Domenica, 22 Aprile 2018

VOGHERA - "I RAGAZZI NON FANNO PIÙ ATTIVITÀ MOTORIA ALLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE"

Lia Scupelli, 58 anni, è la nuova Presidente del "Gruppo Arcieri DLF Voghera". Di professione impiegata, da un anno si è avvicinata alla pratica dello sport, gareggiando in Categoria Master. Nella gestione della Scuola si avvale della Maestra Tamara Nespoli, sorella di Mauro, vincitore della Medaglia D'Oro nella gara a squadre alle Olimpiadi di Londra 2012 e Medaglia d'Oro a Squadre nella Coppa del Mondo 2017.  Mauro, 30 anni, oltre a portare avanti l'attività atletica, sta completando gli studi alla Laurea Magistrale del Corso in Scienze Motorie all'Università di Pavia, con distaccamento a Voghera.

Scupelli, quando è nata la società "Gruppo Arcieri DLF Voghera" e a che pubblico si rivolge?

"La società è nata nel 1976. Ufficialmente affiliata alla federazione, inizialmente si chiamava Arcieri Iriensi. 'Gruppo Arcieri DLF Voghera' è presente da almeno una ventina d'anni, da quando ci siamo spostati al dopolavoro ferroviario. Prima si tirava in caserma; in seguito, quando è stato costruito il campo al DLF, la società ha acquisito la nuova denominazione ed è diventata parte integrante del gruppo del DLF. Si rivolge a un pubblico che comprende bambini a partire dagli 8/9 anni, uomini e donne e disabili. Non c'è un vero e proprio limite massimo di età, perchè gli archi hanno la possibilità di essere regolati in termini di potenza, e quindi adattarsi alle caratteristiche fisiche".

Qual è la vostra base operativa?

"La base operativa durante la stagione estiva è al DLF di Voghera in Via Arcalini 4, mentre la stagione invernale si svolge nelle palestre comunali di Via Aldo Moro".

Come sono divisi i corsi?

"I corsi sono divisi in due categorie: minorenni e maggiorenni; i minorenni si allenano 3 volte alla settimana nel pomeriggio, mentre gli adulti si allenano alla sera, con la stessa frequenza degli under 18".

Chi sono gli allenatori?

"L'allenatrice di riferimento è Tamara Nespoli, Mauro svolge il ruolo di collaboratore esterno, quando il tempo lo permette".

Come si sviluppa la lezione?

"La lezione inizia con un riscaldamento che prevede sia mobilizzazione, sia attivazione, quindi una sorta di breve potenziamento soprattutto a carattere propriocettivo e coordinativo; dopodichè si passa alla lezione vera e propria. A seconda del livello dell'arciere, possiamo avere simulazioni con gli elastici (nel caso di un neofita), al tiro con il proprio attrezzo (per quanto riguarda un arciere che ha appena concluso il corso) e esercitazioni con vari livelli di difficoltà in termini di equilibrio, mira, potenza e peso dell'arco (per quanto riguarda l'agonista). Chi si vuole approcciare alle gare, fondamentalmente non tira più solamente le frecce, ma ha un lavoro più completo, che si basa sulle indicazioni che hanno appreso Mauro Nespoli e sua sorella Tamara al corso di Laurea in Scienze Motorie".

Quanto costa iniziare la disciplina?

"è prevista una prova gratuita, prendendo contatto con l'istruttore di riferimento si può venire a praticare una lezione. Organizziamo due open day due volte all'anno: uno all'inizio della stagione estiva, l'altro alle porte dell'inverno. Inoltre abbiamo altre occasioni organizzate da vari partners, ad esempio da Decathlon Voghera e altre realtà locali. Il corso costa 150 euro e prevede dieci lezioni della durata di un'ora ciascuna. L'attrezzatura viene fornita dalla società. All'interno del pacchetto del corso è inclusa anche un'assicurazione e l'affiliazione alla federazione, proprio per una questione burocratica e amministrativa. Sono corsi in gran parte individuali, o in piccoli gruppi di max 3/4 persone".

Il tiro con l'arco ha una percentuale di iscritti a prevalenza maschile o femminile?

"A livello Nazionale sicuramente maschile, perchè vi è la falsa idea che il tiro con l'arco sia uno sport per uomini, per via della durezza dell'arco. In realtà gli archi possono essere adattati ai singoli arcieri e per essere performanti a lunghe distanze devono avere una loro potenza, alla quale si arriva in maniera progressiva. Qui a Voghera le percentuali non rispecchiano perfettamente quelle Nazionali, ma in generale c'è un leggero sbilanciamento verso il gruppo Maschile, soprattutto per quanto riguarda gli adulti, mentre i ragazzi sono abbastanza bilanciati".

è uno sport adatto anche ai bambini?

"Sì, è uno sport adatto anche ai più piccoli, nonostante l'aspetto dell'asimmetria. Non bisogna assolutamente preoccuparsi o farsi spaventare perchè gli allenamenti sono strutturati proprio per cercare di ovviare a questa problematica legata all'asimmetria dell'attrezzo. Si può cominciare a partire dai nove anni; ovviamente, prima si comincia, più alta è la possibilità di ottenere dei risultati. Credo comunque sia fondamentale che un bambino in età scolare, che frequenta ogni tipo di sport, possa cambiare un domani senza correre il rischio di trovarsi con dei deficit motori importanti. Per questo l'attività legata ai bambini è differenziata, permettedo al giovane allievo di portare con se' un bagaglio motorio che gli permetta di adattarsi alle nuove realtà".

Tra i bambini gli sport più in auge sono il calcio, il basket e la pallavolo; un bambino che si avvicina alla pratica del tiro con l'arco, in che modo lo compie, e perchè?

"Di solito chi viene a provare a tirare con l'arco è perchè ha avuto già occasione di avvicinarsi alla disciplina, in circostanze come il villaggio vacanze o il centro estivo. Noi del gruppo arcieri DLF cerchiamo di far conoscere lo sport, collaborando con i vari istituti scolastici di Voghera e dintorni. Diciamo che è difficile che un bambino venga a lezione con l'idea precisa di voler seguire questo sport e arrivare alle Olimpiadi. La maggioranza vengono, provano, trovano un ambiente gradevole e si appassionano in maniera graduale".

Com'è il rapporto che si instaura tra maestro e allievi?

"Tendenzialmente Tamara ha un approccio molto confidenziale, essendo il tiro con l'arco uno sport con delle particolarità, che sottopone a stress psicologico. Ovviamente i ragazzi devono imparare ad ascoltare l'istruttore, la cui abilità è quella di riuscire ad adattare le proprie conoscenze e competenze a qualunque bambino o ragazzo dovesse presentarsi a lezione".

Qual è la motivazione che porta a iscriversi al corso?

"Il tiro con l'arco è uno sport individuale che richiede, come prima motivazione, quella di mettersi in gioco contro se' stesso. A qualsiasi livello, se non hai la predisposizione a metterti in discussione e a volerti dedicare a uno sport statico, che richiede concentrazione, non è lo sport che fa per te. Un altro aspetto importante è la precisione, che migliora con l'allenamento. A differenza di altri sport, nel tiro con l'arco sei costretto a rimanere tante ore sul campo per ottenere grossi risultati, ponendo un livello di attenzion molto alta al fine di ottenere la precisione richiesta. Questa non è una cosa che nasce da sola, ma dipende da un giusto equilibrio tra fattori condizionali (ad esempio se non hai sufficiente forza per gestire l'arco e mantenere la postura, non puoi essere preciso) e componente mentale".

Quali sono i vantaggi che si hanno sul benessere fisico e psicologico?

"Dal punto di vista fisico, l'allenamento è multilaterale, andando così a compensare eventuali asimmetrie. Dal punto di vista neuromuscolare, il tiro con l'arco porta a mantenere un grande controllo posturale, ad avere percezione dell'orientamento del corpo nello spazio e ad acquisire la capacità di mantenere il focus attentivo su lunghi periodi e indirizzarlo al comando. Soprattutto per quanto riguarda i bambini, vi è una buona correlazione tra lo sport e la capacità di concentrazione e attenzione nello studio".

Come vede proiettata in futuro questa disciplina?

"A livello Nazionale, in questo momento stiamo attraversando un periodo di transizione. Nel giro di cinque anni la squadra è stata svecchiata molto, c'è stato un ricambio in termini di atleti importanti soprattutto nel settore femminile. Essendo uno sport che richiede forza e esperienza, bisogna trovare il giusto equilibrio tra gli atleti esperti e le nuove leve. A livello locale stiamo lavorando molto bene. L'anno post-olimpico è stato un anno di grande visibilità, che ha portato all'iscrizione di tantissimi nuovi corsisti. Dal punto di vista organizzativo stiamo collaborando con vari istituti. A breve dovrebbe ripartire la collaborazione con Scienze Motorie. In un rapporto efficace tra atleta e istruttore è fondamentale avere laureati abilitati all'assistenza sul campo, al fine di realizzare una migliore performance".

Come vi siete qualificati negli ultimi campionati Nazionali?

"A livello Nazionale Mauro ha vinto sia il Campionato di Classe che quello Assoluto. Attualmente è il N.2 della Ranking List italiana per quanto riguarda la stagione Indoor, e quindi il prossimo campionato a venire. Come c'è stato un ricambio a livello Nazionale, anche a livello locale abbiamo cambiato atleti, quindi stiamo cercando di riformare la Squadra Senior Maschile e a portare a crescere le Squadre giovanili".

Come si riconosce un talento? Ci sono allievi nella scuola che potrebbero emergere?

"Riconoscere un talento, in uno sport come il tiro con l'arco, non è semplice. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra un arciere e un arciere che sia un atleta, e che quindi abbia percezione del proprio corpo, riconoscendo i corretti allineamenti e la forza sufficiente per sostenere allenamenti intensivi. A livello mentale, un talento deve avere spirito di sacrificio e determinazione, perchè il tiro con l'arco è uno sport che richiede tantissime ore di allenamento, e sono sicuramente più le gare in cui si perde che quelle in cui si vince. Il vantaggio, per contro, sta nel fatto che gareggiando contro te stesso, in ogni gara puoi trovare lo stimolo per batterti e migliorare il record. Nella nostra scuola ci sono ragazzi che hanno la giusta predisposizione dal punto di vista mentale, vedremo col tempo come andrà".

Avete rapporti con l'amministrazione comunale?

"Sì, siamo in ottimi rapporti. Ricordiamo la festa organizzata la settimana scorsa in occasione dei Campionati del Mondo, in cui ci hanno supportato come Assessorato allo Sport, per quanto riguarda l'organizzazione dei quattro eventi di quest'anno: due gare Indoor, il trofeo Pinocchio in fase Regionale e i Giochi della Gioventù allo stadio comunale Parisi, e la fase Provinciale dei Campionati studenteschi. Sicuramente dopo anni di attività in sordina da parte nostra, quest'anno abbiamo deciso di lanciarci in questa nuova avventura e così il Comune ha risposto positivamente".

Esistono altre associazioni simili in Oltrepò, con le quali collaborate?

"Sì. A Montesegale si sono insediati gli Arcieri Ardivestra, una società che è nata 17 anni fa e con la quale siamo in strettissimo rapporto di collaborazione sia per quanto riguarda gli atleti, sia per gli istruttori e le strutture. Abbiamo due Società con sede a Pavia: gli Arcieri Minerva e il Cus. Infine, in Lomellina abbiamo 3 realtà: gli Arcieri Telemachos a Cilavegna, quelli dell'Olmo a Robbio e Torre del Bramante a Vigevano. Siamo in costante rapporto come scambio di partecipazione alle gare: il 19 di Novembre ci sono stati i Campionati Provinciali, ai quali abbiamo partecipato con buoni risultati".

In che modo vi finanziate?

"La fonte principale di finanziamento è rappresentata dalle tessere di affiliazione dei Soci. Il Comune ci supporta in maniera adeguata; siamo purtroppo alla costante ricerca di fondi e partners per non limitarci solo all'attività che stiamo portando avanti. Ad esempio Mauro sta collaborando con il Liceo Sportivo Galileo Galilei, con L'Università di Pavia, L'istituto Agrario Gallini e La Scuola Elementare Dante Alighieri. Le Scuole Elementari e Medie di S.Giuletta e Torrazza Coste hanno da anni ormai avviato un programma di tiro con l'arco. La presenza nelle scuole è fondamentale non tanto per formare nuovi arcieri, ma per far conoscere alla città la presenza di questa realtà".

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