Giovedì, 02 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA - «LA LEGA HA IL RUOLO IMPORTANTE DI TENERE UNITA LA COALIZIONE»

Dopo l’esperienza nella lista “Cambiamo con Toti”, Vittorio Pesato è tornato nella “casa” politica che, per storia e curriculum, gli è più congeniale: Fratelli d’Italia, un partito che a Voghera si candida a giocare un ruolo da protagonista, soprattutto dopo l’ingresso in squadra dell’ex “super-assessore” Marina Azzaretti, defenestrata alcuni mesi fa dal direttivo di Forza Italia.

Pesato, le elezioni comunali di Voghera slitteranno quasi sicuramente per via dell’epidemia in corso. Più tempo per tessere, valutare e decidere strategie. Qual è la sua opinione in merito alla destra cittadina, correrà unita oppure la Lega avrà un suo candidato?

«La Lega ha un ruolo importante, prima di tutto tenere unita la coalizione. Si deve arrivare ad una sintesi vincente e soprattutto in questo periodo dare senso di unità di progetti e senso delle istituzioni. La destra ha donne e uomini sia del partito che della società civile in grado di candidarsi ad essere forza di governo».

Lei e stato il “padrino” vogherese della lista “Cambiamo con Toti”, appoggiata da Delio Todeschini e da altri politici vogheresi provenienti dalla destra vogherese. Com’è la situazione in quella lista oggi?

«Delio è una persona serie e moderata, sono convinto che sia la persona giusta per dar vita ad un progetto civico di forte aiuto alla coalizione».

Come mai la scelta di “rientrare” in Fratelli d’Italia?

«Io sono sempre stato a destra, con in mente l’idea di una grande destra di governo. Il PDL fu una grande opportunità, fatta arenare da leader troppo paurosi di gestire l’orticello senza rendersi conto che stavano già in un grande e disteso campo. Fratelli d’Italia ha oggi la grande opportunità di riunire il centro destra diffuso in unico progetto come forza di governo e di alternativa alle euro-sinistre».

A tal proposito cosa ne pensa della scelta di Marina Azzaretti di unirsi a voi?

«Marina è un amministratore navigato ed esperto. “Voghera” è la prima parola che gli esce dalla bocca ogni volta che parliamo, per cui per un progetto di governo sarebbe un innesto importante. Credo che chiunque voglia mettersi in gioco per Voghera debba seguire la strada di Fdi».

ASM: concorda con la modifica del Cda e le nuove nomine?

«Non seguo da vicino questa vicenda ma sono sicure che saranno state oggetto di riflessioni da parte della politica locale. Non mi piace dare giudizi su ciò che legittimamente fanno i vogheresi».

In Oltrepò oggi c’è un politico di riferimento un erede di Abelli o di Alpeggiani?

«Non credo all’eredità politica, ci saranno nuovi futuri leader. Ci vorrà tempo e intelligenza ma come sempre nella politica gli spazi vuoti si riempiono e si riempiranno».

Elena Lucchini (Lega) e Cristian Romaniello (M5S) sono i due rappresentanti oltrepadani a Roma. Il lavoro di questi due politici a Roma ha portato benefici in Oltrepò?

«Sicuramente si danno da fare. L’Oltrepò oggi ha bisogno di ascolto e velocità non di diktat e soloni. L’Oltrepò è un territorio fantastico e complesso che ha bisogno di molta attenzione e di scelte importanti per la rinascita infrastrutturale, idrogeologica e un rilancio del comparto vino». 

Giovanni Palli, sindaco di Varzi e Presidente della Comunità Montana, può essere il nuovo punto di riferimento della valle Staffora?

«Sicuramente il ruolo che ricopre gli può dare il giusto spazio. Sta a lui costruire bene il tavolo delle alleanze».

Scandalo del vino: tanti sapevano  che la cosa era reiterata e diffusa. La politica “non sapeva nulla” e questi politici di lungo corso che ora danno ricette sul vino.... Dove erano?

«Gabriel Garcia Marquez: cronaca di una morte annunciata. Andava fatto un nuovo progetto industriale aiutando parallelamente le aziende più virtuose. Speriamo per il futuro».

Durante la sua campagna elettorale ha battuto tutto l’ Oltrepò pavese. Terra che conosce molto bene... Perché il turismo in Oltrepò non riesce a decollare?

«Perché se da Milano non hai strade adeguate difficilmente arrivi in Oltrepò e soprattutto troppe Doc e Docg. Oltrepò è prima di tutto terrà del Pinot Nero, tra l’altro un vitigno fantastico sia sul rosso che sul metodo classico. La Franciacorta ha 1800 ettari di superficie vitivinicola coltivata, l’ Oltrepò 13.500 ettari. Loro hanno autostrade e ponti, noi abbiamo il ponte della Becca e non abbiamo la Broni-Mortara».

di Silvia Colombini

 

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