra di Stradella (insieme a Paolo Cagnoni, Giampaolo Aguzzi, Valter Rossato e Franca Cazzaniga)».

Quante ore di allenamento dedica settimanalmente?

«Non molte. Un paio d’ore mi bastano. Impiego molto più tempo nella ricerca delle munizioni adatte alla carabina».

A livello nazionale, come si colloca la squadra Bench Rest di Stradella?

«Negli ultimi anni siamo un po’ calati con il risultato a squadre. Quest’anno non siamo andati oltre il sesto posto nazionale. Negli anni precedenti eravamo costantemente sul podio».

Cosa cambierebbe di questo sport?

«Non molto. Ci vorrebbe solo una maggior serietà nell’applicazione del regolamento durante le gare».

Prossime eventi in programma?

«A novembre parteciperò alla finale del Campionato Intersezionale di Milano, e poi a partire da fine febbraio inizieranno le prime gare nazionali di qualificazione ai Campionati Italiani 2019».

Antonio Pellegrino, classe 1959, residente a Stradella, lo scorso 16 settembre  ha partecipato alle finali nazionali di tiro difensivo, organizzati dalla Federazione Italiana International Defensive Shooting (FIIDS), ottenendo la Medaglia d’Oro nella divisione “Custom Difensive”.

Pellegrino, Lei ha vinto la Medaglia d’oro nella in questa specialità. Per i non esperti, di che cosa si tratta?

«Il tiro difensivo viene realizzato su vari esercizi rigorosamente in movimento e con regole di ingaggio dei bersagli ben precise, dove la performance viene calcolata sia in base alla precisione  e alla velocità di esecuzione. Nella divisione “Custom Difensive” si compete con attrezzi da tiro calibro 45 acp».

Da quanto tempo frequenta questo sport? Come ha iniziato?

«Ho iniziato nel 1979 a Pavia con il tiro accademico di pistola aria compressa e altre specialità a fuoco. Poi dal 2000 ho iniziato a partecipare a gare militari aperte anche al personale della riserva».

Ha avuto qualche Maestro che le ha insegnato l’arte del tiro?

«Sì. Un tiratore campione italiano nella pistola automatica, che mi ha insegnato l’equilibrio tra tempo di esecuzione e precisione del tiro, Federico Galbusieri».

Nella sua carriera da tiratore agonista, quali sono stati i suoi migliori risultati?

«Quest’anno mi sono classificato terzo nel Campionato SSA, divisione Open, sempre con arma corta. Nel 2014 ho vinto il Campionato Europeo nella divisione “Mini rifle” (carabine con calibro di arma corta, ndr)».

Ha mai gareggiato all’estero?

«Sì, ho partecipato a due Campionati Europei in Slovenia qualche anno fa».

Ha sempre gareggiato per Stradella o per altre sezioni?

«Ho sempre gareggiato per la Sezione di Stradella ma, allo stesso tempo, faccio parte di un club di tiratori, il Team Doppio Zero, che è la parte agonistica dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia)».

Lei è anche consigliere per la Sezione di Stradella. Qual è la realtà del tiro a segno in Oltrepò?

«A livello agonistico la situazione è molto critica. C’è un calo di tiratori in tutte le categorie e l’età media dei partecipanti alle gare è molto alta. A livello di frequentatori, invece, si nota un certo incremento».

Cosa si potrebbe fare per avvicinare di più i giovani a questo sport?

«Il tiro a segno,  indipendentemente dalla specialità e dalla categoria, è uno sport parecchio costoso. Le varie federazioni dovrebbero studiare un contenimento dei costi, magari con l’aiuto di sponsor, finanziando l’iscrizione alle gare, attrezzature sportive e le trasferte di gara».

A quante gare partecipa mediamente in una stagione?

«Diciamo che le gare ufficiali sono mediamente 25, distribuite nelle varie specialità, da gennaio a dicembre. Senza calcolare i trofei minori».

Progetti per il futuro?

«Continuerò a gareggiare sia con arma corta che con arma lunga.  Anche se il prossimo anno passerò nella classe Super Senior, ovvero “over 60”, la passione continua…».

Segnaliamo con piacere che, alcuni giorni dopo la conclusione della sua intervista, Claudio Zuffada si è aggiudicato anche la medaglia d’Oro ai il 15eme Masters Internazional de Tir de Montpellier, nella categoria Carabina Metri 10.

di Manuele Riccardi

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