Mercoledì, 20 Novembre 2019

CANNETO PAVESE – CASTANA – MONTESCANO - TRE COMUNI, TRE SINDACHE: LE DONNE IN POLITICA IN VALLE VERSA

Si è svolto nelle settimane scorse a Milano ‘‘Il tempo delle donne’’, il festival diffuso organizzato da Corriere Della Sera e La27esimaOra. Perché questo sarebbe ‘‘Il tempo delle donne’’? Secondo gli ideatori qualcosa sta cambiando rispetto al passato, e il cambiamento può essere accelerato, curato, diffuso; in particolare da chi ne ha la possibilità concreta, non ultimo chi si occupa di giornalismo e comunicazione.

Da questa idea, oltre 100 incontri e un grande progetto a cui hanno aderito associazioni, musei, centri culturali e sociali che invitano a partecipare a workshop, incontri, concerti, feste di quartiere. Il clou era in programma dal 13 al 15 settembre al Palazzo della Triennale. Durante l’edizione dello scorso anno fece discutere un intervento di Milena Gabanelli, ospite della manifestazione: “Io non voglio essere una quota rosa. Questa cosa mi fa impazzire. Chiunque di noi vuole trovarsi di fronte una persona competente, non un uomo o una donna’’. Parole sante. Anzi: sacrosante. Ma c’è un problema: per qualche ragione, le donne nelle posizioni di rilievo sono in netta minoranza, e non è una novità per nessuno. Parliamo della politica: a livello globale, la presenza delle donne nelle istituzioni si arresta al 19% di quelle totali. E non è una questione puramente geografica. Si pensi che il Rwanda, uno dei paesi più poveri del mondo, ha la percentuale più alta: il 63,8%. Nel Parlamento italiano la componente femminile è pari al 35%. E bisognerebbe approfondire le ragioni politiche di questo dato, alla luce del fatto che la Legge prevede, per la composizione delle liste elettorali, che il sesso meno rappresentato negli elenchi dei candidati (sia esso quello maschile o quello femminile) sia presente in misura non inferiore al 40%. Già: perché la legislazione italiana in merito non parla di ‘‘quote rosa’’, ma di ‘‘quote di genere’’. In effetti, parlando di ‘‘quote rosa’’ sembra di fare riferimento ad una specie protetta dal WWF: le donne non meritano di essere discriminate pure al contrario, con forzature che andavano bene, forse, alla società di cinquant’anni fa. Mettendo da parte la teoria, resta il fatto che di donne in politica e in posizioni di rilievo ce ne sono tuttora troppo poche, per poter pensare all’autoproduzione di un normale equilibrio.

Ma allora, come si fa a sostenere che qualcosa stia cambiando, se ogni volta che viene pubblicato un rapporto sui divari tra uomini e donne, l’Italia non sembra avanzare di molto, anzi, su alcuni fronti indietreggia? Se lo sono chiesti anche gli ideatori del festival milanese, allorquando, in prossimità della prima edizione, hanno provato a spiegare le basi della loro creazione. «È come se sotto traccia, sotto i grandi numeri negativi che segnalano gravi omissioni riformiste da parte dello Stato e della società tutta, si fosse finalmente sbloccato un movimento di idee e di desideri che porta con sé - e con forza - cambiamenti a lungo attesi. Un esempio è quanto è avvenuto in due anni sul tema “violenza contro le donne”. Siamo passati da una totale disattenzione - giustificata come si fa con i fenomeni naturali che ogni tanto si abbattono sulle campagne, come si fa con la grandine che devasta i raccolti - siamo passati dall’inerzia a una sensibilità tutta nuova.»

Torniamo ad analizzare i dati statistici, questa volta con riferimento alle donne negli enti locali d’Italia. Le sindache amministrano 1.133 comuni, il 14,32% del totale (dati: Comuniverso). Abitati da poco più di dieci milioni di cittadini.

In questo dato rientrano anche gli abitanti di tre comuni della Valle Versa. In seguito alle elezioni dello scorso maggio, infatti, si sono confermate alla guida dei loro comuni tre donne: Maria Pia Bardoneschi, Enrica Brega, Francesca Panizzari. Le tre sindache sono in grado di testimoniare un ottimo esempio di lavoro di squadra, dal momento che i comuni da loro amministrati condividono l’avventura dell’Unione di Comuni Lombarda Prima Collina. Abbiamo posto loro alcune domande sulla personale esperienza di donne in politica.

Partiamo da un dato di fatto che va al di là dell’aspetto ‘‘rosa’’.

Alle scorse elezioni siete state riconfermate alla guida dei vostri Comuni. Quali sono stati a vostro giudizio i motivi fondamentali della vostra riconferma?

Maria Pia Bardoneschi, sindaca di Castana: «Sono stata riconfermata sindaco di Castana per la terza volta con il doppio circa dei voti; penso che questo già racchiuda in sé i motivi della fiducia accordatami dai cittadini: l’impegno, lo spirito di sacrificio, il servizio nei confronti della comunità e la passione di chi è strettamente legato al proprio paese.»

Enrica Brega, sindaca di Montescano: «Credo che uno dei motivi fondamentali della riconferma che i cittadini hanno accordato a me e alla mia Amministrazione sia perché hanno riconosciuto la serietà, la responsabilità e l’impegno che hanno contraddistinto la nostra precedente esperienza amministrativa e abbiano apprezzato il fatto che sono stata e continuerò ad essere un sindaco fra la gente e per la gente.»

Francesca Panizzari, sindaca di Canneto Pavese: Sono stata riconfermata con ampio consenso per la terza volta, suppongo per avere lavorato in modo soddisfacente, con grande senso di responsabilità per i miei concittadini nei due mandati precedenti. Sono riuscita infatti a realizzare opere importanti per il mio comune come la ristrutturazione della ‘‘Casa della Cultura e del Vino’’, la costruzione di marciapiedi sia nel capoluogo sia nelle frazioni, alcuni dossi. E in Unione di Comuni invece abbiamo asfaltato tutte le nostre strade comunali, abbiamo potenziato la videosorveglianza, riusciamo a garantire tutti gli ordini di scuola dalla materna alle medie. La nostra scuola è il fiore all’occhiello della nostra Unione, frequentata anche da alunni di paesi limitrofi.»

Oltre alla sempre più difficile ordinaria amministrazione che vi trovate ad affrontare quotidianamente, cosa vi siete preposte come obbiettivo di questi nuovi 5 anni di amministrazione?

Bardoneschi: «Il mio obiettivo è stato nelle scorse legislature e sarà anche in quella attuale di promuovere e valorizzare il mio paese, il suo territorio, la sua storia, i suoi valori e le sue tradizioni.»

Brega: «Oltre all’ordinaria amministrazione per i prossimi cinque anni io e la mia amministrazione abbiamo come obiettivo la messa in sicurezza del territorio e dei cittadini, la promozione del territorio e del nostro prodotto e presteremo particolare attenzione alle fasce più critiche, sostegno alle fasce sociali più deboli, ai giovani ed agli anziani.»

Panizzari: «Negli ultimi 10 anni il mondo è cambiato e con questo anche il modo di amministrare. I primi anni di mandato le cose erano sicuramente più semplici, ora è tutto più complesso, ma il mio obiettivo è quello di impegnarmi per rendere sempre migliore il mio paese e la vita dei miei cittadini. Nei prossimi 5 anni abbiamo programmato la revisione del P.G.T., la riqualificazione dell’illuminazione pubblica con lampade a led, e la valorizzazione del nostro vino e del nostro territorio.»

Uno sguardo al passato: la situazione più difficile che vi siete trovate a gestire e di contro quella che vi ha dato maggior soddisfazione?

Bardoneschi: «Di situazioni difficili ne ho dovute affrontare tante; il riuscire a superarne una buona parte con successo e il sentire vicinanza, sostegno ed incoraggiamento da parte dei miei cittadini sono stati e sono sempre per me motivo di soddisfazione.»

Brega: «Non mi viene in mente nulla di particolare. Ci sono state tante situazioni critiche causate da eventi atmosferici e altre situazioni collegate alla sfera del sociale, ma con l’impegno, il rigore, la caparbietà e la solidarietà siamo riusciti ad uscirne con risultati soddisfacenti. Un sindaco si vede quasi tutti i giorni impegnato a fronteggiare e risolvere situazioni difficili.»

Panizzari: «Il periodo più difficile per la mia amministrazione è stato l’arrivo in paese, in due strutture private, di 50 profughi. Il primo impatto è stato traumatico, ma con l’aiuto e la comprensione dei miei concittadini siamo riusciti a superare i momenti più critici. La maggiore soddisfazione essere riuscita a trasformare la vecchia cantina municipale in una struttura molto accogliente a disposizione dei produttori.»

Tre donne di tre comuni limitrofi. Avete una buona intesa?

Bardoneschi: «Insieme collaboriamo per gestire al meglio i nostri tre comuni avendo tutte e tre come obiettivo unicamente il bene dei nostri cittadini.»

Brega: «Montescano, Canneto e Castana fanno parte dell’Unione Lombarda Comuni di Prima Collina dal 2001. La nostra collaborazione è ormai consolidata, gestiamo in unione tutte le risorse. A mio modesto parere, lavoriamo bene insieme e abbiamo un buon rapporto basato sulla stima reciproca. Lavoriamo per il bene comune perché non dobbiamo mai perdere di vista che l’obiettivo è quello.»

Panizzari: «Sì, siamo molto collaborative e credo che sia il segreto che fa funzionare molto bene la nostra Unione, stimo molto le mie colleghe.»

Tre comuni della Val Versa, zona vitivinicola dell’Oltrepò. Come donne avete trovato ostilità e difficoltà nel rapportarvi con i vostri concittadini?

Bardoneschi: «No, l’essere donna non è mai stato d’intralcio al rapporto con i miei concittadini; non hanno mai fatto discriminazione o differenza alcuna.»

Brega: «No, non ho trovato nessuna difficoltà a rapportarmi con i miei cittadini, in particolar modo quelli del settore agricolo, perché tendo sempre a confrontarmi e farmi supportare da persone del settore ben informate.»

Panizzari: «Ostilità e difficoltà sono termini che non ho mai considerato, in quanto ho da subito avuto ottimi rapporti e collaborazione con i miei concittadini ed i produttori.»

È iniziata la vendemmia e la Val Versa è in fermento. Vi chiediamo che vendemmia sarà, secondo voi; e poi una vostra breve riflessione sulla situazione vitivinicola oltrepadana.

Bardoneschi: «Le previsioni parlano di una produzione di uve inferiore all’annata 2018 (questo calo è dovuto soprattutto al caldo afoso che ha caratterizzato l’intera estate), ma a beneficiarne è la qualità delle stesse che sarà senza ombra di dubbio ottima. Ciò purtroppo non avrà alcuna incidenza sul prezzo del prodotto che rimarrà piuttosto basso rapportato alle altre zone viticole.»

Brega: «Sarà una vendemmia di qualità alta visto un calo (atteso) della produzione di circa il 30%. La raccolta del pinot nero, nostra primizia oltrepadana, ha confermato le attese con ottimi mosti. La situazione vitivinicola è estremamente complessa, perché presenta tante realtà che faticano a fare sistema. In Oltrepò è facile passare dal produttore anziano che rifiuta sistematicamente la modernizzazione al giovane imprenditore che apprezza ogni innovazione… a fare da cuscinetto tra questi due sistemi le cantine sociali, che però faticano a trovare sbocco sul mercato.  È veramente un peccato perché questa è una tra le zone più vocate al mondo per la produzione di vini eccellenti»

Panizzari: «Le piogge di maggio e poi la siccità dei mesi estivi ha ridotto la quantità di uva, però la qualità è ottima, avremo anche quest’anno ottimi vini. Nonostante gli ottimi prodotti che abbiamo in Oltrepò la situazione è abbastanza critica, lo sanno tutti. Il mio parere è che il mondo del vino è troppo diviso, la produzione del il territorio devono unirsi affinché i nostri meravigliosi vini ed il nostro territorio abbiano il riscontro meritato.»

L’essere donna lo considerate un valore aggiunto oppure non trovate alcuna differenza dispetto ai vostri colleghi uomini, sia nell’affrontare le situazioni sia nella percezione che loro potrebbero avere di voi?

Bardoneschi: «No, non trovo alcuna differenza con i miei colleghi uomini, anzi ho con loro un bellissimo rapporto paritario.»

Brega: «Oramai nel mondo sia della politica che della pubblica amministrazione e tanti altri settori non si riscontrano differenze tra donne e uomini, l’unica cosa che conta è la competenza. A mio parere l’essere donna è un valore aggiunto perché le donne riescono ad affrontare le problematiche con più razionalità e concretezza.»

Panizzari: «Sono stata la prima donna sindaco nel mio comune ed ho da sempre goduto di stima e rispetto dai miei cittadini, e dai miei colleghi sindaci uomini e molta collaborazione.»

Quali sono state e quali saranno le iniziative dedicate alle donne ed alle mamme che intendete portare avanti?

Bardoneschi: «Come Unione di Comuni facciamo parte del Piano di Zona di Broni e negli anni scorsi abbiamo sempre aderito a qualunque progetto in risposta alle esigenze delle mamme nel rapporto di conciliazione famiglia-lavoro o a qualunque altra iniziativa a favore dei bisogni delle donne; naturalmente è nostra intenzione proseguire sempre in questa direzione.»

Brega: «Continueremo a prestare molta attenzione alle donne e mamme cercando di riuscire a supportarle con adesioni ad iniziative che possano aiutarle nella gestione della quotidianità e delle situazioni critiche».

Panizzari: «Noi tre sindaci donna siamo particolarmente attente alle problematiche femminili e sociali che gestiamo in Unione, cercando di agevolare le donne e le mamme che lavorano. Tra poche settimane verrà riaperto il nido famiglia a Castana che era stato chiuso alcuni anni fa per mancanza di bimbi. Abbiamo aderito allo sportello ‘‘Punto Rosa’’ presso il Comune di Stradella, dedicato alle donne e alle mamme in difficoltà.»

Fate il sindaco a tempo pieno o avete un altro lavoro? Siete tra quegli amministratori che hanno rinunciato al compenso?

Bardoneschi: «Si, faccio il sindaco a tempo pieno, anzi a tempo pienissimo. Sono sempre a disposizione dei miei cittadini, in qualunque momento della giornata. Ho dimezzato quello che è il compenso che la legge attribuisce ai sindaci di co-muni come il mio, mi serve solo come rimborso spese.»

Brega: «Io ho anche un altro lavoro e una figlia e cerco di far conciliare il mio tempo nel miglior modo possibile, fino ad ora ci sono riuscita con sacrifici e grandi sforzi e, peccando un po’ di presunzione, credo anche bene. Certo è che per me non resta molto tempo, ma non mi rammarica questo perché credo in quello che faccio e mi piace. Io percepisco il compenso, nei comuni di dimensioni come il mio è un compenso modesto. Il mio è dimezzato in quanto lavoro e mi serve come rimborso spese per l’espletamento del mio mandato e non mi ha fatto diventare ricca come tanti credono! Il sindaco è il politico meno remunerato e con le più grosse responsabilità, siamo sempre in trincea.»

Panizzari: «Sono pensionata e non ho figli, pertanto posso dedicarmi a tempo pieno, e lo faccio nel vero senso della parola perché grande parte della giornata la passo in Municipio.»

 di Elisa Ajelli

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