Venerdì, 03 Luglio 2020
 

VARZI - VALLE STAFFORA, GRANDI SPERANZE PER L’ESTATE

Un po’ tutta la Valle Staffora è interessata a quella che si suppone essere la tendenza della prossima estate, in quanto a vacanze: la ricerca di spazi di tranquillità e bel vivere, dove sia più semplice mantenere il distanziamento sociale rispetto alla città, e sia ridotto il rischio di trovarsi costretti in assembramenti, o semplicemente in luoghi troppo affollati. Questo potrebbe finire per tradursi in un doppio fenomeno. Da una parte, il ritorno alle seconde case; anche da parte di chi da tempo non le utilizzava più con regolarità. O delle nuove generazioni, che hanno ereditato alcuni di questi immobili, senza mai interessarsene; o addirittura considerandoli, fino a ieri, un peso da sostenere, anche economicamente. Costoro andrebbero ad aggiungersi a quanti, invece, non hanno mai smesso di amare e di visitare, anno dopo anno, le tante piccole, meravigliose località di cui è ricco questo lembo di territorio.

Dall’altra parte, chi una seconda casa non ce l’ha potrebbe ricercarne una in affitto, se intende passare fuori dalla propria città un periodo prolungato; oppure potrebbe rivolgersi ad alberghi, bed and breakfast, agriturismi. Non dobbiamo aspettarci flussi di persone incredibili, anche perché la capacità disponibile in termini di posti letto non è certo esagerata. Tuttavia, se è realistico pensare a un maggiore afflusso di persone nell’Oltrepò collinare e montano, occorrerà anche prevedere le esigenze tanto delle comunità nei loro confronti, quanto quelle che questi manifesteranno nei confronti delle comunità. Qualche esempio: se ci saranno più persone, ci saranno forse più file nelle ore di punta per gli accessi ai negozi. File che in qualche modo andranno gestite. In certe piccole località, una coda di 10/12 persone davanti a quello che magari è l’unico negozio del paese possono già rappresentare un problema per la viabilità, considerando anche la distanza alla quale le persone in fila devono mantenersi.

Oppure pensiamo alle comunicazioni digitali. Chi arriva dalla città è abituato a disporre di servizi internet efficienti, che quasi mai nei piccoli paesi dell’Oltrepò sono disponibili. Lanciamo un appello ai nostri politici: fate fronte comune, tenetevi aggiornati sul tema, punzecchiate chi può avere un po’ di voce in capitolo. È il rilancio del territorio ad averne bisogno. Ma non divaghiamo oltre: concentriamoci, questa volta ancora, sul benedetto turismo. Ricerchiamo un po’ di speranza, nelle parole dei sindaci della valle. Che su questo punto hanno le idee chiare. Iniziamo da Giovanni Palli, sindaco di Varzi

«L’emergenza epidemiologica ci ha imposto, in questi mesi, di ripensare stili di vita e di riannodare i fili delle nostre comunità locali pensando, ed ancor di più in questa nuova fase, ai più deboli ed alle nostre realtà commerciali e ricettive che stanno soffrendo una importante crisi economica e sociale alla quale come comune di Varzi e Comunità Montana stiamo rispondendo con misure concrete ed un dialogo costante con gli operatori del comparto commerciale e turistico ricettivo oltre ad un concreto sostegno alle famiglie più in difficoltà. In questa cornice, ed in attesa che il governo chiarisca e semplifichi le misure a sostegno di cittadini ed imprese, ci muoviamo e proiettiamo il nostro sguardo, con ottimismo, all’imminente stagione estiva».

Opportunità da sfruttare per l’Oltrepò?

«Le grandi emergenze, almeno da un punto di vista strettamente turistico, rappresentano un’opportunità per rafforzare l’idea di territorio e turismo che abbiamo in mente ovvero un territorio ed un turismo slow che valorizzi la propria biodiversità e le comunità locali con le proprie peculiarità ed autenticità. Immaginiamo, ed in questo il nuovo scenario post Covid-19 rappresenta un’opportunità, un territorio in grado di ospitare per periodi più lunghi le persone garantendo una completa integrazione nelle nostre comunità e fornendo loro la possibilità di far scoprire il bello e buono dell’Appennino Lombardo. In questo senso, puntando su tesori medievali, biodiversità, vie storiche e sport all’aria aperta, come Comunità Montana e Comune di Varzi abbiamo messo in campo diverse iniziative che saranno fruibili già da questa estate a partire dalla riqualificazione in Varzi delle strutture dedicate al fitness ed al campo di basket, passando per l’aggiornamento dell’App “I sentieri dell’Oltrepò Pavese” che ci permetterà di costruire una community degli escursionisti del nostro territorio e condividere i migliori percorsi ed immagini, fino ad interventi puntuali di pulizia ed accessibilità delle reti escursionistiche dell’area montana del nostro territorio. Inoltre, proprio per far fronte alle necessità che il distanziamento sociale ha imposto, abbiamo in corso da mesi un efficace confronto con tutte le parti del comparto turistico-ricettivo del nostro territorio e, insieme a loro, abbiamo deciso di agevolare quanto più possibile questa ripresa mettendo a disposizione gratuitamente tutti gli spazi esterni che saranno necessari per permettere loro di mantenere i coperti che, giocoforza, sarebbero diminuiti dalle limitazioni per la sicurezza previsti dal Governo. Sempre in merito al comparto turistico - ricettivo, ci tengo a ricordarlo, questo e il prossimo anno vedranno l’avvio di nuove start up ed il rinnovamento di molte realtà turistico ricettive del territorio, alcune di queste finanziati grazie alle misure previste da Regione Lombardia a sostegno dell’imprenditorialità della nostra area, che ci permetteranno di offrire al turista un volto nuovo anche della nostra offerta sempre più in linea con le vocazioni del territorio e sempre più vicine alla domanda di un turismo esperienziale rivolto ai luoghi ed agli elementi distintivi del nostro Oltrepò. Noi siamo consapevoli delle complesse ricadute che l’emergenza epidemiologica sta causando anche sul nostro territorio, ma siamo altrettanto pronti ed operativi a cogliere le opportunità di uno scenario di sviluppo territoriale e turistica che rafforza il nostro percorso verso un turismo lento, consapevole ed integrato con le comunità locali. Le prime sollecitazioni ci fanno ben sperare e, come anticipato, siamo pronti non solo ad accogliere turisti, ma a costruire con loro un patto di comunità che li faccia ritornare e, perchè no, vivere dei periodi prolungati durante l’anno grazie alle sempre più diffuse politiche di smartworking».

Seconde case. Potrebbe esserci un ritorno al loro utilizzo anche da parte delle seconde generazione dei proprietari?

«Le seconde case rappresentano una consistente realtà del nostro territorio e rappresentano un tangibile legame affettivo con il nostro appennino da parte di chi, per vari motivi, abita e vive fuori. Voglio, prima di tutto, ringraziare tutti gli amici dell’Oltrepò Montano per aver rispettato diligentemente le disposizioni di Regione Lombardia e Governo anche quando il lockdown cittadino era più opprimente. In seconda battuta però, proprio con loro e con chi avrà interesse a vivere per il periodo estivo insieme a noi, vogliamo fare un patto più solido e di lungo periodo che resista anche oltre l’emergenza e che ci permetta di disegnare tutti insieme un futuro diverso per il nostro territorio attivando una fidelizzazione maggiore e più costante nel tempo sia nella vita quotidiana di comunità sia nella valorizzazione dei prodotti e delle proprie realtà nei luoghi dove, nel resto dell’anno, si vive e lavora abitualmente. Più che di incentivi, vogliamo garantire servizi a tutti quelli che vogliono ritornare a vivere l’Oltrepò Montano sia garantendo più opportunità di svago sostenibile sia mantenendo servizi per giovani famiglie e lavoratori durante tutto l’anno al fine di convertire le seconde case in case sempre più vive e frequentante durante tutto l’anno. L’evoluzione dei tempi e le modalità di vita e di lavoro, che questa emergenza ha accelerato, ci fa guardare con forza in questa direzione e noi, certamente, faremo la nostra parte!».

di Pier Luigi Feltri

 
 
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