Giovedì, 14 Novembre 2019

STRADELLA - «SUL CASO OSPEDALE UNA FIGURA INDEGNA DEL VICESINDACO DI MICHELE»

Da qualche mese Piergiorgio Maggi, dopo essere stato primo cittadino a Stradella, siede nelle poltrone della minoranza cittadina. è infatti capogruppo di minoranza di Alleanza Civica La Torre. Durante il secondo consiglio comunale della nuova giunta targata Cantù e il gruppo di Maggi ha presentato varie interpellanze. La situazione in città è abbastanza “calda”, con parecchi scambi di opinione, anche e soprattutto via social network, tra i componenti di maggioranza e minoranza.

Maggi, quali temi avete portato in consiglio?

«Quello che a noi importava maggiormente era la questione legata all’ospedale. Forse la maggioranza non si rende conto che in un mese è successo di tutto nel territorio di Stradella e Voghera, con quelle dichiarazioni riportate da un quotidiano locale, virgolettate e mai smentite».

Ci spieghi meglio.

«A inizio luglio era uscita un’intervista del vicesindaco Di Michele, dove annunciava uno scambio di chiusure, che aveva concordato lui con Asst: la chiusura estiva del reparto di ostetricia di Voghera, con le partorienti che quindi sarebbero dovute venire a Stradella, in cambio della chiusura dell’ortopedia dell’ospedale stradellino, con i pazienti che dovevano andare a Voghera. Quando chiude un reparto è una sconfitta per tutto il territorio, si sa. Da qui era nato un vero e proprio caos, con raccolta di firme delle future mamme, con gli onorevoli che si erano schierati e infine con smentite da parte di tutti. Tutti, tranne Di Michele che sulla faccenda è poi stato zitto. Fino a quando, durante il consiglio, il vicesindaco ha detto di non aver mai fatto quelle dichiarazioni. Non si viene a capo di questa cosa. Non è neanche stato possibile fare un ordine del giorno comune, quindi mi viene da dire che loro, al di là delle parole ‘vuote’ di impegno nei confronti dell’ospedale, non fanno nulla. Tra l’altro, lui aveva detto di aver fatto questo accordo in quanto assessore dedicato a quel particolare settore: noi avevamo pregato il sindaco di occuparsi lui in prima persona di queste cose, visto che la sanità pubblica sta in capo al primo cittadino, ma ci siamo sentiti rispondere che ‘quando si delega, si delega’».

Qual è il suo stato d’animo adesso?

«Tristezza. Vedo troppa superficialità e disimpegno, davvero. Abbiamo lavorato per cinque anni per cercare di tenerci stretti il nostro ospedale e poi c’è chi in cinque minuti di intervista rischia di rovinare tutto».

Vede superficialità in generale?

«Assolutamente sì! In tanti mi dicono che sono cattivo e rancoroso, perché ho perso male le elezioni, e che non voglio collaborare. Tutto falso. Hanno il mio numero di cellulare e la mia mail: se mi chiamano io vado da tutti e dialogo con tutti, non è assolutamente un problema. L’unico che ha dialogato correttamente con me è l’assessore Vecchio, che ha il bilancio dei partecipati e il personale, con il quale ho fatto una sorta di passaggio di consegne perché erano deleghe che avevo io. Con lui parlo con grande piacere, è una persona seria, responsabile ed equilibrata, è un signore, che si applica e studia, non presume di sapere tutto come qualcun’altro che c’è in giunta. Ho notato anche risposte sprezzanti e superficiali anche in merito alle nostre interpellanze e quello che mi da più fastidio di tutto è il voler trasformare l’assemblea nella casa dei cittadini».

In che senso?

«Boati del pubblico presente, applausi a qualsiasi affermazione della giunta, anche alla più banale frase. Quando invece parlavo io c’era addirittura qualche fischio isolato. Non va bene così! Non siamo allo stadio, non siamo allo zoo e nemmeno in teatro. Vedo benissimo chi si comporta in questa maniera e questa ‘corte dei miracoli’ deve finire. L’assemblea deve essere sì la casa dei cittadini, ma con un confronto civile. Altra cosa che non mi sembra corretta è di dare una tempistica molto stretta per gli interventi della minoranza. Quando facevo il sindaco non ho mai tolto la parola a nessuno, non li stressavo mai e li lasciavo parlare finchè non avevano finito. Non va bene anche questo: mi sembra un’ulteriore manifestazione di debolezza e anche di arroganza. Sia chiaro che non sto dicendo che il sindaco sia arrogante, ma, a mio parere, non deve usare questi metodi. Invece ci sono, questo sì, consiglieri e assessori che arroganti lo sono. Dico sempre che bisogna saper perdere, ma bisogna anche saper vincere. è normale che per alcune cose si possa non essere d’accordo, ma ci vuole spirito di collaborazione. La mia sensazione è che ci sia una parte di questa maggioranza che non è disposta a dialogare».

Lei farà parte della Commissione del Commercio.

«Cercherò di dare una mano in questo settore. Metto a disposizione tutto il mio impegno».

Cosa ne pensa delle recenti dichiarazioni alla stampa dell’assessore Frustagli che ha detto che rinnoverà completamente il Vinuva e altri eventi?

«L’assessore ne ha parlato anche in consiglio e ha dichiarato che cambierà anche il nome e che farà risparmiare soldi alle casse comunali. Vedremo… poi parliamoci chiaro: mettiamo a paragone l’ospedale e gli eventi. Con il primo hanno fatto una figura indegna, danneggiando, con il loro silenzio, la struttura ospedaliera, mentre sulle cose ludiche mettono massima attenzione. E comunque, anche per quanto riguarda gli eventi, se ne potrebbe parlare in modo tranquillo e sereno, invece di imporre il proprio potere. Ribadisco che l’arroganza non porta da nessuna parte».

Voi di Alleanza Civica state mettendo foto sulla vostra pagina Facebook, mettendo in discussione alcune scelte che la maggioranza sta facendo per quanto riguarda, soprattutto, i lavori pubblici…

«Lo hanno fatto loro per tutti i cinque anni della mia amministrazione, facendo a noi di Alleanza Civica un ‘mazzo spaziale’ su qualsiasi cosa. Direi che bisogna saper stare al gioco e rispettare i ruoli…bisogna imparare che le critiche si fanno e si ricevono…».

Ha sempre dichiarato, dopo la sua sconfitta, che la vostra sarà un’opposizione costruttiva.

«Confermo quanto detto, ma dipende sempre anche dalla volontà della maggioranza di collaborare o meno».

di Elisa Ajelli

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