Mercoledì, 13 Novembre 2019

BRESSANA BOTTARONE - IL SINDACO: «ALLEATI CON I COMUNI LIMITROFI CONTRO LA CAVA»

Nelle ultime elezioni comunali, anche Bressana Bottarone ha visto l’insediamento di un nuovo sindaco, vale a dire Giorgio Fasani della lista “Ascoltare Bressana”. Il neosindaco ci illustra quali sono i progetti a breve termine, con un approfondimento per quanto riguarda l’insediamento di estrazione voluto dall’ultimo piano cave della Regione Lombardia, riguardo al quale sia Bressana che i comuni limitrofi si sono espressi fermamente contrari.

Come si sta muovendo, per adesso, nella gestione del Comune?

«Per il momento stiamo facendo una ricognizione generale: prendiamo atto delle necessità, valutiamo quali lavori debbano essere fatti – senza dover rinunciare a nulla di quel che è stato fatto in precedenza, ma migliorando dove possibile; abbiamo inquadrato la programmazione e il bilancio. Da subito ci siamo messi in contatto con scuole ed associazioni del territorio».

Ha già portato a termine qualche obiettivo che si era proposto?

«Adesso ci stiamo organizzando per cominciare a lavorare – in due mesi non è così semplice. A breve partiranno i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche per quanto riguarda l’ex ambulatorio vicino all’area feste. Quasi nell’immediato, poi, inizierà il ripristino e l’ammodernamento dei locali – ove necessario, in modo che rispettino le norme di sicurezza e offrano servizi migliori, quali, ad esempio, l’installazione di bagni per disabili. Puntiamo inoltre a rammodernare il parco, per consentire lo svolgimento di eventi ora impossibili, e vorremmo riqualificare e mettere in sicurezza l’ex teatro comunale, cosicché possa tornare attivo. Siamo però riusciti a stipulare un accordo tra noi in quanto comune, il nostro AUSER e la ASST, atto a promuovere e agevolare ai cittadini utenti l’accesso ai servizi online della CNS messi a disposizione dalla Regione Lombardia».

Sa dirmi qualcosa riguardo il Molino?

«La struttura è stata acquistata da una ditta di Milano, con cui è stato fatto un solo incontro. A detta dei nuovi proprietari, dovrebbe diventare un centro diurno per anziani; i pasti, colazione, pranzo e cena, dovrebbero essere preparati con soli prodotti a chilometro zero, quindi con particolare attenzione al territorio. L’edificio verrebbe tarato per 50 persone, con 14 appartamenti per autosufficienti, i quali possono usufruire del ristorante. Il custode dovrebbe essere sempre presente e, a quanto mi è stato detto, a livello sociale è un indirizzo privato di qualità alta».

A lungo termine, quindi nel corso di questi cinque anni, quali cambiamenti vorrebbe apportare?

«Per prima cosa vorremmo portare la scuola materna a livello statale; poi vorremmo rivedere la viabilità interna ed esterna, soprattutto per quanto riguarda le ferrovie: di recente, infatti, si è tenuto il comitato dei pendolari ed i pareri espressi non erano positivi. Perciò puntiamo a migliorare i servizi sia sul treno che nelle nostre due stazioni. è importante per noi anche prestare la maggior attenzione possibile all’ambiente e alla riduzione dell’inquinamento. Non ci sono in programma opere faraoniche, dato che i fondi sono quelli che sono; ma faremo del nostro meglio per mantenere efficienti e in ottimo stato i servizi ad oggi attivi, con un occhio di riguardo in particolar modo, ovviamente, verso le esigenze dei cittadini e le proposte che avanzeranno».

Come si presenta la situazione strade?

«Ci sono sicuramente da fare degli interventi, ma le strade sono in condizioni piuttosto buone. La via principale, via Depretis, è stata completamente riasfaltata pochi anni fa: è praticamente nuova; l’unica operazione che faremo a breve riguarderà i dossi – non verranno rimossi, ma ammorbiditi, per così dire».

Com’è, il rapporto con i comuni limitrofi? Soprattutto alla luce del piano cave, che prevede l’allestimento di una cava in località Chiavica.

«Con i comuni limitrofi siamo in buone relazioni. A breve, non appena terminato il Bressana a Festa e il periodo di ferie, convocherò una riunione per valutare gli interventi necessari al territorio che comprende e circonda i nostri paesi. Un esempio è, appunto, la questione del piano cave. In merito, sia noi che i comuni nei dintorni, con particolare interesse da parte di Pinarolo Po, Rea e Verrua, abbiamo deciso di collaborare e mobilitarci per capire come scongiurare l’allestimento di questa cava».

Quali sono le preoccupazioni maggiori a riguardo?

«Ciò che ci allarma di più sono l’impatto ambientale e i problemi di viabilità. Cascina Bella, nucleo rurale di interesse storico e a noi bressanesi molto caro, con il Viale della Resistenza che presenta ancora rarissimi esemplari di populus nigra, sarebbe una delle zone maggiormente danneggiate dal transito di mezzi pesanti. Per non parlare poi del fatto che dovrebbero attraversare via I Maggio, che è un centro abitato; i camion andrebbero poi a finire sulla statale ex strada dei Giovi di Pinarolo, quindi una zona a traffico intenso. Bisognerebbe inoltre intensificare la manutenzione dell’asfalto stradale, e le emissioni di CO2 aumenterebbero non di poco. Per quanto riguarda i rischi alluvionali, ci riserviamo, noi e gli altri comuni ci riserviamo di avere una corretta Valutazione di Impatto Ambientale dall’AIPO e dagli altri organi preposti; sta di fatto che la cava verrebbe costruita in una zona soggetta a esondazioni. Inoltre, ragionando a lungo termine, una volta esaurita questa cava, ci ritroveremmo con una porzione di territorio praticamente desertica, si spererebbe senza macchine abbandonate ma, in ogni caso, da bonificare e riqualificare».

In che modo la collaborazione tra comuni può impedire l’allestimento della cava?

«Ad oggi abbiamo fatto tutte le osservazioni possibili, in cooperazione anche con le associazioni ambientaliste. Purtroppo non si può fare diversamente dal muovere osservazioni e sperare che vengano ascoltate. Certo è che più comuni, insieme alle associazioni a tutela dell’ambiente, sono meglio di un’una voce sola».

Entriamo in ambito elezioni: cosa l’ha spinta a candidarsi?

«La nostra candidatura, mia e dell’amministrazione – la nostra lista è l’espressione di un gruppo – è nata dalla volontà di metterci a disposizione dei cittadini per risolvere innanzitutto i problemi basilari e di conseguenza migliorare la loro qualità di vita; tant’è vero che ci chiamiamo “Ascoltare Bressana”».

Cosa ha contribuito alla vostra vittoria? è stata inaspettata?

«Inaspettata per qualcuno magari sì, lo è stata, ma noi ci siamo proposti perché crediamo nel nostro progetto e sappiamo di avere le carte in regola per prenderci cura del nostro comune. Non saprei dire i motivi specifici per cui siamo stati votati, ma posso azzardare delle ipotesi: siamo tutte persone credibili, non abbiamo presentato progetti grandiosi ma realizzabili, attenti al territorio e al sociale, che davvero possono migliorare la qualità di vita degli abitanti; in più, non abbiamo chiesto aiuto a nessuna forza politica».

Quindi possiamo dedurre che il vostro rapporto con i cittadini sia buono.

«Sì, da parte nostra assolutamente. Si è appena conclusa Bressana a Festa, con giostre, mercato, bancarelle e l’immancabile Via del Gusto. Abbiamo riscontrato una grande affluenza. Ne approfitto per ringraziare la Pro Loco, le contrade e tutti i partecipanti che hanno contribuito a far sì che Bressana rimanga attiva e vitale.»

All’interno del Comune le relazioni tra maggioranza e minoranza sono equilibrate?

«Per ora abbiamo fatto due consigli comunali e da parte nostra c’è sempre stata grande apertura nei confronti di consigli, critiche, giudizi e rimostranze altrui. è nostra premura portare avanti le osservazioni di tutti, senza preclusioni. Permettiamo a tutti di partecipare alla vita del comune perché Bressana non appartiene alla maggioranza o alla minoranza ma è dei cittadini, e ognuno è importante per portare avanti questo progetto, dai dipendenti comunali, alla Pro Loco, all’ANPI, all’Auser».

  di Cecilia Bardoni

  1. Primo piano
  2. Popolari