Domenica, 19 Gennaio 2020

PARAPENDIO VOGHERA, «VOLIAMO A BORGO PRIOLO, MONTALTO PAVESE, CA’ DEL MONTE, CECIMA...»

La ASD Parapendio Voghera, con sede in Via Tortona, nasce nel 2009 come Associazione Sportiva Dilettantistica e si aggrega sin da subito all’AeroClub D’Italia. Il suo scopo principale è la diffusione al pubblico del parapendio, per far sì che chiunque possa avvicinarsi alle emozioni che caratterizzano questo sport. Esso si svolge per mezzo di voli in tandem e, per quanto riguarda l’attività didattica, corsi base e avanzati.

Nicolò Pacco è il Presidente e fondatore dell’Associazione nonchè Istruttore qualificato. La sua attività inizia nel lontano 1992, con 3000 voli in tandem all’attivo, destinati ad aumentare. Nella sua attività è affiancato dagli istruttori Nicola Villano e Flavio Bertarini e dagli assistenti Andrea Andrisano e Cristina Regis.

Quanti iscritti conta l’Associazione?

«Gli iscritti variano di anno in anno, perchè tutti quelli che superano l’esame finale si allontanano un po’ dall’associazione. Alcuni arrivano da località distanti come Sondrio, e quando riescono ad ottenere l’attestato di volo tornano nella loro zona d’origine. Quindi, in media, abbiamo una ventina di iscritti all’anno».

Come sono strutturati i corsi, a livello di tipologia e frequenza?

«I nostri corsi sono divisi in due livelli: base e avanzato. Il primo, che prevede la preparazione a terra, è finalizzato ad avvicinare l’individuo alla pratica del volo. Ci si esercita su collinette con un dislivello di 10-20 metri, di solito nella zona di Sella del Monte. Questa è la parte più pesante del corso, in quanto richiede un impegno maggiore. Già con la lezione iniziale si compiono i primi passi, anche se la preparazione completa richiede un paio di mesi. Diciamo che quando si entra nell’ottica di voler volare, più ore si dedicano meglio è; rimanere fermi per un lungo periodo può provocare un blocco, o al contrario una ripresa mal ponderata. La nostra attività si basa sulla preparazione dei corsi didattici e turistici, che permettono anche a personale non specializzato di provare l’ebrezza del volo, con una breve preparazione preliminare di 10 minuti. Il secondo livello, che prevede il possesso di un’attrezzatura propria, è finalizzato al conseguimento dell’attestato di volo».

Quante ore è necessario dedicare all’allenamento?

«L’allenamento varia in base alle esigenze degli allievi. Noi istruttori siamo disponibili a fornire il servizio tutti i giorni, anche se le presenze maggiori si concentrano nel weekend. La durata dell’escursione dipende dalla località in cui ci troviamo e dalle condizioni atmosferiche della giornata. Sfruttando le correnti ascensionali, può capitare di decollare anche da dislivelli di 200 metri, ad esempio Borgo Priolo. La catena del Monte Lesima ci offre la possibilità di decollare anche sul versante Est, con i venti verso la Val Trebbia. Qui è presente un dislivello di 1200 metri».

è uno sport costoso?

«Tendenzialmente sì, anche se tra quelli di volo è il meno caro. Con una spesa che comprende corso e attrezzatura, ci aggiriamo intorno ai 4500 euro, cifra in cui è compreso anche l’attestato di volo. L’attrezzatura è composta dal parapendio e dall’imbrago (con paracadute di soccorso). Il corso costa 1200 euro, diviso in due rate. La prima parte prevede la preparazione ai primi voli (alti e a terra) con l’attrezzatura della scuola; la seconda parte è finalizzata all’acquisizione dell’attestato di volo e richiede il possesso dell’attrezzatura personale. è prevista una prova gratuita, organizziamo un open day rivolto a coloro che vogliono conoscere questo sport o avvicinarsi alla pratica. Inoltre, è richiesto il pagamento di un’assicurazione.

è uno sport riservato solo agli adulti, o può essere praticato anche dagli under 18?

«L’età minima, secondo il decreto DPR/10, è fissata a 16 anni con il consenso dei genitori. Inoltre, sono requisiti obbligatori l’assenza di pendenze penali (comprovata dal nullaosta, rilasciato dalla Questura di residenza) e l’idoneità fisica».

Quali sono i rischi legati a questo sport?

«Nel volo si può quasi azzerare il rischio, se si pone molta attenzione a ciò che si sta facendo. Il rischio si alza se, in fase di decollo, non si tiene conto dei propri limiti e delle condizioni atmosferiche».

Come insegnate a gestire le emozioni legate a questo sport, l’adrenalina che si prova mentre si vola?

«L’aspetto più importante da considerare, al di là dell’adrenalina del volo, è l’alterazione dell’equilibrio psicologico che può verificarsi nel momento in cui si inizia a praticare questo sport. Per questo è molto importante spingere l’allievo a rimanere vigile e a imparare a gestire le emozioni. In modo particolare, quando si prende l’attestato di volo, arriva la parte più difficile... si invitano gli allievi a volare sempre con l’istruttore, per evitare di commettere errori».

La vostra associazione è di Voghera; avete iscritti anche in altre parti del territorio o solamente oltrepadani?

«Abbiamo molti allievi che arrivano da altre zone, soprattutto Milano e Hinterland».

Le vostre attività dove si svolgono principalmente?

«Voliamo a Borgo Priolo, Montalto Pavese, Ca’ del Monte, Cecima. Tocchiamo il territorio di Pavia, Piacenza, Alessandria, Genova, Savona e Torino».

Organizzate eventi o partecipate a delle manifestazioni?

«Sì, ci sono delle manifestazioni alle quali partecipano le aziende produttrici dell’attrezzatura, che prendono parte a gare di livello Nazionale e Europeo. Tra le tante, ricordiamo il Festival della Alpi o la manifestazione che si terrà nelle Dolomiti il prossimo Ottobre».

Come vede proiettata in futuro questa disciplina, sia a livello locale che nazionale?

«Bene, soprattutto a livello Nazionale, perchè il parapendio verrà inserito come disciplina olimpica. Inoltre, in Italia stanno ipotizzando un abbassamento del limite di età dai 16 ai 14 anni, per aiutare la preparazione dei giovani atleti».

Lei pensa che in Oltrepò si possa sviluppare una sorta di turismo legato a questa pratica?

«Con la nostra collaborazione viene organizzata una manifestazione a Ca’ del Monte, con cadenza annuale, in cui si ritrovano appassionati e amatori. Quindi sì, penso che questo sport possa essere un catalizzatore per il turismo».

In che modo vi finanziate?

Ci finanziamo con le quote dei partecipanti. La scuola di parapendio richiede il pagamento di una quota associativa annuale pari a 2mila euro all’AereoClub d’Italia, che sovraintende al volo libero».

di Federica Croce

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