Sabato, 18 Gennaio 2020

RIVANAZZANO TERME - «IO ASSESSORE? NON FACCIO IL TAPPA BUCHI»

Rivoluzione in vista per la raccolta rifiuti a Rivanazzano Terme. Dal gennaio del 2020 entrerà in vigore il nuovo sistema di raccolta porta a porta per l’indifferenziato, che prevede l’eliminazione dei discussi  cassonetti che tante polemiche hanno portato nelle scorse settimane. «Sappiamo che la possibilità di non differenziare offerta dalla presenza dei cassonetti grigi aperti è una delle cause dei bassi risultati ottenuti finora» spiega il consigliere con delega alla raccolta rifiuti Stefano Alberici. Inchiodata al 35%, la differenziata rivanazzanese è lontana dagli obiettivi minimi imposti a realtà urbane di quel tipo e si avvicina più alla media di uno sperduto paese di montagna. Sempre che la giunta sopravviva, visti gli scossoni delle ultime settimane, dalla primavera prossima si cercherà di invertire la tendenza.

Alberici, come mai a Rivanazzano la differenziata non decolla? Solo colpa dei cassonetti o c’è altro?

«Siamo consci della situazione, ho in mano questa delega da un anno e mezzo e stiamo lavorando per trovare soluzioni ottimali senza aumentare le tasse a carico dei cittadini. Devo dire che una delle ragioni delle difficoltà che ci sono state è che è mancata una politica unitaria a livello territoriale. Ognuno ha fatto per sé e Voghera, che avrebbe dovuto essere leader e comune capofila, non ha mai saputo imporre un sistema unico, limitandosi a proporre i cassonetti a calotta con il badge».

Così anche voi farete per vostro conto?

«La nostra idea è di muoverci in concertazione con il comune di Godiasco dato che siamo “comunicanti”: a partire dal nuovo anno introdurremo la raccolta porta a porta dell’indifferenziato, poi forse anche di carta e plastica».

Come funzionerà?

«Doteremo i cittadini di sacchi di plastica trasparenti muniti di un apposito codice a barre per il riconoscimento dell’identità, in modo da poter controllare il contenuto e chi lo ha “differenziato”. I cassonetti per l’indifferenziato spariranno. Occorrerà un’ampia opera di informazione e prevenzione per educare la cittadinanza ma, nel caso, saremo anche pronti a reprimere i comportamenti sbagliati».

I costi per i cittadini aumenteranno?

«Per il primo anno resteranno uguali, poi dipenderà dalla quantità di differenziata che si riesce a conferire. Più si è virtuosi più si risparmia».

Un gruppo di cittadini vi ha accusato di trascurare l’ecologia. Hanno detto di aver chiesto i cassonetti per la differenziata nei giardini pubblici, ma di essere stati snobbati…

«Ho letto quell’articolo. Premettendo che la risposta “basta andare avanti di 300 metri e ci sono altri cassonetti” è stata inappropriata, mi sento di dire che non penso che questo sia un problema sostanziale. Non abbiamo ritenuto di investire  in qualcosa che poi non avrebbe portato grandi risultati».

Altra critica mossa è quella per cui in paese ci sarebbero troppi parcheggi e, di conseguenza, troppe auto. Cosa risponde?

«Riguardo all’aspetto ecologico dico che stiamo spingendo il progetto “pedibus”, che prevede un servizio di volontari che accompagnano i bambini a scuola per tagliare delle corse dello scuolabus. Chi si lamenta per le troppe auto in circolazione potrebbe venire a dare una mano. Per i parcheggi, non credo siano troppi, tutt’al più mal distribuiti. Inoltre si potrebbe pensare di rivedere la durata del disco orario, oppure  fare più controlli per far rispettare il limite esistente di due ore e favorire così il ricambio delle auto. Riconosco anche che si potrebbe provare a ritagliare uno spazio pedonale nel centro, ma bisognerebbe prima ricavare nuovi posteggi per supplire a quelli che si vanno a perdere, per non penalizzare i nostri commercianti. Sappiamo benissimo che la gente va all’Iper perché può lasciare la macchina comodamente di fronte all’entrata».

State pensando a nuovi parcheggi?

«Stiamo considerando la possibilità di ricavare circa 40 posti auto dal l’area del vecchio campo da bocce. A quel punto si potrebbe pensare a creare magari un piccolo sazio pedonale».

Parliamo dell’Amministrazione. Si è rischiata la crisi  con le dimissioni, poi rientrate, di quattro assessori. Cosa sta accadendo?

«Ci sono delle tensioni all’interno della squadra, c’è poca chiarezza in questa fase».

Si parlava di un suo ingresso in giunta in sostituzione di uno dei dimissionari. è vero?

«Era una possibilità, ma a queste condizioni non avrei accettato comunque, non mi sento di fare il tappa buchi».

L’esperimento del listone unico non sta andando bene?

«Dopo due anni e mezzo il bilancio non è certo soddisfacente. Si parlava di continuità e innovazione, diciamo che finora sono mancate entrambe. Probabilmente la mancanza di un’opposizione non è utile a nessuno perché viene a mancare il contraltare e il confronto».

   di Christian Draghi

  1. Primo piano
  2. Popolari