Domenica, 21 Ottobre 2018

OLTREPÒ PAVESE: TURISMO E MOTORSPORT... #OLTREPOCHEFUNZIONA

L’Oltrepò, quello Pavese, quello della parte sud della provincia di Pavia, quello del vino, del salame, delle terme, quello che pochi conoscono ma tanti criticano, quello che... Quello che, per gli appassionati di motori, rappresenta la più alta concentrazione di impianti sportivi: un motodromo polivalente, un circuito pronto per la SBK e le gare automobilistiche più impegnative, un kartodromo che ospita il Campionato Europeo e un lago artificiale trasformato in pista di allenamento per gli amanti delle moto d’acqua. Il tutto in pochi chilometri quadrati, in soli due comuni: Castelletto di Branduzzo e Cervesina. L’Oltrepò è da sempre terra di campioni dei motori. Fare un elenco completo è sempre difficile, perché c’è il rischio di dimenticare qualcuno. A pensare ai più noti viene in mente Carlo Bandirola, vogherese doc, nato il 24 settembre del 1915 e morto il 21 settembre 1981. Un pilota che ha lasciato il segno nei campionati nazionali, continentali e mondiali, con la prima presenza nel 1949 al Gran Premio delle Nazioni. Oltre a svariati ottimi piazzamenti, vinse una gara di Mondiale nel 1953, classe 350, al GP di Germania.

C’è poi Carlo Prati, oltrepadano di Stradella, protagonista del Campionato Italiano del 1977 e poi ancora nel Motomondiale sfidare campioni del calibro di Marco Lucchinelli e Franco Uncini. Ha lasciato le corse dopo un drammatico incidente al Nurburgring ma i veri Campioni lo sono anche fuori dalle piste. Dopo quell’incidente è iniziato un suo lungo impegno per aiutare negli sport motoristici piloti diversamente abili.

Venendo ai giorni nostri, si può citare Fabio Fasola, classe 1961, altro Vogherese doc, 8 volte medaglia d’oro alla 6 Giorni di Enduro, sette volte campione italiano Raid Marathon, tre Parigi Dakar sulle spalle e tanta voglia di insegnare ai giovani talenti la sua specialità, e poi ancora Federico Sandi in Moto GP e SBK e Matteo Traversa pluri campione italiano in Supermotard.

Non bisogna dimenticare chi sta dietro al muretto da sempre, con svariati titoli mondiali come manager o capo tecnico, come Giovanni Sandi e Luca Montiron.

E poi i Rally. Qui l’elenco è davvero lungo… dall’indimenticato Alberto Alberti a Filippo Musti e Giorgio Buscone, ad Alessandro Ghezzi, Michele Tagliani, Matteo Musti, fino ad arrivare ai giorni nostri con i giovani Giacomo Scattolon, Riccardo Canzian e Davide Nicelli.

Questo Oltrepo che funziona ha nomi, cognomi e volti. Come quello di Adriano Monti, classe 1953, ideatore del primo impianto di Supermoto in Italia, portando la sua esperienza e professionalità in una specialità agli esordi.

Adriano, cosa l’ha spinta a dedicare tutte le sue energie a questa struttura?

«Arrivo dal mondo della logistica, che richiede capacità organizzative, velocità di esecuzione e fantasia per la soluzione dei problemi. In Francia, e parliamo di fine anni ‘90, ho partecipato ad alcune gare di supermotard, da appassionato e non certamente da professionista. Ho creduto in quella specialità e nel 2001 ho deciso di creare un impianto fisso per questa disciplina motociclistica.

Dove oggi sorge il Castelletto Circuit c’era semplicemente il nulla, anzi peggio: una discarica. Il gruppo di lavoro che ho creato ha portato a risultati incredibili in brevissimo tempo e ancora oggi siamo il riferimento per questo sport. Ma non solo moto: Castelletto Circuit ha l’esclusiva per l’Italia di Legend Car, l’affascinante specialità con vetture davvero speciali. Per capire basta provarle».

Un impianto di questo livello ha richiesto certamente investimenti importanti. Suppongo ci sia stato un aiuto anche dalla istituzioni.

«In questi 18 anni ho investito circa 5.000.000 di euro, senza alcun intervento pubblico regionale e nemmeno del Credito Sportivo. Ne vado fiero. Anche questo è per me un successo».

Chi sono i frequentatori del Castelletto Circuit?

«Alla nostra pista accedono appassionati di moto di vario livello, scuole di guida sportiva, squadre professionali per i test e, per quanto riguarda le specialità automobilistiche, diverse squadre di rally, che utilizzano il tracciato per la preparazione delle vetture. Castelletto Circuit è anche base per allenamento di svariati campioni motociclistici, attualmente impegnati nel Campionato Mondiale Velocità.

Sono davvero tanti: Pecco Bagnaia, Luca Marini (ndr: fratello di Valentino Rossi), Andrea Locatelli, Nicolò Bulega, Tony Arbolino. Per Marco Melandri, Castelletto Circuit è pista di casa. E tra i piloti che ho visto nascere e crescere vi segnalo un nome che certamente salirà presto sui podi mondiali: Riccardo Trolese, non ancora undicenne! Alla sua prima uscita al Campionato Europeo Ohvale subito la vittoria».

Qualche altro numero relativo ai frequentatori?

«Ogni anno circa 50.000 accessi di pubblico, 6.000 motociclisti in pista, 1.500 auto. E le ultime modifiche al circuito mi fanno ben sperare per il futuro. Nel nostro impianto ospitiamo mediamente 20 meeting aziendali all’anno, con oltre 1500 partecipanti che soggiornano almeno una notte nelle strutture oltrepadane disponibili. Normalmente gli accompagnatori visitano il Territorio in una delle giornate di attività».

Percorriamo poche centinaia di metri ed entriamo al 7 Laghi Kart International Circuit. è uno dei circuiti di riferimento nel panorama internazionale. Incontriamo Maurizio Pedrazzini, Amministratore e socio nella società proprietaria del circuito, e a lui chiediamo di… dare i numeri:

«Ogni anno entrano nella nostra pista oltre 12000 kart, 50.000 appassionati che riempiono le tribune, si effettuano circa 12 gare di cui due Internazionali».

Ci parli della pista

«Il tracciato è complesso, direi quasi irregolare, con una piacevolissima sequenza di curve (nove a destra e cinque a sinistra)e con forti accelerazioni con una percorrenza totale di 1256mt. è per questo che è molto amato dai professionisti e piace tanto anche a chi vuole passare qualche ora a sfidare gli amici. Il tracciato ha una omologazione nazionale ed internazionale, ospitiamo eventi di vario genere: dai Campionati regionali alle gare titolate ACI e gare internazionali CIK/FIA».

Sono passati e passano dalla vostra pista grandi campioni. Le va di svelarci qualche piccolo segreto?

«Abbiamo avuto modo di ospitare grandi Campioni della Formula 1 e del Motociclismo, solo qualche nome: Verstappen, Stroll, Alesi, Hakkinen, Fittipaldi, Lorenzo, Stoner e, non ultimo, Daniel Ricciardo per la promozione della omonima linea di telai “Ricciardo”».

Cosa trova nel vostro circuito un appassionato?

«Il complesso sorge su oltre 220.000 mq e include tutti i servizi indispensabili per le gare titolate: Ristorante, Pizzeria, Bar, sala meeting, motel, parcheggio e un fornitissimo kart shop. C’è inoltre un lago artificiale utilizzato come circuito per le moto d’acqua per soci e appassionati. In particolare, il Circuito Internazionale 7 Laghi è aperto agli appassionati di tutte le età, amatori e/o professionisti, in quanto offre l’accesso sia a chi ha il kart di proprietà sia a coloro che vogliono noleggiare un mezzo.

è stata una grande soddisfazione in questi anni vedere piccoli campioni crescere fino ad arrivare in vetta, come nel caso di Verstappen, ma allo stesso modo, è un piacere vedere tanta passione e grinta anche nei piloti comuni che trascorrono la domenica in pista con la famiglia».

La varietà di servizi offerti ha richiesto certamente investimenti importanti. Me li può quantificare?

«Certamente la società ha investito tanto nel progetto, e continua ad investire. Ci crediamo e questa è la cosa più importante».

Apprezzo la diplomazia della riposta... Mi può dire se parte degli investimenti sono stati finanziati da Regione o altri enti pubblici?

«No, non abbiamo ricevuto alcun finanziamento».

Lasciamo Castelletto e puntiamo verso Cervesina. Sotto l’argine maestro del Po, sorge uno dei circuiti di velocità più belli in Italia. Il Tazio Nuvolari. 2805 mt di tracciato, 6 curve a destra e 5 a sinistra con un rettilineo di 870 metri. L’impianto, completato ed inaugurato nel 2014, è oggi sede di eventi sportivi importanti, sia motociclistici che automobilistici.

Qui ha girato per i suoi corsi auto Arturo Merzario, l’ACI di Genova ne ha fatto la sede per tutti i corsi di guida sicura, MOTORACE richiama ogni anno oltre 12000 motociclisti appassionati della velocità e 1.000 quelli che amano il mototurismo. Da Cervesina, infatti, partono i tour verso le colline dell’Oltrepò Pavese, destinati al perfezionamento della guida sicura su strada. Complessivamente, tra appassionati, accompagnatori e visitatori, il pubblico che ogni anno visita il Tazio raggiunge le 60.000 unità.

A Giorgio Traversa, classe 1954 patron dell’impianto, chiediamo quali sono i progetti futuri.

«è ormai definito il progetto di ampliamento dell’impianto, con il nuovo tracciato che raggiungerà i 5000 mt, il nuovo paddock con i nuovi box, il ristorante e un piccolo hotel. Ci stiamo preparando per gare mondiali. Il circuito, già omologato Moto2, sarà presto omologato per MotoGP e per la Formula 1».

Progetti ambiziosi che richiedono forti investimenti. Circolano voci relative a cifre veramente importanti. Ha ottenuto qualche contributo pubblico per quest’opera?

«Ad oggi abbiamo abbondantemente superato i 7.000.000 di euro di investimento che arriveranno a circa 15 quando il nuovo Tazio Nuvolari sarà completato. Non ho richiesto e quindi non ho ricevuto alcun contributo pubblico».

Cosa l’ha spinta verso questa avventura?

«Da sempre convivo con una grandissima passione per i motori. Dalle motoslitte agli elicotteri. Ho sempre trasformato le mie passioni in lavoro ed essere titolare di una delle più importanti aziende che si occupano di strade ed asfalti mi ha certamente spinto al grande passo».

Giorgio, potendo tornare indietro, rifarebbe tutto?

«Sì».

Miky Orione, neo acquisto del Tazio e responsabile della comunicazione, ci anticipa «Innovazioni anche sotto il punto di vista del marketing e comunicazione, a partire dal sito web, alle promozioni e tanto altro per far sempre più divertire i frequentatori del Tazio Nuvolari».

Finito il giro tra i motori e la passione vera, proviamo a tirare le somme e a dare i numeri anch’io: 160.000 il pubblico che assiste alle varie giornate di attività; 32.500 gli sportivi praticanti le varie discipline; 2.500 le camere occupate sul territorio; 17.000.000 (circa) gli euro investiti ad oggi; 0 gli euro di finanziamento pubblico elargito per le attività. Sì, mi sembra di poter affermare che questo è un #oltrepochefunziona.

di Gianni Maccagni

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