Giovedì, 20 Febbraio 2020

GODIASCO SALICE TERME - CONCORSO VIGILI, GESTIONE DELLA BOCCIOFILA E RISCOSSIONE TASSE COMUNALI : UN CONSIGLIO CALDO MA NON INFUOCATO

Un consiglio caldo ma non infuocato, quello che si è tenuto lunedì 20 gennaio a Godiasco. L'ordine del giorno prevedeva tre argomenti sollevati dal gruppo di minoranza: il concorso per l'assunzione di due agenti di polizia locale, la riscossione dei tributi locali e la gestione del bocciofilo.

Ma già nelle primissime battute, durante l'approvazione dei verbali della seduta precedente, si sono verificate le prime scaramucce fra il sindaco Riva e il capogruppo di minoranza Luca Berogno. Quest'ultimo non aveva digerito alcuni passaggi del verbale relativo alla vertenza che oppone l'amministrazione comunale alla Fondazione Varni Agnetti.

Il sindaco, contrariato per l'assenza della minoranza nella seduta citata (Riva: "Era quella la sede in cui discuterne - Berogno: "Il Consiglio è stato convocato per le 18.30, alcuni sono a lavorare"), ha confermato il desiderio di incontrare il presidente della fondazione. Incontro che Riva avrebbe richiesto già dallo scorso 15 ottobre. Berogno ha ribattuto che è difficile parlare di "dialogo" quando c'è un ricorso pendente al TAR. Il sindaco ha manifestato la disponibilità dell'amministrazione a ritirare il ricorso se ci sarà modo di trovare un accordo.

Successivamente la discussione si è spostata sul concorso per l'assunzione di due agenti di polizia locale, conclusasi con l'effettiva entrata in servizio di un solo nuovo dipendente.

La minoranza ha contestato il fatto che si siano svolte tre prove d'esame e non due, come pareva indicare la delibera di giunta n. 81/2019. Inoltre, ha chiesto con quali criteri siano stati giudicati i candidati, e se fossero state predisposte griglie di valutazione. A non convincere l'opposizione era il fatto che, su 45 candidati, uno soltanto fosse giunto con successo alla fine della proceduta. Infine, una battuta al vetriolo: "Ci dispiace per l'esito negativo per il figlio del vicesindaco, che aveva superato brillantemente le prime due prove..."

Berogno si riferiva alla questione, già sollevata in precedenza, per la quale il gruppo di minoranza aveva chiesto le dimissioni del vice sindaco Luisella Piedicorcia.

La richiesta della minoranza, messa successivamente in votazione, era quella di istituire una commissione d'indagine sul concorso.

Sul primo punto il sindaco ha ribattuto che la Giunta ha soltanto dato un indirizzo, demandando al segretario comunale la stesura del bando. Sul secondo punto, dopo aver precisato che soltanto 22 candidati sui 45 idonei si sono presentati a sostenere le prove, ha chiesto: "Se 21 su 22 non sono risultati idonei, bisognava per forza prendere il secondo in graduatoria, anche se non idoneo"?

Per quanto concerne i criteri, ha risposto alla domanda il segretario comunale, dott. Giovanni Genco, il quale ha svolto anche il ruolo di presidente di commissione nel concorso in oggetto. Il funzionario ha spiegato che sono disponibili sul sito internet del comune le documentazioni relative al concorso, e ha rilevato che il candidato risultato vincitore rappresenta un profilo di eccellenza. Quanto alla mancanza di un secondo profilo idoneo, riferendosi alla valutazione della commissione ha precisato: "Non ritengo siamo stati troppo 'cattivi', nella media di tutti i concorsi. Poi ognuno può verificare gli atti".

Il sindaco ha accusato la minoranza di mettere in discussione l'operato della commissione e in particolare quello del presidente. Ruolo che, come detto, è stato impersonato dal segretario comunale. "Allora non dobbiamo preoccuparci di un giorno – quello del concorso – ma di tutti gli altri 364, quelli in cui il segretario riveste il ruolo di esperto legale del comune! Dobbiamo dire che abbiamo dei dubbi sul segretario".

"Certo", ha risposto Berogno, "sull'intero concorso".

"Bene", ha chiosato il sindaco, "ne prendiamo atto. Se mettiamo in dubbio la commissione, la chiudiamo qui (...). Ci dobbiamo fidare delle chiacchiere del bar invece che del nostro esperto legale?".

La votazione circa l'istituzione della commissione si è conclusa con il voto a favore dei tre consiglieri proponenti l'istanza (Berogno, Deantoni e Frattini), con l'astensione del consigliere Bina e con il voto contrario della maggioranza. Mozione respinta.

Punto successivo: relazione del sindaco sulla situazione al 31 dicembre 2019 del pagamento della tasse comunali TARI e IMU relative agli anni dal 2013 al 2019. Su invito del sindaco è intervenuto il responsabile del Servizio Tributi, Emiliano Zorzoli, il quale ha manifestato perplessità per l'argomento, precisando di essere a disposizione in qualunque momento per fornire ogni tipo di assistenza, senza la necessità di sollevarlo in Consiglio Comunale. Ha poi fornito ai consiglieri alcune tabelle riepilogative con i dati richiesti, illustrando i risultati raggiunti in termini di riscossione. Ha rilevato tuttavia che su 1 milione di euro IMU versati dai cittadini al Comune di Godiasco, 250mila euro vengono ogni anno richiesti dallo Stato per il fondo di solidarietà intercomunale. Lo stato trattiene anche l'IMU riscossa per i fabbricati di categoria D (circa 200mila euro).

L'ultimo punto all'ordine del giorno riguardava la situazione del bocciofilo "Fontana". La minoranza chiedeva se fossero stati ultimati i lavori. Su questo punto i toni si sono alzati: Berogno e compagni hanno rilevato che i lavori si sarebbero dovuto terminare entro il 31 dicembre, mentre la conclusione effettiva è avvenuta soltanto il 7 gennaio.Riva ha spiegato che il 27 dicembre il direttore dei lavori ha rassegnato le dimissioni. L'ufficio tecnico comunale ha provveduto a sospendere i lavori, spiegando che si tratta di una figura obbligatoria.

Berogno ha ribattuto che questa figura sarebbe necessaria solo in presenza di interventi su strutture portanti o di riqualificazione energetica, e quindi non si doveva procedere alla sospensione, dato che non si era in presenza né dell'uno, né dell'altro caso. Il sindaco ha risposto con fermezza che non è così, serve sempre il direttore lavori, a meno che non si tratti di una semplice comunicazione. "L'ufficio tecnico ha preso atto della rinuncia del direttore dei lavori e ha intimato la sospensione dei lavori fino a nuova nomina". Il nuovo direttore è stato nominato il 3 gennaio e il 7 gennaio è arrivata la conclusione. Ha aggiunto che i giorni nei quali i lavori risultavano sospesi sono stati computati nel calcolo del termine da fissare per la fine lavori. Con questo parametro i lavori si sarebbero conclusi nei tempi corretti. Il sindaco ha inoltre dato lettura del verbale redatto dal responsabile dell'ufficio tecnico, geometra Franchini, nel momento dell'ispezione per la verifica dell'effettiva fine dei lavori (9 gennaio). Il geometra del comune ha verificato che i lavori sono stati effettivamente finiti.

Berogno è rimasto di diverso avviso. "Io non avrei scritto il bando così", riferendosi al termine del 31 dicembre: "Così si crea un precedente".

Il sindaco ha accusato la minoranza di criticare l'operato della giunta solo perché l'affittuaria del bocciofilo, Veronica Fiori, faceva parte dell'amministrazione comunale.

Esaurita la discussione, il consiglio si è concluso intorno alle 23. Al di là dei temi trattati e delle posizioni fra le parti in causa – che restano divergenti – dalla seduta è emersa la stretta unità di vedute fra la giunta comunale e la macchina burocratica, rappresentata dal segretario comunale e dal responsabile dei servizi finanziari, chiamati dal sindaco a confermare le tesi illustrate. Resta ancora da mettere il punto finale sulla questione "Varni-Agnetti", per la quale si attendono sviluppi.

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