Lunedì, 20 Gennaio 2020

CASTEGGIO - «VIA MARCONI TERRA DI NESSUNO: UN DELIRIO NOTTURNO E SERALE»

Cattivi odori che provengono dal Rile, mancanza di parcheggi, maleducazione dei clienti del bar, automobilisti che sfrecciano a velocità assurde. «Via Marconi è una specie di giungla e il Comune si è dimenticato di questa zona della città». A parlare è Luca Nascimbene, 21enne casteggiano che alle scorse elezioni era candidato consigliere comunale con il Movimento 5 Stelle. Si definisce scrittore e poeta, occasionalmente giornalista, collaboratore di giornali locali. Vorrebbe cambiare la sua città, partendo dall’analizzarne i problemi.

Nascimbene, cosa accade in via Marconi?

«Si tratta di una via che è dimenticata dal comune di Casteggio. Non è possibile che tutto l’anno il Rile emani odori assai sgradevoli, con l’arrivo quindi di aria malsana: ci vuole più manutenzione e più riguardo a tutte le vie del paese. Le sere d’estate non è possibile uscire fuori dalla propria abitazione che  ci si sono alcuni alcolisti  del bar di via Marconi che fanno apprezzamenti  sessisti  sulle ragazzine minorenni. Alla sera tardi non manca di certo che qualche esibizionista neopatentato emulo del film Fast and Furious che impedisce di dormire: quelli che salgono e che arrivano da via Milano fanno il sottopassaggio ad una velocità impressionante e manca un cartello di Stop a frenare tutto questo. Insomma, un totale delirio diurno e serale. In Via Marconi ciascuno fa ciò che vuole perché nessuno fa rispettare le regole, il parcheggio per noi residenti non esiste perché parcheggia chiunque. Comunque via Marconi non è l’unica zona con problemi».

Quali altre zone sono colpite da disagi?

«Ci sono molti problemi per quei casteggiani che abitano vicino al Riazzolo e che  si sono visti inondare la casa, un delirio unico, che si poteva prevenire con giusti interventi di manutenzione e di sicurezza per quelle persone che abitano in quella zona, ma il Comune dimentica interi pezzi di città».

Cosa secondo lei non funziona?

«A mio parere a Casteggio non funziona la macchina amministrativa, ovvero l’amministrazione comunale, i  soliti volti di cinque anni fa a cui si sono aggiunti nuovi consiglieri. Il Comune deve  assumere più gente nei lavori pubblici, nelle manutenzioni…».

Cosa, secondo lei, non ha fatto la precedente amministrazione e non sta facendo quella attuale?

«Ogni amministrazione, ogni volta, promette l’eliminazione dell’eternit in paese, ma questo smantellamento non si è mai visto. Prendiamo per esempio lo stabilimento ex Enel: produce particelle nocive alla salute per chi vive e apre le finestre di fronte all’edificio, se è nocivo come si sa già, deve essere smantellato con o senza autorizzazione dell’Enel. Dovrebbero intervenire gli organi competenti e se è ancora di proprietà dell’Enel dovrebbe venire sanzionato con ammende piuttosto alte, perché le persone si ammalano di mesotelioma. La vecchia amministrazione è la fotocopia identica della amministrazione attuale, cambia il Sindaco, cambiano alcuni consiglieri, ma la suonata è sempre la stessa,  non pensano alle persone disagiate, non danno ascolto alle vere problematiche che ciascun cittadino può avere. Secondo me, a questo punto,  è inutile andare a votare alle amministrative. Casteggio è in balia da tantissimi anni del partito  di Forza Italia e sarà molto difficile abbattere questo fortino alle prossime elezioni amministrative del 2023».

Alle ultime elezioni lei si è candidato al consiglio comunale, ma non è stato un gran successo…

«Mi sono candidato in veste di Consigliere comunale perché non sopportavo più l’amministrazione precedente. Non ho preso tanti voti, solo 13: forse i miei compaesani  non erano sicuri di voler un giovane in consiglio comunale...Questo rimarrà un mistero».

Come ha iniziato con la politica?

«Ho iniziato a fare politica già ai tempi della Scuola Superiore. Non potevo immaginare che un giorno, oltre a fare lo studente, avrei potuto fare carriera in questo senso, sia come attivista sia come candidato alle amministrative del 26 Maggio 2019».

Se fosse sindaco, quali sarebbero le prime tre cose di cui si occuperebbe?

«Prima di tutto mi dimezzerei lo stipendio e lo devolverei ai cittadini più bisognosi, poi mi occuperei della manutenzione stradale e ambientale, e cercherei di creare più posti di lavoro».

Quando incontra i suoi concittadini cosa le dicono? Sente lamentele particolari?

«I cittadini con cui parlo sono per lo più artigiani, commercianti, anziani, famiglie che desiderano un sindaco che stia assieme alla popolazione e che li ascolti. I commercianti  di via Roma, per esempio, chiedono che in settimana  sia istituito un mercatino grosso con mercanzia di ogni valore che attragga più gente: a mio avviso solo così  si potrà far girare di più l’economia, più gente spende più soldi girano».

di Elisa Ajelli

  1. Primo piano
  2. Popolari