Venerdì, 10 Luglio 2020
 

OLTREPÒ PAVESE - «STRADELLA È PRONTA PER LA RIPARTENZA»

L’Italia faticosamente sta ripartendo. La curva dei contagi sta lentamente calando ed anche il numero dei decessi giornalieri si sta costantemente abbassando. Il Governo ha così deciso di permettere ai cittadini di poter uscire dalle proprie abitazioni e di poter riaprire le attività ormai chiuse da quel tristemente famoso 8 marzo. Naturalmente non si tratta di un “liberi tutti”: gli enti e le istituzioni invitano a rispettare rigidamente le norme di distanziamento sociale, onde evitare di dover far un passo indietro e riiniziare tutto da capo. Finché non si troverà un vaccino, il rispetto di queste indicazioni è l’unica via per poter tornare ad una vita abbastanza normale. Forti perplessità arrivano dai commercianti e dalle attività produttive che si trovano a dover riaprire dopo mesi di stop senza aver norme certe e indicazioni precise. In coro, da ogni parte d’Italia, chiedono un aiuto economico e fiscale da parte del Governo e delle amministrazioni locali, le quali si dovranno far carico di decisioni che saranno fondamentali per la ripresa economica e della sopravvivenza delle attività commerciali. A questo proposito abbiamo chiesto al sindaco di Stradella Alessandro Cantù quali sono stati i principali problemi che ha dovuto affrontare durante l’inizio dell’epidemia e quali soluzioni sta vagliando l’amministrazione comunale per preparare la città e il territorio a questa nuova fase.

Sindaco, Stradella come si è comportata durante l’emergenza coronavirus? Quali sono stati i problemi più importanti che ha dovuto affrontare?

«I cittadini di Stradella durante l’emergenza hanno avuto un comportamento che è diventato esemplare: certo, all’inizio abbiamo realizzato un lavoro importante per trasmettere a tutti la gravità dell’emergenza e la necessità di seguire alla lettera le regole. Dalla domenica in cui è iniziato il lockdown totale, anche grazie al grande dispiegamento di forze dell’ordine, siamo riusciti a indirizzare al massimo il comportamento di chi non aveva compreso o non si atteneva alle regole: questo è stato fondamentale per ridurre l’evolversi della curva dei contagi. Sempre in questa fase iniziale abbiamo dovuto affrontare il problema di dover informare in modo diretto l’intera popolazione: abbiamo messo in piedi un sistema informativo attraverso i canali web e le pagine social del comune con i quali siamo riusciti a comunicare in modo capillare e costante sul continuo evolversi della situazione e sulle ultime direttive che ci venivano inviate dalla Regione e dal Governo. In questa fase parecchi erano i fattori che cambiavano da un giorno con l’altro, come per esempio le autocertificazioni e i vari decreti che venivano varati anche in tarda serata, e quindi è stato molto impegnativo tenersi costantemente aggiornati in modo da poter dare una corretta informazione al cittadino».

Oltre alla grande paura presente in ogni singolo cittadino, quali altre preoccupazioni ha riscontrato?

«Sotto l’aspetto della sicurezza, una mano ce l’ha data anche la paura, che come sempre gioca un ruolo importante nella vita di noi tutti: quando i cittadini hanno capito che non si trattava di una semplice influenza ma che si poteva morire a causa di questo virus, è subentrata la paura e quindi anche una coscienza di controllo dei propri comportamenti che ha aiutato molto nell’autoregolamentare la singola persona. Un grande impegno è stato profuso da tutta l’amministrazione, in collaborazione con le forze dell’ordine, la protezione civile e i volontari, per far percepire un’elevata soglia di attenzione per garantire la salute pubblica. Un’altra preoccupazione che ho riscontrato nella popolazione è stato il senso di incertezza. Come si vede per esempio nei mercati finanziari e in altri settori, quando c’è l’incertezza è sempre più difficile capire come comportarsi. Quando subentrano le certezze, in questo caso le regole e la corretta informazione, ci si riesce ad organizzarsi e a reagire. Ho constatato insicurezza per quanto riguarda la riapertura delle attività, oppure su come poter andare a trovare i familiari o le persone più in difficoltà. Come comune abbiamo sempre cercato di dare una soluzione e di aiutare i cittadini in quelle situazioni in cui l’incertezza era data dalla carenza di regole».

Come reputa sia stata gestita l’emergenza sul nostro territorio? Secondo il suo parere quali sono state le eventuali lacune?

«Come sempre gestire un’emergenza non è una cosa semplice, altrimenti non sarebbe tale: c’è sempre una prima fase in cui è possibile prendere delle decisioni che possono rivelarsi sbagliate, ma bisogna essere in grado di poter corregger velocemente la situazione. Sul nostro territorio posso dire che nel complesso c’è stata una buona gestione dell’emergenza, anche se certamente nei primi giorni tanti erano i problemi e tanti erano anche i dubbi, soprattutto dovuti a ritardi nella comunicazione da parte di alcuni organi che potevano informare in modo più veloce e preciso noi sindaci. Inizialmente avevamo informazioni che non ci permettevano di essere totalmente sicuri delle decisioni che andavano prese, quindi la qualità e la velocità della comunicazione nelle fasi iniziali poteva essere certamente migliore. Però successivamente si è riusciti a gestire l’emergenza con buoni risultati. Una cosa molto positiva che ho riscontrato è il continuo interagire tra i sindaci del territorio, che si sono costantemente confrontati per capire insieme come poter intrepretare al meglio quelle numerose norme, non troppo chiare, e riuscire a garantire la migliore protezione per i nostri cittadini».

Ora siamo alla fase  definita dagli esperti la più importante e pericolosa: se in questo periodo verranno commessi passi falsi o gravi errori saranno i cittadini a subire forti conseguenze. Stradella è pronta?

«Ora entriamo in questa fase, quella che permetterà ai cittadini, in questo caso i miei concittadini, di dimostrare di essere responsabili e rispettosi del prossimo: adesso le regole sono abbastanza chiare, e non molto difficili da rispettare, e quindi se tutti faranno quello che ci è stato suggerito abbiamo la possibilità di tornare ad una vita sicura, anche se non da subito a quella a cui eravamo abituati a prima dell’epidemia. È chiaro che purtroppo c’è il rischio che qualcuno non rispetti queste regole e che questo possa causare un nuovo aumento nella curva dei contagi, costringendoci a prendere decisioni negative in futuro. Stradella è comunque pronta per la ripartenza, con controlli fatti non tanto per reprimere ma per spiegare le regole che dovranno essere rispettate per poter affrontare questa nuova fase».

I negozi e la maggior parte degli esercizi commerciali sono riaperti o si i stanno preparando alla riapertura, con grandi difficoltà si burocratiche che economiche. Devono sostenere importanti spese per riadattare i loro locali alle normative da poco emesse: per alcuni, dopo una chiusura di alcuni mesi, questo può essere motivo di non riapertura. Il comune come pensa di affrontare questa problematica? Quali aiuti è disposto a dare?

«Certamente chi avrà più difficoltà saranno quelle attività che solitamente prevedono contemporaneamente la presenza di più persone all’interno dei loro locali, come per esempio bar, ristoranti, negozi di abbigliamento o parrucchieri. Io penso queste attività sapranno reagire alla grande, perché anche in questo caso ciò che fa paura agli esercenti è il non sapere cosa e come fare.

Noi, come Comune, cercheremo di dare una mano a tutti, perché anche chi ha locali di piccole dimensioni deve essere tutelato e aiutato a ripartire. Con l’aiuto dei commercianti stiamo valutando diverse ipotesi per facilitare la riapertura, magari aumentando gli spazi a disposizione delle attività, ricordando chiaramente che l’obiettivo resta quello di garantire la salute pubblica evitando assembramenti».

In alcune città le amministrazioni hanno deciso di sospendere la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, per incentivare bar e ristoranti.  Il Comune di Stradella che decisione ha preso in merito?

«Certamente qualche misura importante verrà attuata. Veicoleremo anche le opportunità di bandi di Regione Lombardia che possono essere una mano tesa in questo momento».

Stradella è nota anche per le sue belle boutique: sono in grado di affrontare questa delicata fase, soprattutto in materia di distanziamento?

«Il distanziamento è alla base di questa Fase. Io sono sicuro che tutti i commercianti e gli esercenti sapranno far fronte a questo problema e saranno in grado di tornare a vendere, a sorridere e a far girare nuovamente l’economia di Stradella. Li vedo molto determinati e preparati; si stanno riorganizzando e vogliono solo sapere con certezza le norme da applicare».

Parliamo di famiglie: Stradella come sta intervenendo in aiuto dei nuclei familiari bisognosi?

«Giustamente non bisogna parlare solo di commercio: l’amministrazione è molto vicina ai suoi cittadini e in questo periodo di estrema difficoltà per una grande parte della popolazione, ha messo in campo delle misure straordinarie. Siamo riusciti a gestire velocemente i fondi che ci sono stati inviati. Già prima di Pasqua avevamo distribuito i buoni spesa in modo tale da non lasciare indietro nessuno, vagliando tutte le richieste e distribuendo contributi per nucleo familiare e pacchi alimentari, cercando di soddisfare tutte le richieste dei cittadini. Chiaramente non sono stati distribuiti soldi “a pioggia”, ma ogni richiesta è stata esaminata ed è stata soddisfatta nel modo più opportuno, con misure mirate al vero sostegno dei cittadini. A livello sociale abbiamo attuato anche aiuti per le donne in difficoltà, con centri d’ascolto; abbiamo ricevuto un grandissimo sostegno da parte di protezione civile e Croce Rossa Italiana per la consegna di spesa e farmaci a domicilio che venivano regolarmente a casa delle persone indisposte. Grazie ai volontari abbiamo avviato un meccanismo di consegna nominativa delle mascherine, permettendo di consegnarne undicimila personali».

Per quanto riguarda gli asili, la chiusura crea numerosi problemi alle mamme lavoratrici. Avete pensato a qualche soluzione per quanto riguarda gli asili nido e le ludoteche?

«Chiaramente in questa fase ci saranno chiaramente delle difficoltà per i lavoratori che hanno figli a casa. Come sappiamo il Governo dà la possibilità di richiedere, dove possibile, lo smart working alle persone che hanno figli minori di 14 anni. ».

Com’è cambiata la “macchina” burocratica del Comune in questo periodo?

«Prima si era abituati ad interfacciarsi di persona e quindi abbiamo dovuto rimodulare il sistema nel modo più funzionale possibile. Siamo riusciti a ricevere su appuntamento, nonostante la chiusura al pubblico degli uffici, e a garantire la corretta gestione delle attività comunali, come da regolamenti ministeriali. Ringrazio i dipendenti comunali per l’attività realizzata».

L’Ospedale di Stradella ha avuto un ruolo importante in questa emergenza….

«È stato fondamentale il supporto dell’Ospedale di Stradella che in questa fase ha ospitato diversi pazienti positivi. Vorrei fare un ringraziamento a tutti i medici, al personale sanitario (e non) che grazie alla loro preparazione e al loro sacrificio hanno permesso di uscire, per il momento, da questa fase inziale dell’emergenza ottenendo un risultato eccezionale in questo periodo. Ora l’ospedale sta tornando gradualmente alla normalità, riorganizzando i propri reparti e ripristinando le sue funzioni. Il presidio ospedaliero sul territorio è davvero importante a livello locale e provinciale».

Un messaggio ai suoi concittadini...

«Io abito vicino all’ospedale e, in questo periodo molto difficile, sentire arrivare un’ambulanza era come ricevere una pugnalata: ci sono stati giorni in cui ne passavano un numero esagerato. Ho sofferto veramente tanto e ho sentito, insieme alla mia giunta, il peso di tutte le mie responsabilità e di ogni mia decisione. Questo però ha rafforzato in me la volontà di essere sempre presente ed aver come obbiettivo principale la salvaguardia della salute dei cittadini: da lì bisogna partire per rialzarsi e riuscire a tornare una Città vicina ai cittadini, che saprà essere da traino per l’Oltrepò Pavese».

di Manuele Riccardi

 
 
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