Mercoledì, 08 Luglio 2020
 

VOGHERA - IMPIANTO BIOGAS «QUESTI IMPIANTI DOPO DUE ANNI POSSONO TRATTARE RIFIUTI E FANGHI»

Dopo il polverone sollevato dalla notizia, resa pubblica dalla stampa, dell’esistenza di un progetto per la realizzazione di un impianto a biogas nel territorio di Campoferro, a Palazzo Gounela pressoché tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, si sono compattate intorno alle ragioni del “no”. In molti però si interrogano sul ruolo del Comune di Voghera nella vicenda. Il sindaco Carlo Barbieri, chiamato in causa dalla ditta proponente che afferma di aver ricevuto nove mesi fa un suo parere positivo, nega di averlo concesso. In molti, dato che l’iter autorizzativo sembrerebbe già a un passo dall’approvazione (possibile data il 16 giugno, giorno della conferenza dei servizi decisiva), ci si chiede come sia possibile che l’Amministrazione possa essere stata bypassata. A spiegarci quanto accaduto è il presidente del consiglio comunale Nicola Affronti, UDC.

Affronti, come poteva il Comune di Voghera non sapere che sul proprio territorio sarebbe potuto sorgere un impianto di quel tipo?

«Facciamo chiarezza su questo punto: l’iter burocratico prevede che sia la Provincia l’ente a cui fare richiesta, che successivamente in qualità di ente autorizzatore è obbligata a coinvolgere gli attori del territorio, come Comune, ATS, Vigili del fuoco, ARPA affinché tutti all’interno della Conferenza dei Servizi possano  esprimere il proprio parere. è assolutamente “normale” quindi che il Comune di Voghera non ne fosse a conoscenza prima che la Provincia accogliesse e protocollasse la richiesta del progetto. Peraltro il Comune sul cui territorio verrebbe realizzato tale impianto, deve solamente esprimere un parere non vincolante per l’ente autorizzante in sede di conferenza dei servizi. Il Comune di Voghera, pertanto, non ha potere decisionale in merito al rilascio dell’autorizzazione, ma può solo esprimere le valutazioni tecniche richieste dalla Provincia».

Quando avete saputo di questo progetto?

«Era il 6 marzo quando la Provincia ha scritto al Comune informandolo, annunciando contestualmente una Conferenza dei Servizi  per il  28 aprile successivo».

E in quella sede che parere avete espresso?

«Contrario, per voce dell’assessore all’ambiente Simona Panigazzi (UDC) che aveva ricevuto la delega dal Sindaco a rappresentare il Comune e che, da subito, aveva sposato il parere negativo dei suoi uffici».

Eppure dal settore urbanistica sarebbe arrivato un parere favorevole. è vero?

«Il settore urbanistica ha espresso un parere puramente tecnico, come hanno fatto gli altri uffici: ha cioè evidenziato che, in linea teorica, vista la presenza di un’area industriale e di un Pgt che lo consentono, l’impianto avrebbe diritto di insediarsi in quell’area. Questo però non ha niente a che vedere con il parere del Comune sull’impianto che è, lo ribadisco, negativo, ed è basato sul parere dell’ufficio Ambiente del Comune che ha espresso forti riserve per le criticità che un impianto di quel genere potrebbe far sorgere. Il Parere negativo di tutto il Comune sarà ribadito e presentato in conferenza dei servizi il 16 giugno».

A chi accusa il Comune di poca trasparenza cosa risponde?

«La considero pura diffamazione. Noi gruppo UDC, da subito abbiamo espresso con le nostre dichiarazioni parere contrario al progetto, respingiamo al mittente anche le affermazioni infondate e nelle quali si dice che abbiamo “sfruttato” questo periodo di emergenza sanitaria per ritardare ogni decisione in merito. Mi permetta di aggiungere con un certo orgoglio che noi gruppo UDC abbiamo fatto da apripista e siamo felici che gli “altri” ci abbiano seguiti, anche chi ha deciso di cavalcare l’onda… questo a riprova di quanto l’ambiente e la salute dei cittadini ci stia a cuore, non a caso proprio 4 anni fa, con tutte le diversità del caso, eravamo a protestare in prima fila contro l’inceneritore di Retorbido».

Entriamo nel merito del progetto. Siete contrari perché?

«Molte ragioni. Innanzitutto la localizzazione infelice, nei pressi di un quartiere residenziale dove risiedono anche molti bambini, oltre ad un importante centro per “diversamente abili” denominato “Don Guanella” e ad una clinica veterinaria molto frequentata. C’è poi la vicinanza con la Cameron Grove, principale azienda cittadina che occupa oltre 400 dipendenti. Cameron che ha inviato una pec al Comune dove esprimeva le sue forti perplessità sul fatto che un impianto di quel tipo dovesse sorgere proprio di fianco a loro con le problematiche che potrebbe portare. Vorremmo poi evitare che, scaricando le acque dall’impianto, si rischi di danneggiare le falde acquifere, in considerazione che quell’area non esiste neppure la rete fognaria. L’area dell’impianto poi non presenta un parcheggio per autotreni sufficiente a gestire il volume degli automezzi che si accumuleranno in quella zona. C’è poi il capitolo odori: non è detto che, per quanto i valori di dispersione indicati rispettino i limiti di legge, il problema non si ponga. In generale poi, Voghera è già sottoposta a stress ambientale a causa di odori molesti di altre ditte, anche derivanti dallo spandimento dei fanghi, o da insediamenti quali Recology (che stiamo risolvendo in questi mesi con lo smaltimento). In sostanza, si va incontro a tutta una serie di disagi a fronte di meno di dieci posti di lavoro».

Il vostro timore più grande oltre alle motivazioni espresse?

«Il nostro timore è che, come è già successo in altre realtà di questo tipo, ad esempio in Lomellina, si vada ad implementare l’impianto per trattare rifiuti umidi o fanghi agricoli. è noto che questi impianti, dopo due anni di operatività possono, previo consenso provinciale, essere ampliati e cambiare “alimentazione”».

ASM Voghera però sembrava inizialmente aver espresso un parere positivo, è così?

«Assolutamente no, la vicenda è stata strumentalizzata ad hoc. ASM Voghera SpA era stata informata dal Vice Presidente Paolo Affronti (UDC) che il giorno dopo si sarebbe tenuta la conferenza dei servizi e, da subito, si è espressa in senso contrario comunicandolo anche alla sua controllata “Reti di Voghera” che ha dato parere positivo alla semplice richiesta della ditta proponente di allacciamento alla rete, dichiarando però di non pronunciarsi su altre valutazioni. Il tutto è stato inteso come parere favorevole sull’impianto. Non sono bastate smentite a profusione del presidente, del vicepresidente e dell’amministratore delegato».

Prossimo step conferenza dei servizi del 16 Giugno. Possibili scenari?

«La Provincia ha ritenuto da subito di fare approfondimenti e senza il nostro parere negativo, avrebbe potuto approvare da subito il progetto. Ora sarà nostro impegno dare un “mandato forte” all’assessore Panigazzi che in quella sede rappresenterà non solo il parere tecnico negativo al progetto, ma anche tutta la parte politica che coesa dice no. Il timore potrebbe essere quello che la Provincia possa dare l’autorizzazione all’impianto magari per evitare possibili ricorsi da parte della proponente».

In quel caso?

«In quel caso credo che i vari rappresentanti delle forze politiche locali che hanno rappresentanti in provincia, credo che dovranno rendere conto ai cittadini, se non faranno sentire la propria voce contraria anche in quella sede»

Tutti compatti intorno al No senza distinguo, quindi?

«Direi proprio di sì, anche se c’è chi, come ad esempio il PD, per cercare visibilità elettorale, cerca capri espiatori come se non avesse rappresentanti in Provincia, oppure chi esprime posizioni ambigue, come Legambiente, che inizialmente a livello provinciale aveva espresso parere favorevole salvo poi aggiustare il tiro a livello locale. Mercoledì 27 Maggio in consiglio comunale verrà discusso l’ordine del giorno di cui sono primo firmatario, sottoscritto da 6 consiglieri di maggioranza tra cui i consiglieri UDC (Nicola Affronti, Elisa Piombini e Daniela Galloni) e di altri gruppi (Sandra Tassisto, Simone Algeri e Laura Ferri), con il quale il Consiglio comunale della Città esprimerà il proprio dissenso all’impianto ed impegnerà il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente Simona Panigazzi a confermare il parere negativo già espresso. Gli enti pubblici parlano per atti, questi sono i nostri atti concreti per evitare che sorga questo impianto».

 di Silvia Colombini

 
 
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