Mercoledì, 22 Maggio 2019

STRADELLA – RALLY 4 REGIONI STORICO : «LA GARA È MOLTO DURA ED IO HO GIÀ ... 60 ANNI SUONATI»

Alessandro Ghezzi uno dei piloti con la carriera più longeva e ricca di soddisfazioni dell’Oltrepò. Dopo aver passato la soglia dei 60 anni “prende” i rally con più filosofia e con più fatalismo, ma la voglia di vincere e soprattutto la capacità di guidare quando ci si allaccia il casco non hanno età e Ghezzi ha voglia di vincere e sa guidare anche se non è più un ragazzino.

Nel 2017 dopo una bellissima gara, lei è arrivato quarto, ai piedi del podio. Quali emozioni si provano a disputare il Rally 4 Regioni Classic Internazionale ed arrivare ad un passo dal podio?

«La più grande emozione è stata il  “pronti e via”. Dopo il prologo eravamo primi in classifica assoluti e siamo partiti fiduciosi con la speranza di fare una bella gara, poi la doccia fredda, un problema al cambio ci ha fatto perdere diverso tempo e siamo precipitati nelle posizioni della classifica generale. Con calma e con esperienza, prova dopo prova siamo risaliti…purtroppo ad un passo dal terzo classificato. Questo mi dispiace perché ci tenevo molto a portare sul podio il mio navigatore, Agostino Benenti».

Una gara storica, molto importante e molto impegnativa. Com’è la preparazione di un pilota del Rally 4 Regioni Historic?

«La gara è molto dura perché molto lunga e con un percorso impegnativo, inoltre le macchine che guidiamo sono più pesanti rispetto a quelle che si usano oggi nei rally moderni, ad esempio non hanno l’idroguida o il cambio sequenziale e per ultimo, ma mica tanto, io ho già “60 anni suonati” … pertanto ho cercato in questi mesi di migliorare la mia resistenza fisica allenandomi anche se una delle più importanti discriminanti per affrontare questo rally è quella mentale, rimanere molto concentrato, cercare di minimizzare il margine di errore per portare la macchina al traguardo».

Quali affinità e quali diversità vede tra l’edizione passata e questa del 2018?

«Le affinità tra le due edizioni sono molte: il percorso è pressochè uguale solamente alcune prove vengono effettuate in senso inverso. La diversità è sicuramente nel numero dei partenti che quest’anno è maggiore e la qualità dei partecipanti con tanti piloti stranieri molto forti. Penso comunque che la grande differenza tra quest’anno e l’anno scorso sarà il caldo, nel 2017 abbiamo corso sotto un caldo torrido con temperature che arrivavano a 40 gradi, temperature che rendevano molto difficile la concentrazione necessaria per portare la macchina più velocemente possibile alla fine di ogni prova speciale ed anche dopo una giornata di gara portarla al parco assistenza». 

Cosa consiglierebbe ad un giovane pilota che vorrebbe correre il 4 Regioni Historic 2018?

«La prima cosa che gli consiglierei è di partire tranquillo, il Rally 4 Regioni Internazionale non è un rally sprint di 40 km, è una gara con un kilometraggio importante di 250 km e può essere paragonata a qualche gara del mondiale rally attuale. Quindi partire piano per capire i limiti e le potenzialità dell’auto ed anche i propri, non correre i rischi perché solo disputando tutta la gara si riesce ad accumulare esperienza. Se devo sintetizzare quello che direi ad un giovane pilota è: certamente vale la pena disputare il Rally 4 Regioni, ma...”pila su basa e porta la machina a la fen” (prendila con calma e porta la macchina al traguardo)».

La cosa o l’aneddoto che l’ha maggiormente colpita nel Rally 4 Regioni 2017?

«Io ero amico di Cino Bernini, tragicamente deceduto nell’edizione del Rally 4 Regioni del 2015. Cino era un amico e un compagno di avventure rallystiche. Al vincitore della prima prova speciale del Rally 4 Regioni 2017 andava la coppa intitolata proprio a lui, Cino. Ho vinto la prova speciale e ancora più del risultato sportivo mi ha fatto un immenso piacere ricevere questo premio dedicato al mio vecchio amico. Questa coppa in termini affettivi e di soddisfazione personale proprio perché intitolata a Bernini, significa molto per me».

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