Martedì, 12 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – IRONICO STUPORE DELL'ONOREVOLE ROMANIELLO NEI CONFRONTI DEL SENATORE CENTINAIO PER LE DICHIARAZIONI SUI FONDI PER IL PONTE DELLA BECCA

Attraverso un comunicato stampa l'Onorevole vogherese,  Cristian Romaniello, del Movimento 5 Stelle, replica all’intervista del Senatore Centinaio in merito ai fondi per per il Ponte della Becca. Ecco il testo del comunicato :  "Ho letto con ironico stupore l’articolo nel quale il “quasi-ex” ministro Centinaio, ha criticato il ministro Toninelli sui fondi per il Ponte della Becca. Mi ha sorpreso l’evidente impreparazione dell’esponente leghista - scrive Romaniello-  perché il Decreto di ripartizione dei fondi è un decreto attuativo e non si discute in Consiglio dei Ministri.

Durante la seduta di martedì 13 agosto,in cui si discuteva il calendario del Senato dopo l’apertura della crisi da parte di Salvini,Centinaio si è lasciato andare ad uno di quei labiali che sembrano fatti apposta perché siano ripresi (per intenderci, quelli in cui si amplifica e rallenta il movimento facciale, in modo che possa essere “letto” come labiale). Ha chiaramente detto “Ma con chi cazzo abbiamo governato”. Ebbene, il tempo è galantuomo (anche se in questo caso non ci ha fatto attendere molto). Questo signore, che ha criticato l’ottimo Patuanelli e il M5S con tale arroganza e sicumera,dimostra di non conoscere la differenza tra un decreto legge e un decreto attuativo. Perdonateci, Centinaio non l’abbiamo certamente scelto noi per una poltrona così importante. 

I soldi per i Ponti sul Po e, di conseguenza, i fondi per il Ponte della Becca ci sono e, come riportato dal ministro delle infrastrutture, è stata la Lega a bloccare l’iter di emissione del decreto. Inoltre, Regione Lombardia, con grave ritardo, sta ancora redigendo uno studio di fattibilità (e non il progetto!!). 

Il Presidente del Consiglio Conte era stato chiaro sulla trasparenza con la quale avrebbe gestito questa irresponsabile crisi di Governo voluta dalla Lega e da Salvini, ma Centinaio si mostra comunque sorpreso dalla durezza, che personalmente condivido in tutte le sue parti, del discorso del Presidente Conte. E come lo motiva? Perché avrebbero ritirato la sfiducia ieri. Quando ho sentito questa dichiarazione mi sembrava di essere a Zelig. Per favore, fate pace coi neuroni! Una settimana fa Salvini ha dichiarato che non avrebbe mai ritirato la sfiducia perché non siamo al mercato del pesce. Non possono uscire con una dichiarazione e smentirla il giorno dopo, non siamo all’asilo, su. Ha ragione Conte, manca cultura istituzionale. 

Leggo che anche sui tempi della crisi c’è grossa difficoltà in casa Lega. Centinaio dice che si può tranquillamente aprire ad agosto, mentre Giorgetti afferma chiaramente che è tutta responsabilità di Salvini e che lui lo avrebbe fatto in un momento più adatto (quando non vuoi prendere la responsabilità della legge di bilancio, ma senza rischiare così grosso sui depositi bancari dei cittadini, forse. O per non andare in esercizio provvisorio). 

Leggo la battuta polemica sul Partito della Cadrega, che Centinaio attribuisce a noi. Ebbene, Centinaio non si è ancora dimesso, ma la mozione di sfiducia è stata presentata settimane fa (non so se sia per i tanti benefici economici riservati ai ministri, ma figuriamoci se è così). Inoltre, Salvini disse a Conte di voler andare a elezioni anticipate per capitalizzare il consenso, ergo, per aumentarne il numero di poltrone. Chi è quello attaccato alla cadrega? Per fortuna, costituzionalmente, ci sono altre strade da valutare, prima di tutto dal presidente della Repubblica.

Le legislature hanno durata quinquennale anche perché, in caso di fuochi di paglia, come il forte consenso raccolto in breve tempo da persone inaffidabili come Salvini - conclude Romaniello -  c’è un tempo ragionevole per conoscere bene i personaggi con cui si ha a che fare. Come ricordato in aula dal Presidente del Consiglio Conte, per fare il Ministro ci vogliono competenze, saggezza, senso istituzionale e tutte le qualità  elencate nell’intensa e ammirevole comunicazione al Senato. Non basta essere un ( quasi ex) ministro presenzialista e una persona riconosciuta da tutti come “simpatica” che partecipa a sagre e tagli di nastri; per fare il ministro bisogna anche sapere la differenza tra un decreto legislativo e un decreto attuativo."

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