Giovedì, 21 Novembre 2019

VOGHERA - «ASM, NOI CONTRARI DA SUBITO ALL’AMMINISTRATORE UNICO»

Il tema del reinsediamento di un consiglio di amministrazione in capo ad Asm Voghera spa accende discussioni e polemiche all’interno di Forza Italia e delle forze di opposizione. Sul tema interviene l’ex dirigente Asm ed esponente Udc Paolo Affronti, che comincia togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: «Attacchi al mio gruppo e anche alla mia persona non sono mancati da parte di esponenti di Forza Italia, partito a cui abbiamo garantito la leadership sia nelle varie fasi elettorali, sia condividendo con il  gruppo consiliare ed i nostri assessori il governo della città».

Un po’ d’ingratitudine a suo dire?

«Dico solo che Forza Italia è il partito che ha beneficiato a Voghera del nostro non trascurabile e disinteressato apporto alle elezioni europee, registrando così il miglior risultato in provincia».

Parliamo della questione Asm. Storicamente l’azienda è sempre stata governata da un CdA. Come mai si era arrivati all’amministratore unico?

«Dopo l’esperienza commissariale Forza Italia aveva addotto tra le motivazioni per la designazione dell’amministratore unico era che si trattava di una “forzata” applicazione della legge Madia, paventando il risparmio che ne derivava dal compenso di un amministratore unico invece che quello previsto per i consiglieri eventuali ed il presidente».

Voi che parere esprimeste?

«Noi eravamo contrari, così come anche esponenti della stessa Lega in consiglio comunale. In giunta gli assessori Geremondia e Battistella, in quota Udc, dissentirono con una dichiarazione in cui si faceva presente la difficoltà di gestire una azienda così complessa da parte di una sola persona. L’UDC pertanto non votò l’indicazione da dare all’azionista (cioè il Sindaco Barbieri, fattosi poi rappresentare in assemblea dall’allora vice Fiocchi)».

Questo risparmio in effetti c’è stato?

«In realtà ben presto si è tradotto nel fatto che i compensi degli ipotetici cinque del consiglio vennero incassati invece da una sola figura, l’amministratore unico Daniele Bruno nominato poi per incarico professionale nel consiglio sindacale della partecipata Voghera energia, con il compenso professionale previsto».

Nonostante questo però non avete creato problemi alla giunta…

«Esatto. Gli accordi elettorali non erano stati rispettati. Nonostante questo fatto politicamente grave l’Udc per non creare problemi alla maggioranza abbiamo preso atto della situazione».

La gestione dell’amministratore unico come è stata?

«Difficile direi. Le difficoltà di presenza dell’amministratore unico che ha la sua attività professionale a Milano, la complessità dell’azienda, una holding di grande rilevanza per i molteplici compiti affidati, vedeva la maggior parte dei poteri concentrati sul Direttore. Tanto che in una assemblea di qualche mese fu lo stesso amministratore Bruno a dichiarare che forse, anche visti i problemi sorti con le controllate di ASM, sarebbe stato opportuno tornare al Consiglio di Amministrazione. L’azienda doveva affrontare grandi sfide e un amministratore unico non era sufficiente per fronteggiare situazioni complesse che richiedono grande impegno e presenza costante.

A quel punto il sindaco ha condiviso e dato il via libera al l’iter per le indicazioni di coloro che devono comporre il consiglio di amministrazione. La candidatura del medesimo Bruno come la giudica?

«è stata presentata dal segretario di Forza Italia, forse non perché tecnico ma in virtù del fatto che risultava nella lista azzurra alle comunali».

La definizione dei nuovi assetti però ha creato non pochi problemi…

«La procedura ha registrato intoppi politici con osservazioni formulate da due sindaci che rappresentano lo zero virgola, avendo la città di Voghera oltre il 99 % delle azioni. A quel punto l’amministratore unico ha rinviato l’assemblea causando ritardi. Si arriva ad una diffida all’amministratore unico fatta dal sindaco affinché proceda alla riconvocazione dell’assemblea».

E riguardo ai compensi del nuovo CdA?

«Resta assodato che il nuovo consiglio avrà’ lo stesso compenso complessivo che oggi percepisce l’amministratore unico anche perché alcuni componenti eventuali designati, come nel caso del sottoscritto, non percepirebbero compenso alcuno».

La crisi Asm ha causato diversi malumori anche in Forza Italia. Due consiglieri si sono dimessi e l’opposizione ha chiesto la sfiducia al sindaco. Qual è la vostra posizione? 

«Noi abbiamo dichiarato che al momento non firmiamo sfiducia proposta dall’opposizione per correttezza e senso di responsabilità’. La nostra compagine esige però rispetto e lealtà quella che noi abbiamo garantito in questi anni. Non si cerchino pretesti perché l’ASM non può rimanere a detta dello stesso Sindaco in questa situazione. Val la pena ricordare che fino al 2016 con Bariani presidente ed il sottoscritto vice e con dirigenti e funzionari di prim’ordine, alcuni dei quali oggi dirigenti, Asm era considerata tra le prime trenta holding in Italia».

   di Silvia Colombini

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