Venerdì, 10 Luglio 2020
 

CASEI GEROLA - SOLIDARIETÀ DAI PRIVATI «GESTI CHE DANNO FORZA»

Nello scorso numero de “Il Periodico” abbiamo chiesto un contributo a quei sindaci che, nel tentativo (riuscito) di creare nuove esperienze di comunità in questi tempi di scarsa socializzazione, hanno pensato di distribuire gratuitamente a tutti i cittadini il pane. La scelta operata dal Governo è stata chiara: affidare ai sindaci, ossia ai rappresentanti istituzionali più vicini al territorio, il compito di affrontare le situazioni di disagio attraverso le articolazioni della macchina comunale. Ma i sindaci dei piccoli paesi conoscono bene la loro gente: in molti casi, con il massimo del tatto possibile, hanno affrontato le situazioni più delicate ricorrendo ad aiuti che andrebbero anche oltre le loro competenze. Nel rispetto delle persone, prima di tutto. Della loro riservatezza e della loro umanità. Ed è questa l’Italia che funziona: quella della solidarietà che non strilla. E che finisce dove c’è davvero bisogno.

Un’Italia che, questa volta, siamo andati a cercare a Casei Gerola. Uno di quei paesi (ma sono tanti) che durante l’emergenza ha saputo lavorare nell’unione. Fare comunità. Fin dai primi giorni dell’emergenza, come ci ha raccontato il sindaco Leonardo Tartara. «Avevamo avuto alcune avvisaglie del possibile problema alimentare legato all’emergenza Covid-19 prima della decisione del Governo di aiutare i comuni. Grazie ad alcune persone ed alla Parrocchia avevamo dato una mano in modo informale, decidendo poi di stanziare una piccola somma dal bilancio comunale. Dopo l’annuncio del Governo abbiamo confermato anche il nostro piccolo stanziamento e aperto una sottoscrizione che ha già raccolto una discreta somma composta  da alcuni grandi contributi e dalle donazioni di tante famiglie».

Gli aiuti alimentari si sono concentrati in particolare sulle famiglie in difficoltà: «Abbiamo dato in una prima fase pacchi di generi di prima necessità coinvolgendo i negozi di vicinato».

E a dare una mano al Comune sono arrivati anche componenti della società civile: qualche sera fa, dice il sindaco, «mi ha chiamato il presidente di una squadra di calcio locale informandomi della loro raccolta fondi a supporto delle iniziative sociali Covid del comune. Sono tutti gesti che danno forza».

Il coinvolgimento dei privati ha dato frutti anche in relazione alla fornitura di dispositivi di protezione individuale alla popolazione. «Anche per le mascherine, che abbiamo deciso di fornire lavabili e fatte da una manifattura in paese, abbiamo avuto il supporto di uno sponsor, un imprenditore».

Anche Casei è stato interessato dalla distribuzione del pane alla cittadinanza. Come spiega ancora Tartara, «due concittadini, Katia Mussinelli e Giuseppe Cutrano, che gestiscono il Forno Barbieri a Voghera, hanno proposto di donare una fornitura settimanale di pane per le persone in difficoltà; lo  hanno distribuito a quelle che hanno chiesto aiuto, più di 50 sacchetti a settimana. La Protezione Civile, che tanto ci ha aiutato anche in questo periodo, ritirando al forno ogni venerdì e i ragazzi della Consulta Giovanile lo hanno consegnato a casa».

«Il panificio di via Roma», aggiunge il sindaco, «ogni giorno dalle 12 regala il pane invenduto a chi lo chiede».

Le consegne domiciliari non riguardano soltanto il pane: «Inoltre Federico e Valentina, con Desy e Andrea insieme alla Consulta Giovanile, consegnano la spesa e i farmaci a casa delle persone anziane senza aiuto».

Il sostegno reciproco della popolazione non si limita all’emergenza alimentare. C’è chi si rimbocca le maniche anche per mantenere il paese in condizioni di decoro, in vista del ritorno alla normalità.

«I lavori di manutenzione del verde sono rimasti un po’ indietro: più di una persona, appena sarà possibile, si è proposta di dare una mano anche in aggiunta ai nostri volontari civici guidati da Massimo Orfano, sempre presente con Giovanni Ferrari». «Insomma», conclude Leonardo Tartara, «questo duro e triste momento ha dato modo alla solidarietà e alla buona volontà di manifestarsi». E se l’emergenza ha insegnato qualcosa, la speranza è che continuino a farlo.

 

di Pier Luigi Feltri

 
 
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