Lunedì, 20 Gennaio 2020

La passione per il volontariato l'ha sempre avuta nel sangue, non a caso da anni è volontaria della Croce Rossa di Voghera. Da qualche tempo ha anche deciso di fare una esperienza all'estero, sempre per aiutare il prossimo. Michela Quaglini è partita per la Thailandia, a Mae Suai, nella nuova diocesi di Chiang Rai, a contatto diretto con i missionari del PIME: "Sono 29 villaggi di 2 etnie e ben 4 comunità formative (dislocate in tre luoghi diversi). Qui si è molto impegnati nel sostegno alla scolarizzazione dei bambini dei villaggi. Insieme ai bimbi disabili loro sono i veri custodi e animatori al centro della missione" spiega Michela. La situazione di chi ha una disabilità in questi villaggi non è certo delle più semplici, anche perché le strade di collegamento non facilitano i viaggi verso strutture ospedaliere e le case (palafitte in legno rialzate e servizi igienici inadeguati) rendono i disabili prigionieri nelle loro case. Molti bimbi poi possono frequentare la scuola solo grazie ad un servizio di scuolabus organizzato e sostenuto dalla missione. "Io durante il giorno – continua Michela - vado con le suore di San Camillo a visitare i poveri e gli infermi nelle loro capanne. La missione di Mae Suai si caratterizza anche per la presenza di una comunità di tre suore camilliane: la loro dedizione ed il loro carisma sono di esempio per molti, visto che si occupano di quasi 200 malati, con alcuni casi davvero pietosi di abbandono familiare. Ecco perché sono vicini a loro, agli anziani, ai sofferenti per lavare e fasciare loro le ferite, riassettare la casa, preparare un pasto decente, accompagnare all'ospedale e dare speranza e amore a chi si sente abbandonato nel momento di maggior bisogno". Una esperienza forte quella di Michela Quaglini, che sicuramente darà una svolta anche alla sua vita.

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Anche se non sono lo strumento più trendy per le nuove generazioni, i fiati restano una tradizione per la città di Voghera, che vanta un Corpo Musicale storico con quasi 130 anni di attività (certificati dall’archivio storico). Ha sede al 30 di via Covini ed è aperto a chiunque desideri imparare uno strumento, a chi vorrebbe riprendere un vecchio hobby lasciato nel cassetto, o anche solo per ascoltare della buona musica. A dirigerlo è il maestro e direttore Franco Garbarini.

Maestro, quando è nato il Corpo Musicale Città di Voghera? Ci racconti un po’ le origini e ci parli della sua formazione professionale…

«Le prime testimonianze, datate 1886, si trovano presso l’archivio storico del Comune di Voghera. In quell’anno veniva emesso il bando di concorso per la nomina del direttore della Scuola di Musica, al quale veniva affidato anche il compito di dirigere la banda. La banda rimane così legata alla Scuola di Musica fino al 1910, quando venne sciolta per dissidi interni. Rifondata l’anno seguente, fra varie interruzioni dovute agli eventi bellici, svolge regolarmente la propria attività fino agli anni ‘50.

Dopo qualche decennio di completo silenzio, in occasione del centenario dalla fonda-zione, nel 1989 ho proposto la creazione di un gruppo di strumenti a fiato, con l’intento di riprendere, sostenere e valorizzare la tradizione bandistica vogherese.

Dal 2002, con l’avvio dei corsi di orientamento bandistico, è nata la sezione giovanile del Corpo Musicale Città di Voghera, che si è affiancata ai veterani del gruppo, diretta dal Maestro Albina Sambusseti.

Oggi dirigo il Corpo Musicale Città di Voghera, costituito da circa 30 strumentisti di età compresa tra i 14 e gli over 70.

La mia formazione si è svolta presso il Conservatorio G. Nicolini di Piacenza. Dopo il conseguimento del diploma, ho fatto parte di varie orchestre sinfoniche e liriche e ho ricoperto l’incarico di docente presso la Civica Scuola di Musica a Voghera. 

Attualmente insegno alle scuole medie inferiori di Bressana Bottarone».

Quanti iscritti conta il Club?

«Il Club conta 50 iscritti, anche se solo 25 svolgono attività musicale e hanno seguito una formazione specifica».

Da chi è composto l’organico?

«Il Direttivo è composto da me sottoscritto (Direttore, Fondatore e Consigliere), Andrea Olezza (Vice Presidente), Maria Cristina Gangale (Segretaria e Consigliere), Dino Roccuzzo (Consigliere), Lucia Agnelli (Consigliere)».

A che pubblico vi rivolgete?

«Il nostro pubblico è vario. Quando partecipiamo alle parate, siamo molto seguiti dai sindaci, dall’Arma dei Carabinieri e da cittadini.

Quando organizziamo i concerti, il nostro pubblico è di vario genere, in prevalenza non giovane».

Ci sono anche giovani che si avvicinano alle vostre attività?

«Posso dire che siamo una banda composta da giovani, anche se attualmente stiamo passando un periodo un po’ morto, perché i giovani d’oggi si avvicinano molto poco agli strumenti a fiato….

è presente, a livello generale, una mancanza di cultura musicale, soprattutto a livello scolastico e accademico».

Che categorie comprende il vostro repertorio?

«Suoniamo marce da sfilata, marce militari, inni solenni, musiche religiose, trascrizioni di musica classica, colonne sonore, brani originali per banda, musica operistica, musica leggera».

è prevista una quota di iscrizione all’associazione?

«La quota associativa chiede un minimo di 5 Euro e permette di sostenere il Corpo nell’impegno musical-sociale. La stessa, inoltre, permette di partecipare alle attività, con l’opportunità di mantenere viva la tradizione musicale bandistica, poco nota in provincia».

Che corsi organizzate e come sono strutturati?

«I corsi (strumento flauto, clarinetto, tromba e trombone, bassa tuba, saxofono e percussioni ) prevedono una lezione settimanale, sia individuale che collettiva, che comprende teoria e pratica. L’associazione fornisce lo  strumento e l’intero materiale didattico. Alla fine del percorso, di durata triennale, è previsto un esame finale, che attesta l’entrata nel Corpo Musicale. In passato organizzavamo anche il saggio finale, anche se attualmente non lo stiamo più facendo per carenza di iscritti.

Si organizzano anche lezioni, concerti e workshop presso scuole di ogni grado, teatri e auditorium con lo scopo di far conoscere la banda, la musica e gli strumenti a fiato».

Dove vi ritrovate per le prove?

«Le prove si svolgono ogni mercoledì sera dalle 21:00 alle 22:30 presso la sede in Via Covini, 30».

Dove vi esibite e per quali eventi?

«Suoniamo ai carnevali, alle commemorazioni e valutiamo la partecipazione a eventi privati».

Tra gli eventi ai quali avete partecipato in passato in tema Oltrepò, quale ricordate con più affetto?

«Ricordo con piacere la partecipazione a una trasmissione tv su Antenna 3, nella quale eravamo gli unici musicisti a esibirci dal vivo».

Collaborate con le scuole vogheresi?

«In passato abbiamo collaborato con la Scuola Media Plana.

Attualmente, portiamo avanti l’attività con la Scuola Primaria di Rivanazzano Terme, sezione di Retorbido».

Eventi futuri?

«Abbiamo in programma la partecipazione alla Festività di Santa Cecilia, nel mese di Dicembre».

di Federica Croce

La Provincia di Pavia intende appaltare i lavori di messa in sicurezza della Tangenziale “Casteggio – Voghera”. Il termine per l’invio delle offerte è stabilito per il giorno 21 febbraio 2020 alle ore 11:00. La procedura di gara è individuata sulla piattaforma con il seguente codice ID 120294674

I lavori consistono in sintesi:

-          nella riqualificazione del corpo stradale;

-          nella rimozione e nella posa di nuove barriere di sicurezza, nella riprofilatura e nel consolidamento di cunette, banchine e scarpate stradali, nel rifacimento e nell’adeguamento della segnaletica, nel riposizionamento di guardrail esistenti e nella sostituzione di parti ammalo rate;

-          nel rifacimento di giunti di dilatazione in corrispondenza della testata dei manufatti;

-          nella realizzazione di gabbionate, quali opere di ingegneria naturalistica, per il miglioramento della scarpata stradale.

Il valore complessivo dei lavori è pari ad Euro 1.122.700,00 I.V.A. esclusa, di cui Euro € 1.090.000,00 soggetti a ribasso d’asta ed € 32.700,00 quali oneri della sicurezza (non soggetti a ribasso d’asta).

Durata dell’appalto: 120 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data del verbale di consegna.

Il contraente sarà individuato mediante una procedura di gara aperta con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

La documentazione posta a base di gara è liberamente disponibile sulla piattaforma S.IN.TEL. di Regione Lombardia.

Di Terapia del Dolore e di dolore cronico si parla ancora troppo poco, sottodimensionandone l'impatto sulla salute pubblica. Il seminario "Capire per curare – Medicina e Terapia del dolore: un percorso formativo", in programma per le ore 21 di mercoledì 22 gennaio presso la sede della Croce Rossa di Voghera, ha proprio l'obiettivo di promuovere la conoscenza e incentivare la diffusione di questo approccio diagnostico e terapeutico all'interno del mondo medico. Interverranno il dottor Cesare Bonezzi (consulente dell'Unità Operativa di Medicina del Dolore presso la Fondazione Maugeri di Pavia e tra i pionieri della Terapia del Dolore in Italia), la dottoressa Laura Demartini (responsabile del Centro di Terapia del Dolore di II livello presso il medesimo istituto), la dottoressa Chiara Bonezzi (founder di Ceoformazione s.r.l.) e il dottor Alessandro Rubino (medico chirurgo).

Organizzato dalla stessa Cri iriense in collaborazione con la onlus "Liberi dal dolore", Pavia Pain School e Ceoformazione srl, l'evento permetterà di esporre gli esiti del progetto "Rete Pavese del Dolore", che ha coinvolto 16 medici di Medicina Generale grazie al contributo dell'associazione "Liberi dal dolore". «I risultati – spiega in proposito la dottoressa Bonezzi – sono stati molto incoraggianti, forse superiori alle aspettative. Il percorso formativo, strutturato in blended learning, prevedeva la frequentazione di tre corsi online e due workshop pratici, nonché la creazione di una community 4.0 riservata ai partecipanti. Ai medici di base è stato chiesto di contribuire alla definizione di linee guida condivise, compito al quale si sono dedicati con entusiasmo. In otto mesi abbiamo riscontrato un tasso di presenza superiore all'80%, dato che con altre modalità di apprendimento sarebbe stato inimmaginabile».

Ora questa esperienza sarà presentata come modello replicabile. Sullo sfondo c'è l'esigenza di dare visibilità al dolore cronico, di cui la Medicina Generale è destinata a farsi carico. La legge 38 del 2010, "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore", rappresenta un grande risultato, limitato però dalla mancanza di una formazione specifica relativamente alla Terapia del Dolore. Da qui la necessità di costruire un gruppo di medici di Medicina Generale opportunamente formati. «La Terapia del Dolore, a differenza delle cure palliative, non tratta il malato terminale – precisa Bonezzi – ma ha lo scopo di aiutare chi soffre di alcune patologie ad avere una vita migliore. A volte riguarda casi semplici, come dolore articolare artrosico, tendinopatie, infiammazione dei legamenti, contrazioni muscolari. Situazioni comuni che impongono un maggior dialogo tra strutture ospedaliere e territorio: da qui l'esigenza di fornire ai medici di Medicina Generale una formazione specifica a livello di diagnosi e cura».

Contestualmente al seminario, al quale potranno partecipare liberamente tutte le persone interessate, sarà annunciato l'avvio di un corso specialistico di "Lingua inglese in emergenza urgenza", offerto gratuitamente da Ceoformazione al Comitato di Voghera della Croce Rossa. Le lezioni, in parte online e in parte frontali, avranno una durata complessiva di 16 ore distribuite in circa due mesi e andranno a formare un team di 20 soccorritori. «Padroneggiare l'inglese è oggi fondamentale per prestare un servizio di qualità – commenta Ondina Torti, presidente della Cri vogherese – perché non è così improbabile, durante l'attività di soccorso, dover utilizzare questo idioma per poter comprendere le esigenze delle persone assistite. Personalmente sono orgogliosa di presiedere uno dei primi comitati di Croce Rossa ad avviare un percorso di formazione linguistica per soccorritori. Sono infinitamente grata alla dottoressa Chiara Bonezzi, titolare di Ceoformazione, per la grande opportunità messa a disposizione della nostra realtà, oltre che a Michela Montagnoli, responsabile dell'area linguistica della stessa società».

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Da lunedì 20 Gennaio il Comune di Voghera potenzia l’attuale piattaforma che gestisce i pagamenti del Servizio di ristorazione scolastica. Il pagamento del buono pasto per gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado potrà avvenire, in aggiunta all’attuale sistema di ricarica con Carta Bancomat presso tutti gli sportelli del gruppo Intesa San Paolo, anche sulla piattaforma PagoPA. PagoPA é il sistema di pagamenti elettronici nazionale realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione secondo le direttive di AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Il sistema consente ai cittadini di pagare in modalità elettronica i servizi della Pubblica Amministrazione e garantisce al cittadino sicurezza e affidabilità nei pagamenti, semplicità nella scelta delle modalità di pagamento e trasparenza sui costi di commissione.

Il pagamento dei buoni pasto tramite PagoPA può essere effettuato secondo le seguenti modalità dal portale School Card (sul sito del Comune di Voghera www.comune.voghera.pv.it è disponibile il link per accedere al portale) o da una specifica applicazione per dispositivi mobili smartphone e tablet, scaricabile gratuitamente (APP Spazio Scuola): - ricarica tramite un pagamento online scegliendo tra i metodi disponibili (carta di credito, conto corrente o altri metodi). In caso di pagamento con carta di credito, dopo aver inserito i dati della propria carta, il sistema proporrà il prestatore di servizi di pagamento (PSP) che offre le condizioni più vantaggiose. In caso di pagamento con conto corrente, si dovrà scegliere la propria banca (se presente tra quelle proposte e accreditate da AgID) e poi seguire il percorso proposto. In caso di pagamento con altri metodi (es. Pay Pal, Satispay, ecc.) si dovrà scegliere tra i metodi proposti e poi proseguire il percorso proposto. - creazione di un “avviso di pagamento” contenente il codice identificativo del pagamento indispensabile per portare a termine la ricarica presso uno dei Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) dislocati sul territorio.

I PSP sono enti finanziari autorizzati da AgID per l’accettazione di pagamenti da parte dei cittadini, ad esempio Banche, Tabaccai, Ricevitorie SISAL, LOTTOMATICA, PAYTIPPER (il cittadino può utilizzare un qualunque PSP scegliendolo in base al costo di commissione più conveniente o alla ubicazione più comoda). Con l’avviso di pagamento sarà possibile pagare anche dal proprio internet banking, se abilitato ai pagamenti PagoPA. L’App Spazio Scuola è l’applicazione per dispositivi mobili smartphone e tablet scaricabile gratuitamente su App Store o Google Play, che consente la verifica della situazione dei consumi relativamente al servizio di ristorazione scolastica e i costi generati per uno o più figli contemporaneamente. Per utilizzare correttamente l’App Spazio Scuola è necessario: - inserire il codice di attivazione del Comune di Voghera: 8314051201 - essere in possesso delle credenziali di accesso fornite dal Comune Per ulteriori informazioni: Comune di Voghera Servizio Ristorazione scolastica tel. 0383/336424

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Il Circolo di Voghera del Partito Democratico conferma come candidato sindaco Ilaria Balduzzi.  "Si è conclusa mercoledì sera l’assemblea degli iscritti ed è stata ufficializzata la candidatura di Ilaria Balduzzi per il Partito Democratico. Pieno mandato a lei e alla segreteria - scrive Alessandra Bazardi segretario PD Voghera, Torrazza, Codevilla - per un confronto a 360° in tempi rapidi con le forze progressiste, democratiche e moderate sia politiche che civiche, il mondo dell’associazionismo e di categoria, comitati e movimenti per trovare punti di unione sul programma, che sia di vero cambiamento della città, supportato e condiviso da una coalizione amplia e inclusiva da opporre alla proposta populista della destra. È stata confermata la volontà di costruire un nuovo progetto attrattivo e al contempo è emerso il grande senso di responsabilità del partito nei confronti in primis della città e dell’elettorato del centrosinistra, che ci chiede a gran voce di far rinascere Voghera e quindi la decisione di farsi carico per l’ennesima volta di un passo di dialogo costruttivo atto a trovare una soluzione di unità programmatica. Differenziandosi da chi invece con personalismi e strappi si è dimostrato divisivo, ha posto veti e rotto la coalizione, senza mai fare passi avanti e confrontarsi umilmente. Il livello politico va alzato, va aperto il recinto in cui si rischia di chiudersi, riducendo il tutto a una contrapposizione in cui un metodo di selezione inclusiva e di apertura alla città come le Primarie rischia di diventare solo una sfida di consenso personale da mettere in bacheca. Chi ha l’ambizione di voler amministrare - conclude la Bazardi -deve anche capire quando è il momento di anteporre il bene della città al proprio a priori. Dialogo, dialogo, dialogo. Noi da domani parleremo e ci confronteremo con tutti coloro che lo vorranno. A partire proprio da chi lo ha interrotto.

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Nel gergo diplomatico, si definiscono dual-use quelle tecnologie (ma anche oggetti e sostanze) che insieme a una funzione del tutto pacifica presentano possibilità offensive. Ben lungi dall'investire solo i punti caldi dello scenario geopolitico mondiale, la tematica è anche riconducibile ai fatti di Quargnento, in provincia di Alessandria, dove lo scorso novembre tre Vigili del Fuoco persero la vita nell'esplosione dolosa di una cascina. Ed è sulla scia di questo tragico episodio che il Comitato di Voghera della Croce Rossa Italiana ha deciso di organizzare un momento di formazione ad hoc, pensato per consentire ai soccorritori di riconoscere i pericoli dovuti all'uso "improprio" di strumenti comuni.

Il seminario, intitolato "Eventi esplosivi e criticità del fenomeno dual-use", si terrà sabato 18 gennaio, dalle 9 alle 16, presso l'Aula corsi della sede Cri in via Carlo Emanuele III 22. «Oltre ai nostri soccorritori – spiega Tommaso Stoppini, che insieme a Chiara Fantin ha curato l'organizzazione dell'evento – abbiamo invitato a partecipare anche i Vigili del Fuoco e le forze dell'ordine. Purtroppo non è così remota la probabilità di imbattersi in situazioni di reale pericolo, come è avvenuto alla cascina di Quargnento - fatta esplodere dal proprietario dello stesso immobile con banali bombole del gas – ed è per questo che riteniamo opportuno acquisire nozioni utili sull'argomento».

Relatore dell'incontro sarà Stefano Scaini, specialista in materiali esplodenti con esperienza quasi trentennale e docente presso Nazioni Unite, Eurojust, Marina Militare Italiana, Polizia di Stato Italiana. «La sicurezza di chi, a titolo professionale o volontario, si occupa di prestare soccorso al prossimo – commenta Ondina Torti, presidente del Comitato vogherese della Cri – è un tema che merita la massima attenzione. Tante, troppe le insidie che si possono incontrare durante gli interventi: saperle identificare in anticipo è indispensabile per garantire la propria incolumità e quella dei colleghi. Ben vengano, quindi, seminari come quello in programma. Su questi temi la formazione non è mai troppa».

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Da qualche tempo nel dibattito pubblico locale emerge con regolarità la questione dei cinghiali, animali che di solito vivono nelle zone boschive ma che da qualche anno si inoltrano spesso nei centri abitati, attirando l’attenzione e causando frequenti incidenti, il Codacons Pavia , che offre a chiunque abbia subito danni a seguito dell'impatto con un cinghiale consulenza legale giudiziale e stragiudiziale ,scrive :"Aumentano gli avvistamenti di cinghiali appena fuori dal centro città di Voghera; intanto la polizia provinciale nella mattinata dello scorso giovedì è stata costretta ad intervenire abbattendo quattro animali di grossa taglia che si aggiravano in cerca di cibo attorno alle abitazioni di Lungavilla creando non poca apprensione tra gli abitanti. Ma a lievitare è soprattutto il numero degli incidenti automobilistici causati da questi animali; solo nel 2019 l'agenzia Unipol di Voghera ha registrato ben dieci incidenti, due sono, invece, le auto incidentate in corrispondenza della fine dell'anno.  I dati parlano chiaro, siamo di fronte ad una vera e propria emergenza. In caso di incidente  - conclude Codacons - i costi sono non indifferente tra i due e i tremila euro in base alla grandezza dell'animale contro cui si è andati a sbattere, Regione Lombardia copre il 75% dei danni causati alle auto con un massimo di 5mila e 500 euro, ma se non si è in possesso di una polizza kasco resta, come unica strada, quella di agire in giudizio" 

Il Codacons Pavia attraverso una nota stampa si dichiara : "Finalmente arriva il giro di vite sul gioco d'azzardo a Voghera. Il Comune intende dotarsi dall'anno prossimo di un regolamento stringente per ridurre le giocate che nel solo 2019 ammontano a 106 milioni di euro. Una crescita esponenziale: si è arrivati a questa cifra -scrive Codacons - partendo dai soli 33 milioni di euro spesi nel 2015. Il regolamento sarà armonizzato con quelli dei comuni limitrofi per una essenziale comunione di intenti. L'obiettivo è di evitare che i giocatori si spostino dalle sale da gioco di Voghera a quelle delle località vicine. Le linee guida del nuovo regolamento che l'amministrazione intende adottare sono svariate. Si va dall'aumento del controllo sull'utilizzo degli apparecchi da gioco, alla riduzione degli orari di apertura delle sale giochi e sulla loro dislocazione sul territorio, vietando che queste possano essere posizionate nel raggio di 500 metri dalle strutture cosiddette sensibili, in particolare le scuole, a una maggiore vigilanza da parte delle forze dell'ordine. Finalmente anche il Comune di Voghera si doterà di un regolamento anti slot. Si tratta di uno strumento fondamentale per la lotta e repressione del gioco d'azzardo e, seppur con colpevole ritardo, è un bene che il regolamento sia adottato con una particolare attenzione ad armonizzare le regole di tutti i comuni della provincia onde evitare comportamenti elusivi delle regole. Ora, dopo la firma del protocollo d'intesa, attendiamo la stesura e approvazione del regolamento. Sarà poi necessario vigilare affinchè il regolamento venga rispettato - conclude Codacons - invitiamo i cittadini a segnalare alle Autorità e al Codacons gli eventuali contravventori". 

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è passato circa un anno da quando Gianni Schiesaro, storico direttore della Fondazione Adolescere di Voghera, ha passato il testimone a Silvia Armandola. La neo direttrice racconta il primo anno al timone di una delle più antiche istituzioni dell’Oltrepò, nata nel 1870 come orfanotrofio maschile e femminile e dal 2003 trasformatasi in fondazione no profit. Ogni anno 3000 studenti passano per le sue strutture residenziali. Più di 200 ragazzi con le rispettive famiglie fanno parte del servizio di tutela ai minori, mentre una cinquantina è seguita in modo sistematico dai servizi di affiancamento o residenziali. Ci sono poi tra i 30 e i 35 giovani adulti con fragilità psichica compresi nel programma riabilitativo. Completano il quadro circa 200 giovani atleti circoscritti nell’ambito sportivo. Questi sono i numeri, oltre ai quali però c’è un interesse nei confronti del processo di crescita dei minori immutato negli anni al punto da essere ormai una vera e propria missione, quella di «rendere l’adulto attento alle problematiche adolescenziali per essere un adulto capace di relazionarsi con i minori, con i giovani».

Armandola, qual è lo scopo finale del percorso?

«Miriamo a rendere questi stessi giovani “imprenditori” del loro stesso futuro, tramite percorsi non di assistenza ma piuttosto di accompagnamento, in cui il rapporto tra ragazzi e operatori è simmetrico. Il tutto con una grande considerazione del territorio: non siamo un ente alienato ma ben inserito nel contesto comunale, provinciale e regionale. L’associazione si rivolge a ragazzi non ancora maggiorenni e a giovani adulti con problematiche psichiatriche tramite quattro aree di intervento: l’area minori, l’area psichiatrica, l’area scolastica e l’area dedicata al tempo libero».

Ci descriva il funzionamento di queste aree di azione.

«L’area minori consiste in un servizio di affiancamento alla famiglia: si occupa di minorenni che si trovano in condizioni familiari  problematiche, assistiti tramite un percorso di affiancamento – anche diurno –  o di residenzialità che sostenga la crescita di questi ragazzi; nonostante il nostro target principale sia costituito dai bambini, non dimentichiamo gli adulti: c’è anche un grosso impegno da parte degli operatori,che sono tutti educatori professionali, a sostegno delle famiglie stesse – chiaramente quando è possibile intervenire a questo proposito. Il servizio è accreditato presso l’ATS di Pavia e monitorato dai controlli della medesima agenzia. Per conto del comune di Voghera, invece, gestiamo un servizio di più recente attivazione, ossia di tutela dei minori, in cui operano più che altro assistenti sociali e psicologi, al fine di riconoscere i problemi interni a una famiglia, gestirli e risolverli. Vi è l’area psichiatrica, cosiddetta riabilitativa, in cui ci prendiamo cura di giovani adulti con problemi di tipo psichiatrico, appunto. Abbiamo un centro diurno e degli alloggi di residenzialità leggera destinati a persone che, dopo un percorso di cura, si sono stabilizzati dal punto di vista clinico e possono quindi vivere autonomamente ma sempre supportati dai nostri operatori».

La collaborazione con le scuole del territorio è un sodalizio che dura ormai da vent’anni...

«Esatto, da vent’anni è attiva l’area dedicata ai progetti per le scuole e con le scuole – dalle elementari all’università – le cui attività si svolgono nelle nostre sedi di Pietragavina, Romagnese e al Passo Penice. Per quanto riguarda soprattutto le elementari e le medie, quest’area educativa è trattata con l’uso di un sistema educativo che ha lo scopo di prevenire e intercettare fenomeni di bullismo, di esclusione rispetto al gruppo classe o difficoltà di comunicazione; in sostanza, il LARA: Laboratorio per le Aggregazioni e le Relazioni con gli Adolescenti. Il progetto, che per la classe ha valore curricolare, si svolge tramite uno stage di 3 giorni presso una delle nostre sedi, a Pietragavina oppure a Romagnese. I ragazzi sono entusiasti di tale iniziativa, in quanto viene vista come una “gita”: e lo è anche, ma accanto allo svago sono inseriti momenti di lavoro collettivo e cooperative learning, dove ognuno può dimostrare i propri punti di forza – che non sempre a scuola possono essere messi in risalto – in funzione del gruppo, a vantaggio di sé e della classe. L’esperienza è come un acceleratore dei processi relazionali: per questo lo proponiamo all’inizio della vita scolastica di un gruppo classe».

Da cosa è motivata la scelta di collocare nei due paesi ulteriori sedi? A che cosa è adibita quella a Passo Penice?

«Nel ’91 il presidente della Comunità Montana ci ha messo a disposizione la struttura di Pietragavina, che in quegli anni non veniva utilizzata, essendo a conoscenza del fatto che avessimo bisogno di una sede per dare il via ai nostri progetti scolastici. L’ubicazione è particolarmente favorevole in quanto ci ha permesso di sviluppare OltreLARA, progetto incentrato sulla sensibilizzazione al valore del territorio che procede di pari passo con il percorso di relazione interpersonale. Con la crescita di domanda ci siamo allargati anche a Romagnese, in cui abbiamo a disposizione anche un maneggio, valore aggiunto in quanto il cavallo è un ottimo attivatore di relazioni: non tanto per andare a fare equitazione, quanto per sviluppare un ulteriore livello di sensibilità di interazione, trasferibile  nel bagaglio di competenze che i ragazzi devono acquisire al termine dello stage».

A che cosa è adibita la sede collocata a Passo Penice?

«Abbiamo acquisito la Penicina perché, a fronte delle precedenti strutture dedicate ai più giovani, ne mancava una dedicata all’adulto studente universitario. E’ un complesso di tre residenze, dotato di spazi adibiti allo studio, ai pasti, all’amministrazione, il tutto immerso nella suggestione del parco della Penicina, frequentato specialmente da chi ha fatto del LARA in quanto metodo educativo l’oggetto dei propri studi. In questa stessa sede realizziamo anche della formazione residenziale per gli insegnanti, che possono usufruire della nostra offerta formativa, i cui corsi sono certificati dal MIUR».

La quarta ed ultima area d’intervento riguarda il tempo libero. Cosa proponete?

«Esatto: si declina in due pilastri principali che sono “Civica musica” e “Polisportiva”. Quest’ultima nello specifico riscuote molto successo, tant’è vero che speriamo di poter consolidare  il prima possibile le sezioni sperimentali che abbiamo istituito a Varzi e a Romagnese, con l’intento di creare una rete territoriale che tenga in contatto i comuni ma soprattutto i ragazzi. La disciplina scelta per Polisportiva è la pallavolo: presenta tutti i benefici di uno sport di squadra, è molto inclusiva, educativa e bilanciata tra i sessi. Polisportiva presenta parecchie squadre che competono anche in serie C; la componente agonistica, tuttavia, è inserita quanto basta a motivare. Non è l’aspetto dominante, anzi è nettamente subordinata allo scopo educativo e di iniziazione allo sport per cui si sono create le nostre squadre. Vogliamo che, nel gioco, i ragazzi trovino benessere. è da sottolineare inoltre la partecipazione energica e assidua dei genitori, alcuni dei quali si fanno carico della direzione delle squadre».

Sono già state pianificate novità nella programmazione Adolescere?

«Non abbiamo in mente, per ora, di attuare nuove iniziative che partano da noi. Tuttavia, siccome uno dei nostri obiettivi è di radicarci sempre di più nel territorio, siamo sempre molto disponibili nel partecipare o nell’accogliere eventi promossi da associazioni o unità locali, in modo tale da mettere a disposizione dei nostri giovani una gamma di opportunità il più vasta possibile».

  di Cecilia Bardoni

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