Venerdì, 22 Novembre 2019

CORVINO SAN QUIRICO- «SIAMO ENTRATI SUBITO NELLA MACCHINA ORGANIZZATIVA»

Le elezioni comunali di quest’anno vedono Michele Lanati, 38 anni, in qualità di nuovo sindaco di Corvino. Insediatosi circa due mesi fa, ha dato il via ad una serie di cambiamenti che hanno come scopo prioritario il risanamento del bilancio. Ad oggi, si sono conclusi gli interventi atti alla cura del verde pubblico e del cimitero.

Per rompere un po’ il ghiaccio: cosa le piacerebbe che le chiedessi?

«Addirittura? (Ride) Non so, direi “Che aspettative hai per il futuro del tuo Comune?” Ecco, mi piacerebbe che diventasse un comune virtuoso, capace di migliorare la qualità di vita dei cittadini e di attrarre più persone, dato che uno dei problemi dell’Oltrepò è lo spopolamento; sarebbe bello invertire questa tendenza: la zona dispone di peculiarità incredibili a livello paesaggistico ed enogastronomico. Da neosindaco mi pongo l’obiettivo di permettere ai miei cittadini di vivere meglio, incrementando la qualità dei servizi, andando incontro alle loro esigenze… insomma, tramite tante piccole cose che, sommate, fanno una grande differenza».

Come si aspettava di trovare il Comune e come l’ha trovato una volta eletto?

«Essendo reduce da cinque anni di capogruppo di minoranza, avevo ben presente la situazione di estrema difficoltà in cui versava il paese, conseguenza di una serie di scelte pregresse a parer mio sbagliate, che hanno condizionato gli ultimi anni e condizioneranno anche i prossimi. Stiamo facendo fronte a questi problemi».

Le priorità, al momento, quali sono? Procederete risolvendo, in prima istanza, i problemi che il Comune si porta dietro da tempo, oppure apporterete cambiamenti immediati, che facciano da tampone a questa situazione?

«Entrambe le cose. Dato che il Comune di Corvino ha chiuso tre esercizi finanziari in rosso e in tutti e tre i casi con un disavanzo superiore ai 100mila euro, il primo obiettivo è risanare il bilancio. Al tempo stesso, però, diamo risposte ai cittadini riguardo le esigenze quotidiane: ad esempio tengo molto alla cura del verde, del cimitero e della scuola. è necessario sistemare il passato guardando contemporaneamente avanti – cosa problematica, non avendo soldi. Tuttavia, puntiamo all’efficientamento delle pur limitatissime risorse. Per fare un esempio pratico, il Comune pagava mensilmente il noleggio di sei stampanti – numero a dir poco sproporzionato rispetto alle nostre esigenze. Abbiamo provveduto a ridurle a due, in modo da tagliare costi eccessivi. Inoltre, abbiamo recuperato lo spazio del garage comunale che ci permette di rendere più efficiente il lavoro del cantoniere. In sostanza, vogliamo lavorare nel modo più intelligente possibile e far fruttare al massimo le poche risorse disponibili».

Quindi, nonostante lei sia in carica da soli due mesi, è riuscito ad avviare dei cambiamenti e anche ultimarne alcuni.

«Esatto; in due mesi abbiamo già realizzato tante cose, e altre le stiamo portando avanti. Attività come la raccolta differenziata, che qui viene fatta in un modo secondo me inappropriato, richiedono un po’ più di tempo: ci proponiamo di sistemare le procedure con l’inizio del 2020 – farlo a metà anno inoltrato sarebbe impensabile. Inoltre, in un paio di giorni, abbiamo curato e risistemato il verde pubblico con l’aiuto della provincia, che in questo caso si è mobilitata non appena interpellata – ne sono molto soddisfatto».

Dando un’occhiata al piano elettorale, abbiamo notato che il focus, oltre che sul risanamento del bilancio, era indirizzato anche sulla sicurezza e sul ripristino dei cassonetti.

«Per quanto riguarda il ripristino dei cassonetti ho già avviato un confronto con l’azienda che si occupa della raccolta differenziata. Ci incontreremo a breve ma, come ho detto, è un progetto che si attiverà dall’anno prossimo. A livello di sicurezza abbiamo provveduto alla manutenzione delle telecamere già installate, per poi aumentarne il numero, soprattutto nella parte alta del Comune, che ne è sprovvista; chiaramente il piano è pensato lungo cinque anni. Ovviamente, teniamo sempre conto della mancanza di fondi. Per sopperire a questo problema è indispensabile partecipare ai bandi e collaborare con i paesi limitrofi per darsi una mano a vicenda. Ad esempio, noi siamo in unione dei comuni con Mornico e Oliva Gessi, in più ho avviato un dialogo anche con il sindaco di Casteggio – neoeletto anche lui, tra l’altro».

Veniamo al problema che contraddistingue in generale l’Oltrepò: com’è la situazione strade a Corvino?

«Premetto che Corvino possiede alcune strade di pertinenza provinciale, altre di pertinenza comunale. Per quelle che presentano più problemi, da una parte non possiamo fare molto se non segnalare a chi di dovere chiedendo alla provincia di occuparsene, dall’altra non disponiamo dei fondi necessari ad asfaltare completamente. Anche in questo caso, nell’arco dei cinque anni, speriamo di partecipare a dei bandi che ci permettano di rimediare. Ci sono almeno un paio di strade comunali, in particolare la strada del Mazzolino, che effettivamente avrebbero bisogno di essere sistemate. In questa fase non possiamo riparare per intero ai danni, ma c’è stato un pronto intervento immediato che agisse da tampone provvisorio. Comunque, noi, qui, siamo fortunatamente messi un po’ meglio rispetto ad altre realtà».

Lei non è “solo” sindaco, ma anche conduttore di “Tv Click” su Telenova. “Tv Click” si occupa di creare un dibattito sui video virali del web per poi trarne delle conclusioni a livello sociale. Inoltre, un altro dei punti della campagna elettorale – che, in aggiunta, era reperibile su Facebook – aveva l’obiettivo di estendere la banda larga a tutto il Comune. Quanto può essere importante internet nella vita di un paese dell’Oltrepò?

«Il web per me è molto importante: abbiamo un profilo Facebook da anni e abbiamo creato una pagina apposita per la campagna elettorale, con la quale raggiungere le persone in maniera più veloce e facile. Io resto sempre convinto del fatto che il confronto faccia-a-faccia sia sempre il più efficacie e che non debba essere sostituito dalla rete. Tuttavia è una risorsa importante: ad esempio, contattare i cittadini tramite posta, tramite lettere, ha dei costi non indifferenti; internet, in questo caso, accelera il processo e abbatte i costi. Stiamo valutando di creare un’ulteriore pagina Facebook dedicata solamente a Corvino e ci stiamo adoperando per migliorare la rete. Essendo un piccolo comune dobbiamo dipendere comunque da diversi contributi. Esistono iniziative che ci vengono incontro senza dover affrontare quasi nessuna spesa, ma essendo a numero chiuso è molto difficile accedervi».

Spostiamoci nel contesto elezioni: secondo lei, quali fattori hanno contribuito alla sua vittoria? Si aspettava questo risultato?

«Innanzitutto devo ringraziare la popolazione, perché vincere con il 74% dei consensi è stato un successo clamoroso, un grande attestato di fiducia da parte dei cittadini. Diciamo che mi aspettavo la vittoria, ma non un risultato del genere. Credo sia dipeso dal fatto che la popolazione ha prima di tutto percepito la difficoltà in cui si trova Corvino, ha valutato la nostra proposta e l’ha ritenuta seria. Noi, a parer mio, abbiamo lavorato molto bene in campagna elettorale, cercando di informare in maniera dettagliata le persone, che avevano un sentore generale dei problemi del loro paese, ma senza esserne consapevoli così tanto nello specifico. Devo dire che ha anche contribuito il lavoro svolto come minoranza nei cinque anni precedenti: l’elezione è stata la fine di un percorso che ne ha aperto un altro. L’esperienza di capogruppo di minoranza ha fatto sì che, appena insediato, avessi già precisi in mente gli interventi che andavano o vanno fatti. Le problematiche sollevate prima di diventare sindaco, ora sto lavorando per risolverli. Sono emerse la volontà di cambiamento e la serietà di questa amministrazione nuova, giovane, composta da persone perbene e impegnate».

Si è mantenuta una continuità tra minoranza e nuova amministrazione comunale?

«Sì. Io mi sono ricandidato insieme ad altri due consiglieri di minoranza uscenti, che ora sono in giunta comunale: uno è vicesindaco, l’altro assessore. Tra le file dell’opposizione abbiamo iniziato, in prima istanza, ad approfondire una serie di questioni interne al Comune e a sollevare, poi, i problemi che riscontravamo per informare la popolazione. Ora siamo passati alla fase operativa, in cui queste complicazioni tentiamo di risolverle. Nonostante la situazione parecchio ostica da gestire  – perché abbiamo ereditato dei problemi, ma nel frattempo il Comune deve andare avanti – il fatto di avere già esperienza amministrativa ci permette di bruciare le tappe: siamo entrati subito nella macchina organizzativa».

Trovarsi nei panni di sindaco, quindi, anche a livello umano, è stato un grande shock?

«Non è stato un passaggio traumatico perché il Comune già lo conoscevo molto bene; pur essendo giovane ho iniziato a fare il consigliere comunale a 23 anni. Ero consapevole degli ostacoli che ci sarebbero stati, avendo analizzato chirurgicamente tutti i documenti che il Comune, negli anni, mi ha messo a disposizione».

Il risultato delle elezioni è stato abbastanza esplicito riguardo il rapporto che lei ha con i cittadini. Riscontra feedback positivi anche relazionandosi direttamente con loro?

«Io mi ritengo una persona molto disponibile, aperta al dialogo e al confronto senza scappare dalle mie responsabilità di sindaco. L’amministrazione ha l’obbligo di confrontarsi quotidianamente con i cittadini e di ascoltare le problematiche poste: questi due mesi sono stati improntati su questo tipo di atteggiamento. Le porte del municipio sono sempre aperte; chi ha bisogno di incontrarmi sa che mi trova lì quasi tutte le mattine, sempre il sabato e il lunedì e le altre mattine a seconda dei miei impegni lavorativi; se qualcuno ha necessità di parlare è sufficiente che venga in municipio o prenda appuntamento. C’è massima disponibilità da parte mia nei confronti degli abitanti, con i quali ho davvero un buon rapporto, come testimonia il risultato delle elezioni ma non solo; a livello puramente umano c’è sempre stato un feeling positivo tra me e la popolazione».

Per quale iniziativa o progetto si augura di poterci incontrare di nuovo in futuro?

«Il mio più grande successo sarebbe riuscire a risanare le casse comunali perché la situazione è veramente drammatica. è l’intento a cui sto cercando di lavorare moltissime ore al giorno e, oltre a essere attivo, qui, fisicamente, lo sono poi con la mente anche a casa o in altri contesti. Spero di poter realizzare più avanti un’intervista in cui parliamo del bilancio risanato; sarebbe per me un risultato straordinario».

di Cecilia Bardoni

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