Martedì, 25 Settembre 2018

OLTREPÒ PAVESE- TRE UOMINI PER DUE IMPRESE: ICIO, CIANO E MAU UNA CARRIERA INFINITA

Tutti e tre over 40, tutti e tre dell’ Oltrepò, tutti e tre giocano ancora a calcio, tutti e tre una cosa in comune: la vittoria.
Volpini e Manizini hanno accompagnato alla vittoria il Romagnese, mentre Guidi  ha aiutato il Casanova Staffora a riconquistare il titolo.
Tanti aneddoti, qualche rimpianto ma ancora (per qualcuno) una gran voglia di giocare.
Qual è il suo soprannome storico?

Maurizio Manzini: «Semplicemente il diminutivo di Maurizio… Icio».

Luciano Volpini: «Bomber Volpini, o quello per cui sono più conosciuto ovvero Ciano».

Maurizio Guidi: «Per tutti Mau...se devo dire un giocatore in cui mi sono rivisto per caratteristiche: Luis Figo».

Il momento più difficile e quello più bello della sua carriera?

M.Manzini: «Fortunatamente non ho mai avuto momenti difficili mi sono sempre goduto vittorie e sconfitte perchè anche quelle servono. Il momento più bello della carriera, sono due a dire il vero: le due promozioni consecutive dalla seconda alla promozione con lo Zavattarello e aver giocato ad un torneo a Milano con e contro ad ex giocatori di serie A, sono cose che per un giocatore restano indelebili nei ricordi».

L.Volpini: «Il momento più difficile per me non è mai esistito, il più bello è  stato quando sono tornato al Varzi. Arrivavo dal Codevilla e avevo appena vinto due campionati, ma la cosa più bella era tornare a Varzi e si sa che chi va via non torna più. Io invece ero così forte che patron Poggi si è dovuto ricredere».

M.Guidi: «Il momento più duro: in casa (Varzi) con l’Oltrepò in promozione, ultima di campionato 2005/6, siamo retrocessi malgrado la vittoria e il mio infortunio. Diciamo che da lì ho chiuso con un certo calcio! Un momento molto brutto è stata anche la sconfitta a Parona, finale play off di prima con lo Zava. Era il 45’ stavo avviandomi verso gli spogliatoi perché mi avevano sostituito e abbiamo preso il gol del 2 a 2… e perso anche la partita. Dalle sconfitte nascono le vittorie, si suol dire, infatti l’anno dopo la gioia più grande: vittoria dei play off con il Varzi a Cilavegna... promozione raggiunta! Una bella emozione anche la vittoria del campionato di quest’anno con il Casanova, dopo una rincorsa incredibile».

.Un rimpianto?

  1. Manzini: «A detta di qualcuno se avessi avuto un’altra testa, forse e sottolineo forse, sarei potuto salire di qualche categoria… non so fino a dove».
  2. Volpini: «No, sono felicissimo del mio percorso fin qui! Aver giocato fino a 50 anni è stato fantastico».
  3. Guidi: «Il rammarico più grande è di non essere andato al Pavia da giovanissimo. Mi avevano preso, ma dovevo trasferirmi là e, allora, non me la sono sentita di lasciare il paesello».

Il giocatore più forte che ha affrontato o con cui ha giocato?

  1. Manzini: «Il giocatore più forte che ho incontrato non lo saprei dire perché non mi ricordo mai i nomi dei miei avversari. Mi ricordo i giocatori che hanno giocato con me e sono tanti, soprattutto l’anno della promozione con lo Zava: Viani e Masneri, due giocatori incredibili. Viani sempre in posizione con grinta da vendere, Masneri un giocatore elegante sempre testa alta».
  2. Volpini: «Nei tornei serali a Bagnaria e a Varzi incontrai un giovane, faceva Padovano di cognome. Qualcosa di impressionate, infatti poco dopo approdò alla Juventus».
  3. Guidi: «Giocatori forti ne ho trovati tanti, cito Fabio Barbieri e Icio Manzini. Sono stati entrambi avversari e compagni, il terzo Giovanni Alpeggiani, un compagno sfortunato per via degli infortuni».

La vedremo calcare ancora i campi da calcio l’anno prossimo?

  1. Manzini: «Per quanto mi riguarda l’anno prossimo la voglia c’è sempre e purtroppo non mi voglio rendere conto che a dicembre saranno 50 anni. Quindi vedremo, magari ancora un annetto … vedremo».
  2. L.Volpini: «Basta, è ora di smettere con il calcio e noi abbiamo finito in bellezza! Adesso mi dedico solo alla raccolta dei tartufi, dopo il calcio è la mia passione, attività preferita .Volevo solo dire una cosa: il calcio è lo sport più bello che ci sia e i giovani che lo frequentano devono cercare di far tanti sacrifici soprattutto il sabato, se vogliono giocare per tanti anni come il sottoscritto. Un saluto agli amici di tutte le squadre in cui ho giocato e un forte abbraccio al più grande presidente: Poggi Carlo. Ho potuto giocare fino a 50 anni anche per merito della mia famiglia che è sempre stata d’accordo e ha rispettato le mie scelte e sono i miei primi tifosi».
  3. Guidi: “Il prossimo anno non lo so. Tenetevi pronti per l’addio al calcio, ma lo dico ogni anno!». 

di Riccardo Emanueli

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