Martedì, 10 Dicembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – VOLPARA - «SAREI PIÙ PROPENSO AD UNA FUSIONE DI TUTTA LA VALLE VERSA CON STRADELLA»

Una delle caratteristiche dell’Oltrepò è quella di essere un territorio molto frammentato. Non solo a livello ideologico, ma soprattutto amministrativo: 145mila abitanti distribuiti in modo disomogeneo in 76 comuni, per una media di circa 1800 abitanti ciascuno. Media che però non riflette la realtà, in quanto molti di questi comuni sono di dimensioni ridotte, con popolazione inferiore a 300 abitanti. Volpara, con i suoi 129 abitanti, è un paese che appartiene a questa realtà. Dal maggio scorso ha un nuovo sindaco, Claudio Mangiarotti, 32 anni, imprenditore agricolo. E’ al primo mandato come sindaco del suo paese, ma è un nome conosciuto dalla politica locale.

Mangiarotti, Lei ha 32 anni, ma si occupa di politica da molto tempo…

«è vero, la politica mi ha sempre interessato. Fin da ragazzino, dai 14 anni se non ricordo male: allo sport preferivo i comizi e gli appuntamenti politici. A 16 anni ho preso la prima tessera di Alleanza Nazionale e, dopo lo scioglimento di quest’ultimo nel 2009, ho seguito il percorso politico nel PDL. In quell’anno impiegai la quota che avrei potuto investire per le vacanze estive per iscrivermi alla Fondazione Alleanza Nazionale. Nel dicembre 2012 ho convintamente aderito al nascente partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia e, nel marzo successivo, sono stato candidato alla Camera dei deputati alle elezioni politiche. Da allora è continuato il mio impegno politico con Fratelli d’Italia ,di cui dal novembre 2017 sono coordinatore provinciale. Prima di diventare sindaco di Volpara ero stato eletto consigliere comunale nel vicino comune di San Damiano al Colle, nella lista dell’attuale sindaco, e amico, Cesare Vercesi».

Per quale motivo ha deciso di candidarsi sindaco del suo paese?

«Sono sincero, non ci avevo pensato: sono stati alcuni miei concittadini a chiedermelo. Ci ho riflettuto alcuni giorni ed ho accettato. Mi piace la politica e mi piace una politica di servizio. Oggi si parla molto di volontariato e, giustamente, se ne parla sempre in modo positivo. Quando si parla di politica, invece, lo si fa sempre più spesso con un’accezione negativa. Fare politica per il territorio, cercando di andare incontro alle problematiche ed alle necessità dei cittadini, credo sia la prima forma di volontariato. è con questo spirito che ho accettato di candidarmi, per l’amore verso  Volpara, paese dove da sempre vivo e lavoro».

Quali sono state le principali difficoltà incontrate nei primi mesi d’amministrazione?

«Penso che a questa domanda qualunque amministratore di un piccolo comune darebbe questa risposta: “la scarsità di risorse”. Purtroppo questa problematica limita davvero le scelte amministrative e ci porta a dover dare spiacevoli no a richieste legittime di nostri concittadini. Questo credo sia il lato brutto dell’essere amministratore oggi:  di fronte a segnalazioni fondate e suggerimenti si è impossibilitati a concretizzarli per assenza di risorse da investire».

Che tipo di collaborazione ha Volpara con i comuni vicini?

«Volpara da anni fa parte di un Unione di Comuni dell’Alta Valle Versa, insieme a Golferenzo e Montecalvo Versiggia. Se non vado errato si tratta di una delle prime unioni costituite, se non la seconda della Lombardia. è in scadenza a fine anno ci stiamo attivando per rinnovarla».

Qualche anno fa l’ex sindaco di Santa Maria della Versa aveva avanzato la proposta di fusione con i comuni di Volpara, Montecalvo e Golferenzo. Il suo sembrava essere l’unico comune favorevole a seguire questa strada. Qual è la sua opinione a riguardo?

«Amo il mio paese: non nascondo di essere campanilista ed inevitabilmente una fusione porterebbe Volpara a diventare una frazione, con una conseguente perdita di autonomia e di identità. D’altro lato bisogna anche riconoscere che il mio paese ha una popolazione in costante decremento. “Piccolo è bello… ma costa”, quindi bisogna ricordarsi che l’Unione fa la forza. Bisogna mettere tutto su una bilancia. Sarà una riflessione che saremo chiamati a fare in corso di mandato, calcolando attentamente se un sacrificio possa portare ai nostri concittadini un vantaggio dal punto di vista dei servizi e del risparmio economico. Personalmente non vedo positiva la fusione, che era stata proposta, tra i comuni della nostra Unione con Santa Maria della Versa. Il nascente comune conterebbe meno di 3500 abitanti lontano dai 5000 che il progetto fusioni auspicava e soprattutto guardando il trend con una popolazione in costante calo. Sarei più propenso ad una fusione di tutta la Valle Versa con Stradella. Nascerebbe una città con oltre 15.000 residenti che guarderebbe con visione globale i problemi di tutta la vallata. Se va fatto un sacrificio va fatto fino in fondo. è l’unico progetto di fusione che sposerei subito».

Negli ultimi mesi l’argomento “strade dissestate”  è sulla bocca di tutti, dagli amministratori ai semplici utenti: a Volpara avete lavori in programma?

«Il tema delle infrastrutture è fondamentale. Purtroppo il problema delle strade dissestate è un forte limite per l’economia locale e l’incremento turistico. Devo ammettere che appena insediato ho ricevuto la visita del Presidente della Provincia Vittorio Poma, il quale ha promesso un interessamento per la sistemazione delle strade della Valle Versa».

Cambiando argomento, lei è anche imprenditore agricolo. Volpara è famosa per il Moscato: com’è andata la produzione quest’anno?

«Purtroppo il territorio di Volpara ha subito in quest’annata una pesante perdita di produzione causata dalla grandine. Abbiamo contato 6 grandinate in pochi mesi. La fascia alta del Comune, dove ha sede tra le altre la mia azienda, ha subito un danno elevatissimo, con coltivazioni totalmente distrutte. La fascia bassa è stata limitatamente colpita. In complesso sicuramente non è un’annata abbondante, ma la qualità è elevata».

E per quanto riguarda i prezzi?

«Il problema dei prezzi non riguarda solo Volpara ma è comune a tutto l’Oltrepò. Ed è un problema serio che sta mettendo in ginocchio le aziende. Per anni in Oltrepò abbiamo sbagliato puntando alla quantità a discapito della qualità. Oggi per fortuna si sta andando verso un’inversione di rotta: molte aziende stanno puntando alla selezione per ottenere prodotti di punta già in vigna. Ma, come ogni legge di mercato, la qualità andrebbe remunerata…A tal proposito sono un po’ critico con le associazioni di categoria che non vedo attive nel lanciare in modo evidente un grido di allarme verso questo problema».

Ogni anno, durante la vendemmia scatta sempre “l’allerta stranieri”, in quanto la carenza di manodopera causa una vera e propria invasione di stagionali dall’est Europa. A Volpara com’è la situazione?

«Rispetto ad alcuni anni fa la situazione è molto rientrata. Sinceramente non si è mai verificato però un problema concreto a Volpara. Qui da noi arriva solamente il personale richiesto dalle aziende, le quali assumono regolarmente gli operai e li ospitano temporaneamente nelle abitazioni messe a disposizione delle aziende stesse».

Cosa pensa della situazione agricola in Valversa?

«è necessaria una convinta inversione di rotta. Dobbiamo puntare su una produzione di qualità, con l’impegno di tutti. La valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, se abbinata ad una giusta offerta turistica, potrebbe risollevare la nostra Valle».

Concludendo, che progetti ha per il futuro di Volpara?

«Cercherò  di valorizzare le eccellenze, partendo dal Moscato. Potenziare l’offerta turistica per far conoscere Volpara, il suo territorio  ed i suoi paesaggi. Le infrastrutture efficienti sono però fondamentali per raggiungere l’obbiettivo…».

 di Manuele Riccardi

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