Lunedì, 20 Gennaio 2020

VARZI - «DAL GOVERNO PALLI ANCORA NESSUN RISULTATO STRATEGICO»

Fondi europei, recupero aree dismesse e lavoro in Alto Oltrepò. Il consigliere provinciale Paolo Gramigna e il neo segretario del circolo  PD di Varzi, Luca Rossi, si confrontano su questi temi.

Rossi pensa si possano offrire opportunità concrete al territorio? Quali saranno i passi successivi da intraprendere?

«Bisognerà conoscere le opportunità che le istituzioni possono mettere in campo, anche in relazione alla prossima programmazione europea 2021 – 2027 ed agli esempi di buone pratiche applicati altrove. Politicamente, però, l’obiettivo dovrà essere posto a medio/lungo termine e sarà quello di contribuire ad un cambio di approccio culturale teso alla ricerca di opportunità attraverso la conoscenza e la competenza, non più attraverso l’affidarsi al potente di turno.»

Gramigna, nel FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale) per il 2021-2027 è previsto l’Italia un consistente aumento di risorse: risorse per circa 43,5 miliardi di euro, con un incremento pari al 29%. Un’occasione imperdibile per aree come l’Oltrepò. Tuttavia, è previsto il ripristino della regola “n+2” in sostituzione della regola “n+3”. Mi spiego: la Commissione provvederà al disimpegno di una parte degli stanziamenti se questa non sarà stata utilizzata o se al termine del secondo anno non saranno state inoltrate le domande di pagamento. Il nostro sistema territoriale riuscirà a darsi dei tempi e a rispettarli?

«Il prossimo bilancio Europeo presentato dalla Commissione Europea, al parlamento europeo ed al Consiglio d’Europa nello scorso mese di luglio, prevede un incremento di spesa soprattutto per investimenti, compresa la dotazione sui fondi strutturali sia indiretti (soprattutto FESR e FSE) che diretti. Un buon motivo per sostenere politicamente l’UE e non additarla pretestuosamente come causa di ogni male. Per tornare al tema della domanda, in Oltrepò Pavese sono individuati due ambiti territoriali entro i quali possono essere finanziati progetti di sviluppo attraverso fondi indiretti UE. Uno è l’area Leader (tutti i comuni a sud della via Emilia, tranne Broni e Voghera) e l’altro è l’area dell’Appennino montano costituita dai comuni del Sistema Nazionale Aree interne. Nella scorsa programmazione Regione Lombardia ha voluto fare una scelta a mio avviso limitante, riservando per l’area Leader la possibilità di finanziare progetti solo attraverso il Piano di sviluppo rurale (PSR) e per le aree interne solo attraverso FESR e FSE. Tutto ciò sta comportando una obiettiva difficoltà per raggiungere adeguate performance di spesa. Altro grosso problema è quello della quota di cofinanziamento richiesto per le aziende private, nonché per gli Enti pubblici la spesa dell’IVA a proprio carico. Tutti elementi che andranno corretti nella prossima programmazione per rispettare le performance di spesa dettate dalla UE.»

Nel campo dei diritti sociali, grande importanza sarà data agli investimenti in grado di migliorare l’accesso al mercato del lavoro (in particolare per donne e giovani) e che aumentino la qualità del sistema di istruzione e formazione. Partendo da un bilancio di quanto già realizzato, quali possono essere le linee di intervento ulteriori?

«Anche in questo caso i fondi Europei, in particolare l’FSE, vengono in aiuto. Occorre lavorare con le scuole primarie del nostro territorio e puntare a progetti per favorire l’inclusione scolastica e combattere la dispersione. Parallelamente gli istituti scolastici secondari in collaborazione con gli Enti di formazione, sull’esempio di quanto fatto all’IPSIA di Varzi, potrebbero ospitare corsi di formazione abilitanti, come gli IFTS, completamente gratuiti poiché finanziati dai fondi europei.»

Parlando di aree industriali dismesse, ovviamente un pensiero va subito alla ex-Zincor e alla sua bonifica. Dopo il duro lavoro svolto su questo tema negli anni passati, quale visione si può avere per quest’area nel futuro?

«Arrivare a completare la bonifica di quell’area ed allontanare un potenziale pericolo è già stato un grande successo cui mi onoro di aver contribuito da assessore provinciale prima e da consigliere provinciale poi. Ora l’area va portata all’attenzione di imprenditori che potrebbero godere di importanti finanziamenti pubblici per stabilire nell’area la propria attività, nonché di una connessione informatica a banda larga, in fase di realizzazione dalla società Open-fiber con finanziamento del MISE. Certamente non potranno più essere riproposte realtà produttive impattanti o inquinanti. Occorre analizzare le buone pratiche di rigenerazione di aree dismesse per trarre le proporre idee.»

Un’area già bonificata da tempo è, invece, quella dell’ex fornace Martinelli di Valverde; un complesso del quale l’amministrazione Andrini, con coraggio, già anni or sono aveva acquisito il possesso e la piena disponibilità. Finora i vari progetti ipotizzati per il pieno recupero dell’area (polo artigianale, parco energetico) non si sono concretizzati anche a causa dell’atavica mancanza di finanziamenti. Possono esserci novità con la nuova programmazione comunitaria?

«Quella della acquisizione dal fallimento della proprietà da parte del Comune è stata una scelta vincente per potere accedere a finanziamenti pubblici per la bonifica e per evitare il pericolo che lì si realizzasse negli anni ‘90 un inceneritore di rifiuti speciali. L’area si presta particolarmente all’insediamento di attività produttive in quanto adeguatamente infrastrutturata per quanto riguarda la linea elettrica. Credo che nella prossima programmazione comunitaria non possa essere trascurato il tema del finanziamento di progetti privati o pubblici per il recupero anche di questa aree dismessa.»

Rossi dopo aver parlato di progetti, chiuderei con una nota sulla politica varzese. Nei primi mesi di amministrazione, il sindaco Palli si è fatto notare per un certo attivismo. Come ne giudicate, fin qui, i risultati?

«Palli non solo è diventato sindaco, ma anche presidente della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese. Ha avuto naturalmente molta visibilità mediatica in questi primi mesi di mandato anche perché per la prima volta Varzi e la Comunità Montana hanno un sindaco e presidente leghista. Rispetto a qualche mese fa, quando sono stato candidato consigliere comunale a Varzi avversario della lista Palli, ora il ruolo mi permette un giudizio politico, non amministrativo che compete ai consiglieri comunali civici di opposizione. Mi pare che risultati strategici non ce ne siano ancora stati. Ciò che è stato fatto, sostenuto dalla giunta della Comunità Montana, è proseguire il percorso dell’attuazione dei progetti aree interne, già in precedenza definiti, che si erano interrotti nel periodo preelettorale per quanto riguarda la loro fase attuativa. Auspichiamo che Varzi e la Comunità Montana non prescindano da un ruolo attivo nell’ambito della prossima programmazione comunitaria, per non precludere possibilità soprattutto ai giovani che qui vogliono vivere e lavorare. Come forza politica non mancheremo di spronare le istituzioni locali a questo ruolo, sempre in uno spirito di collaborazione per la ricerca del bene comune.»

di Pier Luigi Feltri

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