Mercoledì, 13 Dicembre 2017

VOGHERA – MATTEO TRAVERSA : "CONTINUARE A CORRERE! ADESSO CHE È TORNATA LA PASSIONE, VOGLIO ANDARE AVANTI"

Matteo Traversa, ventiquattrenne, nato a Mede ma da sempre vogherese doc, è il nuovo campione italiano di motard.

Matteo come prima domanda ci spiega cosa significa correre nella categoria Supermotard?

"Supermotard significa moto derivate da moto da cross, quindi con le stesse dimensioni, anche se cambiano le gomme che sono lisce, quindi da strada. Supermotard nasce con una parte di asfalto e una parte di sterrato. La mia categoria, che è nata tre anni fa, è on road, cioè solo nella parte asfaltata. Dalla moto da cross dunque, cambiano le gomme e le altezze della moto, e ovviamente le piste. Lo stile di guida è diverso perché ricorda di più una disciplina come la moto da velocità e la moto da strada".

Come è nata la passione per le moto?

"è iniziato tutto grazie a mio papà, che è da sempre appassionato di moto, e mi ha sempre portato a vedere le piste e tutto quello che gira intorno alla moto e ovviamente mi ha trasmesso questa bella passione".

A che età ha cominciato?

"A cinque anni ho voluto la moto piccola per iniziare… poi dalla piccola sono passato alle moto sempre più grosse, fino a quando a otto anni mio papà mi ha portato sulla pista di Castelletto di Branduzzo e ho cominciato subito con il Motard. Dopo un po' di tempo, quando avevo circa 12 anni, ho iniziato a fare qualche gara e poi dal Supermotard sono passato alle moto da velocità e ho corso per due anni. Ma la mia grande passione è sempre rimasta nel Motard…e quindi sono tornato lì".

E poi, che è successo?

"è successo che ho iniziato a fare le gare a 14 anni, a fare i campionati italiani, europei e mondiali, fino ad adesso praticamente! Ho avuto tre anni di stop, 2013/2014/2015, e poi ho ricominciato…".

Come mai aveva smesso?

"Per infortuni e per un po' di pigrizia. Ho avuto un calo. Non è stato per motivi gravi, anche gli infortuni non sono state cose serie… niente di che. Ma visto che non ero molto costante, ho preferito fermarmi".

Per poi tornare e alla grande…

"Sì, nel 2016 mi ha contattato una squadra di Saronno e mi ha rimesso in moto, perché voleva a tutti i costi farmi riprendere a correre. Con loro ho corso il campionato italiano e l’ho subito vinto e anche il campionato regionale. Quest’anno, sempre con loro, ho vinto il campionato italiano".

Dopo la vittoria di campionati importanti, la passione le è quindi tornata alle stelle.

"Decisamente sì! Ci sono sacrifici da fare, ma faccio quello che mi piace".

Nella vita, oltre a correre in moto, cosa fa?

"Lavoro nel settore immobiliare con mio padre e poi ho un'attività a Retorbido, dove noleggio macchine da fuoristrada: si chiama Side by Syde Park e ne vado molto fiero".

Nonostante il lavoro, riesce comunque ad allenarsi in modo adeguato?

"Sì, il campionato dura da inizio marzo a fine settembre-inizio ottobre. Durante l'anno quindi sono impegnato negli allenamenti. Vado in palestra a Rivanazzano e faccio allenamenti con la moto, principalmente dove ho le gare. Se, per esempio, ho la gara a Roma, vado a provare in quella pista un po' prima della gara per esercitarmi al meglio.

E poi nei circuiti di casa, come Castelletto e Ottobiano. Sono circuiti sempre molto validi. Quando, invece, il campionato finisce, posso dedicarmi di più alle mie attività lavorative".

L'ultimo campionato com'è stato?

"Si è concluso il 3 settembre, però ho avuto un infortunio due settimane prima, mi sono rotto il crociato e il menisco… e quindi la vittoria era molto incerta fino all’ultimo. Però facendo molta riabilitazione ce l’ho fatta lo stesso… anzi, l’ultima gara è andata meglio delle altre e oltre ogni aspettativa!".

Adesso cosa farà?

"Anche il prossimo anno parteciperò al campionato italiano, in cerca del mio terzo titolo. Poi correrò anche il campionato europeo, forse anche il mondiale, quindi mi sposterò molto".

è la prima volta che correrà nel campionato europeo?

"Nel campionato appena trascorso ho fatto pochissime gare a causa del ginocchio. L’anno prossimo invece la mia intenzione è quella di farlo tutto. In tutto, tra campionato italiano ed europeo, avrò circa 12 gare".

Chi è stato il suo modello di pilota?

"Sicuramente Max Manzo, che è stato anche il mio team manager".

Da grande cosa vorrebbe fare?

"Continuare a correre! Adesso che è tornata la passione, voglio andare avanti. Però tengo molto anche al mio lavoro, soprattutto alla mia attività con i fuoristrada, con cui cerchiamo sempre di portare gente nel nostro territorio.

Facciamo tour nelle colline dell’Oltrepò e lavoriamo tanto anche con persone che vengono da fuori per fare queste visite. Questo è un lavoro che dura tutto l’anno e quando io sono impegnato con le gare, c’è la mia famiglia che manda avanti questa attività".

La sua famiglia l'ha sempre appoggiato?

"Sì. Mia mamma viene a vedere qualche gara, ma soffre… invece mio padre mi accompagna a tutte le gare. è appassionato, ma le gare non riesce a vederle un po' per la tensione e un po' per la paura… Lo capisco!. Durante le gare soffrono, ma poi sono contenti. E alla fine dei vari campionati si rilassano un po'!!".

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