Mercoledì, 20 Novembre 2019

OLIVA GESSI - RALLY: IN AUMENTO LE QUOTE ROSA, SUSY GHISONI

La presenza femminile nel mondo rallystico è felicemente in costante aumento e questo accade anche nella nostra provincia fin dagli arbori della specialità, quando la tenace vogherese Enrica Vistarini al volante della mastodontica Citroen DS21, si metteva alle spalle, nei rally di grande levatura, il fior fiore dei piloti di grido. Dal 2000 a tutt’oggi, c’é invece Costanza Pericotti, brava e veloce, cosi come la giovane Arianna Corallo, sulla scena dal 2015 o l’appassionatissima Marta Achino. Invidiabilmente strabocchevole é invece il numero delle navigatrici che può vantare il nostro Oltrepò. Ci limiteremo a citarne solo alcune tra le più conosciute nell’attuale scena sportiva, come ad esempio Silvia Gallotti, vincitrice del Trofeo A112 Abarth 2015 e oggi impegnata nel Campionato Italiano Rally, oppure Marty Marzi, campionessa italiana rally storici Gruppo 2 Classe fino a 1150 cc, Claudia Musti vincitrice del rally 4 Regioni Historic International nel 2017 e 2018 al fianco del fratello Matteo, Ilaria Maggi, vincitrice del Rally 4 Regioni Storico 2017 leggendo le note a Giorgio Buscone e ancora: Claudia Spagnolo, Cristina Pastorelli, Claudia Riboldi, Anna Sabadin, Graziella Uberti e tante altre  fino alle ultime arrivate tra cui Giorgia Pertosa e Susy Ghisoni.

Quest’ultima, mamma di una ragazza ormai adolescente, che da 4 anni é mamma a tempo pieno, (Essere una madre a tempo pieno è uno dei più bei lavori stipendiati… dato che il pagamento è puro amore - Mildred B. Vermont) riesce ora a ritagliarsi un po’ di tempo da dedicare ai rally, non molto, ma quanto basta a tenere viva quella sua passione, che nonostante la giovane età, parte da parecchi anni addietro, dalla fine degli anni ‘80, quando alla tenera età di 3 anni, grazie alla passione dei genitori, ha conosciuto i rally con le sue vetture e i suoi piloti che sfrecciavano sulle strade di casa tra le colline dell’Oltrepò pavese. Da signorinetta, a 14 anni, é iniziato il suo avvicinamento a questo mondo rumoroso, pieno di colori e di passione in cui, tuttavia, si muove con guardingo entusiasmo. Arriva poi l’agognata maggiore età ed eccola pronta a fare il suo debutto rallystico sul sedile di destra, ma per una serie di circostanze sfavorevoli, quel momento tanto atteso non va a buon fine. In lei c’è tanta amarezza, ma la passione è grande e non é stata scalfita dal contrattempo.

Siccome la pazienza é la virtù dei forti, ecco finalmente che per Susy, l’occasione per il debutto si presentata quest’anno su di un piatto d’argento, proprio nella gara di casa: il Rally Valleversa. Ma come ha vissuto Susy Ghisoni tutto questo lungo lasso di tempo intercorso tra il mancato debutto e l’esordio vero e proprio? è proprio la ragazza di Oliva Gessi a raccontarcelo: «In questi anni che hanno separato il mancato debutto dall’esordio vero e proprio, pur rimanendo sempre dietro le quinte, vuoi per il lavoro, vuoi per la famiglia, sono rimasta costantemente nell’ambito rallystico, questo grazie a parenti, amici e conoscenti vari che il mondo dei rally lo vivono giorno dopo giorno».

Poi, cos’é accaduto?

«è accaduto che nel 2016, ho deciso di frequentare, con soddisfazione, il corso per navigatori promosso dalla Scuderia Piloti Oltrepò e quest’anno, che ho trovato più tempo da dedicare alla famiglia e anche a me stessa, ho potuto finalmente coronare un sogno covato per lunghi anni e questo grazie agli amici citati, ma soprattutto ad Alberto Moroni che mi ha dato fiducia e mi ha voluta al suo fianco al Rally Valleversa. Una grande gioia e ciliegina sulla torta siamo riusciti a portarci sul terzo gradino del podio in classe N3».

Come ha vissuto la gara del suo debutto?

«è stata una grande emozione. Sono tutt’ora quasi incredula: primo rally e già una coppetta da mettere in bacheca. Un’esperienza veramente bella, vissuta oltretutto al rally di casa, davanti ad amici e parenti, quindi ancora più emozionante nonostante i vari problemi patiti con la macchina, ma alla fine siamo riusciti a portarla fino sotto alla bandiera a scacchi, pertanto la soddisfazione è stata ancora più grande. In classe avevamo Marco Stefanone e Riccardo Filippini, portacolori della scuderia Efferre alla quale appartengo, di cui lo stesso Filippini ne é presidente, quindi è stato ancora di più bello e divertente».

Ora che il primo passo l’ha compiuto e il primo sogno realizzato, ne ha un altro in serbo?

«Certamente sì. Un mio grande sogno è quello di salire su un Super 1600, ma la strada è ancora lunga e ho molto da imparare».

Ci sono molte donne che scalpitano per entrare nel mondo dei rally. A loro cosa consiglierebbe?

«L’unico consiglio che posso dare è di credere molto in se stesse e di affidarsi a persone e scuderie competenti».

Impegni futuri?

«Prossimo impegno Rally di Carmagnola storico in cui leggerò le note a Fabio Saviotti sulla Peugeot 205. Poi, in futuro per scaramanzia non li dico».

Siamo giunti alla fine della chiacchierata, ha qualcosa da aggiungere?

«Sì. Vorrei approfittare dello spazio che mi avete dedicato, per ringraziare la scuderia Efferre che mi supporta molto e mi sopporta soprattutto, ma un ringraziamento doverosissimo va al presidente del sodalizio Riccardo Filippini che ha creduto tanto in me e si fa in quattro per tutti noi. Ha molta passione nel cuore e in quello che fa».

di Piero Ventura

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