Lunedì, 23 Ottobre 2017

RALLY 4 REGIONI: LO SPETTACOLO NON È VENUTO A MANCARE, VINCONO MUSTI - MUSTI E BUSCONE - MAGGI

Esaurita l'adrenalina del momento che ha colto un po' tutti, dentro e fuori l'evento, fino a spingere alcuni ad esternare giudizi affrettati e fuori luogo, vediamo di dare uno sguardo sereno a ciò che lo sport delle 4 ruote ha regalato agli appassionati pavesi e non solo. Anzitutto dobbiamo avallare il fatto che il Rally 4 Regioni 2017 è stato un avvenimento settoriale di una dimensione mai vista in precedenza sul nostro territorio e in merito a ciò, non c'è passato che tenga.

Il lavoro certosino messo in atto da Aci Pavia presieduto da Marino Scabini e YL Historic Rally & Events a cui fa capo l'ex campione europeo rally Yves Loubet, ha fruttato ben quattro giornate piene di sano rallysmo consumato nelle strade più impegnative oltrepadane sulle quali, è ormai superfluo ricordarlo, sono state scritte pagine e pagine di storia rallystica. L'accogliente Salice Terme, la partenza dal centro storico di Pavia con il suggestivo attraversamento del Ponte Coperto, passaggio che ha lasciato stupiti coloro che mai in antecedenza erano stati nell'antica città delle Cento Torri (in precedenza ciò è avvenuto solamente il altre tre occasioni: 1984, 1986 e 2015); la prova in circuito a Castelletto che ha fatto divertire chi ha sangue pistaiolo nelle vene, e poi, le Prove Speciali: Penice, Pecorara, Golferenzo-Pometo, Castellaro, Pozzolgroppo, Oramala, Cecima e infine lei, la regina, Rocca Susella con i suoi 22 micidiali e interminabili chilometri, sono stati la tela sulla quale è stato dipinto un quadro d'autore.

Un evento anticipato da una riuscitissima conferenza stampa tenutasi nell'elegante cornice offerta dall'Hotel Milano di Salice Terme e poi vissuto in no-stop da mercoledì 5 luglio sino alla tarda nottata di sabato 8 luglio con la cerimonia di premiazione che è sforata nelle prime ore di domenica mattina.

Un evento al quale non si poteva e non si può chiedere di più, se non qualche piccola aggiustatina qua e là. Ovviamente qualcuno non sarà d’accordo su quanto scritto, ma lo sappiamo, al bar siamo tutti CT della nazionale di calcio oppure organizzatori di rally, in base a quello che è l'evento del giorno, per non citare poi l'infinità di grandi campioni del "bordo strada" lì a criticare il passo di questo o quello…

Guardando l'evento settore per settore dei quattro in cui è stato suddiviso, c'è chi si attendeva qualche concorrente in più nell’Historic Classic (il rally lungo per intenderci), ebbene, anche gli stessi organizzatori probabilmente se lo attendevano, ma c'è da dire che le strade dell'Oltrepò, irregolari, ricche di dislivelli e di dissesto, asfalti difficili da digerire per molti, hanno scoraggiato alcuni "terraioli" che da oltralpe, inizialmente avevano espresso l'intenzione di essere della partita.

Altri, come il "dakariano" principe del Qatar, Al Thani, attesissimo con la sua Lancia Stratos, è stato richiamato in patria per affrontare una delicata situazione politica venutasi a creare nel suo paese. C'è chi invece ha avuto da ridire sulla modifica del percorso che ha precluso la prova che da Bagnaria portava a San Sebastiano Curone nell'alessandrino. Ebbene, costoro probabilmente non si sono posti la domanda: "come mai i rally nell'alessandrino, dal Coppa d'Oro al Giarolo sono scomparsi?". Lo spettacolo non è comunque venuto a mancare, iniziando dal parco macchine prestigioso, con ben tre stupende Lancia Stratos (una quarta nella regolarità sport), giunte dall'estero e un'altrettanto affascinante Lancia 037 dello stradellino Claudio Covini al via, per non parlare poi delle Mazda a motore rotante, Talbot Lotus e Ford Escort nelle varie versioni, fino alle innumerevoli e grintose Porsche e poi Alpine A110, Alfetta Gtv, Fiat 124 Abarth, R5 GT Turbo, Lancia Delta, Lancia Fulvia Coupè, Ford Sierra, Bmw, Opel Kadett, Manta e GS, Fiat X1/9, Fiat 128 Rally fino alle piccole e scattanti A112 Abarth, Mini Cooper e Fiat 127 sparse nelle varie configurazione del rally.

In quanto ai piloti, Pierre Jenot con l'Escort e Bernard Barrile con la Talbot, ad esempio, non hanno certamente fatto rimpiangere lo spettacolare Federico Ormezzano che qui si è sempre generosamente esibito negli anni precedenti. La loro guida è stata da antologia e i vari video pubblicati dai social lo confermano.

Ai piloti d'oltre confine, 17 per la precisione, si é aggiunto un discreto numero di italiani, tra cui un bel gruppetto di oltrepadani. Come non citare i vogheresi Matteo e Claudia Musti alla fine vincitori con la Porsche? Oppure Alessandro Ghezzi e Agostino Benenti, anch'essi su una 6 cilindri di Stioccarda. Altra Porsche per Lo Presti-Biglieri, quindi l'Opel degli spettacolari Contento-Sabadin, la A 112 di Salviotti-Invernizzi e la X1/9 di Scarani-Bernini. Nella Sport, c'è stata la vittoria di Shon-Gianmarino (Porsche), mentre sul terzo gradino del podio sono saliti i rivazzanesi Berisonzi-Barbieri con l'Alpine A110.

Una Cinquantina di vetture hanno invece animato il Rally e la Sport nazionale, in cui a vincere nel primo è stato il vogherese, ex tricolore rally terra, Giorgio Buscone navigato sulla Lancia Delta dalla giovane di Broni, Ilaria Maggi, mentre altri oltrepadani, Massimo Politi e Silvia Scabini, con la Cooper MKIII, si sono imposti nella Sport.

Diciamo che da tanta internazionalità, il risultato finale ha premiato quei buoni piloti che le strade dell'Oltrepo le conoscono a menadito. In chiusura, una nota rosa non va certo dimenticata iniziando dalla presenza del Prefetto di Pavia Erminia Rosa Cesari in veste di apripista, fino all'indistruttibile Luisa Zumelli, qui con Paola Valmassoi, che dopo essersi imposta tra le dame in Marocco, si ripete a Salice nel rally internazionale al volante della Porsche Gruppo 3 del 1969, giunta davanti alla veloce Catherine Desbrueres navigata da Maxime Vilmot sulla Escort MKI del 1972. Poca fortuna invece per la possente Anna Charlotte Rosseau e Francoise Conconi con la Fiat 124 Abarth, ferme dopo il primo giorno di gara.

Nel rally storico nazionale Isabella Bignardi e Elena Migliorini, none assolute con l'Opel Kadett GT/E, hanno prevalso sulle giovani locali Arianna Corallo e Debora Malvermi, tredicesime con la Bmw 318.

A costoro vanno aggiunte un'altra quindicina di navigatrici suddivise nelle varie configurazioni della gara. Ebbene, al 4 Regioni lungo o corto, si sono divertiti tutti e questi tutti si augurano che gli organizzatori perseverino su questa strada.

 

giift

  1. Primo piano
  2. Popolari