Mercoledì, 22 Novembre 2017

IL MOSTRO DI FORTUNAGO: COSTATO 3,5 MILIONI DI EURO, DOPO 7 ANNI E MEZZO ANCORA CANTIERE APERTO

Fortunago è un piccolo borgo dalle probabili origini celtiche annoverato, oltre che per la bellezza architettonica, per i meravigliosi scorci panoramici: fa parte della Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese e dell’Associazione ANCI "I borghi più belli d’Italia".

Il paese di Fortunago è sempre stato un esempio del vivere in armonia col territorio, nel rispetto dell'ambiente e nella valorizzazione del patrimonio storico.

Il centro del borgo vive in un'atmosfera di antico splendore perfettamente conservato grazie ai continui interventi di ristrutturazione e manutenzione. L'attento e funzionale recupero architettonico nel rispetto delle forme e dei materiali originari ha sempre voluto che alluminio e materiali plastici fossero banditi, dando spazio solo alla pietra, al cotto e al legno.  Le case sono arroccate sul pendio ripido di un colle, con la chiesa ed il palazzo del comune che dominano dall'alto. Sulle stradine pavimentate in porfido, strette e chiuse tra antichi muri, si affacciano caratteristiche case in sasso con davanzali, logge, balconi e giardini fioriti che mantengono inalterato il tipico aspetto medievale.

L'attenzione alla cura degli spazi pubblici si nota nella manutenzione del verde e nel gusto dell’arredo urbano perfettamente coerenti con il contesto. Questo paese adagiato sulle colline dell’Oltrepò Pavese è un perfetto esempio di equilibrio e buon gusto tra modernità e tradizione. Alcuni giorni fa decisi di accompagnare un amico curioso di visitarlo e scelsi il percorso passante da Godiasco, facendo una via più tortuosa, ma più panoramica. Optai per quell'itinerario perché sapevo che l’impatto visivo sarebbe stato molto più emozionante arrivando da quella parte. Commisi un errore. All'ultimo tornante prima dell’apertura visiva sul colle, non trovammo quello scorcio di borgo dipinto nel bosco, ma uno scudo di cemento e pietra. Rallentai incredula: riconobbi, sporgendomi dal finestrino, la Chiesa di San Giorgio che si trova nel punto più alto del colle, occupato dal centro storico del paese. Ero arrivata a Fortunago, ma di quel quadro vivo nella mia memoria rimaneva ora una tela squarciata con un profondo taglio trasversale. Facemmo il nostro giro turistico, percorrendo il percorso più esterno per poi arrivare in cima alla piazza. Il colosso di cemento era ben visibile da ogni scorcio.

In apparenza al primo impatto laterale sembra una chiesa moderna con tetto a falda unica spiovente e una torre/campanile in mattoni affiancata a un volume in pietra; girandogli attorno si presenta la facciata di ingresso con un colossale portale moderno in mattoni, aperture tonde e finestre ad arco soprastanti che nulla hanno a che vedere con l’imponenza di un ingresso simile, già di per sé fuori luogo; nel terzo lato più lungo sono in evidenza un insieme di volumi completamente discordanti tra loro: uno alto, chiuso in pietra con delle aperture quadrate nella parte alta e tetto piano, il centrale intonacato con il solito tetto spiovente e un altro volume simile alla casa di un cascinale di pianura con il tetto a doppia falda. Nel retro l'ultimo "stile" usato è ancora un blocco di pietra con una grande taglio centrale in legno. Il tutto architettonicamente non ha alcuna armonia di stile e di volumi e l’impatto estetico sul paesaggio è terrificante.

Mi sorge spontanea una domanda: per quale motivo, come e quando iniziò la costruzione di tale orrore ancora oggi cantiere aperto (per altro durante il sopralluogo non trovai il cartello di cantiere che la legge impone obbligatoriamente). Nonostante la ricerca di documentazione, ad oggi gli interrogativi sono molti.

In base a varie fonti consultate ho appreso che il "mostro" doveva essere un centro polifunzionale comprendente un teatro (Teatro della Torre Antica) con circa 500 posti per ospitare spettacoli teatrali e anche convegni nell’ambito del circuito turistico dell’Oltrepò, una struttura che sarebbe diventata sede di una enoteca permanente per i vini della zona (Enoltrepò) e un Auditorium, al piano terreno, con piazzetta ciottolata e piantumata destinato a feste ed eventi culturali, sociali, espositivi, per la valorizzazione delle produzioni agricole locali e di promozione del territorio. Il ritorno economico, previsto per arginare lo spopolamento delle zone marginali, si sarebbe stimato attraverso la creazione di lavoro, indotto ed eventi di alto richiamo culturale. Progettato da uno staff di quattro architetti, la struttura si sarebbe dovuta adattare alla realtà del borgo e alle caratteristiche degli altri edifici in pietra locale. Il 14 agosto 2009 fu inaugurata la posa della prima pietra del nuovo Teatro Auditorium alla presenza del sindaco Pier Achille Lanfranchi. Dopo i milioni di euro stanziati da Regione Lombardia (1,5 milioni) e Fondazione Cariplo (1 milione), il comune di Fortunago ottenne altri 996 mila euro dal Ministero delle Infrastrutture per il completamento dell'Auditorium. L'intenzione del Sindaco era quella di dare in gestione la struttura ad una fondazione alla quale sarebbero state chiamate a partecipare Regione, Provincia, Camera di Commercio, ente montano e fondazioni bancarie.

I lavori sarebbero dovuti terminare entro la fine del 2015. Così dichiarava il sindaco: "… abbiamo valutato gli scenari che abbiamo davanti, soprattutto i programmi futuri che ci porteranno ad avere una vetrina internazionale anche con l'accordo preso di recente con il Comune di Milano per Expo 2015…".

Expo è passata davanti ai nostri occhi, così come i 3 milioni e mezzo di euro e i sette anni e mezzo di tempo a disposizione: Fortunago ha ancora un cantiere aperto, non ha l'Auditorium, non ha il teatro della Torre Antica, non ha lo spazio espositivo Enoltrepò, non ha posti di lavoro in più, ma di una cosa sono certa: nulla ripagherà il danno paesaggistico causato al borgo di Fortunago.

Il film di Paolo Virzì "Il capitale umano", girato a Fortunago, aveva fra i suoi personaggi un cinico e competitivo magnate, "forgiato con la tempra di chi ha abbattuto ettari di bosco per costruire un impero economico, inno del malcostume e del cattivo gusto": che fosse un lontano presagio?

 

giift

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