Mercoledì, 13 Novembre 2019

STRADELLA - «CREDO CHE ALLA LUNGA, PASSATO QUESTO PRIMO MOMENTO, ANCHE MAGGI DARÀ UN APPORTO COSTRUTTIVO»

Con il grido di battaglia “Cambiamo Stradella’’, Alessandro Cantù ha vinto le elezioni amministrative dello scorso 26 maggio, conquistando al centrodestra una città che storicamente era stata sempre governata dalla fazione avversaria. Ora si inizia a fare sul serio: ed è il momento di declinarlo, quel cambiamento invocato nello slogan. Abbiamo incontrato il sindaco proprio per conoscere le modalità di attuazione del programma e le sue impressioni dopo questi primi mesi di lavoro.

Dopo questi primissimi mesi seguiti alla vittoria elettorale, adesso inizia il bello.

«. Il sindaco e ciascuno degli assessori hanno potuto prendere visione di tutte le pratiche in corso, che in una città come Stradella sono veramente tante, in modo tale da prendere confidenza non soltanto con le pratiche in sé, ma anche con gli uffici e con le procedure proprie del comune. Procedure che sono essenzialmente diverse da quelle che magari poteva conoscere chi ha già fatto impresa privatamente. Abbiamo potuto, insomma, prendere ancora più consapevolezza con la macchina amministrativa. Adesso, nel mese di settembre, stiamo portando avanti cose che comunque non abbiamo sospeso nell’estate, tranne proprio per Ferragosto. Tante, tante iniziative.»

Parliamo allora di queste iniziative.

«Cominciamo con i lavori pubblici, che io seguo direttamente. Anche qui, ci siamo giusto fermati per alcuni giorni ad agosto, ma nemmeno per tutti gli interventi. Abbiamo alcuni lavori in corso sulle scuole e sul palazzetto dello sport, per quanto riguarda l’efficientamento energetico. In questo caso abbiamo lavorato anche d’estate, perché comunque le scuole sono in vacanza e lo stesso palazzetto, dall’autunno, è interessato dalle attività scolastiche. Adesso inizieremo altri lavori, anche già programmati dalla precedente amministrazione, sul parco giochi della città. Abbiamo un po’ revisionato il progetto rendendolo secondo noi un attimo più fruibile e di miglior utilizzo per i ragazzi. Sempre nel periodo estivo si è proceduto con il rifacimento di asfalti, marciapiedi... ricordiamo che anche il decoro della città è uno dei punti più importanti per l’amministrazione della città, insieme al rilancio del commercio e sicurezza.»

I lavori pubblici, per i quali non ha assegnato la delega ad alcun membro della sua giunta, non sono un mistero per lei, che durante la sua carriera professionale si è occupato, se vogliamo per ragioni dinastiche, anche di edilizia...

«Diciamo di sì, diciamo che io non affronto mai alla cieca nessuna avventura... In questo momento abbiamo tanti cantieri perché abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione un project di efficientamento di tutti gli edifici comunali, e abbiamo poi in programma molti altri interventi.»

Il suo predecessore, l’ex sindaco Pier Giorgio Maggi, siede oggi sui banchi dell’opposizione. I primi contatti fra loro e voi non sono stati felicissimi, come era lecito aspettarsi dopo gli esiti della tornata elettorale. Pensa che, nel prosieguo dell’attività amministrativa, sia possibile trovare qualche punto di convergenza, e magari ‘’sfruttare’’, nel senso più positivo possibile del termine, le conoscenze maturate dal sindaco precedente?

«Io credo che il ruolo della minoranza sia fondamentale in qualsiasi democrazia e dibattito. Chiaramente in questa prima fase è possibile che la passata amministrazione sia un po’ scottata dalla sconfitta elettorale. Credo però che alla lunga, passato questo primo momento, anche Maggi darà un apporto costruttivo, come peraltro dichiarato durante il primo Consiglio Comunale. Per cui ci aspettiamo di sentire, nei suoi interventi e nei suoi toni, delle valide motivazioni per spingerci a migliorare. Come peraltro accade già da parte dell’altro gruppo di minoranza, La Strada Nuova. Una minoranza che si esprime, che espone problemi, ma nella quale ho percepito la volontà di costruire. Dobbiamo tenere conto delle espressioni della minoranza.»

Maggi ha criticato lo scarso tempo che lei metterebbe a disposizione dei consiglieri comunali per i loro interventi, sostenendo al contempo di non aver mai interrotto nessuno, quando era lui a presiedere le adunanze. Cosa risponde a questa eccezione?

«Io, che non ho esperienza politica, mi sono messo a studiare, come immagino avrebbe fatto ogni persona che non conoscesse nel dettaglio l’argomento. Ho studiato il Regolamento del Consiglio Comunale, che prevede cinque minuti per le repliche, come stabilito nell’articolo 63. I tempi assegnati agli interventi sono frutto di una mera applicazione del regolamento. D’altra parte questo regolamento c’è, esiste, ed era stato approvato da precedenti amministrazioni: non dalla mia.»

Nei primi mesi di amministrazione cittadina, ma per la verità anche durante la campagna elettorale, è parso che alcuni membri della sua amministrazione (come il vicesindaco Frustagli) emergano all’interno della compagine, talvolta puramente alla ricerca di visibilità. Non che sia un male, di per sé; ma non crede che un’eccessiva evidenza dei singoli possa minare la sua autorità di leader della compagine?

«Al contrario: io spero che tutti cerchino di emergere, che si diano parecchio da fare, e che il risultato vada a beneficio di tutto il gruppo consigliare e di conseguenza della cittadinanza. Devo dire che tutti gli assessorati stanno lavorando tanto, non solo quello del vicesindaco, e tutti sono presenti con frequenza in Comune, dimostrando una dedizione alla causa notevole. Ben oltre rispetto a quanto si potesse chiedere loro inizialmente. Sono tutti assessori che comunque collaborano fra di loro e con i dipendenti. E, ci tengo a dirlo, all’interno della macchina comunale abbiamo trovato una collaborazione ampia. Tutti gli assessori si confrontano proficuamente con i dirigenti alla partita, perché una volta individuate le linee da seguire abbiamo bisogno che siano i responsabili di servizio a dirci come procedere nel concreto. Devo dire che abbiamo ricevuto una collaborazione piena da parte dei dipendenti comunali.»

Fra i primi temi finiti sulla sua scrivania c’è quello sulla viabilità, da rivedere non solo nel centro cittadino ma anche e soprattutto nell’area delle logistiche. Quali sono le linee che state approntando?

«Nella viabilità, come anche in altri settori, gli aspetti con cui confrontarsi possono essere contingenti, programmatici e strutturali, di lungo periodo. Contingente è la segnaletica, sono i posti auto per i disabili, i parcheggi carico/scarico. Riguardano le questioni più immediate. Per quanto riguarda la parte strategica, prima di intervenire è necessario uno studio: per questo motivo, come detto anche rispondendo ad un’interpellanza di La Strada Nuova, abbiamo iniziato uno studio sull’area logistiche, per capire quale sia il reale traffico, le dinamiche dei flussi, i periodi di traffico più sostenuto, e di conseguenza abbozzare un miglioramento. Negli interventi strutturali metterei la ‘’gronda nord’’: riprendiamo tutti i contatti per poter iniziare i lavori di questa opera, che comunque sarà importante per cercare di alleggerire il traffico interno della città.»

In campagna elettorale, ma anche dopo, è emerso il desiderio di ampliare il ruolo di Stradella come punto di riferimento per l’Oltrepò orientale. Come pensa di declinare questo indirizzo?

«Intanto noi vorremmo cercare di fare in modo che Stradella sia la capofila della Valle Versa. Quando ci poniamo l’obiettivo di valorizzare il territorio, vogliamo partire, intanto, dai comuni del comprensorio della Valle Versa. Abbiamo avuto un riscontro molto positivo già nella manifestazione più importa che organizziamo qui, Vinuva. Ci sono state adesioni da parte di tutti i comuni limitrofi, che parteciperanno all’evento in proprio, con propri stand. Si vede quindi che facciamo squadra, da questo punto di vista. Vinuva rappresenta la nostra visione della politica. È una manifestazione che esisteva già, e che abbiamo in parte cambiato.»

Cambiato quanto?

«Quando io parlavo in campagna elettorale di cambiamento per Stradella, non intendevo una volontà di cancellare tutte le iniziative fatte e in atto. Noi abbiamo l’obiettivo di migliorare tutto quello che si può migliorare. Per noi era ed è molto importante Vinuva, ma andava rivista. Abbiamo l’obiettivo di alzare l’asticella, anche in questo caso. Vogliamo proporre delle manifestazioni che siano anche culturalmente di spessore. Vogliamo che non si venga a Stradella soltanto per mangiare un panino e bere qualche bicchiere, ma anche per discutere di vino. Deve essere, e lo sarà sempre più nei prossimi anni, una manifestazione qualitativamente elevata. All’interno della manifestazione ci sarà anche una serata per i ragazzi, con uno dei deejay più quotati del momento. Ci sarà Gene Gnocchi che presenterà la gara dei cocktail: un personaggio importante, noto, che viene volentieri a Stradella. Tornando al punto, non voglio cancellare tutto quello che ha fatto l’amministrazione precedente, ma cercare di migliorarlo. Il mio cambiamento è questo, non è una rivoluzione ma significa essere capaci e avere l’intelligenza di capire dove e come bisogna migliorare.»

A Casteggio fino a qualche anno fa veniva organizzata un’importante kermesse vinicola, Oltrevini. Da quando è stata abolita, nessun grande evento ha preso il suo posto. Tante manifestazioni più in piccolo, partendo dalla miriade di feste delle Pro Loco per arrivare a quelle un po’ più strutturate come Oltrefestival sempre a Casteggio, Festa dell’Uva a Broni e Vinuva a Stradella, appunto. In virtù delle sue aspettative, quest’ultima manifestazione potrebbe o vorrebbe aspirare a prendere il posto che fu di Oltrevini, con un taglio magari un po’ più moderno e appetibile?

«Diciamo che in questa direzione, molto lentamente, ci stiamo muovendo. Già Vinuva di quest’anno è migliorata rispetto al passato. Abbiamo spostato un pochettino la data e abbiamo anche concentrato più l’attenzione sull’uva e sul vino. Era diventata principalmente una festa, perdendo un po’ le caratteristiche per cui era nata. Già questo fatto di avere avuto le adesioni di tanti comuni è positivo. Le cantine sono state presentate comune per comune; ognuno ha avuto il proprio sommelier. Questo è già un tentativo di fare squadra con il territorio. Se chiaramente vedremo dopo qualche anno che i risultati saranno positivi, vedremo di ampliare la platea produttori che potranno partecipare, e magari avere collaborazioni, se non fino a Voghera, magari fino a Casteggio. Questo per cercare di valorizzare l’Oltrepò nel modo più ampio possibile. È molto importante investire sullo sviluppo del territorio, ma purtroppo ci vuole una visione lunga. Molto spesso le finanze dei comuni sono un pochino ristrette e si privilegiano, come magari è doveroso, altri aspetti come le scuole, le strade, i fattori più contingenti. Così però si perde un po’ di lungimiranza sullo sviluppo.»

Non pensa che si dia troppa importanza agli eventi? Mi spiego: prima di organizzare grandissimi eventi onnicomprensivi non sarebbe necessario che i player del mondo vitivinicolo remassero nella stessa direzione? Faccio riferimento anche all’idea, che ogni tanto emerge, di organizzare in Oltrepò una grande manifestazione sulla falsariga di Collisioni a Barolo (mi perdoni: detta così fa già ridere)...

«Bisogna capire che noi siamo amministratori e dobbiamo ragionare come tali. Se vogliamo, noi tutti amministratori, cercare una strada univoca per valorizzare il territorio, tutti gli altri attori, vale a dire consorzi e gruppi di ogni natura, occorre che procedano parallelamente. È chiaro che queste manifestazioni vanno bene per attirare le persone qui una volta, ma bisogna che siamo in grado di proporre loro anche cose che vadano oltre, che amplino l’offerta anche oltre al vino. A Stradella per esempio abbiamo il teatro, come altre cose da poter proporre. Dobbiamo utilizzare gli eventi per far venire gente a Stradella e poi offrire qualcosa di complementare, ma valido.»

A proposito del teatro. Cosa ci racconta della nuova stagione?

«Anche quest’anno è proseguita la collaborazione con il Fraschini. La stagione teatrale sarà di livello molto alto, con spettacoli che saranno apprezzati perché belli e interessanti. Devo dire che a cornice di questo teatro, abbiamo anche l’importante Accademia del Ridotto, che sta prendendo molto piede, con un discorso qualitativo che è molto importante per Stradella. Richiama studenti e insegnanti di livello internazionale.»

E c’è il progetto di arrivare a sfornare diplomi accademici... vale a dire, l’università a Stradella.

«È un’iniziativa lodevole, iniziata prima che arrivassi io ma che noi continueremo a portare avanti.»

Tornando al tema precedente e alle dinamiche territoriali, pensa che Stradella, la quale dispone di risorse umane e di competenze che i piccoli comuni possono soltanto sognarsi, potrebbe in futuro fungere da ‘’aggregatore’’ per qualche realtà più piccola, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e magari anche di fusione?

«Credo che Stradella sia un pochino troppo grande per aggregare in questo momento altri comuni. Mi sembra un discorso prematuro per quanto riguarda noi. Le specificità dei piccoli comuni verrebbero schiacciate.»

Stradella appare a chi la visita come una città viva, anche grazie alla grande vivacità imprenditoriale che la caratterizza. Come vi state muovendo per favorire il commercio?

«È nostro desiderio fare tutto il possibile per aiutare il commercio e i commercianti, che stanno proponendo ottime iniziative. Ora vedremo se anche per il anno prossimo ci sarà la possibilità di ripetere l’iniziativa di ristoratori di Stradella chiamata ‘’Le vie del gusto’’. Siamo propensi ad accettare tutti gli eventi e le iniziative che portino movimento in città, che portino turismo, che portino persone. Questo evento in particolare ha portato qui molte persone da Pavia, da Milano e da molti altri luoghi.»

Sta dimostrando di poter intrattenere un ottimo rapporto con i commercianti...

«Intanto noi, come amministrazione, cerchiamo di collaborare con tutti i commercianti e di ascoltarli: però chiediamo anche che vengano valorizzati certi principi. Incontriamo spesso i commercianti, e chiediamo loro anche di rispettare e far rispettare ai loro utenti le regole, perché ci sono equilibri che vanno tenuti in considerazione. Ma è bello quando c’è vita in città, e poi preferisco che i nostri giovani possano trovare divertimento qui, evitando di spostarsi in altri comuni magari anche lontani.»

di Pier Luigi Feltri

 

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