Domenica, 20 Ottobre 2019

PONTE NIZZA - SFUMATO CONTRIBUTO REGIONALE DA 100MILA EURO «CI DOVRANNO SPIEGARE COSA È SUCCESSO»

Un contributo regionale da 100mila euro sfumato per un’inadempienza burocratica, un maxi investimento per il nuovo stadio e la decisione di andare in minoranza nel nuovo direttivo della Comunità montana. Il capogruppo di opposizione del Comune di Ponte Nizza Giuseppe Daglia non le manda a dire all’amministrazione ma neppure al sindaco della vicina Cecima e a poco più di tre mesi dall’inizio del Pernigotti bis parte all’attacco per evidenziare quello che non va. A cominciare dal bando regionale “perduto”, molto sostanzioso, che sarebbe servito a finanziare il potenziamento della videosorveglianza nei comuni dell’Unione “Terre Malaspina” di cui, oltre a Ponte Nizza, fanno parte anche Cecima e Val di Nizza.

Daglia, iniziamo dalla doccia fredda ricevuta dalla Regione appena prima di Ferragosto: vi è stato ritirato un contributo molto importante, 100amila euro che per i piccoli comuni non sono certo bruscolini. Cosa è successo?

«Ma quale doccia fredda! Il Bando di Regione Lombardia prevedeva un termine perentorio entro il quale andava rendicontata la realizzazione del progetto, con l’inoltro a Milano, tramite la piattaforma “Bandi on line”, di tutta la documentazione. Purtroppo l’invio nei termini non è avvenuto.  Si è corso poi ai ripari, chiedendo una proroga di ben tre mesi, a dimostrazione di quanto fossero indietro i lavori. Proroga che è stata puntualmente rigettata da Regione Lombardia perché sostenuta da fatti non riconducibili ad una volontà estranea all’Unione dei Comuni Lombarda Terre dei Malaspina. Più evidente di così».

Il presidente dell’Unione e sindaco di Cecima Andrea Milanesi ha attribuito la responsabilità all’errore di un funzionario comunale. Come può essere accaduto?

«Ce lo spiegherà Milanesi. Il nostro gruppo consigliare ha presentato una corposa interpellanza che verrà discussa nella prossima seduta del Consiglio dell’Unione. Nella stessa, oltre a mettere in evidenza che è responsabilità del Legale rappresentata dell’Ente, quindi del Presidente, il rispetto della scadenza perentoria prefissata dal Bando per la rendicontazione, abbiamo chiesto quali provvedimenti l’Amministrazione adotterà nei confronti del funzionario qualora siano accertate delle responsabilità in merito. In ogni caso è evidente la responsabilità politica-amministrativa del Presidente e della Giunta dell’Unione di cui è componente anche il Sindaco di Ponte Nizza».

Crede che ci saranno gravi ricadute sui conti del Comune e dell’Unione a causa di questo ammanco? Risulta tra l’altro che dovrete restituire anche l’anticipo ottenuto.

«Purtroppo sì. L’esito negativo della vicenda rappresenta una vera e propria mazzata per le esigue risorse dell’Ente. L’amministrazione dovrà ora adottare i dovuti provvedimenti. Nella revoca del finanziamento Regione Lombardia ha decretato, non solo di ridurre l’impegno nei confronti dell’Unione per un importo pari a quarantaquattromila euro, anche di stabilire il termine del 30 novembre 2019 per la restituzione dell’acconto ricevuto. Peggio di così».

Parliamo di Ponte Nizza. Le elezioni hanno premiato ampiamente il sindaco uscente e suo avversario Tino Pernigotti. Qualche mea culpa da recitare?

«L’esito delle elezioni era abbastanza scontato. Nei piccoli Comuni, salvo casi eccezionali, l’Amministrazione uscente è sempre in vantaggio e tendenzialmente viene confermata. La nostra lista, a parte il sottoscritto, unico consigliere uscente, era costituita da un gruppo completamente nuovo. Penso che abbiamo fatto una buona campagna elettorale, dei buoni comizi, esponendo serenamente il nostro programma. Andare casa per casa, confrontarsi con le persone, ascoltare le loro istanze, è stata una bellissima esperienza già di per se sufficiente ad appagare ogni sforzo. Ho avuto l’onore di guidare un gruppo di persone eccezionale che ringrazio per la loro disponibilità ed il loro impegno. L’obbiettivo di creare una lista e un gruppo antagonista in ogni caso è stato raggiunto. Nessun rimpianto. Più di così non si poteva fare».

Si direbbe che la gente abbia apprezzato e premiato l’operato del sindaco uscente. Condivide le linee guida e il programma presentato dalla nuova maggioranza?

«L’esito delle urne, in un contesto democratico, va sempre rispettato. Ci mancherebbe altro. Tuttavia, fatto salvo alcuni interventi, non condivido l’operato precedente, né quello programmato da parte della maggioranza. Ad esempio i trecentomila euro messi a bilancio per la realizzazione del nuovo stadio, li considero alquanto fuori luogo. Esistono altre priorità. A ciò aggiungiamo anche l’infelice scelta politica di andare in minoranza all’interno del Consiglio della Comunità Montana, con tutto ciò che ne conseguirà per il nostro Comune. Il problema, però, non è soltanto il programma ciò che più mi preoccupa è il modo di amministrare la cosa pubblica che questa amministrazione ha fatto proprio».

Quali sono secondo voi le priorità per il paese di Ponte Nizza?

«Sicuramente porre rimedio all’emergenza cimiteri. Un intervento sostanziale e profondo per riqualificare strade e cunette, ormai in molti tratti praticamente inesistenti, e gli alvei dei torrenti. Mantenere in ordine il territorio delle frazioni e non solo il centro del paese. Risolvere i numerosi problemi legati all’acquedotto e alla rete fognaria. Durante la campagna elettorale ho avuto occasioni di vedere cose alquanto sconcertanti al riguardo. Riqualificare, finalmente, l’edificio e l’area attinente l’ex stazione della ferrovia Voghera-Varzi. E soprattutto ci vuole sviluppo economico».

Lei è favorevole o contrario alle fusioni?

«Personalmente mi sono sempre dichiarato favorevole. Devo constatare purtroppo che il tema sembra avere perso interesse, e non solo tra gli amministratori, anche nell’opinione pubblica».

Nonostante la sconfitta elettorale pensa di continuare il suo mandato in consiglio fino alla fine?

«Assolutamente si. Abbiamo ricevuto un mandato dagli elettori ed è nostro dovere portarlo fino in fondo. Il nostro gruppo è uscito dall’esito elettorale ancora più forte, unito, coeso e determinato a portare avanti la propria azione amministrativa. Oltre al sottoscritto, sono stati eletti come consiglieri due giovani promesse, Simone Domenichetti e Mattia Trovata. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto in campagna elettorale. In modo particolare gli ex consiglieri uscenti Luciano Domenichetti e Donato Ghiozzi per l’impegno profuso in tanti anni di amministrazione».

 di Christian Draghi

  1. Primo piano
  2. Popolari