Venerdì, 22 Novembre 2019

RIVANAZZANO TERME - «STIAMO PENSANDO ALLA RIVANAZZANO DEI PROSSIMI ANNI»

Classe 1959, nativo di Montesegale ed inizialmente pavese d’adozione, si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1985, specializzandosi in Igiene e Medicina Preventiva nel 1989. Dopo lunga carriera, da un anno e mezzo è responsabile presso l’A.T.S. pavese del servizio d’Igiene Pubblica e Medicina di Comunità della nostra Provincia. Dal 2007 al 2017 è stato, per due mandati, benvoluto sindaco del paese di Rivanazzano Terme, anzi, proprio all’inizio di quel suo primo mandato si deve la nomenclatura “Terme” abbinata al nome del Paese, così come già era stata nella prima metà del secolo scorso. Dal 2017 è vice sindaco, con deleghe al Turismo e Manifestazioni, Gemellaggio e Rapporti con gli Enti Locali. Abbiamo incontrato Romano Ferrari.

Ferrari come e quando inizia il suo impegno politico ed amministrativo?

«La prima esperienza risale al 1995, quando per 4 anni sono stato consigliere comunale nella natia Montesegale e, contemporaneamente, consigliere in Comunità Montana. In seguito, a sostegno del mio interesse politico costante intervenne un amico carissimo, ahimè da poco scomparso, parlo di Giovanni Alpeggiani, che mi esortò ad impegnarmi ancora sul campo. Giovanni ed io eravamo già amici da un decennio, ma iniziammo a parlare seriamente insieme di politica ed amministrazione nei primi anni 2000. Fu lui appunto a spronarmi e sostenermi nell’impegno, diciamo, allargato che, dopo la suddetta prima esperienza, mi portò a candidarmi nel 2005 a Voghera, ove venni eletto e per 2 anni rimasi in Consiglio Comunale nelle fila di Forza Italia, a sostegno del sindaco Aurelio Torriani. Ricordo quella campagna elettorale: divertentissima, estremamente faticosa ed impegnativa al contempo, ma che mi diede enorme soddisfazione finale, e di risultato! Divenni vice presidente del consiglio comunale e presidente della commissione urbanistica».

Rimase solamente un biennio in consiglio comunale a Voghera?

«Sì, perché alla fine del 2006 venne inaspettatamente commissariato il comune di Rivanazzano Terme: allora, diversi concittadini mi chiesero di mettermi in gioco per il nostro Comune. Mi dimisi dal consiglio comunale vogherese e mi candidai appunto a sindaco di Rivanazzano Terme. Inutile sottolineare quanto, anche e forse soprattutto, all’epoca, l’appoggio di Giovanni Alpeggiani mi aiutò a realizzare quella sfida».

Indubbiamente una bella affermazione, che si è ripetuta 5 anni dopo, nel 2012, arrivando alle ultime elezioni del 2017 addirittura con lista unica, in assenza di opposizione...

«Nel 2012 ottenemmo addirittura il doppio dei voti, rispetto alla tornata precedente; e si, a seguito di una non riuscita lista di partito, non esattamente d’opposizione, già nel 2012, noi iniziammo con quegli esponenti di diversa visione amministrativa, mi passi il termine, comunque un rapporto di collaborazione, trattando in serenità e con correttezza reciproca anche argomentazioni dal loro punto di vista provenienti».

Mi scusi se la interrompo: ho sempre notato una sua predisposizione al coinvolgimento, in ruoli anche importanti, di esponenti dalla giovane età. Lo conferma?

«Glielo confermo assolutamente. Pensi che nei primi 5 anni di mandato avevamo 2 assessori sotto i 25 anni! Erano un’inesauribile fonte di idee, si trattavano tantissimi argomenti, e si lavorava sodo per mettere in campo le iniziative! Poi purtroppo, nel 2012, il nostro comune è caduto nella tagliola nazionale del contenimento del numero di consiglieri, una legge che venne applicata solo per breve periodo, visto che poi, per fortuna, qualcuno si accorse dell’inutilità della stessa... in pratica, per contenere le spese della politica, ma le assicuro che questo riferimento ad un comune come il nostro è ironico e sarcastico, ci vedemmo tagliare il numero degli eletti da 12 a 7, in riferimento al censimento del 2001, neanche all’ultimo eseguito nel 2011...! Fu solo per breve periodo, ripeto, ma ci finimmo dentro: così non riuscii più a formare una squadra come la precedente. Veda che ai nostri consiglieri viene riconosciuto un simbolico gettone di presenza».

Le aspettative per le prossime elezioni del 2022 mi paiono, quindi, serene?

«Per carità (sorride)! Adesso è il momento di lavorare per il nostro Comune, non di pensare alle prossime elezioni! E manco alla prossima campagna elettorale! Adesso lavoriamo. Per il 2022 c’è tempo, e faremo campagna elettorale quando sarà il momento».

Qual è la situazione che al momento occupa e/o preoccupa la giunta rivanazzanese?

«Stiamo pensando alla Rivanazzano Terme dei prossimi anni, mettendo in cantiere il PGT nuovo, servizi da dare al paese ed ai nostri concittadini, etc. Le prime problematiche che abbiamo individuato possono essere legate al Piano di Governo della Provincia, più precisamente il PTCP, per il quale faremo delle osservazioni nei prossimi giorni, che riguardano aree agricole considerate strategiche; soprattutto per quel che riguarda alcune zone di possibile espansione industriale, che è un altro fiore all’occhiello del nostro paese, la zona industriale intendo, dove già siamo intervenuti, e dobbiamo permettere, ove ne sia la benaugurata possibilità, proprio la stessa espansione, certamente sempre nel rispetto delle normative. Fortunatamente la nostra zona industriale non è impattante sul territorio a livello ambientale, e non presenta, né ha mai presentato, aspetti negativi da questo punto di vista. Ci tengo a precisarlo vista anche la nostra convinzione, e partecipazione al fianco della gente nella battaglia contro l’insediamento di un, ad esempio, pericoloso impianto quale fu la temuta pirolisi, del rispetto dell’ambiente a favore dei conterranei che lo abitano! In generale, comunque, indirizzeremo le nostre osservazioni, all’interno di questo confronto con gli uffici provinciali, all’ottenimento delle migliori soluzioni per il presente ed il futuro, come dicevo, per il nostro territorio, nell’intento di governare in modo razionale le possibili espansioni ed i possibili futuri cambiamenti, tenendo sempre conto delle peculiarità paesaggistiche e le risorse naturistiche delle quali ci pregiamo».

A proposito di quest’ultimo concetto: la tanto attesa greenway fino a Varzi procede?

«Non vedo al momento motivi di preoccupazione. La Provincia ha dato il via all’operazione, e ritengo sia pronto il tempo del bando d’appalto. Sul terreno del nostro Comune, la provincia strutturerà, allacciandosi all’esistente, un altro significativo percorso di congiungimento fino al comune di Godiasco. La Provincia di Pavia e Pavia Acque, che sta costruendo un acquedotto nel nostro Comune, hanno anche previsto una rete idrica che seguirà, interrata, il percorso della pista ciclabile, per risolvere alcune criticità legate appunto all’approvvigionamento d’acqua in zona collinare. Credo sia un ottima cosa».

L’ha citato in una precedente risposta, ma le richiedo un suo ricordo di un importante figura politica del nostro territorio che ci ha da poco lasciati: Giovanni Alpeggiani...

«Nell’immaginifico collettivo, come in realtà è stato, Giovanni ha rappresentato un po’, come dire, il collante politico ed amministrativo di tutta la valle, negli anni. Certamente, una figura di riferimento. Il mio ricordo è piacevolissimo. Ci siamo conosciuti ancor prima che io iniziassi a fare politica, ed immediatamente ne ho apprezzato la simpatia e l’intelligenza, esclusivamente dal punto di vista umano. Il primo incontro, ricordo, fu assolutamente casuale, ad una cena, tramite un amico comune. Nel primo decennio, diciamo, la nostra fu una molto saltuaria frequentazione “fuori casa”, a cene e/o feste estive. Devo dirle, però, che non si poteva non accorgersi di quel suo talento innato nello stimolare sia le discussioni, anche non politiche, sia i caratteri, le singole attitudini e, di alcuni, i talenti, forse... Ad esempio, io non avrei mai pensato di candidarmi a Voghera, nel 2005: lui ha stimolato la mia visione, e mi ha aiutato moltissimo a capire. Poi ho proseguito con le mie gambe, ma Giovanni c’è sempre stato, senza essere invadente, nel suo ruolo di sapiente conoscitore, soprattutto delle problematiche. Tra noi bastavano veramente due parole per inquadrare e risolvere una situazione. Siamo sempre stati in sintonia. Ed ha aiutato tantissimo anche Rivanazzano Terme, un po’ come fosse diventata la sua seconda casa... Grazie a lui abbiamo avuto eventi, ospitato personalità, unitamente a Giovanni Azzaretti abbiamo avuto ospite un Ministro, grazie a questo loro modo di lavorare sempre per il territorio: il ministro Giulio Tremonti è stato persino presente all’inaugurazione del nostro teatro!».

Vede un nuovo leader, mi passi il termine, per il territorio?

«Giovanni Alpeggiani non era un metodo. Era lui, punto. Una persona a tratti geniale, dalla grandissima intuizione. Ed uno stratega: sapeva valutare sempre causa ed effetto di ogni azione. Non è un metodo, ripeto: quindi, è irriproducibile. Sta a chi l’ha conosciuto fare esperienza di tutte quelle esperienze».

Non ha avuto la sensazione, in quest’ultimo paio d’anni, che alcuni suoi colleghi, e più in generale alcuni partecipanti alla vita politica ed amministrativa del territorio, abbiano iniziato ad allontanarsi dalla storica idea di centro-destra per confluire verso la Lega?

«Direi che è un problema più italiano, più nazionale che territoriale, questo. Mi scusi: ho detto “problema”, mi correggo... è una situazione nazionale. Forse i centristi non hanno saputo avvertire, capire questa situazione; ma non significa che dobbiamo diventare tutti leghisti (sorride). Ma non vuol neanche dire che non si possa riconoscere che un certo sistema, probabilmente, non ha funzionato. Non si spiegherebbe la perdita di così tanti voti in Forza Italia, ad esempio... In questo momento storico sta certamente funzionando la Lega, ma ritengo che comunque un’ anima moderata sia sempre viva: deve ritrovare una propria casa, probabilmente. Mi auguro che sia riconducibile ad un partito politico di un certo tipo, di un certo spessore. Chi, come me, è sempre stato in quell’area, cioè mai agli estremi, ne ha bisogno, inutile negarlo. Ed io non sono persona che si sia mai nascosta dietro ad un dito... Sennò, quell’anima moderata rimarrà sul territorio, qui, cercando le migliori soluzioni per la propria gente, di volta in volta...».

A proposito di Lega, è infatti leghista il nuovo sindaco di Varzi, che è anche il nuovo presidente della Comunità Montana, Giovanni Palli...

«Al quale va certamente il mio sincero in bocca al lupo per entrambi gli importanti incarichi! Tra noi c’è un ottimo rapporto; lo stesso vale per Godiasco, che insieme a Varzi rappresenta il binomio comunale più esteso, e sono contento vi sia sintonia anche tra di essi. Ritengo che la situazione lavorativa sia su una comune ottima linea».

Da ormai esperto, profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed amministrative del nostro territorio, come immagina invece la situazione vogherese elettorale del prossimo anno?

«Mi auguro sinceramente che il centro-destra, il centro destra tutto, intendo, a scanso di equivoci, trovi l’accordo. Sia chiaro, è una visione personale che confido a lei, senza alcun intento d’interferenza...».

Cosa si augura Romano Ferrari?

«Personalmente non saprei. Per quanto riguarda invece il nostro paese, visto l’impegno che profondono al nostro fianco tanti volontari, passionari ed appassionati, e le associazioni che ci supportano continuativamente, mi auguro di riuscire, come Giunta, ad offrire sempre i migliori servizi e proposte per la vivibilità e l’attrazione del nostro splendido territorio! E che non piova mai più (sorride) in occasione della festa andalusa, della fiera d’aprile e delle tante altre iniziative che ci stanno molto a cuore!».

 Lele Baiardi

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